Archeologia: Mastino (UniSs) ricorda Lilliu, ‘tenere ben presente il sito di Monte Prama’

di Attilio Mastino*

Sassari, 16 ott. 2014 – Il nostro grande Maestro dell’archeologia sarda, il Prof. Giovanni Lilliu, nelle pagine conclusive del suo lavoro del 1977 “Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica”, additando la straordinaria importanza del sito di Monte Prama, rivolgeva al Soprintendente Professor Barreca  “l’invito di voler tener ben presente il luogo di M. Prama per un esteso e definitivo scavo scientifico per il quale l’Istituto di Antichità archeologia e arte della Facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari è disposto fin d’ora, a dare la propria direzione in collaborazione con la Soprintendenza”.

In seguito alla scoperta a Monte Prama, durante le arature del novembre 1977, di due nuovi torsi di statue il Soprintendente Archeologo Ferruccio Barreca, in accordo con il Prof. Giovanni Lilliu, decise di avviare immediatamente un cantiere archeologico a Monte Prama, diretto in loco da Carlo Tronchetti per la Soprintendenza e da Maria Luisa Ferrarese Ceruti per l’Università di Cagliari, durante le prime tre settimane del dicembre 1977.

Questa intesa tra Soprintendenza e Università del lontano 1977 si è riprodotta per il medesimo luogo di Monte Prama, a partire dal 5 maggio 2014, in base ad un Accordo quadro del 2 maggio scorso sottoscritto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, dall’Università degli Studi di Sassari, dall’Università degli Studi di Cagliari, dal Comune di Cabras, dalla Casa Circondariale di Oristano-Massama e dal Consorzio UNO di Oristano per la promozione degli studi universitari, che gestisce fra l’altro la Scuola di specializzazione in beni archeologici di Sassari nella sede di Oristano.

Gli atenei sardi sono fieri di poter lavorare insieme alla Soprintendenza per i beni archeologici e ai suoi valorosi nostri colleghi dottori Alessandro Usai e Emina Usai. I lavori sono finanziati dalla regione Sardegna e dai due Atenei nel quadro del Progetto “Archeologia di Monte Prama” (L. R. n. 7/2007, bandi annualità 2012. Assegnazione cofinanziamento RAS. CUP J71J12000490007, Codice progetto LR720012ZUCCA). A Monte Prama ogni giorno hanno operato anche i nostri amici della Casa circondariale di Oristano.- Massama, una giovane di Cabras, i nostri brillanti colleghi della Soprintendenza, i docenti di Cagliari e di Sassari, i dottorandi, gli specializzandi degli atenei sardi e le infaticabili archeologhe Luciana Tocco e Adriana Scarpa e tutto il personale del Consorzio Uno di Oristano.

Vogliamo che questo continui ad essere un luogo di amicizia, di fraternità e di scienza, dove ogni divergenza possa essere superata e dove vengano valutate le ragioni di tutti. L’Università degli Studi di Sassari e di Cagliari hanno le competenze e i mezzi affinché il cantiere “Archeologia di Monte Prama” possa proseguire fino al 31 marzo 2015. Il proseguimento dei lavori è possibile anche in considerazione della nascita, con il 1° gennaio 2015, della Direzione Generale della Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) che definirà la sinergia nella ricerca e nella formazione del MIBACT e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), mediante un Accordo quadro sottoscritto dai due Ministri.

Monte Prama sta diventando una straordinaria palestra per il confronto fra studenti e studiosi e dove tutti sono accolti con affabilità perché la conoscenza che si costruisce ogni giorno a Monte Prama sia, sempre di più, patrimonio comune.

*Rettore Università di Sassari

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Difesa: grandi numeri e piccoli uomini

di Nicolò Manca*

Cagliari, 16 ott. 2014 – Chi non ricorda lo spot “una telefonata ti allunga la vita” interpretato per la Sip da Massimo Lopez ? Dopo aver letto i risultati dell’indagine condotta da due ricercatori dell’Università di Cagliari è stato inevitabile ricordare quello slogan e parafrasarlo con un goliardico -ma non troppo- “un poligono ti allunga la vita”. Infatti i due ricercatori in questione, Donatella Petretto e Luca Gaviano, con il coordinamento di Roberto Pili, medico e presidente della “Comunità mondiale di longevità”, hanno portato a termine una ricerca che rivela che i 3600 abitanti di Teulada, come quelli di Perdasdefogu, sono affetti da “longevità endemica”. I numeri parlano chiaro: nel 2014 l’anagrafe di Teulada ha registrato 330 ultraottantenni, 953 ultrasessantacinquenni e 4 ultracentenari ( Giuannica Putzu di 106 anni e Bardilia Marras, Veronica Murgia e Grazia Pilloni di 102). Numeri che collocano Teulada tra le “blue zone”, cioè le aree del pianeta dove è più alto il numero degli anziani che conservano notevoli abilità e capacità cognitive.

Come non ricollegare questo primato con quello fatto registrare a Perdasdefogu dai fratelli Melis, detentori del Guiness mondiale di longevità? Come spiegare gli 836 anni totalizzati da questi nove fratelli (da Consola, di 107 anni, alla “piccola” Mafalda, di 79) che per quasi un secolo hanno mangiato i prodotti della terra e dei pascoli di Perdas, bevuto l’acqua di quelle sorgenti e respirato l’aria di quelle contrade? Il sospetto è che, come per le radiazioni di La Maddalena, le teorie sull’inquinamento da uranio impoverito, da polveri sottili e da torio siano delle panzane. A La Maddalena si è dovuto attendere che gli americani sgomberassero il campo -e con essi i loro i dollari vitali per l’economia locale- per avere la conferma che le radiazioni propagandate per decenni dai “soliti personaggi” erano anche quelle delle panzane, per quanto più volte sbugiardate dalle ASL e da altri organismi istituzionali. Ora si deve prendere atto del fatto che anche a Perdas e a Teulada l’effetto dell’inquinamento che i “soliti personaggi” propagandano a oltranza è del tutto sorprendente in quanto agisce in modo benefico sulla longevità degli abitanti che ne sono le “vittime”. E, si badi bene, non si tratta di casi isolati ma di grandi numeri, con riscontri in termini assoluti e percentuali rispetto ad altre realtà sarde, nazionali e mondiali. Ma temo che anche i grandi numeri possano ben poco quando si scontrano con dei piccoli uomini che, facendosi paladini del “popolo sardo” in forza di irrisorie legittimazioni elettorali, pur di avere visibilità politica e mediatica sfidano il ridicolo inseguendo teorie catastrofiste e interpretando sceneggiate che innescano sorrisini di scherno nei parlamenti nazionali e regionali. Forse i “soliti personaggi” ritengono irrilevante che il 98% dei sardi non condivida le loro alchimie politiche.

In fatto di grandi numeri meritano una riflessione altri due aspetti. Il primo riguarda i costi che hanno pesato sulle casse pubbliche, a partire dal 2001, anno in cui fu varata la prima commissione Mandelli, la miriade di commissioni di inchiesta, consulenze, sopralluoghi e persino riesumazioni di salme tendenti ad avvalorare il teorema inquinamento. Il secondo aspetto tocca le trionfalistiche dichiarazioni sull’adesione al raduno di Capo Frasca “contro le servitù militari”. Posto che a Capo Frasca i partecipanti fossero 2-3000 (valutazione non condivisa dalle forze dell’ordine) si immagini l’impatto che per contro avrebbe la presenza di una pur piccola parte dei sardi che sicuramente non condividono le idee dei “soliti personaggi”. Limitiamoci a considerare i 5000 militari della Brigata Sassari e almeno altre 10000 persone tra mogli, figli, fratelli, genitori, amici e parenti di questi militari; consideriamo poi la massa di pescatori, pastori, commercianti, affittuari di case e altre persone le cui famiglie vivono della ricaduta economica per la presenza militare (manutenzione delle infrastrutture, catering dei reparti, corresponsione di indennizzi ecc); limitiamoci quindi ad “arruolare” prudenzialmente solo altri 10000 partecipanti. Se solo queste 25000 persone decidessero di dedicare una loro mezza giornata per partecipare ad una manifestazione “pro poligoni e caserme” , il raduno di Capo Frasca o gli altri in programma apparirebbero per quello che sono: misere cose fatte di molto fumo e poco arrosto. E il resto dei sardi? Il resto dei sardi, almeno quelli informati, pensa che un problema che riguarda lo 0,5% del territorio isolano e il 4% delle sue coste sia un falso problema, se non un problema in positivo, sia per la ricaduta economica … sia per i record mondiali di longevità sopraddetti che la dicono lunga sull’inquinamento. Certo è che appare difficile confutare lo slogan ”un poligono ti allunga la vita!”, perché lo dicono i grandi numeri . Tutto il resto è burrumballa, anche se c’è chi di burrumballa ci campa, e bene, da una vita….ma, considerate le evidenze, una risata comunque li seppellirà.

* Generale dell’Esercito, primo comandante sardo della Brigata ‘Sassari’

Difesa: Cagliari, preoccupazione 250 dipendenti civili per chiusura base Decimomannu

Cagliari, 16 ott. 2014 – I 250 lavoratori civili, diretti ed indiretti, della Base Aerea di Decimomannu (Ca) sono fortemente preoccupati “per le voci sempre più insistenti di un disimpegno delle forze armate tedesche a favore della vicina Corsica con conseguente licenziamento degli attuali 80 dipendenti sardi in carico al presidio operativo tedesco”. Lo affermano il rappresentante sindacale Rsu, Gasparino Presti, insieme ai Segretari territoriali della Cisl Fp e della Cisl Fisascat di Cagliari, Mario Grieco e Giovanni Sainas.

“A cascata – sostengono – vi sarebbe un effetto domino anche sui livelli occupativi dell’amministrazione militare che porterebbe alla perdita di circa 170 posti di lavoro, che uniti ai mille del personale militare segnerebbe il crollo definitivo di quella porzione di territorio già da tempo colpita da una crisi economica senza precedenti”. I sindacalisti ritengono non più derogabile la salvaguardia dell’ambiente e laddove necessitano le operazioni di bonifica del territorio in utilizzo alle forze armate e invitano il Ministero della Difesa “ad operare quanto prima in questa direzione”, ma stigmatizzano anche i comportamenti e le dichiarazioni “di taluni comitati, i quali fornendo dati ed informazioni prive di qualunque veridicità, inducono inutili allarmismi”.

E portano ad esempio “la triste vicenda, affinchè la storia non si ripeta, della riduzione operata a La Maddalena supportata dai politici di allora con la famosa frase ‘non ci sarà un maddalenino scontento’, ed invitano a verificare l’attuale stato di prostrazione economica oggi presente a La Maddalena”. I rappresentanti di Rsu, Cisl Fisascat e Fp chiedono se “in questo momento di grave crisi economica in Sardegna pensare di rinunciare anche ad un solo posto di lavoro senza proporre un progetto serio valido ed alternativo all’attuale garantito dalle Aziende militari. Ai tanti intellettuali e stimati professionisti (che hanno lo stipendio garantito da altre entrate) – proseguono Grieco, Sainas e Presti – che il fine settimana esercitano il loro diritto di manifestare contro le Aziende militari diciamo che non è più tempo di battaglie ideologiche senza un progetto alternativo”

L’assemblea dei dipendenti della base aerea di Decimomannu ha dato quindi mandato alle strutture territoriali di Cagliari della Cisl Fp e della Fisascat di coinvolgere i livelli confederali della Cisl in difesa in tutti le sedi politico istituzionali dei livelli occupativi attualmente garantiti dal comprensorio operativo della base di Decimomannu. Per domani dalle 10 alle 12 nel piazzale antistante l’ingresso della Base aerea di Decimomannu si terrà un’assemblea di tutto il personale civile con all’ordine del giorno la salvaguardia dei posti di lavoro.

(nella foto, dal sito dell’Aeronautica militare, beneficenza con Bazar della solidarietà a Decimomannu)

Archeologia: Tatti, Cherchi e Dedoni, 1 milione per Giganti Monte Prama

Cagliari, 15 Ottobre 2014 – “Un milione di euro per salvaguardare il sito di Mont’e Prama”. E’ quanto ha chiesto oggi il consigliere regionale dell’Udc, Gianni Tatti, nel corso della discussione generale dell’assestamento di bilancio in Consiglio regionale. “Ho presentato un emendamento assieme ai colleghi Oscar Cherchi e Attilio Dedoni per la valorizzazione di questo importantissimo sito archeologico, bene della Sardegna e del mondo intero”.

Archeologia: Mont’e Prama, Giunta in silenzio davanti ai giochi politici interni al Pd

Cagliari, 15 otto.2014 –  “Stupisce, e induce a pensare le cose peggiori, il perdurare del silenzio della Giunta regionale relativamente alla vicenda dello ‘scippo’ degli scavi archeologici di Mont’e Prama da parte del Ministero dei Beni Culturali. In un periodo di profonda crisi economica come quello che stiamo vivendo, la necropoli del Sinis è un volano di sviluppo che deve essere difeso in ogni modo e non lasciato in balia dei giochi politici interni al Partito Democratico”. LO afferma il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, sull’affidamento degli scavi di Mont’e Prama a una ditta dell’Emilia Romagna.

 

“E’ dunque la lunga mano delle coop rosse ad aver perpetrato, per il tramite di un Ministero retto anche da personaggi di rilievo della politica isolana, l’odiosa grassazione”, prosegue Dedoni. “E inquieta ancora di più veder spuntare nuovamente in questa vicenda il nome dell’ex soprintendente Marco Minoja, che già si era distinto all’epoca dell’allestimento della mostra sui Giganti per aver rifiutato la collaborazione di illustri studiosi di caratura internazionale nella predisposizione del catalogo dell’esposizione, per poi presentare un misero libretto curato in prima persona: è lui, che a gennaio ha lasciato la soprintendenza cagliaritana per accasarsi a Reggio Emilia, il responsabile unico del procedimento che ha portato all’affidamento degli scavi alla Archeosistemi. In tutto questo, l’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru non sembra voler assumere alcuna posizione, come se fosse del tutto normale vedersi portar via da sotto il naso la gestione di un’autentica miniera d’oro, un sito il cui studio può portare alla Sardegna non soltanto prestigio ma sviluppo, occupazione e reddito, per giunta in una delle aree più depresse dell’Isola”.

“Ancora una volta, ci tocca vedere le sorti della Sardegna dipendere dai giochi strategici in vista dell’imminente congresso regionale democratico, con personaggi che cercano visibilità a discapito di altri senza farsi mai troppi scrupoli”, conclude il capogruppo. “Su tutte queste miserie umane, i Giganti continuano a rivolgere il loro sguardo impassibile: esistono pressoché da sempre e continueranno ad esistere a dispetto dei contendenti che si avvicendano nell’arena politica, raccontando alla nostra e alle future generazioni il passato di una civiltà millenaria, tra le più antiche e grandi che siano mai sorte sulle sponde del Mediterraneo. Chi, per interesse, pigrizia o presunzione, vorrà ostinarsi a ignorarli, danneggerà solo se stesso”.

Credito: Artigiancassa Sardegna, imprese isolane in difficoltà con impegni finanziari e banche = Cala fiducia nella ripresa

Cagliari, 15 ott. 2014 – Se nel Paese c’è ottimismo dei micro e piccoli imprenditori in una ripresa economica, in Sardegna la fiducia è molto più bassa rispetto alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno. Le imprese sarde continuano infatti ad avere molta difficoltà a far fronte agli impegni finanziari e ad accedere al credito bancario. E’ quanto risulta dai risultati dell’Osservatorio congiunturale dell’Artigiancassa, che analizza la fiducia delle piccole imprese italiane artigiane e non artigiane nel secondo trimestre 2014. Lo studio conferma che le Pmi italiane continuano a vivere una situazione di crisi, in quanto l’andamento dei principali indicatori economici resta ancora basso, il livello dei ricavi è ancora insufficiente e le notizie non sono positive neppure sotto il profilo dell’occupazione.

Ma registra anche una leggera inversione di tendenza delle imprese sulla capacità di far fronte ai propri impegni finanziari chiedendo e ottenendo prestiti dalle banche. “Inversione di tendenza che però non si è ancora riscontrata nella nostra regione – dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu – rispettivamente presidente e segretario regionali di CNA Sardegna”.

Dai dati di Artigiancassa si evince infatti che in Sardegna il livello di fiducia è ancora basso rispetto alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno. L’indicatore regionale segna mediamente un 7,8% contro il 20,3 dell’Italia e il 10,8 del Sud e isole. A livello territoriale, il livello di fiducia si rivela molto negativo soprattutto nelle province di Nuoro (6,1), Ogliastra (6,0) e Carbonia Iglesias (6,2), mentre risulta più positivo nelle provincie di Cagliari (8,2), Medio Campidano (8,0). Abbastanza positivo a Olbia Tempio e Oristano (7,7). Artigiancassa registra ancora una sostanziale difficoltà delle imprese sarde di far fronte ai propri impegni finanziari. L’indicatore della Sardegna segna mediamente un 30,6% contro il 41,1 dell’Italia e il 24,8 del Sud e isole. La situazione più negativa si registra a Sassari (24,8) e Nuoro (22,2) mentre gli scenari sono molto più positivi nella provincia di Cagliari (35,5) e di Olbia Tempio (34,5).

Quanto al numero imprese sarde che nel 2013 hanno chiesto un finanziamento alle banche, l’indicatore della Sardegna è in media (circa 8) rispetto all’Italia e al Mezzogiorno. La situazione è però più critica nel Medio Campidano e nella Provincia di Carbonia Iglesias con percentuali del 7 e 6%, abbastanza positiva a Sassari, Nuoro e Oristano, mentre è molto positiva a Cagliari con un indicatore di 13. Quanto all’esito delle domande di credito, l’indicatore della Sardegna segna mediamente un 18% contro il 20,6 dell’Italia e il 14,3 del Sud e isole. Le imprese che hanno ottenuto dalle banche un credito pari o superiore alla richiesta sono per lo più ubicate ad Olbia-Tempio (indicatore 23) e a Cagliari (22) che registrano una situazione molto positiva. La situazione peggiore si registra invece nel Medio Campidano (11,4).

Secondo l’Osservatorio congiunturale Artigiancassa, infine, la mole di finanziamenti concessi alle imprese sarde ha un indicatore (dato dal totale dei finanziamenti diviso il numero delle imprese beneficiarie) pari a circa la metà della media italiana e di molto inferiore a quello del Mezzogiorno. Il dato più positivo è registrato dalle imprese della provincia di Oristano, il più negativo a Carbonia Iglesias.

“Solo il miglioramento delle aspettative economiche può rimettere in moto la domanda di credito e quindi riavviare la crescita in modo generalizzato – dichiarano i vertici Cna -. E’ bene non farsi illusioni sull’effetto di stimolo degli investimenti privati che può discendere nell’immediato da un aumento dell’offerta  di finanza per l’impresa. Per rafforzare la fiducia di investitori, famiglie e imprese –  dichiarano Piras e Porcu – è necessario rilanciare  gli investimenti pubblici  che hanno un impatto maggiore sulla crescita economica: le opere infrastrutturali e di efficientamento energetico immediatamente cantierabili  e di piccola dimensione. E’ su queste  che la Regione deve far leva utilizzando nell’immediato tutti gli strumenti possibili, a partire dall’utilizzo per questi  fini di una significativa quota dei fondi comunitari  del  prossimo ciclo di programmazione 2014-2020”.

Archeologia: Pili, scandalo sui Giganti di Mont ‘e Prama, appalto alle cooperative rosse

La lunga mano delle cooperative rosse sui Giganti

Cagliari, 14 ott.2014 – L’appalto, COME DENUNCIATO DIECI GIORNI FA, a cui sono stati invitati solo gli amici prescelti, con una procedura al limite, lo vince una società marchiata Lega Coop. Una società protetta dalla ITALFERR S.p.A. e dalla SAIPEM S.p.A.. E’ parte integrante del sistema della LEGACOOP di Reggio Emilia. Il cuore dell’operazione si svolge nella R…egione del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. E in tutta l’operazione emerge un filo rosso davvero inquietante che, se confermato, darebbe davvero un quadro ancora più devastante dell’operazione di Stato sui Giganti di Mont ‘e Prama.

A presiedere la fortunata Archeosistemi, società cooperativa, è la tale Lorenza Bronzoni, di Montecchio Emilia. Nella stesso comune risiede anche la Signora Giovanna Bronzoni, consigliere comunale dal 1990 di quel comune per conto della democrazia cristiana prima e del Pd poi. Ed è proprio lei ad essere cooptata nella direzione provinciale del Pd di Reggio Emilia. Con lei nella stessa direzione Pd risulta anche Federica Franceschini che non risulta per il momento legata al Ministro dei Beni Culturali Franceschini. Un filo rosso che ha, però, una prima rilevante certezza la società a cui è stato aggiucato il lavoro è direttamente legata alla Lega Coop, ovvero il sistema delle coop rosse.
Su questo sta emergendo un quadro davvero grave per le modalità con le quali il Ministero guidato da un emiliano doc ha portato avanti questo scellerato progetto di far fuori gli archeologi sardi per far entrare quelli della società delle coop rosse di Reggio Emilia. Su questo combatteremo una durissima battaglia per scongiurare questo scippo alla Sardegna e ai Sardi.

Un’operazione che lascia davvero sconcertati per le modalità violente con le quali si sta portando avanti. Il sito del Ministero nasconde tutte le procedure e ad oggi niente è fatto cenno sulle modalità di selezione e quelle successive di aggiudicazione.

Di certo sta emergendo la lunga mano delle cooperative rosse e del sistema partito, che si è radicato da tempo nel ministero dei beni culturali.

Per questo motivo ho appena presentato un’interrogazione urgente al ministro dei beni culturali perchè risponda immediatamente a questa inquietante situazione che rischia di far scoppiare uno scandalo senza precedenti.