Scuola: Pinna (Pd), no a soppressione classi all’Istituto ‘Volta’ di Guspini

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Amara sorpresa ed esordio tribolato per gli studenti e i genitori della 3^ Classe dell’istituto “Volta” di Guspini

Guspini,12 set. 2016 – Il consigliere regionale del Pd Rossella Pinna in prima linea insieme agli studenti, ai genitori, al Consiglio d’Istituto e alle istituzioni locali, in difesa delle classi e del percorso formativo ad indirizzo socio-sanitario dell’Istituto A. Volta di Guspini (nella foto da Google Maps). “Interrompere un indirizzo di studio dopo due anni, afferma la Pinna, ritengo che non abbia motivazioni così forti né dal punto di vista culturale, né economico. Stiamo parlando della eliminazione in un sol colpo, di due classi terze (diurna e serale) appartenenti al corso per Tecnici per i Servizi Socio Sanitari, frequentata con fatica e impegno anche dagli studenti lavoratori”,spiega la Pinna.

Una decisione che sembrerebbe non aver valutato adeguatamente le conseguenze sociali, economiche e formative, di un territorio in continua emergenza come quello di cui il Medio-Campidano è, purtroppo, portatore, con il rischio di annullare una competenza e una qualificazione in parte acquisita. “Una decisione basata esclusivamente sui numeri – prosegue – , che non tiene conto neanche di aspetti fondamentali come il disagio logistico o i costi di trasporto per le famiglie degli interessati, obbligati, nel migliore dei casi, alla scelta di iscrivere i propri figli negli Istituti di Oristano o Cagliari.  A metà percorso formativo, il sogno si interrompe anche per chi con enormi sacrifici, concilia famiglia, lavoro e studio nei corsi serali”.

“Questa misura taglia-classi – continua il Consigliere regionale del Pd – , peraltro mal si concilia con le politiche antidispersione poste in essere dalla Regione e dal MIUR,e nega irrevocabilmente il diritto allo studio sancito dalla Costituzione italiana. Qualunque strategia pedagogico- didattica non può che essere finalizzata al mantenimento degli studenti a scuola per non pregiudicarne la frequenza o impedirne il proseguo in un cammino educativo comune già intrapreso, come nel caso specifico, e finalizzato a dare una specifica competenza in un settore capace di aprire spazi nel difficile mercato del lavoro”.

“Mi auguro – afferma la Pinna – che si intervenga al più presto e che la decisione venga rivista e modificata con la giusta attenzione e sensibilità, considerando che oltre i precisi parametri numerici esistono anche specifiche deroghe per il superamento del problema. I presupposti – conclude – ci sono tutti, serve una precisa volontà politica che viene richiesta all’assessore competente per restituire speranza agli studenti, alle studentesse e a tutti i soggetti interessati”.

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Scuola: Regione, 9 mln a Comuni per servizi per istruzione a favore studenti con disabilità

Cagliari, 2 ago. 2016 – Nove milioni di euro per la gestione dei servizi per l’istruzione, a favore degli studenti con disabilità, sono stati stanziati dalla Regione Sardegna e saranno ripartiti tra Comuni e Province. Per garantire il diritto allo studio e l’inclusione scolastica, è stato adottato questa mattina dall’Esecutivo il provvedimento proposto dall’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino, per l’anno scolastico 2016-2017. Le risorse saranno assegnate a Comuni e Province in base alle relative competenze, e in misura proporzionale al numero di studenti disabili che frequentano le scuole dell’obbligo: primarie e secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado. Le risorse regionali vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate dagli enti intermedi e saranno assegnate con una anticipazione dell’80% della cifra disponibile.

Scuola: Pnna (Pd), riaprire subito le elementari di Segariu

“Riaprire la scuola a Segariu”. E’ la richiesta del consigliere regionale del Pd Rossella Pinna, prima firmataria, insieme al gruppo del Pd e ad Alessandra Zedda della minoranza, di un’interrogazione all’Assessore della Pubblica Istruzione, beni culturali, spettacolo e sport, Claudia Firino dopo la decisione della Regione di non aprire la scuola elementare di Segariu, per la quale c’è stata, in municipio e guidata dal Sindaco, una infuocata assemblea dei genitori degli alunni che rifiutano di portarli a scuola a Furtei.

“Col Piano di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche per l’anno 2015/2016, spiega  Rossella Pinna, su indicazioni dell’Assessore della Pubblica Istruzione, è stato soppresso il Punto di Erogazione del Servizio (PES) afferente la Scuola primaria del Comune di Segariu, nel territorio del Medio Campidano”.

Il Sindaco di Segariu, già nella fase di approvazione provvisoria del Piano 2016/2017 aveva evidenziato all’Assessore competente un incremento del numero degli alunni, da 30 a 42, (di cui 3 alunni con handicap grave), e pertanto, a fronte di tale condizione, prevista dalle linee guida regionali per la riapertura del Punto di erogazione del servizio, aveva avanzato richiesta per il riesame del Piano.

Il 20 febbraio 2016 in seguito alle manifestazioni di protesta delle famiglie e dei genitori degli alunni interessati, l’Assessore affermava pubblicamente che… il piano di dimensionamento scolastico non è rigido, e dove la situazione si evolve, o i numeri cambiano, ogni anno si aprono finestre per verifiche ed eventuali modifiche”. Ma mentre analoghe osservazioni proposte da altri Comuni sono state accolte, su Segariu non vi è stata alcuna decisione in merito e dunque la scuola, sembra destinata a restare chiusa.

Rossella Pinna : “Sostengo convintamente le richieste del sindaco di Segariu e della sua comunità e condivido la preoccupazione per i disagi di ordine pratico ed economico che 42 alunni, di cui 3 con bisogni speciali, dovranno subire anche il prossimo anno scolastico, se sarà confermata la chiusura della Scuola primaria. L’Amministrazione di Segariu ha sempre cercato il dialogo e la condivisione con le Istituzioni preposte, portando le ragioni di un piccolo centro che, nell’anno scolastico appena concluso, si è dovuto far carico anche del 90% dei costi per il trasporto degli alunni verso il comune di Furtei. Spero, pertanto, che l’Assessore riveda prontamente il Piano, consentendo la riapertura del Punto di erogazione del servizio di Segariu, come previsto dal Piano Provinciale approvato dai sindaci nella Conferenza Scolastica a dicembre del 2015”.

Scuola: all’Agrario di Elmas l’incontro felice tra pubblico e privato per un caseificio didattico

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L’Azienda dell’Istituto produce e vende anche vino, miele ed ortaggi

Cagliari, 9 Aprile 2016  – Un capannone chiamato ‘caseificio’, ma da quando fu costruito, nel 1995 era vuoto, neppure accatastato, senza fogne ed energia elettrica. Lo trovarono così i presidi dell’Istituto Agrario ‘Duca degli Abruzzi’ di Elmas (Ca), quando, dopo il referendum per l’autonomia Elmas da frazione di Cagliari diventò Comune autonomo. Nessuno si prendeva l’onere dell’accatastamento e quello stabile era un fantasma. Fino a quando due presidi illuminati, Gian Piero Liori e l’attuale dirigente Maria Gabriella Epicureo, con la passione del professor Ninni Angioni, chimico e docente di Industria Agraria, sono riusciti a fare un vero e proprio miracolo: “Realizzare, da un capannone vuoto, un gioiello di tecnologia e tradizione, con produzioni uniche ed inimitabili e ad avviare un rapporto di interazione con i privati coinvolgendoli, non solo per produrre formaggi vaccini di altissima qualità organolettica, ma in un progetto didattico, scientifico e professionale di alto livello”, spiegano la Epicureo e Angioni.

“Non senza poche difficoltà. Almeno tre anni di lotte burocratiche che ci hanno sconfortato e fatto meditare di mollare. Ma alla fine abbiamo resistito”, dice la dirigente scolastica Maria Gabriella Epicureo, carica di passione per la scuola e forte sostenitrice del connubio scuola-privato. A cent’anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1885, l’Istituto ‘doveva’ risolvere il problema di quel capannone vuoto e renderlo produttivo, nonostante “fossimo stati abbandonati dalle istituzioni regionali e nazionali”. Docenti e dirigenti decidono di bandire una gara per trovare le risorse economiche e un casaro, un imprenditore, con un requisito fondamentale: avere esperienza professionale in campo della didattica e della formazione. Non che in Sardegna mancassero professionalità in campo lattiero-caseario, ma nessuno, forse per diffidenza e certamente per mancanza del requisito fondamentale sulla didattica, ha vinto il bando.

Arriva il casaro dalla Campania. Vince il bando un imprenditore lattiero-caseario campano,Vittorio Vergara, che porta a Cagliari la sua esperienza di imprenditore e di docente. Inizia la trafila per l’allestimento del caseificio, con l’acquisto delle attrezzature, e con 140 mila euro inizia a prender forma l’impresa che sembrava impossibile. Solo la burocrazia stava per mettere fine al progetto, ma poi la tenacia della preside e del professore di Industria Agraria hanno vinto la battaglia per ottenere le autorizzazioni, le certificazioni sanitarie, antinfortunistiche, fino al coronamento di un sogno: l’Istituto riesce ad ottenere “il riconoscimento da parte dell’Unione Europea con l’assegnazione di un numero di riferimento specifico. Certamente uno dei pochi esempi in Italia. Il formaggio ovino di riferimento, una caciotta, dell’Istituto Agrario con il nome Iris. Ancora una volta, purtroppo è mancata la Regione. Assessore all’Agricoltura e Istruzione assenti -, dice Angioni -, senza polemica”. Un mese fa l’inaugurazione con l’avvio della produzione.

E allora ecco che gli alunni vestono il camice bianco, la cuffietta igienica, gli stivali bianchi e assistono alla lezione pratica in caseificio,producendo mozzarelle e provole come dall’esperienza del casaro campano e, per un giorno alla settimana, formaggi ovini da latte sardo. E la preside e il prof di Industria Agraria incassano la soddisfazione degli alunni, coinvolti nella lavorazione del latte, dalla raccolta alla cagliata, alla responsabilità della conservazione e stagionatura dei formaggi fino a quella della vendita. “Una soddisfazione”, dice uno studente della Terza classe impegnato a rifornire lo spaccio, così come una tirocinante appena diplomata: “Una grande piacere mettere in pratica quel che si impara in teoria in classe”.

Oggi l’Azienda agricola dell’Istituto, con propria personalità giuridica e fiscale di impresa agricola, è una realtà altamente produttiva e remunerativa: “Siamo riusciti, con una buona sinergia, a coniugare l’aspetto formativo di alta qualità con l’aspetto produttivo per aumentare la redditività dell’Azienda”, spiega la preside mentre mostra le qualità di prodotti presenti nello spaccio del caseificio: formaggi vaccini e ovini, “quelli della tradizione sarda, l’Iris, prodotto con fermenti latici locali, non importati dal continente”,afferma Angioni. Miele, ortaggi, olio, formaggi appunto e cinque tipi di vino, tre Igt e due Igp, vengono prodotti nelle serre, nei vitigni e negli oliveti dell’Istituto. E vengono venduti allo spaccio “permettendoci di sostenere i costi vivi come la manutenzione dei trattori e dei macchinari agricoli, dell’energia elettrica, delle spese per la didattica pratica”, spiega la preside.

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Insomma, il “Duca degli Abruzzi”, istituito nel 1885 per far formare i tecnici per far fronte alla crisi agricola che colpì la Sardegna, è oggi una realtà didattica di primo piano e di livello eccellente: “Ma vogliamo migliorarci – spiegano la Epicureo e Angioni -. Da quest’anno con un contributo economico volontario (non a pagamento, precisano) gli alunni possono accedere ad un’offerta formativa che consentirà loro di frequentare corsi di inglese con insegnanti madrelingua e di informatica che li qualificheranno a livello europeo. Ancora – proseguono – in cinque anni potranno fare 2000 test di accesso all’università, 10mila in 5 anni”. Puntano al top per permettere “ai ragazzi di iscriversi a qualsiasi università europea”.

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Le proposte dell’Istituto alla Regione Sarda. “Dopo un rapporto storico con l’Istituto, la Regione sarda è però sparita. Non si vuole fare polemica, vogliamo solo incontrare l’assessore dell’Agricoltura e quella dell’Istruzione per presentare i risultati ottenuti e fare tre proposte” spiega Angioni. La scuola vuole essere punto di riferimento per la conservazione della tipicità dei formaggi sardi, per la realizzazione di scotta, innesto e siero innesto e per veicolare tecnologie produttive che facciano della tipicità il punto di riferimento delle produzioni, per i minicaseifici del sud Sardegna e non solo”, spiegano i dirigenti.

La seconda: il “Duca degli Abruzzi” si candida per la creazione di una banca dati aggiornata, divulgata dai media, che valuti, periodicamente le caratteristiche chimiche, microbiologiche ed organolettiche dei formaggi presenti sul mercato evidenziando le stesse, codificando i prezzi e soprattutto il rapporto fra qualità e prezzo al fine di fornire ai consumatori un punto di riferimento significativo ed imparziale e costringere gli operatori a migliorare le proprie produzioni.

Terza ed ultima proposta operativa: “La Regione individua, tramite i tecnici dell’Agenzia regionale Laore, terreni, locali e strutture nella disponibilità del pubblico. Studia sulla base delle caratteristiche di questi immobili un attività imprenditoriale sostenibile, redige un business plan, da un adeguata dotazione finanziaria per l’avvio dell’impresa e fa un bando per 5 diplomati dell’Istituto Agrario che hanno la volontà di operare in agricoltura e che non hanno terreni a disposizione”.

(E.C.)

Scuola: Pinna (Pd), negare trasporto a studenti disabili del Medio Campidano è inaccettabile

Cagliari, 30 nov.2015 – Alla denuncia e alla scesa in piazza degli studenti della scuole secondarie di secondo grado del Medio Campidano, dei loro genitori, e di tutto il comparto scuola locale, causa la mancanza di risorse che possano garantire servizi primari, come il trasporto degli alunni disabili, si unisce, anche l’on.le Rossella Pinna del partito democratico. “E’ indubbio che il diritto allo studio è un diritto che deve essere garantito alla collettività, senza distinzioni, ancor più se questo diritto è rivolto a persone già fortemente limitate, soprattutto negli spostamenti, sarebbe come trasformare la loro disabilità in una doppia disabilità” afferma la Pinna.

“E’ assolutamente inaccettabile e grave che non si possa provvedere ad erogare il servizio di trasporto a scuola e viceversa, per motivi come la carenza di risorse o ritardi nell’approvazione di un bilancio. Vorrei ricordare – spiega Rossella Pinna – che oltre alle tutele previste dalla L.104 del 1992, la Corte Costituzionale, è intervenuta più volte sui diritti delle persone disabili, affermando che si tratta di diritti tutelati dal massimo livello della nostra carta costituzionale. Oltre a pregiudicare il diritto allo studio degli alunni con disabilità, si procura un grave disagio alle loro famiglie, fino a configurare un’ interruzione di servizio pubblico, e la soluzione non può certamente essere il rimborso di 1/5 della benzina, senza considerare che tale modalità è impraticabile per le famiglie che devono conciliare esigenze lavorative o che non hanno la disponibilità di mezzi di trasporto propri. Una situazione grave, un’umiliazione in più per i disabili”, spiega la Pinna.

“A questa problematica si aggiunge anche il mancato avvio degli impianti di riscaldamento degli edifici scolastici, che costringe alunni ed insegnanti a sopportare temperature glaciali. Sto parlando di diritti, non di favori – Rossella Pinna – per questo ho chiesto l’intervento urgente degli Assessori regionali, nel rispetto delle reciproche competenze, per conoscere quali risorse e azioni intendano mettere in campo per garantire e riportare alla normalità sia il servizio di trasporto degli studenti disabili per assicurare alle famiglie e ai ragazzi la necessaria continuità che dia certezza dei loro diritti, sia per garantire il normale svolgimento dell’anno scolastico nella provincia del Medio Campidano”.

“Per il trasporto scolastico degli studenti disabili del Medio Campidano è necessario trovare una soluzione per concludere serenamente il 2015. Da parte della giunta e dell’assessorato c’è tutto l’interesse e l’impegno perché questo avvenga”, ha detto l’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino al termine dell’incontro di questa mattina in assessorato con rappresentanti degli studenti, genitori e amministratori locali. L’esponente dell’Esecutivo ha sottolineato d’essere a conoscenza del problema, affrontato con i consiglieri regionali di maggioranza del territorio, ma di aver voluto ricevere e ascoltare le persone che vivono questa situazione.

“Nonostante avessimo incontrato all’inizio dell’anno i commissari delle Province – ha detto Firino – per avere un chiaro quadro della situazione, il disagio si è venuto comunque a creare per la mancanza di fondi per l’ultimo mese dell’anno. Ad avere inciso è stato il mancato cofinanziamento da parte della Provincia del Medio Campidano, alla quale fa capo il servizio di trasporto degli studenti con disabilità. La Regione ha fatto la propria parte, e continuerà a farla, con un aumento dello stanziamento delle risorse per questo fondamentale servizio.Ritengo opportuno proporre alla Giunta per la Finanziaria 2016 un aumento dello stanziamento delle risorse, pur reputando opportuno che ciascun livello istituzionale si faccia responsabilmente carico dei propri servizi”. L’assessore Firino ha rimandato a un ulteriore incontro nei prossimi giorni.

SCUOLA: L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE SPERPERA RISORSE IN PROGETTI SU IDEOLOGIA GENDER

E’ VERGOGNOSO CON LE SCUOLE CHE CADONO A PEZZI

di Marcello Orrù*

Cagliari, 11 nov. 2015 – Tanti istituti scolastici della Sardegna hanno strutture che cadono letteralmente a pezzi, i genitori costretti spesso a far fronte alle spese degli istituti con acquisto di cancelleria, carta igienica, c’è un gravissimo problema di risorse economiche e tante scuole stentano a reggersi e l’Ufficio Scolastico Regionale che fa? Sperpera risorse e tempo in seminari, organizzati in collaborazione con la facoltà di Psicologia dell’Università di Cagliari e la Commissione regionale delle pari opportunità, dedicati all’aggiornamento degli insegnanti sul gender e sull’abbattimento delle differenze tra maschio e femmina.
E’ incredibile, assurdo e gravissimo quanto accaduto.

La circolare 12806/2015 inviata lo scorso 3 novembre dall’ufficio Scolastico Regionale a tutte le scuole della Sardegna di ogni ordine e grado è chiarissima nei suoi intenti: (udite udite,letterale dalla circolare) ” L’obiettivo dei Seminari è incrementare le competenze e le conoscenze degli insegnanti su 1) l’influenza degli stereotipi nella società e nella vita quotidiana, 2) la natura, la struttura degli stereotipi di “uomo” e “donna”, 3) gli stereotipi nella realtà scolastica

L’iniziativa dell’Ufficio regionale scolastico è di una gravità inaudita: rappresenta un grave e inaccettabile tentativo di influenzare gli insegnanti sardi circa un’ideologia, quella del gender, che mira a eliminare le differenze tra “maschio” e “femmina” con l’intento di trasmettere questi insegnamenti, fondati su modelli di pensiero assolutamente discutibili e minoritari in tutto il mondo, ai ragazzi di ogni età anche quelli delle scuole materne ed elementari, senza peraltro che i genitori ne siano informati.

Non credo che alle famiglie sarde faccia piacere sapere che si sprechino soldi per finanziare simili obbrobri ideologici dannosi e pericolosi per i ragazzi. Inoltre, considerata la difficile situazione economica in cui versa la scuola sarda, con strutture spesso fatiscenti e che cadono letteralmente a pezzi, è inaccettabile e gravissimo che l’Ufficio Regionale Scolastico, l’Università e la Commissione regionale pari opportunità, investa risorse, tempo ed energie su progetti simili. E’ vergognoso.

In qualità di vicepresidente della commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio Regionale, con fermezza e preoccupazione, presenterò un’interrogazione al presidente Pigliaru e all’Assessore Regionale Firino  per chiedere chi ha finanziato il ciclo di seminari, se si tratta di risorse ministeriali o ha contribuito anche la Regione (sarebbe gravissimo!), e l’ammontare di tali stanziamenti. E’ auspicabile che il capo dell’Ufficio Regionale Scolastico Feliziani fornisca immediati chiarimenti in merito a quanto accaduto, ritiri la circolare del 3 novembre e decreti l’annullamento dei seminari in programma. Farebbe bene a pensare a problemi ben più gravi che attanagliano la scuola sarda.

*Consigliere regionale e vice presidente della commissione sanità e politiche sociali del consiglio regionale

Scuola: Orrù(MC), Firino fa orecchie da mercante su ‘teoria gender’

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Cagliari, 18 set. 2015 – “La affermazioni dell’assessore Firino, che comunque ringrazio per la risposta, rappresentano il tipico esempio di chi fa finta di non capire e fa orecchie da mercante. Ho sollevato un problema molto importante e che spesso si cerca di nascondere: il tentativo di introdurre, tra le maglie della nuova legge sulla scuola, l’obbligo di adottare nelle scuole i programmi all’educazione gender che già in tante altre parti di Italia stanno generando preoccupazione e proteste da parte di tanti genitori e associazioni familiari”. Lo afferma Marcello Orrù,consigliere regionale del Psd’Az e leader del Movimento Cristiano in merito alla circolare del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini sui chiarimenti e riferimenti normativi a supporto dell’art.1 comma 16 della Buona scuola.

“Mi preme evidenziare e sottolineare il perchè del mio intervento e della richiesta che ho rivolto all’Assessore Firino di vigilare sull’introduzione di programmi pericolosi e in grado di condizionare i ragazzi e di creare un centro di ascolto che raccolga le segnalazioni da parte delle famiglie di eventuali lezioni o programmi scolastici di questo tipo negli istituti sardi”, spiega Orrù.

“La riforma –dice il leader di Movimento Cristiano – rende obbligatorio inserire nei piani formativi i progetti dedicati alle pari opportunità tra cui le cosidette lezioni all’affettività che in quasi tutti i casi sono sempre trattate e proposte dalle associazioni omossessuali in modo ideologico e fazioso. Così si mira a far entrare in modo subdolo e celato da apparenti buoni motivi, teorie molto discutibili e spesso all’insaputa dei genitori, anche grazie a progetti finanziati da qualche comune.   Con l’apparente scusa di abbattere le discriminazioni e di promuovere l’uguaglianza dei sessi, si cerca al contrario di negare le differenze e si introduce la nozione di arbitrarietà dei generi. In tante scuole sono stati distribuiti  per esempio libri di favole per bambini (in basso le foto dimostrative di alcune pagine tratte da questi libretti) finalizzati ad affermare che ogni rappresentazione storica della differenza dei sessi è stata fondata su un pregiudizio e che il maschile e il femminile non trovano origine in natura ma sono costruzioni sociali, storiche ed ideologiche da combattere”.

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“Un pericolo che non va affatto sottovalutato e intorno al quale occorre immediatamente che le famiglie e le istituzioni vigilino e tengano gli occhi aperti. L’Assessore Firino, anzichè rispondere con pistolotti ovvi e naturalmente condivisibili, faccia chiarezza sulla questione ben precisa che ho sollevato e si pronunci nel merito dei programmi gender nelle scuole. E’ favorevole o no a questi programmi? Come pensa di agire per tutelare ragazzi e informare i genitori? le famiglie devono essere coinvolte. Se il Ministero non è chiaro che lo sia almeno l’Assessore regionale all’Istruzione”.

LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, CLAUDIA FIRINO, DIFFUSA IERI CON UNA NOTA DELL’UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE SARDEGNA

Cagiari,17 set. 2015 – “Vigileremo nelle scuole della Sardegna perché a tutti gli studenti siano garantiti pari diritti e opportunità”. A dirlo è l’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino, che aggiunge: “La scuola è il luogo principe nel quale si impara e nel quale viene esercitata la democrazia, dove si cresce, si impara non solo dalla didattica e dalle lezioni ordinarie ma nel quale ci si confronta con realtà diverse. Penso alla religione, all’orientamento sessuale, al contatto con compagni disabili o con situazioni familiari più complicate di altre”. L’Esponente della Giunta Pigliaru ribadisce che tra i banchi di scuola della Sardegna sarà bandito ogni tipo di discriminazione, e per fare questo l’amministrazione regionale ha messo in campo una serie di progetti nell’ambito del sociale. “Perché la scuola sia sempre più accessibile e inclusiva – ha detto l’assessore – abbiamo aperto, tra le altre iniziative prese, anche un dialogo per una collaborazione con l’ordine degli psicologi. Questi professionisti forniranno supporto agli studenti, sia di tipo collettivo che individuale. Così facendo, ogni alunno, anche quelli con problematiche e disagi più o meno spiccati ed evidenti, avrà la possibilità di studiare e stare in un ambiente alla pari con gli altri compagni”.