Meridiana: Zoccheddu (Cisl), con quale coraggio parla Pigliaru?

Cagliari, 30 giugno 2016 – “È francamente sconcertante leggere la nota stampa della Presidenza della Giunta regionale sui meriti che si attribuiscono per la soluzione della vertenza Meridiana. A parte il cattivo gusto di festeggiare la conclusione di una vertenza che lascia fuori dal perimetro aziendale 400 dipendenti, 400 famiglie senza futuro, sarebbe stato molto meglio rammaricarsi per la perdita dei posti di lavoro invece di attribuirsi meriti inesistenti. La responsabilità, nel bene e nel male, della chiusura della vertenza è per intero nel lavoro di sindacati e governo”. Lo afferma, in merito alla ‘soluzione’ della vertenza Meridiana, il segretario generale FIT CISL Valerio Zoccheddu, a proposito delle dichiarazioni del Presidente della GIunta Regione della Sardegna Francesco Pigliaru.

“Questa Giunta si è completamente disinteressata delle sorti di una grande azienda della Sardegna con centinaia di posti di lavoro e, se possibile, ha addirittura aggravato la situazione con la cancellazione della CT2. La memoria corta del Presidente Pigliaru – dice il sindacalista -non lo aiuta a ricordare le dichiarazioni del suo Assessore ai trasporti nel consiglio comunale di Olbia convocato appositamente dall’allora sindaco Giovannelli il 12 maggio del 2014 alla presenza di tutte le OO.SS. L’assessore dichiarava testualmente: Meridiana è un’azienda privata e la Giunta regionale non si può occupare delle vicende di un’azienda privata”.

“Qualche giorno dopo il Papa, a differenza del nostro assessore –prosegue Zoccheddu -, faceva invece sentire la sua voce per chiedere a chi aveva la responsabilità di intervenire per dare risposte al dramma delle famiglie a rischio della perdita del lavoro. L’unica iniziativa assunta dall’assessore è stata, appunto, a danno di Meridiana con l’eliminazione della CT2. Quali meriti si vuol far credere abbia avuto questa Giunta? Tacere sarebbe stata di gran lunga la scelta migliore”.

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Ambiente: ‘La Casa verde C02’ presenta primo forno tessile a cottura solare al mondo

 

Cagliari, 30 giugno 2016 – Ha destato tanta curiosità il primo forno tessile del mondo, sperimentato questa mattina per la prima volta pubblicamente nel mercato di Campagna Amica in piazza dei Centomila a Cagliari. Si tratta del forno tessile a cottura solare ideato dall’associazione “La Casa Verde CO2.0” con il quale sono stati cucinati i culurgiones e i bianchini che sono andati a ruba.

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Il forno è stato realizzato al telaio come un tappeto. E’ un ottimo “catturasole” ad alta efficienza energetica, funziona solo con raggi del sole, in ogni stagione dell’anno, grazie ai suoi leggeri spicchi di tessuto orientabili, garantendo così una cottura salutare, pratica e priva di inquinamento. E’ molto pratico anche come struttura. “Può viaggiare a piedi (sta dentro una borsa), in bicicletta, in barca, nel passeggino, nello zaino” spiegano da Casa verde CO2.0. “E’ inoltre ultra leggero, resiliente, si piega come un giornale, pesa come un libro e si trasforma rapidamente in forno, ma anche contenitore e correttore acustico”.

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A mostrare il funzionamento del forno c’era una delle ideatrici Daniela Ducato, insieme all’antropologa Alessandra Guidoni, mentre “al sole”, per cucinare c’era la cuoca Raffaela Pani. “E’ un forno pratico che piace tanto alle donne – ha detto Daniela Ducato -, pratico, in quanto è piccolo e si trasforma anche in borsa per trasportare gli ingredienti. Inoltre oltre che rispettoso dell’ambiente lo è anche della salute delle persone in quanto consente al cibo di conservare tutte le sostanze benefiche”.

“E’ una grande innovazione che va a braccetto con i prodotti di Campagna Amica, quelli di stagione ed a km0 con sapore e la storia del territorio che li produce – è il commento del presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Non a caso la location scelta per sperimentarlo è stato proprio il mercato di piazza dei Centomila”.

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“Con Daniela Ducato è il suo team collaboriamo con piacere – prosegue il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – perché queste sono le innovazioni e le tecnologie che ci piacciono, quelle glocal, dove si pensa globale e si agisce locale. Il forno ne è l’esempio per il know-how e le sinergie che ci sono dietro ma allo stesso tempo per i materiali utilizzati per realizzarlo ed i prodotti che si intendono cucinare”.

AGRICOLTURA: IN CAMPIDANU MENDULA PRONTA A SCUDI

Mandorlo pianta addomesticata prima dell’invenzione dell’innesto

Cagliari, 30 giugno 2016 – Che il Mandorlo fosse un simbolo di promessa per la sua precoce fioritura, che simboleggia “l’improvvisa e rapida redenzione di Dio per il Suo popolo dopo un periodo in cui sembrava lo avesse abbandonato” si sapeva. Ma che anche i suoi frutti maturassero con altrettanta precocità nel mese di Giugno, non sempre è stato rilevato. Chiaramente c’è precocità e precocità. Le cultivar scandiscono i tempi di maturazione a seconda della specie e sulla base del loro periodo di fioritura vengono scelte dagli agricoltori per essere messe a dimora.  Di norma, dove le gelate possono compromettere la fioritura si ricorre alle varietà tardive. Di conseguenza i frutti delle specie più diffuse si raccolgono da fine agosto e a tutto settembre.  Però, alzare gli occhi sulla chioma, e al 30 Giugno scorgere le mandorle col loro naturale colore di maturazione, libere dal mallo, fa un certo effetto. Questa pianta è stata osservata, a partire dal 20 di giugno c.a. da Martino Muntoni, Direttore del settore Piante arboree di Agris Sardegna. Gli agricoltori del Campidano di fronte a questa anticipazione del ciclo produttivo non esiterebbero a dire “esti pronta a scudi”. Quest’albero, i ricercatori di biodiversità locali, potranno osservarlo sulla SP Serrenti Serramanna, nei pressi dell’ingresso per Serramanna. Un’altra curiosità: il frutto del mandorlo selvatico contiene glucoside amigdalina, che si trasforma nel mortale acido cianidrico. E’ risaputo che dopo la coltivazione e l’addomesticamento, le mandorle divennero commestibili ma prima di consumarle come si fa attualmente, in origine una volta liberate dal guscio, venivano arrostite per renderle mangiabili. Evidentemente, in antichità, la necessità di nutrirsi con dei cibi di alto pregio, aguzzava l’ingegno dei nostri antenati; pratica da rispolverare sollecitamente al giorno d’oggi. Invece le mandorle domestiche non sono tossiche; Jared Diamond ritiene che una mutazione genetica ha determinato la scomparsa del glucoside amigdalina; questi esemplari mutanti sono stati coltivati da antichi agricoltori. Secondo alcuni studiosi, le mandorle furono uno dei primi alberi da frutto a essere coltivati grazie “all’abilità dei frutticoltori a selezionare i frutti. Così a dispetto del fatto che questa pianta non si presta alla propagazione tramite pollone o tramite talea, esso doveva essere stato addomesticato perfino prima dell’invenzione dell’innesto.” 

Fulvio Tocco

Energia: Snam, tra i nuovi business metanizzazione della Sardegna

Lai (Pd), conferma degli impegni che Regione e Governo stanno costruendo per l’Isola

Cagliari, 29 giugno 2016 – “Il nuovo piano strategico di Snam 2016-2020 presentato oggi agli investitori a Londra, oltre ad importanti notizie come la scelta di procedere alla separazione di Italgas e la successiva quotazione in borsa, presenta anche tra le nuove opportunità di business su cui la multinazionale italiana intende concentrarsi anche la metanizzazione della Sardegna.” cosi scrive nel suo blog il senatore Pd Silvio Lai in merito alla presentazione del piano SNAM 2016-2020.

“Si tratta di una conferma indiretta degli impegni che Regione e Governo stanno costruendo per il Patto della Sardegna con la progettazione e la costruzione della rete interna fondamentale a carico di Snam e della tariffa nazionale.”

“La richiesta di procedere attraverso SNAM per la parte di progettazione e costruzione della rete era stata anche oggetto di due mozioni sulla situazione dell’isola presentate in Parlamento dai parlamentari sardi e votate con ampia maggioranza nelle quali si impegnava il Governo in questa direzione. Non significa – conclude il senatore Dem Silvio Lai – che la metanizzazione è cosa fatta ma che se un’azienda quotata presenta ai suoi investitori un quadro di questo genere significa che non si tratta di impegni generici ma di valutazioni che sono già in stato di avanzamento.” 

Meridiana: Pigliaru, bene accordo nonostante “disagio” lavoratori

Bruxelles, 29 giu. 2016 – “Comprendiamo il disagio dei lavoratori Meridiana che rischiano il posto di lavoro, ma deve essere riconosciuto che l’accordo raggiunto è un buon accordo perché consente a Meridiana di continuare a operare, e speriamo anche a crescere, e perché riduce in modo molto significativo la perdita dei posti di lavoro rispetto a quanto sarebbe altrimenti avvenuto. Per questo riconosciamo il grande lavoro svolto dal Governo e dal ministro Graziano Delrio e dal viceministro Teresa Bellanova; un percorso lungo e difficile sostenuto dalla Giunta regionale in tutti i passaggi”. Lo afferma il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru da Bruxelles, dove è impegnato nei lavori della Commissione Enve del Comitato delle Regioni, a proposito della soluzione della vertenza Meridiana.

DIFESA: PILI (UNIDOS) CAPO FRASCA E SARDEGNA DISCARICA DI STATO, INTERVENGA LA MAGISTRATURA

TRASMESSO STAMANE ESPOSTO ALLA PROCURA DI CAGLIARI

Cagliari, 29 giugno 2016 – “La Sardegna trasformata in una mega discarica di Stato. Ministri, generali e quant’altri devono rispondere alla giustizia di aver trasformato un sito protetto in discarica di rifiuti pericolosi interrando di tutto.  Aver trasformato Capo Frasca in una mega discarica di rifiuti inquinanti, pericolosi e mortali è un reato che va perseguito in tutta la linea di comando che ha messo in atto questo vero e proprio disastro ambientale. A questo si aggiunge la devastazione di un sito archeologico cancellato a colpi di ruspa. La magistratura deve intervenire su questo misfatto di stato e la regione deve costituirsi parte civile. I commenti superficiali di qualche esponente delle istituzioni è un grave tentativo di omettere quanto è avvenuto. Si tenta come al solito di far calare un velo pietoso e di silenzio con il solito obiettivo di proteggere amici e amichetti. Per questo motivo stamane ho inoltrato alla Procura di Cagliari un articolato esposto denuncia dove si chiede l’immediato intervento dei magistrati per evitare che si continui ad occultare e nascondere questi gravi reati. La presenza dichiarata di amianto in quantità ciclopiche, si parla di 10.000 tonnellate di materiale inquinato, è un fatto di una rilevanza inaudita che merita un’attenzione e una severità senza precedenti. Tutto questo sarebbe rimasto nascosto e occultato se non avessi divulgato le immagini inquietanti che testimoniano il disastro compiuto sia sul piano ambientale che archeologico. E a questo si aggiunge che le piramidi costruite a monte dello sbancamento avevano tutte le caratteristiche tese a nascondere la verità sui fatti. E in questo caso sarà eloquente la documentazione fotografica che ho trasmesso alla Procura tesa a dimostrare come si stava occultando il tutto con indicazioni fuorvianti se non false dei contenuti di quelle mega discariche”.

Lo ha detto stamane il deputato sardo di Unidos Mauro Pili comunicando di aver trasmesso alla Procura un esposto denuncia sui fatti di Capo Frasca. Sullo stesso caso Pili ha presentato stamane un’articolata interrogazione parlamentare al ministro dell’ambiente, della difesa e dei beni culturali.

“La gravità della distruzione in atto costituisce presupposto per richiedere il sequestro preventivo dell’area oggetto del disastro, l’accertamento del danno, l’individuazione dei responsabili e il risarcimento del danno materiale, economico e morale compreso il ripristino dei luoghi – ha scritto Pili nell’esposto. Si tratta di veri e propri reati penali considerato che i seguenti articoli del codice penale dispongono:

art. 733-bis c.p. (Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto)

Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all’interno di un sito protetto o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda non inferiore a 3.000 euro.

art. 733 c.p. (Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale)

Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda non inferiore a euro 2.065. Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata.

Art. 734 c.p. (Distruzione o deturpamento di bellezze naturali)

Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell’autorità, è punito con l’ammenda da euro 1.032 a euro 6.197”

“Capo Frasca è a tutti gli effetti “habitat all’interno di un sito protetto” , ovvero pienamente coincidente nella fattispecie definita dall’art.733-bis c.p.. Per questo motivo nessuno deve restare impunito. A questo – aggiunge Pili – deve seguire l’obbligazione risarcitoria a carico di «chiunque realizzando un fatto illecito, o omettendo attività o comportamenti doverosi, con violazione di legge, di regolamento, o di provvedimento amministrativo, con negligenza, imperizia, imprudenza o violazione di norme tecniche, arrechi danno all’ambiente, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte».

“I Ministeri competenti per la tutela del Sito di Importanza comunitaria devono individuare tutte le responsabilità e conseguentemente adottare tutte le iniziative in sede di autotutela e di risarcimento dei danni causati. A questo si aggiunge che devono essere individuati tutti i responsabili e la catena di comando che hanno disposto l’occultamento, interrandoli, di tali agenti inquinanti e letali per la salute umana. Nessuno – ha concluso Pili – deve restare impunito. La Sardegna non può essere trasformata in una discarica a servizio di uno Stato vigliacco che protegge l’ambiente della Sardegna nascondendo sottoterra rifiuti pericoli e mortali”.

Agricoltura:Regione, on line bando ‘Terra ai giovani’ = 700 ha di terre incolte a disposizione giovani

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Cagliari, 29 giugno 2016 – È online sul sito internet della Regione Sardegna il bando “Terra ai giovani” realizzato dall’Agenzia agricola Laore. Il progetto, frutto della collaborazione fra l’assessorato dell’Agricoltura, la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, punta a favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a ripopolare le aree rurali dell’Isola.

Ben 700 ettari di terre incolte, di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna, sono state messe a bando in 11 lotti, con una concessione in affitto agevolato per 15 anni, eventualmente rinnovabili una sola volta. Otto i territori interessati dal provvedimento: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito. Destinatari del progetto sono i giovani che non abbiano superato i 40 anni.

Priorità sarà data a chi presenta progetti aziendali innovativi nella produzione, trasformazione e commercializzazione. Priorità anche a chi ha seguito studi specifici e a chi dimostri capacità ed esperienza lavorativa. Uguale attenzione sarà rivolta a chi aderisce a Organizzazioni di produttori, cooperative agricole e sociali, Consorzi di tutela o altre reti d’impresa. Una premialità è riconosciuta inoltre per gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti. Gli interessati dovranno presentare le domande entro il 31 agosto 2016. Il bando e tutti gli allegati sono consultabili al link: http://goo.gl/4iFId8

I 700 ettari sono una prima fase del progetto Terra ai giovani che, nei prossimi mesi, interesserà altre centinaia di ettari in tutta l’Isola. L’agricoltura è pilastro fondamentale dell’economia sarda, lo è stato fino a oggi, con un incremento di circa 7000 occupati nel 2015, e come Regione si sta investendo affinché lo sia, ancora di più domani, attraverso le energie e i progetti dei giovani.