Edilizia: Pili (Unidos), ok Regione per un ecomostro da 700mila mc alle porte di Cagliari

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Cagliari,28 nov. 2014 – “Una vera e propria città alle porte di Cagliari. Oltre 700 mila metri cubi all’ingresso della città capoluogo della Regione. Con un blitz deliberato dalla giunta regionale il 25 novembre scorso la Regione ha dato il via libera ad una operazione scandalosa che costituirà un vero e proprio assalto alla città di Cagliari. Si tratta di un progetto che già 4 anni fa denuncia con azioni parlamentari e che ora per complicità politica viene portato a compimento dalla giunta regionale legata agli apparati politici che sin dall’inizio hanno tentato questa operazione da scacco sulla città. I  numeri dell’operazione sono da speculazione senza precedenti. Quaranta ettari di estensione tutti intorno compresi e intorno all’area ex Ferriere ed Acciaierie Sarde (FAS)”.Lo ha detto poca fa il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando la presentazione di una puntuale e dettagliata interrogazione parlamentare anche sulla questione ambientale e sull’aspetto legato al sedime aeroportuale.

“Il progetto –spiega Pili – è suddiviso in due lotti: il primo di circa 17 ettari, in cui sorgono i capannoni dell’ex stabilimento di produzione di ferro tondo per cemento armato a partire da rottami ferrosi, e il secondo di circa 23 ettari, acquistato successivamente. La mega operazione immobiliare all’ingresso di Cagliari prevede  la realizzazione di un centro commerciale, che nella versione rimodulata a gennaio 2014, prevede una superficie di vendita pari a 46.257 m2 , incrementata rispetto a quella inizialmente prevista di 27.866 m2, 1.850 parcheggi, strutture polivalenti di uso pubblico e privato. Il tutto è inserito all’interno di un piano che prevede una superficie complessiva di circa 40 ettari, un volume in ristrutturazione trasformato in commerciale di 772.484 m3. Un’operazione nelle mani di lobby ben individuate che dopo l’operazione di acquisizione di quell’area per pochi euro adesso tenta l’operazione del secolo. Tutto questo senza aver minimamente e concretamente definito la partita delicatissima delle bonifiche. In tutto questo è evidente che l’approvazione da parte della giunta regionale costituisce un’operazione finanziaria di valorizzazione commerciale dell’area senza precedenti. Con questo progetto si segna la definitiva morte del commercio sia su Cagliari che di tutto il territorio a partire da Elmas che sarà fagocitata dal mostro commerciale alle porte di Elmas. Questa operazione fa calare la maschera alla giunta regionale che si conferma protesa a perseguire una politica urbanistica tutta finalizzata a determinate lobby senza alcuna tutela degli interessi generali dell’area vasta di Cagliari. Un’operazione scriteriata che dimostra che non viene in alcun modo perseguito un piano strategico di sviluppo ma che si vuole in tutti i modi perseguire la logica speculativa e commerciale della pianificazione. Per questo motivo annuncio sin d’ora un’azione parlamentare e non solo per fare chiarezza su questa operazione e impedire il sacco di Cagliari e del suo territorio circostante”.

“Si tratta di un’operazione scandalosa – ha proseguito Pili – basti pensare che si pianificano oltre 40.000 metri quadri di superficie commerciale e per la ristorazione. Tutto questo costituisce una vera e propria aggressione alla già debole economia del contesto cagliaritano. Un progetto spropositato che vedrà nell’ex laminatoio una destinazione a commercio e ristorazione per un totale di superficie coperta pari a 32.060 metri quadri (piano terra, primo, secondo) mentre nell’ex acciaieria con nuova destinazione a commercio ed extra commerciale per un totale di superficie coperta pari a 10.752 m2 con autonoleggio (piano terra e primo piano)”.

“Un’operazione blitz considerati i tanti punti rimasti senza alcuna definizione e che saranno oggetto dell’atto di sindacato ispettivo. Aver ritenuto quell’area fuori dal contesto paesaggistico conferma se ce ne fosse bisogno che si tratta di un’operazione studiata a tavolino da tempo e sulla quale le mire politico affaristiche sono oggi ancora più evidenti. Per questo motivo contrasterò senza mezzi termini un’operazione – ha concluso Pili – che si annuncia gravissima per Cagliari e l’intero territorio, sia sul piano economico che di infrastrutturazione dell’area rispetto a punti nevralgici come porto e aeroporto”.

Pensioni: Confartigianato Sardegna, il 44% vive con 1000 euro in condizioni semi povertà

Cagliari, 4 ott. 2014 – “Il 44% dei pensionati vive in condizioni di semi povertà con una pensione inferiore a 1.000 euro lordi mensili. Il dato è davvero allarmante, ma ancora più lo è il fatto che nell’ultimo anno, secondo l’Istat, è cresciuto del 22% il numero dei pensionati che sono caduti nella povertà assoluta. Questo porta a un totale complessivo di 888.000 pensionati oltre i 65 anni che non dispongono dei mezzi necessari per accedere a beni e servizi considerati essenziali per vivere”. Lo afferma a Presidente Regionale dell’Anap Confartigianato Sardegna, Paola Montis, durante i lavori della sesta edizione del “Festival della Persona”, organizzato dall’associazione dei pensionati Confartigianato, e in svolgimento a Verona.

I dati, sono tratti dal rapporto realizzato dal Coordinamento Unitario Pensionati del Lavoro Autonomo in collaborazione con il Cer (Centro Europa Ricerche) sul potere di acquisto delle pensioni dal titolo “Politiche fiscali, indicizzazione e progressivo impoverimento delle pensioni”. Dal documento si evince come negli ultimi anni si siano allargate le condizioni di disagio sociale e di povertà tra i pensionati: anche quelli a reddito più basso, che teoricamente godono della piena indicizzazione dei loro trattamenti, hanno visto diminuire consistentemente il loro potere di acquisto.

“È un dovere morale, oltre che costituzionale, garantire ai pensionati che non hanno il minimo vitale il diritto di vivere con dignità. Non c’è più tempo per gli indugi. I provvedimenti finora presi, come la social card e i Sia (Sostegno per l’Inclusione Attiva) sono serviti a ben poco. Occorre – ha concluso la Presidente Montis – che l’Italia, in ottemperanza a quanto stabilito dalla Carta Sociale Europea, adegui gradualmente i trattamenti minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale, cioè da 500 a 650 euro mensili. E non può essere accampata la solita scusa delle mancanza di risorse. Come dice un proverbio: se una cosa si vuole, una strada si trova”.

Made in Italy: dalla Sardegna un sistema rapido ed efficace per garantire autenticità prodotti italiani

Antonello Pirodda

Sassari, 5 ott. 2014 –  Si chiama Italian Original ed è un sistema semplice e immediato che permette di identificare in modo sicuro le merci delle aziende che producono “italiano”. L’idea, tanto semplice quanto efficace ed intuitiva, nasce da Antonello Pirodda, 47 anni, consulente di marketing e formatore di Trinità d’Agultu (Olbia Tempio). In pochi minuti le imprese che producono Made in Italy possono registrarsi sul sito italianoriginal.com, senza alcuna lungaggine burocratica o costi elevati per certificazioni e mantenimenti. In 48 ore, dopo la registrazione dell’azienda e il pagamento, viene elaborato un Qr Code dedicato (un codice a barre bidimensionale, ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata), che sarà stampato e applicato su tutte le merci catalogate. Il costo è di soli 10 euro l’anno per 5 prodotti registrati. Immediata la garanzia per il consumatore, al quale basta leggere il codice dedicato con una app gratuita per iPhone o Android da scaricare sul cellulare per accertare l’origine di un prodotto. E se l’azienda decide di non essere più ‘Italian Original’ alla scadenza verrà automaticamente cancellata dal sito.

Chiunque abbia uno smartphone infatti può leggere il Qr Code presente sulla confezione e avere subito tutte le informazioni necessarie a completare l’acquisto in tranquillità. Per chi non può o non sa leggere il codice, il sito web offre comunque due funzioni, “Cerca l’Azienda” o “Parola chiave”, che permettono di verificare se la merce è registrata o meno.

Italian Original è un connubio esemplare tra l’utilizzo delle nuove tecnologie di uso comune e la comunicazione intuitiva del terzo millennio rappresenta un’ottima opportunità per le piccole, medie e grandi aziende in un momento in cui i prodotti italiani “taroccati” hanno raggiunto livelli da record. Il sistema prevede inoltre un’architettura social based in grado di diffondere il messaggio e contribuire a indicizzare i nomi delle ditte che entrano nel gruppo. È una notevole agevolazione per la conoscenza delle aziende e dei loro prodotti, ma soprattutto, per distinguere la loro qualità.

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Nessuno spazio è concesso ai furbi. I controlli di attendibilità sul produttore (che al momento dell’iscrizione dichiara di attenersi alle leggi sul Made in Italy) scattano automaticamente anche su segnalazione degli utenti e, in caso di irregolarità, si viene subito cancellati dal circuito. Chi produce in Italia e vuole farlo sapere al mondo intero, ora ha di sicuro una marcia in più.