Nuoro: rubano alimenti alla Croce Rossa, #poliziotti li denunciano e ricomprano cibo per poveri

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Nuoro,7 dic. 2016 – Erano appena usciti dalla Croce Rossa di via Collodi a Nuoro con la refurtiva, scatolette di tonno, carne in scatola e numerose bottiglie d’olio, ma sono stati immortalati dalle telecamere di sorveglianza vicine allo stabile. I poliziotti li hanno quindi identificati e denunciati. Si tratta di due giovani di 17 e 21 anni, che la notte del 4 e 5 dicembre dopo aver forzato la porta di ingresso hanno riempito due zainetti con 50 bottiglie di olio di oliva, decine di scatolette di tonno, di caffè, di carne in scatola ed altro, il tutto destinato alle mense natalizie dei poveri della città.

Recuperata gran parte della refurtiva che, questa mattina, è stata riconsegnata al personale della Croce Rossa. Per la parte mancante, gli agenti della Squadra Volante, particolarmente colpiti dalla viltà del gesto, hanno deciso di acquistare dei generi alimentari da donare all’Ente Solidaristico, in modo da colmare l’ammanco derivato dal furto e non recuperato.

Criminalità: Cagliari, arrestato un altro algerino irregolare, 16 in 72 ore

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Cagliari, 7 dic.2016 – Dopo l’arresto di 15 algerini in 48 ore tra lunedì e ieri per scippi, furti e violenza sessuale, prosegue a Cagliari il controllo del territorio da parte dei carabinieri e della polizia, che hanno arrestato un altro algerino irregolare. I carabinieri del Nucleo radiomobile nel corso della notte hanno arrestato Ali Benzawa, 48enne algerino, senza fissa dimora, sprovvisto di permesso di soggiorno. In preda ad una crisi psicomotoria, dopo aver molestato il personale medico e tentato di aggredire un addetto alla sicurezza del pronto soccorso dell’ospedale ‘Marino’, l’uomo ha minacciato, aggredito e spintonato i militari intervenuti che dopo una colluttazione lo hanno e arrestato. Un militare è rimasto ferito e gli sono stati assegnati 10 giorni di prognosi. Sono 16 gli algerini irregolari arrestati a Cagliari da carabinieri e polizia nelle ultime 72 ore.

Criminalità: Noi con Salvini-Sardegna ‘imperativo stop invasione, la pubblica sicurezza è in pericolo’

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Cagliari,6 dic.2016 – “Vogliamo che lo Stato garantisca alla Sardegna lo stesso livello di sicurezza e ordine pubblico garantito alle altre regioni. Gli ultimi episodi di criminalità che hanno visto per protagonisti gli immigrati riportano alle cronache un allarme sempre vivo nella popolazione. È una sorta di guerra civile che mette in pericolo anziani, donne e bambini in primis, esponendoli alla violenza della criminalità importata clandestinamente dall’Africa.  Non si capisce per quale motivo a Milano siano stati bloccati gli arrivi di immigrati e sia stato inviato l’esercito, e non si prendano le stesse misure a Cagliari, ormai invasa e pericolosa. Il Governo Renzi ha sempre mostrato disinteresse per la Sardegna, l’invasione di immigrati ne è la prova. Per questo crediamo che la Sardegna sarà fondamentale per l’elezione di Matteo Salvini a Capo del Governo”. Lo afferma Daniele Caruso – Coordinatore Regionale – Noi con Salvini – Sardegna

Criminalità: Cagliari, arrestato un altro algerino per scippo, uno è in stato di fermo = 15 in 48 ore

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Cagliari, 6 dic. 2016 – Dopo i 13 arresti di algerini irregolari avvenuti nelle ultime 48 ore per furti,scippi e violenza sessuale,altri due arresti della Polizia. Nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio prosegue incessantemente il lavoro dei poliziotti delle Volanti della Questura di Cagliari, in seguito allo sbarco dei 167 algerini di sabato e domenica scorsa, che hanno arrestato Mouhamed Sebt 24enne, algerino (nella foto) responsabile di furto aggravato. L’episodio è avvenuto nella mattinata quando allertati dalla Sala Operativa equipaggi della Squadra Volante e i “Falchi” della Squadra Mobile sono stati inviati alla Stazione Ferroviaria di Piazza Matteotti dov’era stato appena commesso uno scippo. Gli Agenti, giunti immediatamente sul posto, hanno preso contatto con due colleghi in abiti civili della Polizia Penitenziaria che, poco prima, avendo assistito allo scippo di un telefono cellulare ai danni di una signora, si erano immediatamente prodigati per fermarne il responsabile. Il telefono cellulare veniva restituito alla donna che non aveva parole per il sollecito intervento delle forze dell’ordine, mentre il giovane algerino è stato trasportato presso la locale Questura ove espletati gli atti di rito, su disposizione del P.M. di turno, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima previsto per la mattinata di domani.

Allo stato attuale (ore 19,45), risulta fermato dagli Agenti della Squadra Volante un altro cittadino algerino, anch’esso facente parte del folto gruppo appena sbarcato ed immediatamente colpito dall’ordine di espulsione emesso dalla Questura in data 3 dicembre scorso, anch’esso resosi responsabile del furto di un telefono cellulare e sempre ai danni di una donna. Sono ancora in corso gli atti relativi alla denuncia ed alle successive decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

Criminalità: Cagliari, furto da 50mila euro, violenze sessuali e documenti falsi, 13 algerini arrestati alla ‘Marina’

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Cagliari, 6 dic. 2016 – Operazione anticrimine della Squadra Mobile di Cagliari, conclusa stamani con l’arresto dieci algerini irregolari responsabili di violenza sessuale e furti nel quartiere “Marina”, in città. “Non c’è nessuna emergenza sicurezza”, precisa il capo della Squadra Mobile Alfredo Fabbrocini, che stamani ha illustrato l’operazione alla stampa. “La polizia è presente sul territorio e la nostra è la risposta alla criminalità. Forse pensavano di trovarci impreparati, ma il Questore ha voluto rafforzare la presenza della polizia in città con le volanti e i Falchi. Questa iinfatti è il frutto della presenza in strada non di attività tecnica”. Tutti i 10 arrestati nel corso del pomeriggio di ieri e nella nottata sono algerini che fanno parte del gruppo di 167 arrivati con lo sbarco di sabato e domenica nel Sulcis. Tutti avevano in tasca il decreto di espulsione.

Il fatti più eclatanti sono accaduti ieri. Intorno alle 11.30 i Falchi della sezione “Criminalità diffusa” della Squadra Mobile hanno intercettato in via Roma un’auto sospetta con quattro a bordo. Il conducente ha tentato la fuga ma è stato immediatamente raggiunto e bloccato. Gli occupanti del veicolo sono stati identificati per Boualeg Ousama, Gouri Bilel e Rezi Chouaib, un altro è regolare sul territorio italiano. All’interno dell’auto, accanto al sedile del conducente, è stata trovata una mazza in legno, due carte d’identità rubate a cittadini italiani e 7 Decreti di Espulsione emessi il 3 dicembre a nome di algerini non presenti. Rezi Chouaib aveva 480 euro della quale non ha saputo fornire giustificazioni. Anche Giur aveva 290 suddivisa euro della quale non ha saputo fornire giustificazioni.

All’interno del cofano sono state trovate 2 borse con un telefono cellulare, un tablet, otto computer portatili, due Pos, due borse porta computer, uno zaino porta computer, un hard disk, una mini stazione meteo, un modem, un monitor, vari cablaggi di collegamento per pc rubati nella notte in un negozio specializzato in sviluppo di software in via Roma per un totale di 50mila euro. Verso le 15 alla Stazione Ferroviaria gli Agenti della Squadra Volante hanno trovato altre borse con il materiale informatico rubato nella alla stessa ditta: 7 pc portatili, mentre altri due portatili, 9 alimentatori e una webcam sono stati rinvenuti in due borse nascoste tra i cespugli in Piazza Amendola. Scongiurato il danno economico più consistente alla ditta, cioè la perdita dei software sviluppati.

Nel pomeriggio altri due algerini Ambarjimel Mahdi 22enne e Tahri Sofien 23enne, sono stata arrestati per violenza sessuale per aver palpeggiato ripetutamente la dipendete di un bar in via Romamentre puliva la vetrata delbar. Ambarjimel Mahdi è stato trovato in possesso di un altro tablet rubato nel negozio di Via Roma la sera prima .

I poliziotti della Squadra Mobile e dell’Ufficio per l’Immigrazione, dopo lo sbarco nella notte tra sabato e domenica, che ha visto l’arrivo di 167 algerini, ha arrestato Nabil Lhagi 36enne, già responsabile di reati contro la persona ed il patrimonio e condannato ad otto mesi di carcerazione con provvedimento emesso dalla Procura di Sanremo. Arrestati anche Batoul Adel 43enne e Hadef Samir 35enne entrambi algerini già espulsi dal Prefetto di Cuneo nel 2013 e dal Prefetto di Udine nel 2010.

Inoltre nel corso della notte, gli Agenti della Volante hanno tratto in arresto Bouchouachi Ilyes 33enne algerino, per furto aggravato su auto e resistenza a Pubblico Ufficiale, sorpreso a tentare di rubare una Fiat 600. Stamani un altro algerino è stato arrestato in viale La Playa per aver scippato il telefonino

Tre algerini sono stati arrestati nella notte tra sabato e domenica per furto e resistenza a pubblico ufficiale,mentre altri due sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Sassari, per un totale di 15 persone.

I 13 arrestati a Cagliari e i due a Sassari fanno parte del gruppo dei 167 sbarcati tra sabato e domenica nelle coste del Sulcis e sono destinatari di decreti di espulsione del questore di Cagliari firmati il giorno do polo sbarco, il 3 dicembre, e altri clandestini espulsi con decreti di allontanamento dei questori di Udine e Cuneo e uno condannato ad 8 mesi dalla Procura di Sanremo.

Carceri: Cagliari, allarme Tbc, sospetto caso su 17enne dopo quello denunciato a Is Arenas = Accuse Fp Cisl e Coisp

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Cagliari, 21 nov. 2016 – E’ allarme tubercolosi tra la popolazione carceraria della Provincia di Cagliari dopo la scoperta di un secondo presunto caso di Tbc su un giovane extracomunitario, un 17enne egiziano, detenuto nell’Istituto minorile di Quartucciu (Ca) e ora ricoverato in profilassi al Reparto infettivi dell’Ospedale SS Trinità di Cagliari. I medici sono in attesa degli esami di laboratorio dopo il ricovero effettuato d’urgenza il 18 novembre per una sospetta appendicite, ma la diagnosi sembrerebbe chiara. E si prospetta una profilassi per tutto il personale della polizia penitenziaria, civile e degli altri minori detenuti nel carcere dell’hinterland cagliaritano, 25 persone in tutto.

Si tratterebbe dunque del secondo caso di Tbc registrato nello stesso giorno in Sardegna. Ieri infatti il segretario generale della Fp Cisl, Nino Manca, ha denunciato l’arrivo di un detenuto romeno nella colonia penale di Is Arenas, in comune di Arbus (Ca), “con volo Alitalia, dall’Istituto penitenziario di Saluzzo” che pare, sia poi risultato, a seguito di controllo effettuato all’ospedale di San Gavino Monreale (Ca), “avere attivi dei focolai di TBC, al rientro in Istituto lo stesso è stato poi isolato dalla restante popolazione detenuta”.

“Vista la gravità di quanto accaduto, considerato che, pare, non siano stati rispettati i protocolli inerenti la sicurezza e la salute riguardanti la tutela del Personale di Polizia penitenziaria – dice la Fp Cisl –, personale medico, gli stessi passeggeri del volo e comunque tutte le persone che sono state a contatto con il soggetto infetto, chiede delucidazioni in merito” al Provveditore Amministrazione penitenziaria della Regione Sardegna, Maurizio Veneziano.

“Incredibile silenzio su una vicenda che tradisce il menefreghismo verso la salute di chi serve onestamente lo Stato”, afferma il segretario nazionale del Coisp Polizia Franco Maccari. “A due giorni da una denuncia clamorosa che avrebbe dovuto scuotere vertici di Uffici e Dipartimenti nemmeno il ronzio di una mosca che vola. La salute di chi lavora onestamente servendo lo Stato – dice Maccari – non vale davvero poi molto in Italia”.

Il detenuto romeno “a quanto emerso, è giunto a Is Arenas senza che dalla struttura penitenziaria di provenienza fosse stata comunicata l’infezione tubercolare, tanto che è stato trasportato su un volo di linea senza particolari precauzioni, in modo che i passeggeri dell’aereo, la scorta che lo ha trasferito, nonché gli altri detenuti con cui è venuto a contatto sono rimasti esposti a possibile contagio. Il caso è stato poi scoperto dal medico della casa di reclusione. Ma tutto questo disastro – si infuria Maccari – deve essere inavvertitamente sfuggito agli Organi competenti. Competenti a far tutto fuorché ad occuparsi delle donne e degli uomini che da loro dovrebbero essere rappresentati e tutelati”.

Sassari: in manette per bancarotta fraudolenta il Principe Costantino II dell’Isola dei Cavalieri

In questura chiede di parlare con Renzi, ma Costantino Dajala finisce a Bancali

Sassari, 12 ott. 2016 – Bancarotta fraudolenta. Con questa accusa poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Sassari hanno arrestato Costantino Felice Dejala, 65enne imprenditore sassarese, sedicente Capo di Stato del ‘Principato dell’Isola dei Cavalieri’, che è stato rintracciato dopo alcuni giorni di assidue ricerche in un hotel della provincia ove alloggiava.

Grande stupore dei poliziotti della Mobile, coordinati dalla dirigente Bibiana Pala, quando negli uffici della Questura Dejala ha tentato di evitare l’arresto invocando le improbabili immunità penali che gli spettano, in virtù del diritto internazionale consuetudinario e pattizio ai Capi di Stato e Governo esteri, asserendo di essere il Principe dell’Isola dei Cavalieri e chiedendo di poter parlare con il Presidente del Consiglio dei Ministri. Le difese dell’uomo seppure attentamente valutate, non sono state sufficienti a sospendere l’ordine di esecuzione della pena.

Non risulta infatti che lo Stato italiano abbia mai accordato all’organizzazione “Principato Isola dei Cavalieri” alcun riconoscimento formale, pertanto, i suoi rappresentanti, a qualsiasi titolo, non godono di alcuna prerogativa diplomatica. Nei confronti di Dejala  è stato eseguito un ordine di carcerazione per una condanna definitiva di anni quattro di reclusione per bancarotta fraudolenta. La condanna originariamente era di 7 anni ed é stata ridotta di tre anni per l’indulto.

Con la sentenza di condanna il giudice ha disposto le pene accessorie dell’interdizione legale durante la pena, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di impresa commerciale e l’incapacità di esercitare uffici direttivi nell’impresa. Il Capo del Princiapato è stato definitivamente riconosciuto colpevole di bancarotta fraudolenta risalenti al 1997 avendo provocato il fallimento di una società che gestiva il noto centro commerciale ‘La Piazzetta’ di Sassari e di un’altra società che forniva servizi di sicurezza e logistica all’azienda di cui era amministratore. Le gravi condotte fraudolente avevano portato al crack di entrambe le società, con gravi perdite economico finanziarie.

L’uomo è molto conosciuto in città ed era emerso nelle cronache regionali e anche nazionali nell’ambito della curiosa vicenda con contorni di diritto internazionale, dichiarandosi appunto Capo di Stato, Primo ministro e Gran Maestro dello Stato “Principato Isola dei Cavalieri”, con sede a Brooklyn, New York, U.S.A. La fondazione del nuovo Stato, risalirebbe al giorno 11 settembre 2001, data dell’attacco terroristico alle “Torri Gemelle” di New York. Al termine delle formalità di rito Dejala è portato nel carcere di Bancali.