Sardegna: Caccia, varato Calendario venatorio 2016-17

Cagliari, 28 lug. 2016 – Il Comitato Regionale Faunistico oggi della Regione Sardegna ha deliberato il calendario venatorio per la stagione 2016/2017. La riunione, svoltasi in un clima estremamente sereno caratterizzato da numerosi interventi dei componenti che esprimevano le diverse anime del Comitato, si è conclusa con la conferma all’unanimità del calendario deliberato lo scorso 14 luglio.

Tra le più importanti decisioni adottate dal Comitato c’è la pre-apertura della caccia alla tortora selvatica (alla posta senza l’uso del cane) nelle giornate dell’1 e 4 settembre 2016. Per tutte le altre specie la caccia inizierà il 25 settembre e a seguire il 2 ottobre per due mezze giornate, fino alle ore 14.00, fatta eccezione per il colombaccio, per il quale l’apertura inizierà il 2 ottobre. La Pernice sarda e la Lepre sarda saranno dunque cacciabili solamente il 25 settembre e il 2 ottobre per due mezze giornate (fino alle ore 14.00), nel rispetto dei carnieri giornalieri e stagionali deliberati dal Comitato.

Così come richiesto dal Responsabile dell’UDP per l’eradicazione della Peste Suina Africana, il Comitato con grande senso di responsabilità ha deliberato la caccia al cinghiale con il sistema della battuta dal 6 novembre 2016 al 29 gennaio 2017, nelle giornate di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali.

La caccia agli uccelli acquatici verrà chiusa il 29 gennaio 2017; fanno eccezione la Marzaiola, il Moriglione e il Codone per i quali il Comitato, in considerazione del trend negativo di queste popolazioni, ha deciso di vietarne la caccia. Per i tordi e la Beccaccia è stata deliberata la chiusura della caccia all’19 gennaio 2017, mentre per il Merlo, Quaglia, Allodola e Coniglio selvatico la chiusura è stata stabilita al 29 dicembre 2016.

L’esercizio della caccia in Sardegna sarà vietato nei giorni martedì 1° novembre, domenica 25 dicembre 2016, domenica 1° gennaio e venerdì 6 gennaio 2017. L’assessore della difesa dell’Ambiente Donatella Spano comunica che a breve il Decreto contenente il calendario venatorio 2016/2017 verrà pubblicato oltre che sul BURAS anche nel sito istituzionale della Regione.

Incendi: Coldiretti, la solidarietà tra pastori non basta, occorre sbloccare i premi comunitari e dare indennizzi alle aziende colpite dal fuoco

Cagliari, 7 luglio 2016 – Il mondo delle campagne si conferma una vera comunità, dai forti e sani valori. Lo dimostra la macchina della solidarietà innescatasi in questi giorni dopo che la mano incendiaria ha mandato in fumo diverse migliaia di ettari di pascolo. “Aspettiamo una risposta dal pubblico con lo sblocco immediato dei premi comunitari e la rilevazione dei danni in tempi certi” hanno detto poche ore dopo lo spegnimento delle fiamme i vertici di Coldiretti Sardegna. Ma a sopperire ancora una volta alla elefantiaca struttura pubblica ci stanno pensando i pastori e gli allevatori. Che spontaneamente hanno messo in moto una macchina della solidarietà incredibile che sta raccogliendo diverse centinaia di balloni di fieno da destinare ai colleghi sfortunati.

“Nonostante le tante difficoltà il mondo agropastorale sardo come sempre in silenzio si attiva per andare in soccorso (questa volta) a chi si è ritrovato senza pascolo – commenta il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra -. Come Coldiretti ci siamo messi a disposizione stiamo dando una mano a questa onda solidale mettendo a disposizione tutta la nostra struttura. I presidenti stanno collaborando con i propri colleghi e con le amministrazioni comunali per coordinare l’arrivo in ovile del fieno”.

Ieri mattina Alessandro Serra insieme al presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Simone Cualbu hanno preso parte ad un incontro operativo a Macomer. “I primi dati che stanno emergendo fotografano una situazione desolante – commenta Simone Cualbu -. Nel nostro territorio i comuni più colpiti sono stati Dualchi (1700 ettari e 50 aziende), Borore, Noragugume e Birori, per un totale di circa 100 aziende e 3200 ettari”.

La solidarietà riguarda tutta la Regione con tutto il mondo agricolo coinvolto: “c’è chi sta donando del foraggio e chi anche del denaro” dice il delegato regionale di Coldiretti Giovani imprese Giovanni Murru. “Il fuoco – continua il giovane pastore di Assolo – ha interessato la parte centrale dell’isola. Nella provincia di Oristano il paese più colpito è stato Sedilo che si ritrova con oltre la metà del territorio bruciato.  Stiamo collaborando con l’amministrazione per raccogliere le offerte di fieno e indirizzarle negli ovili. Le stime sono ancora approssimative ma si parla di oltre 100 aziende interessate, e di migliaia di animali lasciati senza pascolo”.

“Adesso è importante non lasciare da sole le aziende – sostiene il direttore di Coldiretti Oristano Giuseppe Casu -. Ci aspettiamo un segnale immediato con lo sblocco dei premi comunitari, dando priorità a chi ha subito l’ulteriore danno da parte del fuoco. Se arrivassero a stretto giro, pur essendo in ritardo, darebbero una boccata di ossigeno e allieverebbero il danno. Allo stesso tempo chiediamo tempi certi nella quantificazione dei danni e nella conseguente liquidazione dei fondi. Il tutto ha un senso se legato a tempi strettissimi”.

INCENDI: L’ISOLA IN FIAMME MERITA UNA RIVINCITA

Viviamo in un mondo produttivo piccolo piccolo chiuso negli interessi personali che assomiglia in modo sanguinario ad altre aree conflittuali del pianeta

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di Fulvio Tocco

Coltivare la campagna rendendola produttiva, sicura e custodita si può. L’alternativa è continuare a tenerla improduttiva e pronta per essere incendiata dai criminali a costi insostenibili

Cagliari, 5 luglio 2016 – Vedete, cari conterranei, di fronte alla malvagità degli incendiari è necessario intervenire con iniziative semplici e con progetti di facile comprensione per disarmare questa subdola forma di criminalità che ci rende terribilmente poveri. Non potendo prevenire del tutto le strategie distruttive degli uomini risoluti è possibile adottare delle politiche finalizzate ad attenuare il fenomeno degli incendi in estate e delle devastatrici alluvioni invernali con progetti finalizzati alla tutela della campagna intesa come bene collettivo. Sto cercando di dare il mio contributo perché è impossibile che si rimanga passivi di fronte a tanta malvagità. Un corretta lettura di ciò che spesso succede nelle campagne dell’isola sarà da supporto per trovare delle soluzioni contro questa insopportabile piaga. Gli incendi e le alluvioni non possono essere affrontati, seguendo solo le strade già sperimentate, oppure intervenendo quando i fatti accadono. Il “Sistema regione” con i suoi tempi e le sue forme organizzative è inadatto a dare risposte concrete a carattere straordinario ma può essere d’aiuto per l’individuazione di nuove strategie contro il fuoco in collaborazione reciproca con gli Enti Locali che vivono sulla loro pelle questo atavico dramma. Lo voglio ribadire senza polemiche perché chi vede il suo lavoro andare in fumo per la malvagità altrui è sottoposto a tensioni indescrivibili! Solo chi ha visto il proprio padre, un parente o un amico piangere perché gli hanno incendiato i campi di grano annullando il lavoro di un anno sa esattamente di che cosa stiamo parlando. Le amarezze espresse in questi giorni sui social da chi si è visto distruggere il raccolto o bruciare vivi gli animali sono abbastanza eloquenti. La mia emotività mi porta a pensare che nella nostra isola si agisce senza una corretta lettura dei bisogni dei territori, in un mondo produttivo piccolo piccolo chiuso negli interessi personali che assomigliano più alle sanguinarie realtà di altre parti del mondo, e che viviamo da inermi, perché non preparati ad anticipare i disastri che si abbattono sulle singole imprese e sull’economia reale. Il disinteresse verso le fasce fragili della Sardegna è una sorta di attentato alla dignità umana non meno di una maledetta mano incendiaria. Viviamo perlopiù tra opinionisti senza cultura diretta, siamo complici di emozioni di un sistema perverso che non lascia spazio alla volontà della più umile delle persone, spogliandola del diritto universale che è la dignità e la libera possibilità di produrre per vivere e far campare la famiglia. Che fare? Una corretta lettura del territorio dice che per coprire i consumi si ricorre ai mercati esterni. Va da se che per attenuare questo fenomeno di dipendenza è necessario produrre di più in casa nostra. Per farlo sono necessari dei Piani straordinari per stimolare la coltivazione “totale” delle campagne in affiancamento ai buoni programmi di sviluppo vigenti. Si potrebbe obiettare che per attuare questi Piani sono necessarie delle ulteriori risorse finanziarie. E’ una questione di scelte programmatiche! Si vuole coltivare la Campagna, con strumenti semplici, rendendola produttiva, sicura e custodita dagli agricoltori e dai pastori riducendo le aree di rischio risparmiando, o continuare a tenerla zeppa di sterpaglie, improduttiva e pronta per essere incendiata dai criminali d’estate? Come predetto, in questo caso, la normativa comunitaria ci viene incontro. Le risorse risparmiate dall’uso degli aerei e degli elicotteri per la riduzione della superficie di rischio potrebbero finanziare annualmente dei Piani di coltivazione a ritorno Agricolo, Ecologico ed Ambientale con tutto ciò di positivo che ne deriverebbe dal punto di vista sociale ed economico.

Ambiente: ‘La Casa verde C02’ presenta primo forno tessile a cottura solare al mondo

 

Cagliari, 30 giugno 2016 – Ha destato tanta curiosità il primo forno tessile del mondo, sperimentato questa mattina per la prima volta pubblicamente nel mercato di Campagna Amica in piazza dei Centomila a Cagliari. Si tratta del forno tessile a cottura solare ideato dall’associazione “La Casa Verde CO2.0” con il quale sono stati cucinati i culurgiones e i bianchini che sono andati a ruba.

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Il forno è stato realizzato al telaio come un tappeto. E’ un ottimo “catturasole” ad alta efficienza energetica, funziona solo con raggi del sole, in ogni stagione dell’anno, grazie ai suoi leggeri spicchi di tessuto orientabili, garantendo così una cottura salutare, pratica e priva di inquinamento. E’ molto pratico anche come struttura. “Può viaggiare a piedi (sta dentro una borsa), in bicicletta, in barca, nel passeggino, nello zaino” spiegano da Casa verde CO2.0. “E’ inoltre ultra leggero, resiliente, si piega come un giornale, pesa come un libro e si trasforma rapidamente in forno, ma anche contenitore e correttore acustico”.

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A mostrare il funzionamento del forno c’era una delle ideatrici Daniela Ducato, insieme all’antropologa Alessandra Guidoni, mentre “al sole”, per cucinare c’era la cuoca Raffaela Pani. “E’ un forno pratico che piace tanto alle donne – ha detto Daniela Ducato -, pratico, in quanto è piccolo e si trasforma anche in borsa per trasportare gli ingredienti. Inoltre oltre che rispettoso dell’ambiente lo è anche della salute delle persone in quanto consente al cibo di conservare tutte le sostanze benefiche”.

“E’ una grande innovazione che va a braccetto con i prodotti di Campagna Amica, quelli di stagione ed a km0 con sapore e la storia del territorio che li produce – è il commento del presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Non a caso la location scelta per sperimentarlo è stato proprio il mercato di piazza dei Centomila”.

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“Con Daniela Ducato è il suo team collaboriamo con piacere – prosegue il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – perché queste sono le innovazioni e le tecnologie che ci piacciono, quelle glocal, dove si pensa globale e si agisce locale. Il forno ne è l’esempio per il know-how e le sinergie che ci sono dietro ma allo stesso tempo per i materiali utilizzati per realizzarlo ed i prodotti che si intendono cucinare”.

Ambiente: domani giornata ecologica nella costa di Arbus

Arbus, 25 giugno 2016 – Giornata ecologica domani 26 giugno in tutte le località marine della costa di Arbus. Da Torre dei Corsari a Portu Maga, da Piscinas fino a Pistis, i volontari si ritroveranno alle 8 per la spiegazione delle modalità di raccolta dei rifiuti. Alle 8,15 inizia l’operazione di pulizia fino alle 11,quando i rifiuti saranno portati al punto di raccolta.

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I GRANDI MANDORLI DEL PRIMONOVECENTO VIVONO A SANTADI

Muntoni (Agris): i mandorli monumentali raccontano la tenuta dell’ecosistema isolano, salvaguardiamoli

Mandorlo (1905) Agro di Santadi

Agris conserverà il germoplasma dei patriarchi della mandorlicoltura del Sulcis nell’azienda di Oristano

Cagliari, 14 feb. 2016 – La Sardegna è un grande serbatoio di biodiversità agrarie e domestiche. I mandorli monumentali dell’agro di Santadi, in località “Su Benatzu”, di proprietà di Stefano Diana (classe 1958) lo testimoniano palesemente con la grandiosità dei tronchi forgiati dal vento e delle chiome non ancora del tutto fiorite. Quei mandorli, impiantati da Agostino Pirosu (su mannu) centodieci anni fa, su un terreno dal franco arabile di 70 centimetri, hanno un valore immenso e vanno salvaguardati per l’originalità dei loro frutti. Su 22 piante sopravvissute, ed esaminate nel sito dal responsabile della sezione Arboricoltura di Agris Martino Muntoni, sono state individuate varie cultivar e diverse tipologie di mandorle: rotonde, ovate, oblunghe, lunghe ed estremamente lunghe. Questi grandiosi monumenti vegetali, per la loro originalità, sono la garanzia della tenuta dell’ecosistema isolano. Sono la testimonianza della forza produttiva del territorio e un esempio concreto per poter dire che in pianura e in collina è possibile impiantare mandorli da reddito per incrementare il paniere dei prodotti isolani assai deficitario di mandorle. In passato Manca dell’Arca (1780), uno degli autori che hanno studiato in maniera approfondita il settore agricolo, pone il mandorlo assieme all’ulivo e al noce tra quei “frutti che portano più utilità alla Sardegna”. Nel primo trentennio del novecento questa coltura rappresentava ancora una notevole importanza nella Sardegna meridionale. Attualmente l’isola, secondo il Piano nazionale dei frutti da guscio, rappresenta il 3,7% della mandorlicoltura nazionale, il che significa che esistono grandissime possibilità di crescita su uno dei prodotti di maggior consumo dell’arte dolciaria; di un prodotto che sul mercato aumenta di prezzo di anno in anno a causa dei crescenti consumi mondiali. Per queste ragioni, le Istituzioni hanno il preciso dovere di sostenere chi possiede questi monumenti naturali per salvaguardarli e valorizzarli. Va da se che Stefano Diana, nell’interesse dei sardi, non può essere lasciato solo in questa straordinaria missione conservativa. “Il sapere dei contadini di un tempo, che introdussero queste biodiversità – commenta Martino Muntoni -, non va disperso perché rappresenta la storia dei territori. Sarà compito di Agris ricerca, indicare delle soluzioni sostenibili per preservare i mandorli di Santadi, tra i più preziosi del Mediterraneo”. (nella foto un mandorlo del 1905 in agro di Santadi).

Fulvio Tocco

Rifiuti: Pili (Unidos), Renzi e Regione Campania si tolgano dalla testa trasporto delle ecoballe in Sardegna

Cagliari, 30 “Il governo Renzi e la Regione Campania si tolgano dalla testa qualsiasi possibile trasporto delle ecoballe in Sardegna. Aver previsto il trasporto via mare tra le possibile strade di movimentazione delle ecoballe non solo conferma il pericolo denunciato qualche giorno nell’esame del decreto Giubilieo & ecoballe ma lascia presagire intenzioni fin troppo chiare da parte dei soggetti interessati. Il piano contenuto nel capitolato d’appalto della regione Campania e autorizzato dal decreto renzi approvato qualche giorno fa della Camera fa esplicito riferimento al possibile trasporto via mare, così come avvenne nel 2008. Senza nemmeno aspettare la conversione in legge il presidente della Campania (PD) ha avviato l’appalto per lo smaltimento delle ecoballe della Campania prevedendo anche l’uso delle navi. Il decreto ha autorizzato, infatti, il trasferimento delle ecoballe anche in altre regioni italiane e all’estero. In realtà nel capitolato d’appalto hanno inserito una modalità di trasporto che ripropone esattamente la denuncia che ho fatto in aula a Montecitorio una settimana fa: ecoballe via mare. E’ fin troppo evidente che la modalità di trasporto punti dritta sulla Sardegna considerato che le altre regioni, esclusa la Sicilia, che però sarebbe sovraccarica, sono raggiungibili via terra, gommato o treno. La regione Sardegna deve esprimere un chiaro e immediato veto alla sola ipotesi, senza perdere altro tempo. Aver avvallato il decreto Renzi che prevede il turismo delle ecoballe è già di per se un fatto grave”.

Lo ha denunciato in una interrogazione parlamentare il deputato sardo di Unidos Mauro Pili con il quahttps://www.facebook.com/mauro.pilibis?fref=tsle contesta la previsione del trasporto via mare dei rifiuti fatto dalla regione nell’appalto di smaltimento delle ecoballe.

“Lo schema è quello del 2008: da Napoli al porto Canale di Cagliari e poi al Casic, guarda caso dotato dei codici autorizzativi uguali a quelli richiesti nel capitolato d’appalto della regione Campania. E’ fin troppo chiaro – denuncia Pili – l’attivismo di alcuni soggetti, operatori marittimi che gestiscono di tutto e di più, dalle bombe ai rifiuti, e di alcuni soggetti campani che pensano di trasformare la Sardegna in discarica di rifiuti. Sappiano questi signori, ben individuati, che non gli sarà consentito nessun tipo di trasferimento in Sardegna di alcun tipo di rifiuti. Se nel 2008 la protesta fu spontanea, questa volta la reazione sarà organizzata. Non sarà consentito ne a renzi ne al silente presidente della regione di trasformare la Sardegna in una piattaforma di smaltimento delle ecoballe di Napoli e Campania. Per questo motivo pubblico tutti i documenti del piano che si sta perseguendo con l’appalto della regione campania autorizzato dal decreto del governo approvato anche con l’avallo di parlamentari sardi! Tutto pianificato e denunciato in occasione del decreto Giubileo & ecoballe. Non hanno atteso nemmeno la conversione in legge che avevano già fatto partire l’appalto con la previsione del trasporto via mare. Questa volta – conclude Pili – la reazione sarà durissima. E’ consigliabile che nessuno avanzi proposte e offerte per il trasferimento in Sardegna delle ecoballe. Quel trasporto via mare fatto inserire nell’appalto da qualcuno ben addentro al traffico di rifiuti con agganci campani e non solo in Sardegna sarà rispedito al mittente”.