Difesa: Sardegna, indipendentisti contro poligono Capo Frasca, manifestazione il 13 settembre

capo frasca ingresso

Cagliari, 18 ago. 2014 – “L’occupazione militare della Sardegna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare. La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio”. E’ l’invito che i movimenti indipendentisti, A Manca pro s’Indipendentzia, Sardigna Natzione Indipendentzia, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Comitato Su Giassu, Comitato Civico Su Sentidu rivolgono ai sardi per partecipare alla manifestazione contro le esercitazioni militari nel poligono dell’Aeronautica di Capo Frasca, in comune di Arbus (Vs), a 90 km da Cagliari.

“Col passare del tempo – si legge in una nota – lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari. L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardegna all’infamante ruolo di area di servizio della guerra”.
Gli indipendentisti affermano che vogliono “che la Sardegna diventi un’isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.  Chiediamo che la Sardegna sia immediatamente e per sempre interdetta all’aviazione militare israeliana”.
I movimenti indipendentisti invitano “tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari” e la chiusura di “tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate”.

Difesa: Pili (Unodos), blitz Pinotti a Capo Teulada è la conferma servilismo del governo a servitù militari

maialetti e missili Pinotti

Cagliari, 18 ago. 2014 –  “La visita segreta del ministro della Difesa Roberta Pinotti di oggi a Teulada (Ca) è la conferma di un governo senza dignità e senza pudore. Quando un ministro di Stato sceglie la settimana di ferragosto per visitare una base militare vietata a tutti, d’inverno e d’estate,  vuol dire che siamo al capolinea”. Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili denunciando l’arrivo stamane, in gran segreto del ministro della Difesa Roberta Pinotti, alla base militare di Teulada. Il deputato di Unidos ha anche annunciato che il Ministro, giunto stamane verso le 10 a Teulada si tratterà a pranzo nello stabilimento balneare militare di Porto Tramatzu dove ha trovato il picchetto schierato. A Teulada “si registra uno schieramento imponente di forze dell’ordine con autoblindo giunti alla caserma dei carabinieri con tutti i vertici provenienti da Cagliari e Carbonia”.

“Questo ministro, governato dai vertici militari al servizio delle industrie belliche – dice Pili -, giunge a Teulada, con la segretezza di un furto. Nessun annuncio per una visita che sa tanto di complicità e di vergognosa sottomissione al suo sottosegretario, il generale Domenico Rossi, che di quella base era stato il comandante. Cosa sia venuta a fare il ministro non lo ha detto certamente in un comunicato stampa. Ma è certo che è venuta a concertare a suon di maialetti e buon vino la strategia per difendere i soprusi di Stato verso la Sardegna e i sardi. Questa Pinotti è una spregiudicata servitrice del potere militare e non guarda in faccia a nessuno. Se ne frega di essere in una regione a Statuto Speciale, ignora il Presidente della Regione, inutile e inesistente, e incontra direttamente i militari”.

Pili afferma che la zona circostante la  base “è presidiata da uno schieramento di militari e forze dell’ordine proprio a testimonianza della visita tenuta nascosta. Quando un Ministro si muove con questo silenzio furtivo vuol dire che è pienamente consapevole dell’inganno che lo Stato sta compiendo ai danni della Sardegna e dei sardi. La presenza di Pinotti alla base di Teulada è un’offesa ulteriore del governo Renzi al Popolo Sardo”.

“E’ un ministro senza pudore – ha proseguito Pili – che non si confronta in alcun modo con la Regione e che persegue senza ritegno l’esproprio di una porzione di 35.000 di territorio sardo per le più violente e devastanti esercitazioni militari finalizzate a soddisfare le industrie belliche. Siamo dinanzi a chi pensa di poter fare della Sardegna quello che vuole, comprese leggi ad hoc per inquinare e non bonificare. E’ un fatto grave – prosegue l’ex presidente della Regione sarda, Pili – perché la scelta di festeggiare l’estate a suon di maialetti a Teulada è la conferma di quanto questi ministri considerino la Sardegna una colonia di Stato. Sappia il Ministro che questa ulteriore provocazione sarà rispedita al mittente. Se la Pinotti pensa di dispensare pacche sulle spalle a qualcuno che si vende al miglior offerente si sbaglia di grosso, troverà in Sardegna un’opposizione decisa e determinata e già dalle prossime ore reagiremo a questa vergognosa abbuffata di Stato a suon di maialetti e missili”.

Difesa: Ministro Pinotti, blitz in base Teulada

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Cagliari, 18 ago. 2014 –  Visita lampo del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, al Poligono di Teulada, in Sardegna. Il Ministro è arrivata stamani nell’area militare verso le 10.30 con un elicottero dell’Esercito decollato da Olbia per verificare le condizioni del litorale, dove sono stati trovati e fotografati ordigni inesplosi. Il ministro, riferisce il deputato di Unidos Mauro Pili, è stata accolta da un picchetto schierato, che le ha reso gli onori. La Pinotti, secondo quanto si apprende dovrebbe ripartire con un elicottero dell’esercito,verso le 17 alla volta di Olbia.

Immigrati: Sardegna, 18 i migranti sbarcati nella notte, altri ricercati da forze ordine = Dichiarano nazionalità algerina

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Cagliari, 13 ago. 2014 –  Hanno dichiarato di essere algerini i  clandestini sbarcati nel corso della notte nelle coste sarde della Provincia di Carbonia Iglesias. In tutto sale quindi a 18 il numero dei migranti, dei 12 fermati stanotte in seguito alla segnalazione del gestore di un camping che li ha visti sbarcare a mezzanotte. Verso le 8,30 infatti i carabinieri di Carbonia, coordinati dal capitano Giuseppe Licari, hanno trovato altri 3 immigrati che giravano spaesati tra Porto Tramatzu e Capo Malfatano, a Teulada (Ca), poi ancora 3 intono alle 10,15.  I migranti, tutti giovani ed in ottime condizioni fisiche e apparentemente non provati dal viaggio, hanno dichiarato di aver compiutolo sbarco in 19. Uno è ricercato forze dell’ordine.

Si tratterebbe quindi di migranti che potrebbero essere partiti  dalle coste dell’Algeria e sembrerebbe non abbiano attraversato il mare con il barchino di legno di 7 metri con un motore fuoribordo da 40 cavalli sequestrato dalla Guardia costiera, ma si rafforza l’ipotesi che la barca sia stata trainata da un peschereccio in acque internazionali e sganciata al confine con quelle territoriali italiane. Infatti non è stato possibile identificare gli scafisti sia nello sbarco di ieri (11 persone), che in quello di stanotte.

Appare inverosimile agli inquirenti che un barchino di 7 metri, con motore fuoribordo di 40 cavalli, possa infatti trasportare 19 persone, tutte trovate in ottimo stato di salute e “asciutti”, insieme al carburante necessario per compiere una traversata di oltre 110 miglia nautiche. Solo uno di loro ha riportato lievi escoriazioni perché scivolato sugli scogli. Anche in questo caso, come ieri, sono state avviate le procedure per ricostruire le fasi dello sbarco e la località di partenza dei migranti.

Cagliari: investono pedone a Villasor e scappano, trovati e arrestati

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Cagliari, 13 ago. 2014 –  Caccia al pirata della strada nel corso della notte dopo l’investimento di un pedone a Villasor (Ca). I carabinieri del paese insieme ai colleghi di Samatzai, Samassi , Serrenti e del radiomobile della Compagnia di Sanluri, hanno arrestato Michael e Giovanni Cabiddu, 23enne e 35enne, allevatori pregiudicati di Samassi (Vs) per omissione di soccorso e lesioni gravi. I militari infatti hanno ricevuto la segnalazione di una Fiat Panda che aveva causato il sinistro e che si era allontanata dal luogo dell’incidente senza di prestare soccorso al pedone che ha riportato varie lesioni anche gravi. Poco prima dell’una di questa notte i carabinieri hanno rintracciato e identificato gli autori dell’investimento, arrestandoli. I due sono in attesa del rito di direttissimo che si terrà stamani nel tribunale di Cagliari.

Immigrati: 12 clandestini sbarcano a Capo Malfatano nel corso della notte, avvistati da gestore stabilimento balneare

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Cagliari, 13 ago. 2014 –  Un altro sbarco di clandestini nel corso della notte nelle coste della Provincia di Carbonia Iglesias reso possibile dalle favorevoli condizioni meteo marine nel Canale di Sardegna. Verso mezzanotte un gruppo di 12 immigrati è stato avvistato nella spiaggia di Capo Malfatano,  a Teulada (Ca) dal gestore di uno stabilimento balneare, che ha immediatamente avvistato i carabinieri di Carbonia, che hanno allertato la Capitaneria di porto di Cagliari che ha attivato il piano contro l’immigrazione clandestina.

Si tratta di migranti provenienti dalle coste dell’Algeria, che hanno attraversato il mare con una barca di legno di 7 metri ed un motore fuoribordo da 40 cavalli, ora sotto sequestro nel porticciolo di Teulada, ed è ancora sconosciuta la loro nazionalità d’origine. Sono scattate quindi le operazioni di identificazione e di trasferimento al Cpsa di Elmas (Ca). Proprio ieri mattina altri 11 migranti, che hanno dichiarato nazionalità siriana, tunisina ed algerina, sono sbarcati su un’altra imbarcazione di legno di circa 6 metri, anch’essa con motore fuoribordo, nelle coste occidentali dell’isola di Sant’Antioco, in località Nido dei passeri, in prossimità di Calasetta.

Le condizioni meteo marine nel Canale di Sardegna, con mare calmo e venti da sud,favoriscono gli sbarchi nelle coste meridionali dell’isola, ma c’è il sospetto tra gli inquirenti che i barchini possano essere trainati da pescherecci fino al confine con le acque territoriali italiane e poi sganciati per proseguire da soli verso le coste della Sardegna. Appare inverosimile che un barchino di 7 metri, con motore fuoribordo di 40 cavalli, possa infatti trasportare 12 persone e il carburante necessario per 110 miglia nautiche. Anche in questo caso,come ieri, sono state avviate le procedure per ricostruire le fasi dello sbarco e la località di partenza dei migranti.

Olbia: Pili (Unidos), video choc dopo insabbiamento traghetto a Olbia, collisione tra due navi

tirrenia spiaggiata

Olbia, 12 ago.  2014 – “C’è lo scontro tra due navi” come conseguenza dell’incagliamento del “traghetto Bithia della Tirrenia due giorni fa al porto di Olbia. Dal documento video che ho pubblicato su facebook emerge un dato inequivocabile: quella nel porto di Olbia è stata una mattina di follia, con la nave della Tirrenia che si incaglia in mezzo al porto e due navi a poche centinaia di metri che vanno in collisione con un pericolo senza precedenti considerato che potevano contenere merci di ogni genere. Dai commenti in sottofondo del video si percepisce che la collisione delle due navi industriali sarebbe direttamente connesso con il soccorso alla Tirrenia”. Lo afferma stamane il deputato di Unidos Mauro Pili divulgando un video che ha pubblicato sulla sua pagina facebook che un cittadino gli ha trasmesso sulla “diretta della collisione” delle due navi nel porto industriale e chiedendo al Ministero delle infrastrutture e trasporti un’immediata inchiesta ministeriale sui fatti del Porto di Olbia.

“Vedere una nave che va a spasso per un porto senza controllo sino ad entrare in collisione con un’altra –dice Pili – è un fatto di una gravità inaudita. Basti ricordare tragedie come la Moby Prince che urtò dentro il porto di Livorno l’Agip Abruzzo carica di olio combustibile. La commistione industriale civile dei porti italiani  è un elemento non più tollerabile e occorre intervenire immediatamente. A questo si aggiunge imperizia e mal governo dei porti. L’incidente al porto industriale di Olbia, con ogni probabilità connesso con quanto accadeva alla Tirrenia, è un fatto che denota il pericolo che si è corso. Fortunatamente la collisione non ha provocato danni rilevanti e soprattutto le due navi non trasportavano materiali pericolosi. Tutto questo – prosegue – deve essere un monito e un allarme per scongiurare fatti di questa rilevanza in un porto. Per questo motivo l’inchiesta ministeriale deve chiarire ogni aspetto e imporre le immediate precauzioni sotto ogni punto di vista. Appaiono semplicemente ridicole le giustificazioni che sono state proposte in queste ultime ore, a partire da quelle che la causa sarebbe l’alluvione di 9 mesi fa, un tempo che, semmai fosse quella la causa, sufficiente per accorgersi di quella secca”.

“L’inchiesta deve essere rapida e senza nessun tipo di omissione – ha detto Pili -. Il fatto che i due episodi si siano conclusi senza conseguenze non può indurre a superficialità e negligenza nella loro valutazione. Si tratta di due fatti di una gravità inaudita. Non stiamo parlando di un parcheggio di un supermarket, ma del più importante porto della Sardegna, uno dei più importanti d’Italia per numero di navi passeggeri. Che nel giro di pochi minuti una nave si incagli e due vadano in collisione nello stesso porto presuppone che qualcosa non funzioni e che i codici di sicurezza non siano sufficienti. Stiamo parlando di navi con 2300 passeggeri a bordo e navi industriali che avrebbe potuto trasportare ogni genere di materiale, da olio combustibile a qualsiasi tipo di sostanza”.

“Il fatto che sul secondo episodio non ci sia una versione chiara denota l’assoluta mancanza di controllo gestionale del porto. Non stiamo parlando di mare aperto ma di un contesto limitato e circoscritto dove tutto dovrebbe essere perfettamente sottocontrollo. E se il soccorso alla Bithia ha provocato la collisione delle due navi industriali – conclude Pili – il problema della sicurezza nel porto di Olbia è questione seria che va affrontata in termini urgenti e con la dovuta attenzione. Per questo motivo il Ministro dei Trasporti deve fare chiarezza immediatamente senza perdere altro tempo, senza derubricare il tutto a fattori umani o casuali”.