Cagliari: nella Chiesa della Speranza celebrata Messa per il Natale ortodosso

Chiesa Nostra Signora Speranza Cagliari - FEDELI 2

Cagliari, 7 gennaio 2016  – La comunità ortodossa del Patriarcato di Mosca a Cagliari festeggia oggi il Natale. I festeggiamenti sono diventati ormai una tradizione anche in città, per una comunità di oltre 2mila persone, che si ripete ormai da 10 anni, a seguito del grande flusso migratorio proveniente dai paesi dell’area ex sovietica che vede presente in Sardegna una numerosa comunità cristiano-ortodossa,  in gran parte donne che lavorano come assistenti nelle famiglie sarde.

E così gli immigrati di Ucraina, Bielorussia, Russia, ed altri paesi dell’Europa Orientale stamani alle 10 hanno celebrato solennemente la Natività di Cristo, poiché il calendario liturgico ortodosso segue il vecchio calendario giuliano. 

La Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, “esprime il proprio profondo e fraterno ringraziamento alla Chiesa Cattolica ed in particolare alla Diocesi Cagliari  che ha permesso di avere a disposizione delle chiese dove poter svolgere le funzioni religiose”, dice Padre Mikhail Povaliaiev, Parroco della chiesa di San Saba il Santificato a Cagliari della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca. 

Sino al 2011 le Liturgie si sono tenute nella Chiesa del Santo Sepolcro e successivamente e sino ad oggi, in attesa che si trovi una sistemazione definitiva, le funzioni vengono svolte presso  la Chiesa di Nostra Signora della Speranza, che pur essendo di proprietà privata della famiglia Aymerich, si trova sotto l’amministrazione della Cattedrale di Cagliari. Alle 15 la comunità reciterà le preghiere della Festa. 

Natale: Cagliari, la comunità ortodossa prepara le celebrazioni secondo il calendario giuliano

Momento della Liturgia Cagliari Padre Mikhail Povaliaev

Cagliari, 4 gennaio 2016  – E’ diventata ormai bella tradizione che a Cagliari che si ripete da 10 anni, a seguito del grande flusso migratorio proveniente dai paesi dell’area ex sovietica che vede presente in Sardegna una numerosa comunità cristiano-ortodossa,  in gran parte donne che lavorano come assistenti nelle famiglie sarde. E così gli immigrati di Ucraina, Bielorussia, Russia, ed altri paesi dell’Europa Orientale si apprestano a celebrare solennemente la Natività di Cristo il 7 gennaio, poiché il calendario liturgico ortodosso segue il vecchio calendario giuliano.

Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il vecchio calendario introdotto da Giulio Cesare, che avendo un piccolo difetto di calcolo rispetto alcalendario solare non rispettava più l’andamento delle stagioni, ma la Chiesa Ortodossa decise di continuare ad usare per la liturgia il vecchio calendario

La Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, “esprime il proprio profondo e fraterno ringraziamento alla Chiesa Cattolica ed in particolare alla Diocesi Cagliari  che ha permesso di avere a disposizione delle chiese dove poter svolgere le funzioni religiose”, dice Padre Mikhail Povaliaiev, Parroco della chiesa di San Saba il Santificato a Cagliari della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca.

Sino al 2011 le Liturgie si sono tenute ella Chiesa del Santo Sepolcro e successivamente e sino ad oggi, in attesa che si trovi una sistemazione definitiva, le funzioni vengono svolte presso la Chiesa di Nostra Signora della Speranza, che pur essendo di proprietà privata della famiglia Aymerich, si trova sotto l’amministrazione della Cattedrale di Cagliari.

“Per noi sarà un onore accogliere i rappresentanti dei mass-media per mostrare le nostre tradizioni  – dice Padre Mikhail – e li ringraziamo  fin  d’ora  per  l’attenzione  che  sempre  prestano  alle  attività  della  Chiesa  e  ai  problemi  della Comunità Immigrata. Ringraziamo inoltre le Autorità Consolari, in particolare il Consolato onorario della Repubblica Belarus in Sardegna (unica rappresentanza accreditata nella Regione di un paese ortodosso) per gli auguri rivolti, come ogni anno,  in occasione dell’imminente Santo Natale”.

Alcune bellissime immagini della suggestiva celebrazione ortodossa.

SALUTI CONSOLE BIELORUSSO NATALE ORTODOSSO CAGLIARI

Fedeli Ortodossi

 

Natale: Lettera aperta del consigliere regionale Marcello Orru’ alla dirigente della scuola di Golfo Aranci Raimonda Cocco

NATALE VIETATO A GOLFO ARANCI DECISIONE GRAVE E SBAGLIATA, NON SI CANCELLANO LE NOSTRE TRADIZIONE. LA SCUOLA CI RIPENSI

Gentile Professoressa,

Ha destato in me molta sorpresa la decisione assunta dal vostro istituto di vietare il presepe e gli altri simboli del Natale ai bambini della scuola materna. A mio parere si tratta di una decisione grave e sbagliata che segue la scia di altre scelte similari fatte da alcuni presidi di altre regioni che hanno vietato di fare il presepe a scuola per le stesse identiche motivazioni. Viene dato un messaggio sbagliato innanzitutto agli stessi bambini che sono cosi indotti ad una errata percezione del significato di integrazione che verrà vista come una rinuncia della propria identità a favore di uno pseudo rispetto per le identità altrui. Si tratta di decisioni gravi, sbagliate e dannose per le giovani generazioni. Togliere la magia del Natale a bimbi così piccoli è poi qualcosa di incredibile!

Il nostro Paese sta vivendo un periodo molto complesso e per tante famiglie colpite dalla perdita del lavoro e dalla crisi che non accenna a finire, il Natale e il messaggio cristiano insito in tale festa , costituisce senz’altro un momento di serenità e speranza. E’ fondamentale che il significato di questa Festa sia trasmesso alle giovani generazioni in tutta la sua grandezza. Io ritengo che questo compito, importantissimo, non spetti solo alle famiglie ma anche alla Scuola intesa come Istituzione nazionale che contribuisce alla crescita e alla trasmissione dei valori ai nostri figli. Valori come l’identità nazionale, l’orgoglio per le tradizioni culturali e storiche del nostro Paese.

Negli ultimi anni da più parti sono giunte iniziative che hanno mirato a sminuire il valore del Natale accompagnate da incomprensibili proposte di togliere nelle scuole ogni simbolo religioso, dal crocifisso al presepe.  Ora la vostra scuola rinuncia al presepe e al Natale a causa di una falsa idea di laicità. Lo ritengo un grosso errore.
Io ritengo invece che sia indispensabile , a maggior ragione in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, rafforzare nelle scuole il significato di una Festa che è simbolo di forti valori tradizionali e di ideali che rafforzano le radici cristiane della nostra cultura.  Le tradizioni e l’identità culturale di un popolo sono fondamentali perché senza ricordare, rispettare e vivere le nostre tradizioni e la nostra identità nazionale viene davvero difficile comprendere le identità di chi ha valori e culture differenti dalla nostra. 

Ecco perché la scuola dovrebbe riflettere bene su una decisione che assume da un punto di vista mediatico un significato e un’eco molto più grande di quello che forse si è voluto attribuire: sarebbe opportuno che la decisione fosse rivista.

E’  un periodo in cui da più parti, Europa in primis, si assiste ad un tentativo di distruggere le identità dei popoli a cominciare da quelli legati alla Tradizione e alle nostre radici cristiane.  Coraggio professoressa Cocco, il Natale  non può che costituire un messaggio positivo per le giovani generazioni. E sopratutto non dimentichiamoci mai che sarà sempre più difficile l’integrazione con altri popoli se ci si dimentica di rafforzare e difendere prima la nostra identità nazionale. Altro che laicità.

On. Marcello Orrù – consigliere regionale Psd’az

Cagliari, in teatro bimbi che scagliano bombe contro il volto Gesù, GpV chiedono diffida al Questore

Diffida GpV

Cagliari, 19 nov. 2015 – E’ polemica per la prossima messa in scena al Teatro Massimo di Cagliari della rappresentazione teatrale “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, sottola regia di Romeo Castellucci. L’Associazione ‘Giuristi per la Vita’ ha inviato una diffida al questore di Cagliari affinchè venga impedita la rappresentazione “mentre i fatti di Parigi e i kalashnikov sono ancora fumanti, bambini tra gli 8 e i 10 anni (è in corso ora il recruitement delle giovanissime comparse), dovrebbero lanciare bombe finte contro il Volto di Nostro Signore Gesù Cristo. Rappresentazione scenica già diffidata alcuni anni orsono”, spiega l’Associazione.

“Osserviamo in particolare – prosegue la nota di Giuristi per la Vita – che condotte simili, coinvolgendo e istigando minorenni, costituisce, oltre che un fatto di passibile valutazione penale, anche una grave disgregatrice provocazione, in un momento come questo in cui i valori di pietà e rispetto della vita umana, nonché di libertà di professare la propria religione e della certezza di vedersi rispettato e tutelati (di rilevanza Costituzionale), sono radicalmente minacciati da certe frange fanatiche ed estremiste”.

“Quella che si vuole inscenare è una rappresentazione resa ancora più squallida dalla volontà di coinvolgere dei bambini e renderli inconsapevoli protagonisti di uno spettacolo indegno”, spiega il Consigliere regionale di Fdi-An Paolo Truzzu. “Nelle nostre scuole agli stessi bambini si pensa di nascondere il crocifisso nelle aule, si nega ogni richiamo a simboli cristiani, durante le festività natalizie o pasquali, per non offendere i piccoli che provengono da altre religioni. Viceversa sembra che nessun riguardo debba esserci per chi, piccolo o grande che sia, si professa cattolico”, afferma Truzzu.

“La religione cristiana è, infatti, l’unica che può essere sbeffeggiata in modo irriguardoso da pseudoartisti i quali non si fanno scrupolo di utilizzare i bambini per i loro sporchi interessi di marketing blasfemo. Lo scopo è, nel migliore dei casi, portare in sala qualche spettatore in più rispetto a quelli che assisterebbero a uno spettacolo di cui – conclude Truzzu – evidentemente si è consapevoli della mediocrità di fatto”.

Nasce il Movimento Cristiano–Forza popolare

Le ragioni di una nuova sfida culturale – politica

Cagliari,30 nov. 2014 – “Accogliendo le parole del Papa emerito Benedetto XVI secondo il quale “i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla ‘politica’, e l’invito di Papa Francesco rivolto ai cattolici ad “immischiarsi in politica”, insieme ad un gruppo di amici provenienti da buona parte delle regioni di Italia, ho deciso di costituire il Movimento Cristiano – Forza Popolare, un progetto culturale – politico a cui abbiamo dedicato impegno e passione negli ultimi mesi”. Lo annuncia Marcello Orrù, Consigliere regionale della Sardegna, fondatore del Movimento Cristiano – Forza popolare.

“Oggi – spiega Orrù – la vita politica italiana risente di proposta politica, dell’assenza di un punto di riferimento politico nazionale che faccia riferimento ai valori cristiani e al loro profondo legame con il popolo italiano.  Nell’attuale scenario politico manca un messaggio semplice che interpreti in maniera profonda le necessità, le aspirazioni e le opinioni di tanti italiani che oggi non si sentono rappresentati dalla politica e dai suoi principali attori. E’ proprio dal profondo legame che da sempre lega il nostro Paese alla cristianità, nasce il nome Movimento Cristiano – Forza Popolare”. 

Nasce come Movimento perchè il nuovo progetto possa da subito rappresentare  una costruzione in divenire, non statica ma aperta al contributo e alla partecipazione di tutti. Ciascuno potrà apportare il proprio mattone per la nuova costruzione e con esso porterà il proprio  bagaglio di esperienze, di idee, entusiasmo e partecipazione.

Papa Giovanni XXII e Giovanni Paolo II: a Roma c’è anche la Sardegna

27 aprile piazza san pietroRoma, 27 aprile 2014 – C’è anche la Sardegna a Roma per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II, e si vede. Uno scatto della nostra fede ‘rubato’ (per gentile concessione), a Mauro Pili. Mi piace ricordare l’amicizia tra il rabbino capo di Roma Elio Toaff e di due grandi papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, protagonisti del contributo al dialogo tra ebrei e cristiani. Racconta Toaff nella sua biografia ‘Perdifi giudei, fratelli maggiori’ ricordando Wojtyla: « Insieme entrammo nel Tempio. Passai in mezzo al pubblico silenzioso, in piedi, come in sogno, il papa al mio fianco, dietro cardinali, prelati e rabbini: un corteo insolito, e certamente unico nella lunga storia della Sinagoga. Salimmo sulla Tevà e ci volgemmo verso il pubblico. E allora scoppiò l’applauso. Un applauso lunghissimo e liberatorio, non solo per me ma per tutto il pubblico, che finalmente capì fino in fondo l’importanza di quel momento… L’applauso scoppiò [nuovamente] irrefrenabile quando [il papa] disse: “Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire, i nostri fratelli maggiori”».  Toaff ricorda ancora come “la notte in cui Giovanni XXIII entrò in agonia, sentii imperioso il bisogno di unirmi ai tanti cattolici che vegliavano in preghiera a piazza San Pietro” (da wikipedia)

Wojtyla-Roncalli: Oristano partecipa alle celebrazioni ricordando Roncalli in città nel 1927

papa roncalli oristanoOristano, 22 apr. 2014  – Anche Oristano partecipa alle celebrazioni per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII. Lo farà ricordando un evento che nel 1921 vide protagonista il futuro Papa Buono proprio a Oristano. Il 26 Ottobre 1921 Monsignor Angelo Roncalli era in città, in visita all’amico canonico Giuseppe Littarru, e celebrò la Santa Messa nella Cappella dell’Immacolata nell’Asilo infantile di via Sant’Antonio, oggi sede della biblioteca comunale.

Per ricordare quell’episodio, a pochi giorni dalla cerimonia di canonizzazione che si celebrerà domenica prossima a Roma, l’Arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna e il Sindaco di Oristano Guido Tendas, insieme al popolo arborense, giovedì 24 aprile, alle 11,30, dedicheranno una targa a San Giovanni XXIII. La targa celebrativa sarà posizionata nella stessa cappella dell’Immacolata che 93 anni fa ospitò Monsignor Roncalli .