Lavoro: Cgil contro Giunta, ancora attesa per politiche attive occupazione

edile

Cagliari,18 marzo 2016 – “Non è ancora arrivata la convocazione attesa dai sindacati per fare il punto sulle politiche attive del lavoro malgrado l’impegno assunto dall’assessore Mura”. La sollecitazione arriva dalla Cgil, che chiede con urgenza un confronto con l’obiettivo di superare i limiti già denunciati sulla lentezza nell’attuazione delle misure previste nella delibera Priorità Lavoro di giugno scorso e ragionare su possibili nuovi interventi.

Risultano infatti ancora inattuate importanti misure come il progetto specifico per i lavoratori del settore edile, il prestito previdenziale, cantieri comunali, gli investimenti dedicati alle fasce deboli (disoccupati di lunga durata, lavoratori in uscita dal sistema degli ammortizzatori, donne e giovani).

Al presidente della Regione invece, il sindacato chiede di rispettare gli impegni presi a novembre, soprattutto in riferimento alla convocazione del tavolo su lavoro e sviluppo, indispensabile ad ampliare il ragionamento per correlare le politiche del lavoro agli investimenti sulle infrastrutture e agli indirizzi previsti dalla programmazione unitaria. Secondo la Cgil è arrivato il momento di fare una verifica sulle misure messe in campo, sui risultati raggiunti e sulle azioni da intraprendere per la realizzazione degli obiettivi prefissati. 

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Sulcis: Ugl potenzia struttura territoriale, domani riunione quadri ad Iglesias

logo Ugl

Il segretario Piu, cresce il numero degli iscritti

Cagliari, 15 marzo 2016 – L’Ugl potenzia la struttura nel Sulcis Iglesiente. Domani, mercoledì 16 marzo, alle 16, nei locali di via Carrara 21, il segretario provinciale Piergiorgio Piu riunisce i quadri dirigenti del sindacato “per fare il punto sulla situazione nel disastrato mondo del lavoro nel territorio”.

L’Ugl infatti nel Sulcis Iglesiente “sta crescendo notevolmente e intende organizzarsi adeguatamente. Per questo intendiamo dotarci di una struttura snella e operativa – spiega Piu – che dia risposte alle richieste sempre crescenti dei lavoratori che stanno riponendo nell’Ugl la loro fiducia”. Domani alle 16 ad Iglesias, insieme a Piu ci saranno anche i dirigenti territoriali dei vari comparti produttivi del Sulcis Iglesiente.

Crisi: Cisl, prossima riunione Consiglio generale in via Roma sotto portici Consiglio regionale

 

consiglio regionale

Cagliari, 25 gen. 2016 – La prossima riunione del Consiglio generale della Cisl sarda si farà sotto il palazzo Consiglio regionale, in via Roma. La manifestazione sindacale avrà luogo in coincidenza con il dibattito sulla Finanziaria 2016. Ne da notizia la segreteria generale del sindacato.

E’ il modo scelto dal sindacato di via Ancona per portare a diretto contatto dei consiglieri e della Giunta regionali il bisogno di equità sociale nell’Isola e per sollecitare una decisa revisione degli indirizzi di politica economica, produttiva e sociale per la Sardegna. Senza queste novità la CISL sarda non esiterà ad avviare l’azione di mobilitazione.

E’ questa la decisione più rilevante adottata dal Comitato esecutivo della Cisl, riunito a Sanluri venerdì 22 gennaio scorso per esaminare la delicata emergenza sarda che registra una situazione economica ancora caratterizzata da marcate sofferenze , nonostante qualche piccolo segnale di miglioramento,che attende di essere confermato.

La Cisl sarda nell’assemblea all’aperto in via Roma presenterà una serie di proposte anche sui temi riguardanti riforme istituzionali, scelte di carattere produttivo, bilancio regionale, riorganizzazione della Regione. Il Comitato esecutivo della CISL con preoccupazione vede anche crescere il rischio di indebolimento dei diritti di cittadinanza dei sardi e in particolare quelli legati al socio sanitario e alla povertà, che, insieme con i reiterati interventi di razionalizzazione della rete scolastica, rischiano di non garantire più le pari opportunità a tutte le realtà dell’Isola. Molto del disagio dei territori è da ricercare, infatti, all’interno di una scelta inopportuna di disimpegno dalle periferie, che preludono ad ulteriori riduzioni di servizi e quindi contribuiscono a generare spopolamento e abbandono.

Tale situazione richiede un diverso atteggiamento nell’ambito dell’attuale confronto consiliare sul riordino della rete ospedaliera regionale e degli enti locali che dovranno prevedere, all’interno del prossimo quadro legislativo, adeguate garanzie a favore dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nei processi di cambiamento, primo fra tutti quelle delle disciolte province e delle società in house a loro collegate.

Polizia: Sardegna, protesta sindacati per sicurezza agenti Reparto prevenzione crimine

sierra leon nuoro

Cagliari, 9 sett. 2015 – Protesta dei sindacati della Polizia di Stato per l’utilizzo degli uomini del Reparto di Prevenzione Crimine Sardegna di stanza al Caip di Abbasanta (Or). Le organizzazioni sindacali, Sap, Siap, Siulp, Consap, Uil Polizia, Ugl, Coisp e Silp, hanno chiesto un’ispezione ministeriale dopo la proteste del 13 luglio scorso per verificare se “sono state rispettate le direttive della Direzione Centrale del Ministero e la contrattazione decentrata con i sindacati sull’utilizzo dei poliziotti, spiega il segretario regionale del Sap Giancosimo Masala. “Domani, giovedì 10 settembre, faremo un’assemblea nella sala conferenze del Caip per chiedere il rispetto degli standard minimi di sicurezza. Oggi i colleghi sono utilizzati anche per il servizio delle Volanti, con auto non idonee e prive di protezione, perché non sono blindate, non hanno la separazione tra i sedili dell’equipaggio e quelli posteriori, che nel caso di un fermo impediscono il contatto con gli agenti, collegamenti radio inadeguati a quel tipo di servizio”.

“In sostanza – spiega Masala – il Ministero emana delle direttive mirate a garantire la sicurezza degli agenti, per poi, trovandosi in difficoltà a gestire numericamente quei servizi, mandava i colleghi a fare i servizi in modo isolato, con un singolo equipaggio, con auto che non sono deputate a quel tipo di servizio. In questi tempi – prosegue Masala – riteniamo che non si possa violare la stessa circolare ministeriale. A questo punto chiediamo una ispezione al Ministero sulla gestione degli 80 uomini del Reparto, che tra le altre cose, manca di diverse figure previste dall’organico”.

Il Reparto Prevenzione Crimine Sardegna fu istituito negli anni 80 e aveva sede a Nuoro. Fu poi spostato al Caip (Centro addestramento istruzione professionale) di Abbasanta (Pr) in posizione più centrale dalla quale è più facilmente raggiungibile ogni zona della Sardegna. Il Reparto ha in organico 80 poliziotti.  (Nella foto una nuova auto Sierra Leon appena assegnata al reparto Squadra Volante della questura di Nuoro)

Ambiente: Sardegna,protesta sindacato Agenti Forestali per mancanza nuove assunzioni = Età media 50 anni

S.A. Santadi 1 Aeron per WEB

Cagliari,9 set. 2015 – Nel breve periodo il servizio antincendi e di protezione civile della Sardegna potrebbe subire un duro contraccolpo dovuto all’invecchiamento dei professionisti addetti e alla mancanza di nuove leve che possano sostituirli. “La situazione è drammatica: oltre due terzi degli agenti del Corpo Forestale della Regione Sardegna ha superato i cinquant’anni, e non è previsto alcun nuovo apporto, negli anni a venire”. La denuncia è di Ignazio Masala segretario regionale della Sardegna del sindacato Fendres Safor (Federazione Nazionale Dipendenti Regionali e Enti Strumentali – Sindacato Autonomo Forestali Regionali) in merito al turnover generazionale degli agenti, che hanno una media di 50 anni di età e non si intravvedono nuovi concorsi all’orizzonte.

“Continuando così l’operatività in settori chiave quali l’antincendio e la protezione civile andrà inevitabilmente scemando, posto che anche l’altro partner regionale, l’Ente Foreste, presenta problematiche analoghe”, dice Masala. “Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, oltre alle funzioni di Polizia delle quali è investito, è il cardine dell’apparato antincendio regionale, del quale ha il coordinamento, ed è anche parte indispensabile nell’azione di lotta attiva agli incendi e di soccorso alla popolazione in tutte le emergenze”.

All’atto della costituzione in Sindacato autonomo “abbiamo chiesto l’equiparazione giuridica con i colleghi dello Stato, in quanto il nostro lavoro contempla mansioni analoghe sia a quelle svolte dalla Polizia sia a quelle tipiche dei Vigili del Fuoco, inquadrati entrambi nel Comparto sicurezza. L’inquadramento nel Comparto sicurezza degli appartenenti ai Corpi Forestali delle Regioni Autonome –prosegue il sindacalista -, avrebbe l’effetto immediato di consentire il turn-over, cioè la possibilità di avviare a pensionamento, entro i sessant’anni di età, i colleghi attualmente in servizio, con la contestuale assunzione di giovani, con nuovi concorsi”.

Il sindacato denuncia che di fronte della carenza di operatori impegnati sul territorio, nella lotta alle fiamme, la Regione sta “pensando di moltiplicare i centri di coordinamento, duplicati di strutture già esistenti e perfettamente efficienti, al solo scopo di collocare personale apicale (dirigenti, ndr). Per cui, di fronte alla latitanza dei nostri rappresentanti politici, alcuni anni or sono, abbiamo chiesto di transitare allo Stato, stufi di tanta dolosa indolenza – prosegue Masala -, ma anche, prospettando una seria riforma del comparto, che comunque desse una soluzione all’esigenza di salvaguardare la sicurezza dei nostri concittadini negli anni a venire”.

La situazione, conclude il segretario di Fendres Safor sarebbe “risolvibile con una mediazione fra Regione e Governo, che consentirebbe l’assunzione di un congruo numero di giovani nel volgere di alcuni anni”.

Migranti: Sap Cagliari, abbandonati da istituzioni al nostro destino, in pericolo ordine e sicurezza

siem pilot 24 agosto

Cagliari, 27 agosto 2015 –  “Le istituzioni ci hanno abbandonato al nostro destino infilandoci un biglietto in tasca con scritto “arrangiatevi”.Ogni sbarco è accompagnato dal nostro urlo di rabbia che lentamente sembra diventando di rassegnazione. Ma non possiamo fermarci e continueremo a denunciare le follie che stanno accadendo questa estate”. Lo afferma il segretario provincia del Sap di Cagliari, Luca Agati, in merito alla gestione dei flussi migratori arrivati a Cagliari nell’ultimo mese.

“Abbiamo chiesto di aggregare personale da fuori – dice Agati -, abbiamo chiesto nuovi trasferiti, abbiamo chiesto nuovi mezzi. Nulla di tutto ciò è arrivato, anzi, i servizi sono diventati sempre più gravosi e gli sbarchi sempre più numericamente impegnativi. A maggio, in occasione di uno dei primi arrivi, avevamo affermato che se la Sardegna doveva diventare il ‘parcheggio del Mediterraneo’ il nostro Ministero doveva per forza intervenire. Risultato? Silenzio assoluto e nessuna azione”.

“Il tutto – prosegue il segretario del Sap- nella follia di servizi che creano una situazione di assoluto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli stranieri che rifiutano di farsi foto segnalare, vengono (non) identificati mediante la compilazione di un modulo con le  generalità da loro fornite e null’altro, non rendendo la loro presenza riscontrabile in futuro. Gli esami medici sono assolutamente non idonei a garantire una valutazione di patologie anche gravi – continua Agati -visto che ai migranti non viene effettuato neppure un prelievo ematico, bensì un solo riscontro visivo e di valore della temperatura. Permettiamo quindi la possibilità a fantasmi magari anche malati, di girare per le strade; oltretutto diamo loro la possibilità di raggiungere la penisola con traghetti di linea a spese dello stato e quindi della collettività”.

“Non esiste che una persona possa salire a bordo di un traghetto se non in possesso di un valido documento di identificazione. Perché allora si tollerano certe manovre? Ieri – conclude Agati – a Cagliari erano presenti sole due volanti ed una delle due è stata parcheggiata in fiera per effettuare una discreta vigilanza agli immigrati. Le istituzioni, le forze politiche, i nostri vertici devono assolutamente intervenire e porre rimedio ad una situazione che rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro”.

Energia: Fsm-Cisl Sardegna, metano indispensabile per l’economia e industria, Pigliaru dia accelerata

 

Cagliari, 28 nov. 2014 – “La Sardegna è l’unica regione italiana a non poter utilizzare il metano. Questo gravissimo gap ha ripercussioni estremamente negative nei confronti dell’industria, nel tessuto economico-produttivo isolano e ovviamente nella vita delle famiglie”. La affermano Rino Barca e Giancarlo Sanna, segretari politico e amministrativo della Fsm-Cisl Sardegna in merito all’assenza di metano come fonte energetica primaria in Sardegna. “Non è un segreto che nell’isola i costi di produzione e la spesa media annuale per l’energia elettrica sono sensibilmente più elevati della media nazionale. Recenti indagini dimostrano che se in Sardegna ci fosse il metano, ogni famiglia risparmierebbe in media oltre 270 euro l’anno”.

“Dopo l’abbandono da parte dell’attuale maggioranza che governa la Regione del metanodotto Galsi Algeria-Sardegna-Europa, Pigliaru ha più volte dichiarato nei mesi scorsi di voler intraprendere il percorso di progetti alternativi per la metanizzazione della Sardegna puntando sulla costruzione di rigassificatori. La Fsm-Cisl – spiegano i sindacalisti -, in considerazione della gravissima crisi economica, ritiene urgentissimo risolvere definitivamente il gap storico costituito dall’assenza del metano”.

Barca e Sanna chiedono quindi al Presidente della Regione sarda “di fare tutto il possibile per accelerare i tempi. Anche perché centinaia, se non migliaia di aziende in tutta l’isola, sono oramai in ginocchio e prossime alla chiusura. Portare il metano nella nostra isola e colmare quella che è una vera e propria disuguaglianza rispetto alle altre regioni italiane ed Europee, rappresenterebbe sicuramente un grande impulso al rilancio e alla ripartenza economica della Sardegna”.