Pili (Unidos): da Equitalia cartelle shock da 2milioni ad albergatori su mandato della Regione Sardegna

Cagliari, 29 febbraio 2016 – “Cartelle Equitalia da un milione e 910 mila euro. La Regione sceglie Equitalia per mettere sul lastrico gli hotel sardi che avevano utilizzato una legge regionale le cui procedure erano state sbagliate dalla regione stessa.  Dunque la regione, lavandosene le mani dei propri errori, scarica il danno sugli imprenditori. Cartelle shock senza precedenti che colpiscono decine di imprese che avevano usufruito di un bando regionale con tanto di procedure pubbliche. In queste ore decine di cartelle Equitalia, emesse in nome e per conto della Regione Sardegna, stanno arrivando ad altrettanti albergatori. La loro colpa? Essersi fidati della Regione. Uno scandalo senza precedenti perché niente ha fatto la regione di concreto per assumersi l’onere dell’errore che gli spettava tutto e con un atteggiamento gravissimo ha dato mandato ad Equitalia di recuperare i soldi. Tutto questo è gravissimo e si configura come un piano che smantella importanti attività per mandarle al fallimento”.

La denuncia è deI deputato sardo di Unidos Mauro Pili che ha pubblicato le cartelle di equitalia nel suo profilo facebook. Pili che nei mesi scorsi aveva presentato un’interrogazione parlamentare ha sostenuto che gli errori della Regione non potessero ricadere sugli operatori turistici.

“La Regione ha scelto la strada più semplice quella di scaricare sugli imprenditori i propri errori. Cartelle di Euquitalia da quasi due milioni  di euro proprio nelle ultime ore sono state inviate ai titolari delle strutture ricettive di tutta l’isola. Si tratta di una vicenda dove incapacità e cialtroneria hanno finito per mettere spalle al muro decine di strutture alberghiere che utilizzarono i finanziamenti della legge 9 per il turismo” – spiega Pili.

“Proprio quella legge – dice Pili – non è stata notificata all’Europa e soprattutto è stata applicata in modo errato nel bando originale. Ora decine di alberghi rischiano la serrata forzosa, con cartelle milionarie che metteranno in ginocchio strutture già in difficoltà per la crisi economica e per la vessazione fiscale a cui vengono ordinariamente sottoposte”.

“Mi stanno giungendo decine di segnalazioni su questo vergognoso accanimento della Regione verso queste imprese – dice il rappresentate di Unidos -. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione alla Camera già nei mesi scorsi. Solleciterò nelle prossime giornate una risposta urgente, ma questo non mi impedisce di ribadire che non avrei mai immaginato un cinismo così gretto di una regione che non solo svende gli albergatori per coprire i propri errori, ma se ne frega di posti di lavoro e sviluppo economico. Tutto questo è semplicemente vergognoso e inaccettabile. Contrasteremo questa vessazione regionale verso i Sardi che hanno avuto l’unica colpa di fidarsi delle loro istituzioni”.

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Appalto Vigilanza Regione: Lentini (UGL) scrive a Pigliaru, risparmiate sulla pelle dei lavoratori = Busta paga di 674 euro sotto la soglia della povertà

cons reg

Cagliari, 29 febbraio 2016 – “Ill.mo presidente Francesco Pigliaru, in allegato le invio copia della mia ultima busta paga dal misero importo di euro 674 emessa dalla Sicuritalia, società di cui sono dipendente e che lavora in appalto con la RAS nel campo dei servizi fiduciari”. E’ il grido d’appello disperato di Antonio Lentini, dirigente del comparto Sicurezza Civile dell’UGL rivolto al presidente della Regione Sardegna a nome dei lavoratori  di Sicuritalia, la Coop che ha vinto l’appalto per l’affidamento dei servizi di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione Autonoma della Sardegna.

“Chiedo alla S.V – scrive il dirigente sindacale dell’Ugl – come sia possibile che la Regione Sardegna possa tollerare che un lavoratore , seppur esterno (all’Amministrazione), percepisca una paga che vada ben al di sotto della soglia della povertà ? Voglio ricordarle che il Consiglio regionale aveva approvato diversi mesi fa una risoluzione che impegnava la Giunta a sanare il nostro problema.  Risoluzione che a tutt’oggi è rimasta lettera morta”.

“Non ho mai pensato che la politica debba comportarsi da ufficio di collocamento ma è altrettanto inaccettabile –afferma Lentini – che la stessa ‘precarizzi’ quel poco di lavoro esistente favorendo inutili e inconsistenti politiche di risparmio sulla pelle di qualche decina di lavoratori.  Ultimamente in questo poco edificante quadro di  cinismo politico e istituzionale c’è stata solo la lodevole eccezione di un Consigliere regionale che ha presentato una interrogazione consiliare a cui lei spero voglia dare al più presto cortese e doverosa risposta”.

“Una situazione che pretende giustizia”, afferma il vice segretario regionale dell’UGL Piergiorgio Piu. “Chi dovrebbe garantire il controllo delle normali condizioni contrattuali dei lavoratori, cioè la Regione, preferisce invece bandire le gare al ribasso e accetta in silenzio (complice) che le Aziende vincitrici tagliano i costi sulla pelle dei lavoratori. E’ disumano calcolare uno stipendio per 150 ore lavorative su una base di 4, 607 euro lordi all’ora!”.

“Ma soprattutto –conclude Piu – mi domando dove sono andate a finire le promesse fatte in sede di audizione in Commissione bilancio per ripristinare la legalità. E’ giusto che un lavoratore percepisca 674 euro al mese? Stiamo tornando indietro di cent’anni”.

Vendola papà: Orrù (M.C.),compravendita di figli è abominevole atto criminale

di Marcello Orrù*

Cagliari, 29 febbraio 2016 – Mi sembra doverosa una riflessione sul caso che sta scuotendo l’opinione pubblica italiana e che finalmente sta facendo emergere il reale pensiero della stragrande maggioranza degli italiani sull’adozione da parte di figli coppie dello stesso sesso: il caso di Vendola che ha annunciato la nascita di un figlio comprato in California e generato da una donna indonesiana bisognosa attraverso il seme del suo compagno e di una donna americana. Mi chiedo quale sia il ruolo di Vendola in tutto ciò al di fuori della figura del ricco pagatore.

Innanzitutto occorre chiamare le cose con il loro nome: non si tratta di adozione (l’adozione è un atto d’amore di un padre e di una madre) ma di acquisto, mercimonio, compravendita. Nulla di più, è necessario parlare con chiarezza su questo tema. E’ una schifezza e nulla di più pensare di scegliere da un catalogo una donna e poi lautamente pagarla affinché conservi per nove mesi una vita umana per poi strappargliela dopo la nascita. E’ un abominio, una vergognosa attività di compravendita della vita umana. Ma come si può accettare questo fenomeno che mai come oggi colpisce la dignità della donna trasformata in fattrice a pagamento utile a soddisfare i desideri e i vizi di omossessuali ricchi?  Ma dove sono finite le femministe e quel movimento che negli anni ha sempre detto di voler tutelare la donna e i suoi diritti?

Il governo Renzi ha una grande responsabilità: con l’approvazione della legge Cirinnà ha aperto la strada ai matrimoni omossessuali svilendo il concetto di famiglia e la sua tutela costituzionale, dopo di chè aprirà la strada a questa sciagurata pratica delle adozioni di figli da parte di coppie dello stesso sesso, un atto grave che ha un’unica vittima: quel povero bambino che verrà messo al mondo e strappato dalla sua madre naturale. Un crimine, senza se e senza ma. Renzi e company si mettano in testa che l’Italia non accetta e mai accetterà l’introduzione di queste leggi – porcata.

*Consigliere regionale della Sardegna e leader del Movimento Cristiano

Israele: Chenàbura-Sardos pro Israele protesta con Università per convegno Israeli Apartheid Week

L’Associazione Chenàbura-Sardos pro Israele protesta con il rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, per il boicottaggio dello Stato di Israele per le politiche che starebbe attuando nei cosiddetti “territori occupati” ma che in realtà ne contesta l’esistenza. Il testo della lettera di protesta del Presidente Mario Carboni.

Egregio Rettore,

L’Associazione Chenabura-Sardos pro Israele, componente della Federazione della Associazioni d’amicizia Italia Israele, intende manifestarLe il proprio disappunto in merito all’iniziativa “Israeli Apartheid week” (IAW) che avrà luogo, a parte il giorno 27, presso varie Facoltà dell’Università di Cagliari. Il giorno 29 febbraio 2016 alle ore 17.00 nei i locali della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche Aula anfiteatro – viale S.Ignazio 74 con tema “L’incubo militarista in Sardegna: dalle servitù alla cooperazione col Technion”.

Il giorno 1 marzo si svolgerà il secondo appuntamento che avrà luogo presso l’aula 17 della Facoltà di Studi Umanistici con la proiezione di un film dal titolo Infiltrators che ha come tema principale il “muro” cosiddetto che separa Israele dai territori palestinesi, con un solo punto di vista, senza confronto di opinioni da parte di vari relatori rivelando la matrice puramente politica ed ideologica dell’iniziativa. Mercoledì 2 marzo, presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere ex clinica Aresu, alle ore 16,30 si svolgerà l’incontro dal titolo “Dalla resistenza dei comitati popolari alla lotta dei prigionieri politici palestinesi” che tratterà il tema con vari interventi, senza controparti o confronto di posizioni. Giovedì 3 marzo dalle ore 13.00 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sarà la volta dell’appuntamento che tratterà l’argomento centrale dell’IAW e che noi reputiamo gravissimo per contenuti e per metodo “no alla cooperazione con l’accademia della morte: #Stop Technion” con a seguire pranzo sociale con piatti ad offerta libera, vino e birra all’interno dell’atrio della stessa Facoltà. Alle 19.00 si chiuderà il tutto con un’assemblea studentesca sulla cooperazione tra UNICA e Technion.

L’IAW è un appuntamento internazionale che si svolge in varie sedi e città ed è promosso tra gli altri dal Bds, un movimento che ha come scopo il boicottaggio dello Stato di Israele a livello mondiale per le politiche che starebbe attuando nei cosiddetti “territori occupati” ma che in realtà ne contesta l’esistenza.

I nostri associati, che rappresentano una parte dei tantissimi amici d’Israele in Sardegna non intendono a loro volta boicottare le idee altrui ma segnalarLe la natura fortemente discriminatoria e assolutamente fuori luogo dell’iniziativa che assume l’antisionismo come forma attuale dell’antisemitismo che purtroppo sta risorgendo in Europa e nel mondo.

L’esperienza e la cronaca europea di fatti crudelissimi che ormai oltre a prendere di mira lo Stato ebraico d’Israele, unica Democrazia nel vicino Oriente attraversato da guerre e distruzioni disumane, mostrano come e spesso questo antisemitismo mascherato assume la valenza di fiancheggiamento del terrorismo islamista se non proprio una completa adesione partendo dalla ripetizione pedissequa della loro nefasta propaganda e di attacco mortale a semplici cittadini per il sol fatto di essere ebrei.

E’ di pochi giorni la notizia della volontà del Governo del Regno Unito di contrastare con una apposita legge ogni manifestazione ed azione tendente al boicottaggio d’Israele ed in particolare nel sistema educativo e universitario che si allinea all’azione in questo senso di altri importanti Stati occidentali.

Il nostro disappunto è anche motivato dal fatto che l’Università si esponga e partecipi con i propri docenti e all’interno delle proprie Facoltà a iniziative che promuovono non l’apertura e il dialogo su questioni importanti del nostro tempo ma la discriminazione nei confronti di Stati legittimi e di istituti di ricerca come il Technion, tra i primi a livello mondiali nella ricerca a tutto tondo e col quale auspichiamo che l’Università aumenti la collaborazione assieme a tutta la rete dei Centri di ricerca e aziende d’Israele.

L’Istituto, frutto di un processo creativo iniziato nel 1908 e inaugurato nel 1925, dando vita ad una landa desolata e malarica e che annovera tra i suoi ex-rettori Albert Eistein, in accordo con altre importanti università, tra le quali Cagliari e altri istituti di ricerca nel mondo, collabora allo sviluppo e al progresso tecnologico a livello mondiale.

Il fatto da noi contestato anche perché si svolge in un luogo pubblico contrasta anche con lo spirito di apertura, confronto e ricerca di soluzioni espresso con la manifestazione organizzata dall’Università cagliaritana dal 6 all’8 settembre 2015 presso la Facoltà di Architettura e col Suo personale interessamento, che ha reso possibile la celebrazione della 4th Annual Conference on Israel Studies dell’European Association of Israel Studies che ha visto la partecipazione di studiosi e ricercatori di tutto il mondo .

È opportuno che l’Università entri in merito alle politiche interne di uno Stato mortificandone le eccellenze e promuovendo iniziative politiche che mirano ad isolare anziché riavvicinare le parti, cosa che comunque compete a sedi preposte a tale scopo?

Chi ha idee politiche legali di qualsiasi natura esse siano , dovrebbe manifestarle in altri luoghi e sedi, ma non all’interno di un’Università la quale vive ed opera grazie al contributo di tutti i cittadini e non solo di una parte di essi che pretendono in tal modo di prenderla in ostaggio per promuovere idee politiche o, peggio ancora, posizioni personali su questioni estranee alla ricerca ed allo studio.

E infine Le esprimiamo la nostra più grande preoccupazione che riguarda l’ingresso sotto mentite spoglie nell’Università dell’antisemitismo a distanza di oltre 75 anni dalle infauste leggi razzistiche fasciste e dalle sue nefaste conseguenze, che videro tanti accademici promotori e favorevoli e pochissimi eroi che vi si opposero perdendo il lavoro e spesso costretti all’emigrazione.

Allora, e ad immaginarlo oggi sembra incredibile, la maggioranza degli studenti e dei professori, credeva di essere nel giusto, diffondendo un messaggio non scientifico e non democratico. Ma così non fu.

Cordiali saluti

Mario Carboni, Presidente Associazione Chenàbura-Sardos pro Israele

Agricoltura: un viaggio attraverso le meraviglie della natura isolana

Febbraio è il mese dei mandorli in fiore: una ragione per continuare a vivere in Sardegna

La fioritura del mandorlo decora il paesaggio agricolo dal 5 febbraio al 5 marzo  

Spesso si dice che la natura ha sulla gente una influenza molto positiva. Infatti la campagna della Sardegna del sud in questi giorni di massima fioritura del mandorlo, sull’aspetto paesaggistico, è un “angolo di paradiso”. Ma sarà vero che la natura influenza virtuosamente tutti noi? Dalla fiorita Marmilla a quella del Sulcis, dagli alberi monumentali di Santadi e Lunamatrona, al mandorlo amaro di Samatzai dai fiori bianchi o a quell’albero isolato che sta sulla scarpata della strada provinciale Santadi Teulada (forse nato da un seme fuoriuscito da una busta di spazzatura), possiamo dire che il mandorlo è il miglior consigliere politico del mese. Anche se un consigliere inascoltato da qualche decennio ora può guidarci, attraverso la magnificenza dei suoi fiori, sulla retta via: quella di coltivare tutta la campagna. Le colline incolte prima di tutto. Si tratta di tradurre in politica economica la sequenza dei suoi tempi biologici scanditi dalla straordinaria bellezza del fiore. Uno dei limiti della Sardegna è rappresentato dalla scarsa produzione di derrate alimentari. Una corretta lettura del territorio consiglierebbe di produrre di più ciò che è possibile coltivare convenientemente e consumare per la produzione di dolci tipici.  Se in passato ciò non è avvenuto ora bisogna pensarci. E poiché si tratta di produrre ricchezza aggiuntiva è necessario trovare delle soluzioni straordinarie che consentano di estendere la coltivazione del mandorlo in ogni luogo possibile al fine di colmare il deficit commerciale. Un prodotto che aumenta di prezzo un euro all’anno non può essere ignorato da chi ha la responsabilità della programmazione in Sardegna.   

Fulvio Tocco

Carceri: Sassari, principio d’incendio nell’infermeria nell’istituto di Bancali

Sassari, 18 feb. 2016 – Un principio d’incendio originatosi nell’infermeria, “ha rischiato di propagarsi nell’intero carcere”. La denuncia è del Segretario Generale Aggiunto del sindacato della Polizia penitenziaria Osapp, Domenico Nicotra, riferendosi ad un episodio avvenuto “domenica 14 febbraio nell’Istituto Penitenziario di Sassari-Bancali.”
Grazie al tempestivo intervento dei poliziotti “si è scongiurata la possibilità che un incendio si propagasse nel carcere di Sassari e precisamente nei locali infermeria. Nella prima mattinata del 14 una fitta nube di fumo – spiega Nicotra – è uscita dalle paratie di ispezione del contro-soffitto dell’infermeria ed ha invaso tutti locali con la concreta possibilità di un incendio per la presenza massiccia di bombole dell’ossigeno per fini terapeutici. E’ stato necessario precauzionalmente evacuare i locali.” Questa denuncia segue quella di ieri sulle “gravissime condizioni igienico-sanitarie nella mensa di servizio” del carcere.

“Esperite tutte le attività necessarie per la sicurezza penitenziaria e di tutto il personale presente al momento, si è ricercata e risolta la causa che ha generato tale criticità. Apprezzabile – conclude il sindacalista dell’OSAPP – l’operato del personale che ha evitato che tale episodio potesse arrecare danni sicuramente molto maggiori se non addirittura devastanti per le persone in loco e per i locali del carcere di Sassari.”

Carceri: Nicotra (Osapp),grav condizioni igienico sanitarie a Sassari-Bancali

osapp

“Gravissime condizioni igienico-sanitarie nella Mensa Obbligatoria di Servizio della Casa Circondariale di Sassari.” A renderlo noto è il Segretario Generale Aggiunto dell’OSAPP, Domenico Nicotra, che dichiara come sia “inammissibile continuare a fornire al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria un servizio che rasenta lo zero assoluto. Per fornire un’idea su come è l’attuale situazione presso la mensa dell’Istituto di Sassari, prosegue Nicotra, basti pensare che le celle frigorifere risultano non funzionanti e con tutto ciò si continua a conservarvi prodotti che ovviamente risultano essere scongelati.”

“Le pietanze cucinate nei giorni precedenti continuano ad essere conservati nei frigoriferi per essere – continua Nicotra -, presumibilmente, somministrati nei giorni a seguire al personale ignaro della loro condizione. Inoltre – prosegue il sindacalista dell’OSAPP – per fare un quadro completo della vetustà della M.O.S. si deve registrare la presenze di muffe sui cibi, ragni e ragnatele nei locali, vettovagliamento con residui di cibo e per concludere l’assenza di abbigliamento idoneo tra il personale addetto alla succitata M.O.S.”

“Di recente – conclude Nicotra -, l’Amministrazione Penitenziaria è stata costretta a chiudere per motivi igienico-sanitari un altro istituto della Repubblica; speriamo che quello di Sassari non sia il secondo.”