Sardegna: salta la riunione di Giunta, aggiornata (senza data)

pigliaru per blog

Cagliari, 31 agosto 2016  (22:20)– “Si comunica che riunione della Giunta regionale, prevista questa sera a Villa Devoto, è stata aggiornata”. E’ il testo dello stringato comunicato inviato dall’Ufficio stampa della Regione sarda alle 22.20. Nella nota non si spiega il perché, per come e per quando dell’aggiornamento della Giunta. Facile ipotizzare che la riunione dell’esecutivo, con un ordine del giorno importante, sia saltata per il lancio di qualche coltello in merito alle nomine dei dirigenti della Asl regionale, delle Aou e forse anche per l’arrivo di altri 840 migranti previsto per venerdì mattina a Cagliari.

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#Migranti: Pili (Unidos), venerdì nuovo sbarco a Cagliari, altri 840 in arrivo al porto canale

la james joyce

La James Joyce stamani a Cagliari

Cagliari,31 ago. 2016 (22,05) – Dopo l’arrivo di stamani a Cagliari della nave della marina militare irlandese La James Joyce con 617 migranti (nella foto) “poco fa il Ministero dell’interno ha deciso di inviare una nuova nave carica di migranti in Sardegna. L’arrivo è pianificato per venerdì mattina al Porto Canale di Cagliari. A bordo dell’imbarcazione ci sarebbero 840 migranti. La decisione è stata appena assunta e in questo istante è comunicata ufficialmente al vice prefetto di Cagliari.Il coordinamento si è riservato di fornire ulteriori informazione nel corso della notte”. Lo ha appena annunciato il deputato di Unidos Mauro Pili dalla sua pagina Facebook.

“Si tratta di una decisione folle di un governo che sta trasformando la Sardegna nel principale hub di approdo di migranti, tutto questo con la complicità di un governo regionale di incapaci e succubi. Tutto questo – ha scritto Pili –  conferma la decisione presa in Europa di bloccare i migranti nelle due isole, Sardegna e Sicilia per evitare pressioni ai confini con gli altri paesi europei. Una decisione assunta senza alcun tipo di reazione da parte di Pigliaru e compagni. Tutti sanno che ormai i centri di accoglienza sono al collasso con migranti accatastati senza nessun tipo di rispetto nemmeno per il genere umano. E’ indispensabile in queste prossime ore un provvedimento che fermi questo gravissimo traffico di uomini, donne e bambini. La situazione è ormai fuori controllo e le società legate a Mafia capitale stanno imperversando in una gestione da terzo mondo e a peso d’oro.

Se non ci sarà uno stop a questo nuovo arrivo – ha concluso Pili – metteremo in campo un’azione capillare di denuncia per le condizioni igienico sanitarie ovunque e per le precarie e inadeguate strutture. Ognuno si deve assumere le responsabilità di questa gestione scandalosa e inaccettabile”.

Difesa: Pili (Unidos), esercitazioni ad agosto, aerei stranieri a 50 metri sul mare a 730 km/ora

Giochi di guerra sul triangolo Carloforte, Sant’Antioco, Calasetta

AERONAUTICA 1 carloforte

 

Ecco le prove di quello che è successo ieri e oggi sull’isola di San Pietro

Cagliari, 31 ago. 2016 – “Esercitazioni aeree in pieno agosto sulla testa di Carloforte, a 50 metri sul livello del mare a velocità superiori ai 700 km/ora. Decine le segnalazioni e le proteste per giochi aerei in piena stagione estiva e per la pericolosità di voli radenti senza precedenti. L’immagine che pubblico è esplicita due volte: segna i tracciati dei giochi aerei sull’isola di Carloforte e ferma in maniera inequivocabile l’altitudine di volo dell’aereo militare: 175 ft ( piedi ) ovvero 53,34 metri e la sua velocità 731,54 km/ora. Veri e propri jet caccia che tra ieri e oggi hanno triangolato per ore sulla testa dell’isola di San Pietro. Una vera e propria follia, visto che si tratta di velocità impressionanti, raggiunte su un’area a elevata densità turistica come quella di Carloforte e a quote di volo impressionanti. Tutto questo è avvenuto in piena stagione estiva, quando ogni genere di esercitazioni deve essere bloccata e sospesa. Siamo dinanzi all’emblema del menefreghismo in una terra di nessuno dove tutto viene consentito e nessuno dice niente. E’ normale che aerei caccia si esibiscano in inseguimenti e giochi aerei radenti come non mai, in pieno agosto, in un’isola dedita alle vacanze? Accettare tutto questo supinamente è da incoscienti visto che le precauzioni non sono mai sufficienti, soprattutto dopo i gravissimi incidenti che hanno caratterizzato esercitazioni di questa natura. E’ inaccettabile che tutto questo avvenga nel cuore della stagione turistica e per giunta senza alcun tipo di comunicazione. Resta da domandarsi per quale motivo queste esercitazioni siano state eseguite da aerei in dotazione alla Discovery Air Defence, il primo fornitore per le Forze Armate canadesi e il governo del Canada”.

Lo ha denunciato stamane il deputato di Unidos Mauro Pili che ha pubblicato i tracciati radar del DART 33 e DART 32 e DART 45 della Discovery Air Defence, rilevati dal Flightradar24, il ricognitore satellitare che monitora il traffico aereo sui cieli del mondo. Su questo episodio il parlamentare sardo ha presentato un’interrogazione al Ministro della Difesa.

AERONAUTICA 2 carloforte

“E’ incomprensibile che i tracciati di questi aerei da combattimento compaiano tra i radar civili e soprattutto prendano di mira per le loro evoluzioni proprio quel triangolo turistico residenziale nel Sulcis. Non sono bastati gli incidenti nei centri abitati, nelle località turistiche? Non ha insegnato niente l’incidente della funivia del Cermis, la strage del Cermis, avvenuto il 3 febbraio 1998 nei pressi di Cavalese, quando un aereo militare statunitense, volando a bassissima quota, spezzò un cavo della funivia facendo morire venti persone rimasero uccise. Com’è possibile che i tracciati radar segnino 54 metri di altezza di volo in un’area così sensibile? chi ha autorizzato queste operazioni? Tutto questo prosegue Pili – avviene con il solito silenzio e con la dimostrazione che in Sardegna ognuno può fare quello che vuole, con o senza autorizzazione”.

“Presenterò un’immediata interrogazione al ministro della Difesa per conoscere l’autorizzazione a questi giochi aerei sulla testa dell’isola di San Pietro. Giochi pericolosi e vietati, in pieno agosto, in una rinomata località di mare. Sarebbe lecito – conclude Pili – attendersi una condanna da parte del governo regionale, ma vista l’ignavia significa chiedere troppo. Stare zitti del resto è da complici e questa giunta regionale ha dimostrato da tempo di esserlo sotto ogni punto di vista”.

Migranti: Cagliari, ondata di sbarchi notturno nel Sulcis, anche una donna incinta = In arrivo 1000 da Catania con Siem Pilot, protesta Orrù (M.C.)

 

Cagliari, 30 agosto 2016 – Ondata di sbarchi (ben 42 persone) nel corso della notte sulle coste del Sulcis, all’interno del poligono di Capo Teulada. Versole21 di ieri i carabinieri del Nucleo di polizia militare del Poligono hanno individuato 27 migranti di sedicente nazionalità algerina sbarcati nella penisola interdetta di Cala Brigantina. Tra loro anche una donna incinta. Stamani sono stati portati nelle sede della cooperativa Alba Chiara di Assemini, convenzionata con la Prefettura,per le operazioni di riconoscimento.

Altri 15 sono arrivati sempre di fronte al poligono hanno chiesto aiuto alla Guardia Costiera di Cagliari introno alle 23. L’operazione di soccorso si è conclusa dopo mezzanotte con il trasporto di 15, anch’essi di sedicente nazionalità algerina, al porto di Cagliari. C’è allerta massima nel sud dell’isola per l’improvviso peggioramento delle condizioni meteo marine rispetto a ieri sera.

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Intanto la nave Siem Pilot sta facendo rotta su Cagliari con un migliaio di migranti soccorsi ieri a largo delle coste libiche nell’ambito dei dispositivi Ue Frontex e Eunavformed. L’arrivo della nave norvegese è previsto per domani mattina.

“L’arrivo di altri mille migranti nella nostra regione desta molta preoccupazione perchè le autorità competenti hanno già chiarito nelle settimane scorse che la nostra regione ha sforato la quota di arrivi destinati alla Sardegna”, protesta Marcello Orrù,leader del Movimento Cristiano e consigliere regionale del Psd’Az. “L’aspetto che appare più inaccettabile è che non si voglia assolutamente tener conto della situazione di crescente difficoltà denunciata da diversi settori delle forze dell’ordine che hanno lamentato l’assoluta inadeguatezza strutturale nel far fronte alle politiche di accoglienza. Il personale delle forze dell’ordine utilizzato per le operazioni di sbarco e accoglienza è esposto a rischi sia in ordine alla propria incolumità e sicurezza che sanitari”.

“Inoltre –conclude Orrù – non si tiene conto minimamente degli enormi disagi subiti dai cittadini che vedono ricadere sulla propria pelle i disagi di politiche sull’immigrazione sbagliate che si fondano su una falsa accoglienza. Chiedo che il presidente Pigliaru si opponga con forza e sia chiaro con il premier Renzi e il ministro Alfano: la Sardegna non può più accogliere migranti”.

E’ morto a 88 Donato Serra l’uomo che amava i cavalli selvaggi

donato serra tuili

Fulvio Tocco

Tuili, 29 agosto2016 – E’ morto il decano della Giara Donato Serra. Tuilese. Aveva 88 anni. Un uomo forgiato dalle intemperie dell’Altopiano più prezioso del Mediterraneo. Quando si parlava delle storie della Giara lui c’era sempre. Era un punto di riferimento e i suoi racconti di vita di campagna che girano sul web ormai fanno parte della storia socio-economica di uno dei comuni più caratteristi della Marmilla. Sono il riassunto della sua vita di allevatore a tutto campo. Persino gli allevatori del “capo di sopra” facevano riferimento a lui quando dovevano prendere la via della transumanza sicura verso il Campidano o le montagne del Linas. Occhi vispi, cordiale, battuta pronta accompagnata dai gesti delle mani e sigaretta sempre accesa, continuamente pronto a raccontare le sue storie, talvolta anche un pochino condite, che era un gran piacere da ascoltare. Ho avuto la fortuna di conoscerlo grazie a Nennè Melis; in sua presenza mi raccontò una delle storie più suggestive della Giara che lo impegnò per un’intera giornata in sella a un cavallo domestico per poter radunare verso l’altipiano una piccola mandria di cavalli selvaggi che non ne voleva sentire di riprendere, dopo la stagione nelle aie, la via dell’altipiano.

Recentemente, nel mese di febbraio, in una fredda serata d’inverno, dopo un sopralluogo in località Santa Tecla per l’individuazione della chiocciola Cepaea hortensis segnalata dal suo compaesano Pinuccio Murgia, ho incontrato Donato Serra, infagottato per proteggersi dall’acqua e dal freddo, che custodiva le sue bestie al pascolo. Un incontro bellissimo da uomo libero che amava la campagna, le capre, le pecore e i cavalli selvaggi.

Anche il giorno mi permisi di chiedere conferma delle sue storie a cavallo in una notte di San Sisinnio a Villacidro, dove un suo notissimo paesano, immaginando di aver ucciso un ragazzo per un brusco movimento del suo cavallo, scappo per rifugiarsi sulla Giara. Sorrise: “No diada fattu nudda si fiada impressionau”. Non fece nessuna fatica né con la mente ne col fisico imponete appoggiato sul bastone da pastore appariva ancora più personaggio. Io cercavo di stimolarlo garbatamente. Ma dalla cordialità dimostrata credo che gli facesse piacere.

Ora mi addolora sapere che non c’è più ma il buon vento ha voluto che ad aprire il corteo funebre di oggi ci fosse proprio quel Nennè Melis che me lo fece conoscere in una serata mentre aspettava il rientro del gregge da mungere alla periferia del paese. Non mi bastano le parole per ringraziare Nennè. Mi ha fatto conoscere un autentico personaggio: Donato Serra l’ultimo decano della Giara, l’Altare del silenzio!

Incendi ad aziende agricole: Pili (Unidos), vendette di campagna o racket?

Dietro gli attentati c’è una regia con obiettivi ben definiti?

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Cagliari, 29 agosto 2016 – “Una delle più grandi aziende agricole brucia ancora a distanza di due giorni dall’immane rogo che l’ha distrutta. L’azienda Dipenta ad Ortacesus è una delle più importanti aziende agricole e agropastorali della Trexenta, forse della Sardegna. Per quale motivo questa azienda ha subito questo vile attentato che ha distrutto capannoni pieni di fieno e tutti i mezzi meccanici?”. Lo afferma il deputato di Unidos Mauro Pili che prosegue: “Si tratta di un’azienda con un’estensione rilevante oltre i 300 ettari! Un biliardo! Tutta in una pianura senza alcun avvallamento!”.

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“Stesso identico attentato subito due settimane fa da Luca e Marco Sanna. Azienda in pianura – prosegue Pili -, estensione oltre i 300 ettari. Anche in quel caso a fuoco andarono fienili e mezzi meccanici! Ma negli ultimi 15 giorni ad essere colpite da attentati sarebbero altre 4 aziende, con modalità analoghe! Dispetti? Vendette?”. Oppure, insinua il dubbio Pili, si tratta di “un racket che ha messo nel mirino le aziende agricole sarde, meglio se in pianura e con grandi estensioni? Un dato è certo, troppi episodi analoghi non fanno una prova ma sono di certo elementi inequivocabili di indagini. Urgenti e approfondite! Prima che sia troppo tardi!”

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Energia, Agricoltura&Affari: @Mauro_Pili (#Unidos), megatruffa sui pannelli solari nelle terre agricole nel Campidano

Terreni da acquisire per 18 milioni di euro, per guadagnare 2 miliardi di incentivi Il deputato denuncia “Ecco i contratti truffa: 1.200 euro ad ettaro all’anno per 30 anni per un bottino da 1 milione di euro per il faccendiere locale. Mai pagate le penali previste dal contratto e truffa aziende agricole in piena produzione: la falsa la storia dei terreni incolti”

Cagliari, 27 ago. 2016 – “Una mega truffa che ha attraversato l’intero Campidano, passando da Decimoputzu sino a Gonnosfanadiga. Una tentata rapina da 500 ettari circa messa in campo con metodi da faccendieri che millantano denaro subito in cambio di terreni e aziende da radere al suolo. Un’operazione giocata tutta sotto il millantato ricatto/minaccia di un esproprio di pubblica utilità. Contratti per sfruttare per 30 anni i terreni e poi, una volta distrutto tutto, restituire il deserto. Un piano da 18 milioni di euro per acquisire il diritto di superficie in cambio di terreni e immobili che secondo le clausole capestro del contratto potevano essere rase al suolo senza se e senza ma.  Un compenso per quei terreni apparentemente elevato che nasconde il vero obiettivo di questi faccendieri: sfruttare quelle superfici per incassare decine di milioni di euro all’anno di incentivi freschi per il termodinamico solare. Basti un solo dato, rapporto ad analoghi impianti: ogni ettaro di terreno è destinato a incassare 5 milioni di euro di incentivi per i prossimi 25 anni. Questo vuol dire che questi signori avrebbe pagato quei terreni 18 milioni di euro per incassare oltre 2 miliardi di incentivi nei prossimi 25 anni. Siamo dinanzi ad una vera e propria truffa ai danni della Sardegna e dei sardi che rischiano di farsi portar via terre produttive e in piena produzione per far guadagnare miliardi di euro di incentivi a faccendieri senza scrupoli. Tutto denaro prelevato a piene mani dalle tasche dei sardi e non solo attraverso le bollette elettriche. Tutto questo dichiarando il falso quando asseriscono che si tratti di terreni incolti e abbandonati quando, invece, si tratta di aziende in piena produzione. Decine di ettari di fiorenti uliveti, colture imponenti di mangimi legati all’attività agropastorale e lattiero casearia. Un’operazione per far regredire sempre di più la Sardegna a scapito delle produzioni agricole e a favore di speculatori senza scrupoli sbarcati nel Medio Campidano per tentare di imbrogliare agricoltori e allevatori”.

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili in una conferenza stampa tenuta tra le rigogliose colture di granturco nell’agro di Gonnosfanadiga, le stesse aree oggetto dei contratti capestro che in molti hanno rifiutato sonoramente.

“Questa azienda – ha detto Pili – è una delle tante che è stata oggetto di indebite pressioni, millanterie varie e minace di esproprio. E’ giusto che su questi metodi sia la Procura a valutare se si ravvisino anche da un punto di vista penale reati. Basterebbe sentire gli agricoltori per comprendere metodi e falsità raccontate da faccendieri e intermediari di questo piano speculativo. La truffa la si evince da un primo inequivocabile elemento: nel contratto che qualcuno ha sottoscritto era prevista una clausola che prevedeva che se entro 18 mesi non fossero arrivate le autorizzazioni si sarebbe dovuta pagare una penale di 6.000 euro a contratto. Non solo non è stato pagato quanto previsto dal contratto, ma risulta che l’intermediario abbia chiesto, e in qualche caso ottenuto, un rimborso spese da 1.000 euro, versati non si sa come ad affini dello stesso faccendiere. Un contratto che prevedeva per il basista dell’operazione, tale arch. Virdis, la bella cifra di quasi un milione di euro solo di provvigioni per la stipula dei contratti di diritto di superficie. E’ giusto che la Procura indaghi su questa vicenda che, se portasse ad un’ipotesi reale di esproprio per pubblica utilità, dovrebbe coinvolgere anche le alte sfere sia del Ministero dell’ambiente che la stessa presidenza del consiglio dei ministri. La contiguità politica tra i vertici dello stato a partire dal presidente del consiglio con alcuni dei personaggi coinvolti in questa operazione deve essere approfondita e fermata. Non è un segreto che i proprietari di alcune società coinvolte nel progetto speculativo siano comparse più volte a sostegno diretto del presidente del consiglio dei ministri in campagne elettorali e non solo. Tutto questo – ha concluso Pili – deve essere fermato in ogni modo, verificando metodi e ricatti messi in campo per strappare questa terra agli agricoltori e allevatori sardi. Sarà un’opposizione dura, senza sconti per nessuno”.