No basi, no eolico, no termodinamico, no trivellazioni, no vaccini e… no tengu gana de traballai = Prepariamoci a mangiare mirto, aria pulita e sole

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di

Antonio Pilloni

No, no, no… ma un si, o almeno un ‘ni’, quando lo sentiremo? Da alcuni anni, ma soprattutto in quest’ultimo periodo è un coro di ‘No’ per tutto: per i poligoni, per le trivellazioni, per l’eolico, per il termodinamico solare (porta via preziosi ettari all’agricoltura, sic!), no ai vaccini per la blue tongue, no al gas dall’Algeria, no alle Province, no alla Saras, no a tutto, a prescindere. Ma non si è sentita ancora, dopo tutti questi cori di ‘No’, una proposta alternativa. No alle basi va bene, ma al loro posto? No alle trivellazioni, ma il petrolio da dove lo prendiamo? No al progetto Eleonora, ma le vacche ad Arborea producono profumo e rose? No ai vaccini per la blue tongue, ma le pecore come le salviamo (quelle sopravvissute al tangentificio del ministero della Salute)? No alle pale eoliche, ma l’energia elettrica per caricare il telefonino, connetterci alla rete e guardare la tv da dove la prendiamo? No a investimenti turistici, si invece alla devastazione di Funtanazza? Ma non è che ‘per caso’ c’è pagu gana de trabbalai?

Forse non ci stiamo rendendo conto che ci stiamo arroccando su posizioni oltranziste inspiegabili, talebane. Mi chiedo il perché del dire ‘no’ senza proporre qualcosa di alternativo e faccio un esempio: qualcuno ha visto il parco eolico del Medio Campidano? Tra Villacidro e San Nicolò Arcidano 35 aerogeneratori producono ricchezza e reddito. Disturbano qualcuno? A me piacciono. Ma ci ricordiamo le grandi proteste contro queste “disastrose installazioni” che avrebbero sfregiato il panorama tra Monte Arci e Monte Arcuentu? Ci ricordiamo i tanto paventati (quanto fasulli) danni che avrebbero prodotto all’agricoltura? Sarà invece che a qualcuno non piace chi fa business con il sole e con il vento? Diversamente non mi spiego il ‘no’ al termodinamico solare tra Guspini e e Gonnosfanadiga. Qualcuno, Coldiretti, per fare nome e cognome, ha detto che “sottrae ettari preziosi all’agricoltura”. Io mi chiedo se questa è la ragione per la quale un’organizzazione di categoria deve dire ‘no’ ad un progetto che avrebbe creato reddito e lavoro. Piuttosto Coldiretti che cos’ha proposto dopo il ‘No’? Non ha proposto nulla!

Avrei voluto vedere comportamenti conseguenti a tutto questo coro di ‘No’, come per esempio un ‘rinuncio al cellulare’ o ‘non uso lo scaldabagno’ o un sentito di cuore ‘mi riscaldo la casa con il caminetto’. Eppure tutti a consumere energia elettrica per scrivere chilometri di pseudo-riflessioni su Facebook, migliaia di sms, migliaia di tweet, ma nessuno di questi si è visto a spegnere incendi o a pulire strade e sentieri in campagna. No (questa volta lo dico io!), tutti a fare i filosofi dell’ambiente e i radical chic seduti in poltrona e inquinando con l’auto per andare a curiosare (e a disturbare!) per vedere il macabro spettacolo delle fiamme.

Riporto una dichiarazione che a mio giudizio è delirante: “La manifestazione itinerante ‘Insieme, in marcia per la nostra Terra’, organizzata dai comitati e dalle associazioni della Sardegna che aderiscono al coordinamento sardo ‘Non Bruciamoci il Futuro’ e ai ‘Comitati Sardi InRete”’- movimenti sorti “per rivendicare il diritto dei cittadini a decidere del futuro della propria terra per arrestare il degrado ambientale, l’inquinamento diffuso, la sottrazione delle risorse, l’aggressione ai territori con pesanti ripercussioni sul piano sanitario, socio-economico e sul lavoro’- ha toccato oggi il Medio Campidano”. Questo è nero su bianco. E mi vien spontaneo da dire che sì, il futuro che lo stiamo bruciando, ma quello dell’occupazione, della ricchezza e dello sviluppo. Pesanti ripercussioni sul piano sanitario? Sottrazione di risorse e aggressione dei territori? Lo dico in sardo: Mellus’a lassai su logu aicci, a fai cresci su mudegu, assumancu abrusciada in s’istadi. Però abbiamo l’ambiente intonso, pulito, e fammini a cadra!

No al gas dall’Algeria. Una follia. Una bombola di gas da 10 kg costa dai 22 ai 25 euro, un metro cubo di gas metano 0,888euro/mc. Siamo alla follia ad aver rinunciato al metanodotto Galsi. Una pura follia politica. Leggere per credere.

Sarà per caso l’ora di dire basta? Sarà per caso l’ora di essere propositivi? Sarà che siamo arrivati al punto in cui è necessario fermarci a fare una riflessione seria sul futuro della Sardegna senza i poligoni? Non è che magari bisogna ricontrattare positivamente le servitù con lo Stato? E’ vero che la Sardegna sempre stata una colonia, sin dall’epoca dei fenici, ed è anche vero che il problema lo ha sollevato con forza e determinazione Mauro Pili, (che piaccia o meno è così e con buona pace di quei maleducati che lo hanno insultato a Capo Frasca, come se fossero solo loro quelli titolati a fare le battaglie per la Sardegna), ma è anche vero che ora che il problema è sul tavolo è necessaria una profonda riflessione sul da farsi nell’immediato futuro. Il nervo è stato scoperto, il male diagnosticato, ora serve immediata la cura. Bene: la Germania paga 5 mln di euro allo Stato per far addestrare i suoi piloti a Capo Frasca? Benissimo, li versi però nelle casse di viale Trento, ci dicano che tipo di esercitazione vogliono fare e noi diremo, si o no, questo lo potete fare, questo no. Ma i soldi non si devono fermare a Roma e devono essere immediatamente spendibili, non cadere come una goccia in un pozzo senza fondo per risanare le casse dello Stato italiano saccheggiate dai tangentari.

Così come Roma deve svincolare immediatamente i soldi che versa ai comuni come indennizzo per le servitù: è inutile che un comune percepisca ogni 5 anni 1,2 mln di euro (sulla carta) e non li possa spendere per la comunità perché vincolati dal Patto di Stabilità. Intanto gli aerei militari volano però! Ora qui mi sembra che sia necessario contrattare. Servitù per bonifiche, strade, industrie, lavoro, occupazione, ricchezza per la Sardegna. Questo bisogna contrattare.

Così come bisognava contrattare prima le bonifiche a Furtei e obbligare a farle prima che la Sardinia Gold Minimg scappasse con il sacco pieno e ci lasciasse distruzione nelle nostre campagne con fiumi e laghi di cianuro a come una bomba ad orologeria, e non aspettare che quell’inquinamento lo denunciasse Pili. Pili ha ragione: chi era a capo della Sardinia Gold Mining, chi ha esultato per il primo lingotto, chi c’era a festeggiare e chi a controllare la società? Ma chi c’era a protestare?

Da La Maddalena gli americani se ne sono andati (e non li abbiamo mandati via, tanto per essere precisi), e lì hanno lasciato lacrime, sangue e bombe in fondo al mare. Il reddito pro capite e il Pil dell’Isola sono crollati, ristoranti e pizzerie, negozi e servizi, hanno chiuso i battenti. E’ questo che vogliamo a Teulada, a Decimo, a Capo Frasca, a Perdasdefogu? Un’azienda di Stato che produce sistemi difensivi (non armi, avrei usato questo termine) non può più sperimentare più nulla a Quirra e ha dovuto ripiegare nella Repubblica del Sudafrica, dove ora arrivano quei soldi che invece venivano spesi in Sardegna. Nessuno ricorda per caso la fine che ha fatto la Vitrociset? Un’azienda che avrebbe potuto dare altri 200 posti di lavoro, se potesse operare a pieno regime. Ma noi in Sardegna non la vogliamo, perché costruisce armi. Complimenti.

Bene, mi vien da ripetere ciò che dico da anni, cioè che ai nostri figli fra non molto daremo da mangiare corbezzoli, mirto, bellissimi panorami e aria pulita. E il pane andranno a comprarselo all’estero, così come fanno le imprese.

Costa Smeralda: gran finale d’estate nel week end con il Porto Cervo Food Festival

Costa Smeralda Chef

Olbia, 19 set. 2014 – Gtan finale d’estate domani e domenica a Porto Cervo con la 6a edizione del Porto Cervo Food Festival, l’evento dedicato a tutti i gourmet che desiderano concedersi un ultimo weekend di sole alla scoperta degli artigiani del gusto. Nel fine settimana Porto Cervo ospita produzioni di nicchia ed eccellenze gastronomiche sarde e nazionali. Al Cervo Conference Center, nel cuore del villaggio, sarà possibile degustare salumi, formaggi, dolci, confetture, bottarga, caviale e sott’oli, protagonisti di questa edizione: dagli ortaggi al pescato, le delizie preparate con questo tradizionale metodo di conservazione e il loro uso in cucina, saranno il filo conduttore dei tanti appuntamenti in programma.

In agenda due cene gourmet firmate da 4 talentuosi chef: sabato sera, il ristorante ‘Il Pescatore’ propone il menu studiato per l’occasione da Franco Tonelli e Stefano Spanu, entrambi resident chef Starwood; domenica all’Hotel Pitrizza, Maurizio Locatelli ospita Luigi Pomata, patron dell’omonimo ristorante a Cagliari, per un’esperienza gastronomica da gustare a bordo della spettacolare piscina. Le cene sono su prenotazione al costo speciale di 70 euro a persona, vini inclusi. Ai foodies aspiranti cuochi sono dedicati i corsi organizzati dalla Scuola de La Cucina Italiana. Gli chef della prestigiosa rivista gastronomica terranno un mini ciclo di lezioni, due ogni mattina, per insegnare trucchi e curiosità su come trasformare le specialità in degustazione in piatti da gourmet. E’ possibile iscriversi chiamando i numeri 0789 931 430 o 408.

Tornano anche i seguitissimi show cooking organizzati in collaborazione con Electrolux: Franco Guardone (Hotel Cala di Volpe), Giovanni Raccagni (Hotel Romazzino), Giovanni Oggiana (Hotel Cervo) e Manuel Arcadu (Pastry Chef Hotel Pitrizza) trasferiscono le loro cucine a 5 stelle nel giardino del Cervo Conference Center per presentare dal vivo tecniche e segreti dei loro piatti più celebri. Domenica mattina alle ore 11, l’Hotel Cervo ospita la presentazione “Autunno in Barbagia. Dalla Costa Smeralda al cuore della Sardegna per scoprire la cultura gastronomica e le tradizioni dell’isola”.

Porto Cervo consegna idealmente il testimone dell’accoglienza ai 28 comuni dell’entroterra coinvolti nel progetto, che sarà illustrato da Agostino Cicalò, Presidente della Camera di Commercio di Nuoro. Chiude il Porto Cervo Food Festival, domenica alle 18, Domenico Ruiu che presenta il libro “Il Fotografo dei Rapaci”, un’opera frutto di quasi 30 anni di attività, che testimonia la passione di una vita intera al servizio dei rapaci di un fotografo d’eccezione.

AREE MINERARIE: SIGLATO ACCORDO REGIONE – MINISTERO AMBIENTE PER SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE

Panorama Cagliari, 28 novembre 2013 – L’accordo di programma per la semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti nelle aree minerarie del SIN, sito d’interesse nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese è stato siglato tra la Regione Sardegna e il Ministero dell’Ambiente. Il documento, fondato sulla necessità di semplificare e snellire le procedure tecnico-amministrative relative agli interventi di bonifica, restituisce alla Regione un ruolo di coordinamento, di fondamentale importanza anche in considerazione dell’esperienza maturata in tale ambito attraverso la gestione Commissariale da parte del Presidente della Regione, cessata per legge alla fine del 2012.

La presidenza della Giunta e l’assessorato della Difesa dell’ambiente della Regione sottolineano lo sforzo comune profuso per il raggiungimento di un obiettivo che non è solo formale ma soprattutto sostanziale e di prestigio: d’ora in avanti i progetti di bonifica nelle aree minerarie seguiranno le regole concordate nel Documento metodologico parte integrante dell’Accordo. Ciò consentirà di portare avanti con celerità gli ingenti interventi di bonifica previsti dal Piano Sulcis secondo un approccio sostenibile e fattivo, in risposta a quanto specificamente previsto dal protocollo di Intesa siglato in data 13 settembre 2012 tra il MISE, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro per la Coesione territoriale, la Regione Autonoma della Sardegna, la Provincia di Carbonia Iglesias e i Comuni del Sulcis Iglesiente.

Alghero: un’opera d’arte per abbellire l’aeroporto ‘Riviera del Corallo’

aeroporto alghero Alghero, 27 nov. 2013 – Il viaggio dalla terra al cielo: è questo il titolo del bozzetto, proposto dagli artisti Francesca Valeria Mariano e Mirko Mellino, che si è aggiudicato il concorso internazionale per la realizzazione di un’opera d’arte destinata all’Aeroporto di Alghero.

La gara, bandita nello scorso mese di luglio 2013 dalla Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Sassari e Nuoro, ha riscontrato un successo inaspettato: mediante bozzetti, disegni, immagini, rendering e modelli in scala hanno aderito (singolarmente o in gruppo) oltre 300 tra artisti stranieri ed italiani.

Notevole anche il numero di partecipanti di origine sarda dai quali, peraltro, è emerso il duo dei vincitori.

L’obiettivo finale della competizione è l’installazione di un’opera d’arte in armonia con il contesto ambientale, il progetto di ampliamento dell’aerostazione già realizzato nel 2003 e con la ristrutturazione ancora in corso di una parte dell’aeroporto di Alghero.

Difatti – come previsto dal D.M. 23/03/2006 in ottemperanza alla legge 717/1949 – ove si provveda all’esecuzione di nuove costruzioni di edifici pubblici è necessario destinare all’abbellimento, mediante opere d’arte, una quota non inferiore al 2 per cento della spesa totale prevista nel progetto: va precisato che il finanziamento destinato all’opera d’arte di cui alla legge 717/1949 non poteva essere utilizzato – al contrario di quanto erroneamente riportato su alcuni media per effetto di non corrette dichiarazioni rilasciate al riguardo – per nessun altro scopo e che, ai fini dell’espletamento del concorso, le somme furono trasferite, per competenza, al Ministero dei beni e delle attività culturali e, dopo lungo iter, alla Soprintendenza.

La Commissione giudicatrice – composta da funzionari della Soprintendenza e della Sogeaal, dal progettista Gerardo Sannella, dal rinomato artista Enzo Cucchi e dal gallerista e critico d’arte Dante Crobu – ha fondato i propri criteri di giudizio sull’esame comparativo degli elementi artistici, estetici e tecnici delle singole opere e sulla coerenza e compatibilità con il relativo spazio architettonico/ambientale.

I vincitori si aggiudicano la somma complessiva di 150.000 euro che verranno impiegati per la produzione, consegna ed installazione dell’opera artistica che dovrà avvenire entro 8 mesi dalla data di affidamento dell’incarico.

Con l’occasione, la Direzione Generale della Sogeaal si è messa a disposizione affinché i disegni, le immagini ed i modelli in scala considerati meritevoli possano essere dapprima temporaneamente esposti in una mostra presso l’aeroporto e in seguito, qualora gli artisti diano il proprio benestare, definitivamente destinati ad abbellire i locali dell’infrastruttura aeroportuale, corredati ovviamente da una targhetta identificativa dei loro creatori.

Arte: Chiara Samugheo al Museo Murtas espone immagini degli abiti tradizionali della Sardegna

Chiara Samugheo_Immagine Oristano, 27 nov. 2013 – Il Comune di Samugheo, il Museo MURATS e la Banca di Sassari, in linea con il programma di promozione delle attività museali e del territorio, presentano per la prima volta in Sardegna una mostra di Chiara Samugheo composta da una serie di scatti sugli abiti tradizionali e il paesaggio sardo. La mostra sarà affiancata dal progetto fotografico di Fausto Urru, un work in progress che indaga il paesaggio sardo concentrandosi sulle zone di transizione.

Le due mostre, che verranno inaugurate sabato 30 novembre alle ore 19:00, presso la sala convegni del MURATS, occuperanno tutto il piano terra del Museo dove dialogheranno con abiti tradizionali di alcuni paesi e con una selezione di opere dei grandi maestri del ‘900 sardo (che riprendono la tematica del vestiario sardo) quali Giovanni Ciusa Romagna, Carmelo Floris, Antonio Ballero, Gavino Tilocca etc, queste ultime opere potranno essere esposte grazie alla stretta collaborazione nata tra il Museo, la Banca di Sassari e alcuni collezionisti privati, Banca di Sassari che, oltre al prestito delle opere, ha contribuito anche economicamente alla realizzazione delle mostre. All’inaugurazione saranno presenti Chiara Samugheo, Cristiana Collu, Direttore del Museo MART e Paolo Porcu, Direttore Generale della Banca di Sassari.

La mostra di Chiara Samugheo, dal titolo La mia Sardegna, rievoca il capolavoro La mia Africa della grande scrittrice Karen Blixen come omaggio alla bellezza della natura e cultura dei popoli in una visione poetica che li lega alle proprie tradizioni. Le fotografie presenti sono tratte dagli scatti del reportage realizzato nei primi anni Ottanta in cui furono fotografate, in un lungo viaggio tra i vari centri dell’isola, persone con gli abiti tradizionali e dal quale venne realizzato il volume Costumi di Sardegna. Le immagini presenti in mostra sono una ricostruzione dei modi di vestire tradizionali, attraverso la reinterpretazione visiva della grande fotografa, di un territorio a cui è legata da un fortissimo sentimento che si rinnova col passare del tempo.

Fausto Urru, con il progetto In Limine, presenterà un progetto di 25 immagini in cui concentra lo sguardo sulle zone di transizione dove esplorazione e nostalgia si fondono e confondono. Questa serie di scatti è da considerarsi come il primo capitolo di una serie che continuerà nei prossimi anni e nasce grazie al sostegno de Su Palatu_Fotografia, il Comune di Neoneli, la Fondazione Banco di Sardegna, La galleria LEM, l’Assessorato alle Culture del Comne di Sassari, la cantina Vigne Surrau e la Soter Editrice.

<Con queste mostre si vuole proseguire il percorso di trasformazione del Museo in un interprete dinamico che coinvolga le comunità e il territorio attraverso la realizzazione di mostre temporanee che possano soddisfare sia le aspettative di eventi culturali d’arte sia stimolare la curiosità delle persone che vedono il Museo come un luogo lontano dai propri interessi>, ha detto  il Direttore del MURATS Baingio Cuccu, che ha anche ribadito quanto la mostra che si inaugurerà sabato sia un evento importante per la comunità di Samugheo. Per il sindaco di Samugheo Antonello Demelasl’appuntamento ormai alle porte ha una notevole importanza. <Il fatto che l’artista abbia scelto Samugheo come nome d’arte non è un fatto marginale. La sua attività inoltre è importante anche per l’intera regione perché Chiara Samugheo qui ha realizzato numerosi progetti durante i suoi anni di attività, lavori che, affiancati al suo operare in ambito internazionale, danno lustro alla Sardegna]

Paolo Porcu, Direttore Generale della Banca di Sassari, sottolinea che la collaborazione con il Museo MURATS si colloca in modo naturale nel progetto Conosciamoci Meglio – Visioni Memorie e Storie di Sardegna, nato per accompagnare le eccellenze sarde impegnate nello sviluppo della cultura, dell’arte e dell’innovazione.

Chiara Samugheo, al secolo Chiara Paparella, è nata a Bari. Ancor giovanissima lascia la sua città natale per sfuggire ai ruoli tradizionali che la società le impone. Insofferente alle regole e alle costrizioni, nel 1953 giunge nel capoluogo lombardo dove si inserisce negli ambienti intellettuali milanesi nutriti dall’effervescenza, dall’umanità aperta alla conversazione intelligente. E così, la Samugheo, incontra giornalisti, artisti, scrittori del calibro di Enzo Biagi, Alberto Moravia, Pierpaolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Oreste Del Buono, Dino Buzzati, Renzo Renzi, tanto per citarne alcuni. Giorgio Strehler, che allora comincia la sua avventura del ‘Piccolo Teatro’, la invita a frequentare i corsi di recitazione e mimo, ma lei alla professione di attrice preferisce la macchina fotografica. E’ di questo periodo l’incontro con Pasquale Prunas che diventerà in seguito suo compagno di vita. Il fine intellettuale, grafico, illustratore ed editore, fondatore della rivista ‘SUD’ (Edita a Napoli dal 1945 al 1947 che ebbe, tra gli altri collaboratori come: Luigi Compagnone, Giuseppe Patroni Griffi, Raffaele La Capria, Ennio Mastrostefano, Anna Maria Ortese, Vasco Pratolini, Francesco Rosi e Rocco Scotellaro) la coinvolge nell’idea di una nuova rivista fotografica, LE ORE, sullo stile del ‘PARIS Match’. Desideravano realizzare una testata giornalistica a larga diffusione che si ponesse come mediatrice tra la stampa colta e quella frivola. Sempre a Milano incontra FEDERICO PATELLANI (Fondatore dell’agenzia fotografica PAT PHOTO PICTURES), il quale intuisce subito il suo valore di fotogiornalista, ma Chiara preferisce seguire il suo istinto e bisogno di sentirsi libera. Nell’idea che gli scatti fotografici siano un mezzo narrativo immediato e quindi una possibilità per fare denuncia (..un mezzo per contribuire a migliorare la società) si impegna a realizzare reportage che documentano la realtà. Comincia a lavorare per Guido Aristarco condividendone l’idea di fotografia come strumento per sgretolare il muro che separa i giovani da un mondo migliore. E’ del 1954 il servizio fotografico sulle tarantolate di Galatina (Lecce), pubblicato sulla rivista “CINEMA NUOVO” con testo di Emilio Tadini (Le invasate, fotodocumentario su Cinema Nuovo, anno IV, n° 50-10 Gennaio 1955), al quale fanno seguito servizi sulle baraccopoli napoletane con scritti di Domenico Rea (I Bambini di Napoli, fotodocumentario su Cinema Nuovo- Anno IV n° 63 del 25 Luglio 1955) e le Zingare in carcere (fotodocumentario su Cinema Nuovo con brani di Michele Prisco). Il direttore di ‘Cinema Nuovo’ la invia a Venezia per investigare sui costi della biennale del cinema ed è in quell’occasione che ritrae le star. La sua foto che immortala ‘Maria Schell’ finisce in copertina e la rivista vende tutte le copie. Chiara Samugheo non scatta all’insaputa del soggetto, piuttosto lo coinvolge in un gioco divertente che lo apre spontaneamente di fronte all’obiettivo; cosicché, usando il meno possibile le luci artificiali, lontano dal set, instaura un rapporto privilegiato con le dive, riuscendo a realizzare semplici scatti di straordinaria bellezza. Col suo modo apparentemente “Istintivo” di fotografare, riesce ad accogliere le migliori istanze dei suoi personaggi (Turroni) e a catturare le luci più vere consegnandoli con immediatezza alla collettività, come soggetti (non oggetti) e in tutto il loro umano splendore. Forse è questo modo di fotoraccontare che porta Henri Cartier Bresson a bussare alla sua porta per complimentarsi con lei!. Quella foto scattata a Venezia è solo l’inizio delle molteplici collaborazioni con le più grandi testate nazionali ed estere: Settimo giorno, Europeo, Oggi, Espresso, Epoca, Tempo, Pravda, Bolero film, Cine, Panorama, Stern, Paris Match, Esquire, Mc Calls, Vie Nuove, Le ore, Quick, Costanze, Radio Corriere, Sorrisi e Canzoni TV, Grazia, Sogno, ect. Quando la fotografa a fine anni cinquanta si trasferisce a Roma, sono tante le stelle nascenti del cinema a cercarla perchè hanno bisogno di visibilità, perciò la Samugheo, con il suo occhio fantasioso e l’uso sapiente della macchina fotografica immortala i big dello spettacolo regalandoci incantevoli scatti, a volte ironici e divertenti, come i ritratti di alcuni vip che si sono prestati a dare il loro volto a personaggi dei fumetti (Esempio Patty Pravo interpreta Valentina di Crepax). Copertine raffinate e servizi fotografici di attrici ( come: Monica Vitti, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Patty Pravo, Valentina Cortese, Sophia Loren, Silvana Mangano, Ursula Andress, Barbara Bouchet, Virna Lisi, Catherine Spaak, Tina Aumont, Mariangela Melato, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Ornella Vanoni, Rita Hayworth, Brigitte Bardot e altre ancora e di attori (come: Yul Brynner, Ugo Tognazzi, Dario Fo, Marcello Mastroianni, Gian Maria Volontè, Alberto Sordi, Vittorio Gassman e altri ancora). Senza dimenticare registi come Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Sergio Leone, Marco Ferreri che le fanno guadagnare l’appellativo di fotografa delle Stelle. Chiara Samugheo con la sua voglia di scoprire e valorizzare il bello e il contraddittorio, frutto di lavori che l’hanno portata in giro per il mondo (dall’Europa alle Americhe, Dall’Asia all’Africa), conserva un archivio immenso, testimonianza di paesaggi, personaggi, ambienti, costumi, tradizioni, modi di vivere di notevole valore storico/antropologico, sui quali è utile soffermarsi per cogliere l’intima magia, quella che si raccoglie in ogni cosa e permette di comprendere se stessi e quel che ci circonda. Cenni biografici a cura di Piero Fabris con la supervisione di Daniela e Germana Ciriello

Fausto Urru nasce nel 1983 a Oristano. Vive sino ai tredici anni a Cuglieri, poi a Samugheo. Maturità scientifica a Oristano. Dopo la Laurea triennale in Relazioni internazionali alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e la Specialistica in Cooperazione internazionale alla Facoltà dei Beni culturali di Bologna, sede di Ravenna, si iscrive all’École Supérieure des Arts de l’Image di Bruxelles, dove si laurea in Fotografia nel 2009. Parallelamente ai suoi studi, inizia una vasta interrogazione fotografica, tutt’ora in corso, sul rapporto tra gli individui e le differenti tipologie di spazio (intimo, urbano, extra-urbano), vissuto o attraversato, che alimenta più cicli fotografici: Chez-soi, Cité Modèle, Eterotopie, Silenzi urbani e, da ultimo, In limine. Dal 2010 si trasferisce a Parigi, dove attualmente vive.