Migranti: Cagliari, identificazioni dei 1250 secondo nuove procedure del Ministero in 4 giorni = Proteste dei sindacati dei poliziotti

  1. Il questore di Cagliari, Danilo Gagliardi

  2. Cagliari, 6 ottobre 2016 – “Le nuove disposizione del Dipartimento della sicurezza “ovvero del Ministero degli Interni e dell’Unione europea impongono uno sbarco graduale, 2 o 300 al giorno in modo da identificare tutti”. Lo ha detto ai giornalisti presenti al molo Ichnusa del porto di Cagliari il Questore Danilo Gagliardi appena arrivata la nave della Guardia Civil, la Rio Segura, con 1258 migranti salvati a largo delle coste della Libia nelle ultime ore. Hanno precedenza nello sbarco donne e bambini. Scongiurato per ora l’allestimento di una tendopoli, come si era paventato nel corso della serata di ieri. Una procedura già sperimentata in Sicilia, quella dell’identificazione a step, che ha creato polemiche tra i sindacati di polizia. Il Siulp chiede “le dimissioni del Prefetto”, dice Salvatore Deidda, segretario regionale del sindacato dei poliziotti, che stamani ha inviato una lettera di protesta al questore Gagliardi.

“Le operazioni saranno svolte in 3 o 4 giorni, secondo la nuova direttiva – ha spiegato il  questore -. Sono state allestite 11 postazioni di riconoscimento e migranti verranno fatti scendere dalla nave in contingente di 250 o 300al giorno”. Ma già 2 postazioni “sono fuori uso”, afferma il Siulp. “I colleghi della Mobile e dell’ufficio immigrazione sono allo stremo delle forze, ma continuano per spirito di sacrificio e grande senso dello Stato”.

Rio Segura

La nave spagnola Rio Segura ormeggiata al molo Ichnusa del porto di Cagliari con 1250 migranti a bordo

Polemiche anche dal Sap, che con.Il segretario provinciale, Luca Agati, spiega che “l’ufficio immigrazione è al collasso. Non so come faremo a lavorare su 1260 persone. Non vorrei che si dovesse rispondere al cittadino che gli.uffici sono chiusi per sbarco. Servono poliziotti”, conclude Agati.

“L’arrivo della nave spagnola con 1250 immigrati coincide con il fallimento della politica dell’accoglienza messa in piedi dalla regione e dalla Prefettura. Siamo sconcertati da questo pressapochismo in tema di accoglienza. Troppe volte abbiamo lamentato l’inadeguata attività degli enti preposti che si riverbera negativamente sull’ordine pubblico”,afferma Deidda del Siulp.

“Siamo sull’orlo di un precipizio e i responsabili politici stanno a guardare. Se a questo aggiungiamo gli effetti sulla prevenzione e repressione dei reati”, conclude il Siulp.

La Rio Segura rimarrà ormeggiata al porto di Cagliari fino ad operazioni di identificazione concluse “tre o quattro giorni” spiega il questore Gagliardi, che  rispondendo alle domande dei giornalisti sulla sistemazione dei migranti, dice:”600 resteranno in provincia di Cagliari, gli altri saranno distribuiti nella altre 4 province. Dove? Chiedetelo al prefetto”.

Impegnati nelle operazioni anche la protezione civile, Guardia costiera, vigili del fuoco e carabinieri. I medici della Asl stanno visitando tutti i migranti.

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Cagliari: attentato incendiario a presidente #Confagricoltura Sardegna = Distrutta azienda agricola

Cagliari, 9 ago. 2016 – Attentato incendiario nel corso della notte all’Azienda agricola del Presidente regionale di Confagricoltura Sardegna. L’azienda dei fratelli “Marco e Luca Sanna”, quest’ultimo il presidente di Confagricoltura, in località ‘Figu Niedda’, in agro di Villacidro (Ca) è stata data alle fiamme nel cuore della notte. Nel corso dell’incendio sono andati distrutti alcuni trattori con relativi attrezzi parcheggiati in un capannone, alcuni ettari di bosco, un enorme pagliaio dov’erano custodite le scorte per il bestiame.

L’Azienda ‘Sanna’ è una delle più note e razionali della Sardegna. “Inspiegabile”, riferisce Sanna il gesto intimidatorio. I danni secondo le prime stime ammontano a circa 500mila euro Sul posto stanno operando i vigili del fuoco di Sanluri e i carabinieri della compagnia di Villacidro.

Cagliari: algerino scippa ragazza in via Roma, arrestato dalla polizia

Cagliari, 3 agosto 2016 – Gli Agenti della Squadra Volante della questura di Cagliari hanno arrestato Amer Omaziz, 20enne algerino, per furto con strappo.

Lepisodio si è verificato ieri intorno alle 23:15 quando sulla linea del 113 è stato segnalato uno scippo ai danni di una ragazza nella centralissima via Barcellona. Il Centro Operativo ha inviato immediatamente un equipaggio della Squadra Volante che, trovandosi nelle immediate vicinanze, ha subito preso contatto con la giovane vittima ed il proprio padre. 

I due hanno riferito agli Agenti di un giovane straniero, vestito con una tuta ginnica con i colori sociale della squadra del Milan, che ha strappato la borsetta tenuta a tracollo dalla ragazza per poi scappare velocemente verso via Roma inseguito dal padre.

Le ricerche del giovane, iniziate immediatamente, hanno permesso di individuare un ragazzo, perfettamente corrispondente alla descrizione, che percorreva via Roma in direzione piazza Matteotti. Quest’ultimo notata al presenza degli Agenti ha accelerato il passo effettuando repentini cambi di direzione fino a quando, seguito a piedi dai due operatori, è entrato in un esercizio pubblico cercando di nascondersi dietro una tenda.

A nulla e servito questo maldestro tentativo di sottrarsi alla cattura perché gli Agenti viste le scarpe che uscivano dalla tenda troppo corta, hanno proceduto a bloccare il ragazzo che nonostante tutto si è scagliato contro gli stessi operatori che con non poca fatica hanno messo in sicurezza il ladro.

Accompagnato in Questura, al termine degli accertamenti, è stato tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno presso il Tribunale, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima previsto nella mattinata odierna.

Migranti: in 36 ore 74 algerini sbarcano nel Sulcis

Cagliari, 1 agosto 2016 – Prosegue anche stamani con l’arrivo di 11 migranti l’ondata di sbarchi nelle coste del Sulcis favorita dalle ottime condizioni meteo marine nel Canale di Sardegna: 6 gli sbarchi in poco meno due giorni con i quali sono arrivati in Sardegna 74 sedicenti algerini. Alle 19,40 di sabato il primo arrivo di 16 migranti, altri 19 sono arrivati con il secondo barchino ieri alle 5,40 circa, tra Cala Piombi e Porto Pino, in comune di Sant’Anna Arresi (Carbonia Iglesias). Ieri alle 10,30 un altro barchino con 5 uomini è arrivato alle saline di Sant’Antioco (Carbonia Iglesias), poi altri due soccorsi sono stati effettuati della Guardia Costiera e stamani gli altri 11 migranti.
 La situazione sta diventando preoccupante anche per la poca disponibilità di posti dove sistemare i nordafricani.

Un barchino semi affondato è segnalato all’interno del Poligono di Teulada. Si cercano altri migranti che potrebbero essere riusciti a sfuggire al pattugliamento a terra dei carabinieri di Carbonia. Stamani un maresciallo libero dal servizio ne ha intercettati 4 a piedi su una strada vicino a Porto Pino. Sul posto stanno operando i carabinieri della compagnia di Carbonia, la Polizia, la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera con mezzi a terra e in mare. Un salvataggio è stato effettuati dalla Guardi Costiera ad un piccolo gommone di tre metri con tre a bordo a 80 miglia dalla costa (nella foto). Tutti i migranti in buone condizioni di salute, che hanno dichiarato di essere di nazionalità algerina, sono stati portati a Cagliari dalla Caritas per l’identificazione.

 

Canone #Rai, @SilvioLai (PD) addebito in bolletta anche a cittadini che hanno trasmesso il modulo per l’esenzione

Il senatore del PD scrive al direttore dell’Agenzia delle Entrate chiedendo chiarimenti dopo le numerose segnalazioni inviate da cittadini

Cagliari 28 luglio 2016 -“Numerosi cittadini stanno riscontrando l’addebito in bolletta del canone Rai nonostante abbiano trasmesso e compilato nei modi e nei termini convenuti il modulo di esenzione dal pagamento. Sarebbe già questo motivo di perplessità ma, con stupore, apprendiamo che l’Agenzia delle Entrate ha affrontato la questione con un comunicato sulla propria pagina Facebook e ha invitato gli utenti risolvere il problema con il loro fornitore di energia elettrica. Questa procedura appare irrituale sia nei modi, sia nei contenuti.”

Così si legge in una lettera che il senatore del PD Silvio Lai ha inviato al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi dopo le numerose segnalazioni ricevute da cittadini incappati in questo disguido.

“Abbiamo parlato di irritualità nei modi perché non convince appieno la scelta di affidarsi ad una comunicazione sulla pagina Facebook, ma allo stesso tempo non crediamo sia giusto scaricare il problema sul contribuente invitandolo a risolvere il tutto con il distributore dell’energia elettrica. Per questo motivo al direttore dell’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di indicarci il motivo delle decisioni assunte ma anche i provvedimenti che intende adottare per fare in modo che i contribuenti possano avere tutti gli strumenti necessari per risolvere il problema. Attendiamo una risposta che possa aiutare gli utenti che ingiustamente si sono visti addebitare il canone Rai nella bolletta.”

Migranti: Cagliari, da medici reparto infettivi allarme Tbc bacillifera = Sap, scarsi controlli agli sbarchi

Cagliari, 12 lug. 2016 – “Frequenti episodi di pazienti, anche con Tbc bacillifera, che si sono allontanati dal reparto e non vi hanno fatto più ritorno”.  I medici del reparto infettivi dell’ospedale SS Trinità di Cagliari lo mettono nero su bianco in una lettera che ha il senso di un Sos sanitario vero e proprio: “La situazione è fuori controllo e bisogna agire senza perdere altro tempo”. La missiva choc è scandita da cinque denunce, dalla fuga dei pazienti affetti da Tbc bacillifera per arrivare all’impossibilità di garantire sicurezza nel reparto stesso.

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La lettera protocollata dai medici è giunta sulla scrivania del direttore della Divisione ‘Malattie Infettive’ del presidio SS. Trinità di Cagliari. E’ tutto il reparto che chiede “una chiamata forte e chiara alla responsabilità delle istituzioni che hanno scaricato sul presidio tutta la gravità di quello che sta accadendo nel silenzio più assoluto”. Il primario non ha potuto far altro che prendere carta e penna e trasferire la lettera ad almeno dieci destinatari, tra i quali la Prefettura di Cagliari.

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“Negli uffici della rappresentanza del governo – spiega il deputato sardo Mauro Pili, che ne ha dato notizia e inoltrato interrogazione urgente al Governo – la lettera è giunta qualche giorno fa mettendo in allerta tutti coloro che ne hanno capito la gravità del contenuto: con la gestione allegra degli sbarchi e la gestione dei migranti si sta mettendo a rischio la salute pubblica di un’intera regione. Ora la superficialità e l’irresponsabilità dell’assessore e della stessa giunta emerge in tutta la sua devastante verità”.

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La denuncia dei medici del SS. Trinità è circostanziata: “State sottovalutando tutto quello che sta succedendo in seguito agli sbarchi e si sta mettendo a serio rischio la Salute Pubblica. Salute di tutti, a partire da quella dei migranti che sono rimasti a contatto e che vi restano con quei casi di infezione resistenti a qualsiasi contrasto”, riferisce Pili. Gli episodi nascono dagli episodi che hanno visto protagonisti alcuni migranti,arrivati in Sardegna con le navi Sar che li hanno salvati a largo della Libia, che sono stati ricoverati all’ospedale SS Trinità e si sono allontanati dal reparto per cercare di raggiungere porti e aeroporti per lasciare l’isola.

 

“Ai periodici sbarchi di migranti richiedenti asilo che hanno fatto aumentare notevolmente i ricoveri ospedalieri degli stessi presso la divisione soprattutto di soggetti affetti da Tbc polmonare bacillifera con forme sostenute spesso da micobatteri multiresistenti”, si legge nella lettera di protesta dei medici. Nella stessa comunicazione si dichiara che “tali episodi sono stati sempre segnalati alla Prefettura ed alle forze dell’Ordine. Alla fuga dei pazienti colpiti da Tbc gravissima si aggiunge – scrivono i medici – la difficoltà nel poter garantire l’adeguato isolamento dei pazienti per mancanza di un numero di stanze di isolamento congruo alle nuove esigenze e per la presenza di pazienti ricoverati per patologie internistiche non infettive (ricoveri impropri)”.

A questi elementi si aggiunge quella che viene definita nella missiva “l’assenza di un piano di gestione nei centri di accoglienza dei pazienti con sola scabbia che si ripercuote sul reparto, determinando ricoveri che occupano posti di degenza per eseguire una terapia che deve essere fatta a domicilio. Per i medici è riscontrato “un incremento dei casi di Tbc polmonare sostenute da ceppi resistenti (Mdr e Xdr).

“È un anno che denunciamo la scarsità dei controlli sanitari in sede di sbarco e la pericolosità alla quale sono esposti in prima battuta i poliziotti impegnati nella gestione dei migranti”, spiega Luca Agati, segretario provinciale del Sap di Cagliari. “Speriamo solo che – aggiunge – , come già accaduto in altre realtà, qualche collega non contragga malattie, altrimenti qualcuno ne dovrà rispondere”.

“I medici – afferma Pili  nell’interrogazione al Ministro – scrivono: Da protocollo terapeutico la durata della terapia antitubercolare varia da un minimo disei mesi potendo arrivare nei casi sostenuti da micobatteri multiresistenti, anche 24 mesi ed oltre. La durata della terapia e la sua quotidiana assunzione sono elementi di fondamentale importanza della stabilizzazione della malattia per abbattere il rischio di diffusione della tubercolosi nella comunità”.

“Un passaggio quest’ultimo – sostiene Pili – che lascia comprendere la difficoltà del momento e soprattutto le conseguenze che si posso generare con la diffusione della tubercolosi nella comunità. Mai era stato avanzato tale pericolo con tanta chiarezza e superando anche quel vecchio retaggio del silenzio. E’ più responsabile denunciare alla luce del sole questi fatti piuttosto che rischiare fenomeni di diffusione poi incontrollabili. E non è un caso che gli stessi medici chiedono interventi chiari ed immediati per fronteggiare la situazione prima che sia irreversibile”.

“Da questoaggiungono i medici nella lettera si deduce che è necessario un progetto di gestione di questa tipologia di pazienti a lungo termine in modo da garantire la corretta assunzione della terapia orale per tempi così lunghi e l’effettuazione di controlli periodici per valutare l’evoluzione del processo infettivo e verificare il persistere delle condizioni di non contagiosità dei pazienti per non diffondere nella comunità ceppi di micobatteri multiresistenti e non, creando un problema di Salute Pubblica. Il paziente che assume la terapia antitubercolare in maniera incongrua o smette di assumerla prima dei tempi previsti,affermano i medici nella missiva ha una ripresa della malattia, quindi è in grado di diffondere la TBC nella comunità in cui vive”.

“I rischi sono molteplici sia per la Salute pubblica che per le stesse comunità che li ospitano – ribadisce Pili. Realtà che possono essere colpite divenendo esse stesse generatici di ulteriori gravi casi di contagio”.

“Il paziente con TBC multiresistente e non, al momento della dimissione viene reindirizzato verso la Comunità di accoglienza assegnata al momento dello sbarco. Resta il rischio di una fuga – scrivono i medici – e quindi di una interruzione del trattamento e ripresa di malattia e, in ultima analisi, di diffusione della stessa. La gestione di questa tipologia di pazienti necessita di una verifica della corretta assunzione della terapia e dei controlli ematochimici, microbiologici e strumentali periodici, per cui le strutture di accoglienza dovrebbero garantirne l’applicazione in collaborazione con questo reparto. Se questi  obiettivi – concludono i medici – non possono essere garantiti dai centri di accoglienza potrebbero essere necessari lunghi periodi di degenza fino a 24 mesi per completamento terapia per infezioni di micobatteri multiresistenti e in tali circostanze sarà necessario implementare le stanze di isolamento”.

“La gravità dei fatti non consente ulteriori silenzi. Il tentativo maldestro di smentire la situazione sarebbe complice e irresponsabile, ancor più grave di quanto sinora denunciato. Un dato è certo le parole dei medici sono una denuncia forte e chiara ma anche un appello ad agire. Senza perdere gravemente altro tempo con la speranza di non disturbare il manovratore. Con la salute e l’igiene pubblica –  conclude PILI -non si gioca e bene farebbero i responsabili della sanità regionale a trarne le conseguenze per manifesta irresponsabilità e incapacità”.

Pili chiede al Ministro se sia a conoscenza di questa gravissima situazione, se intenda inviare propri commissari per accertare la gravissima situazione denunciata, se non intenda con urgenza commissariare la Regione Sardegna considerato che siamo dinanzi ad un rischio gravissimo per l’igiene pubblica con conseguenze che possono essere di una gravità inaudita e quali iniziative intenda adottare con somma urgenza per fronteggiare questa drammatica situazione.

Meridiana: Zoccheddu (Cisl), con quale coraggio parla Pigliaru?

Cagliari, 30 giugno 2016 – “È francamente sconcertante leggere la nota stampa della Presidenza della Giunta regionale sui meriti che si attribuiscono per la soluzione della vertenza Meridiana. A parte il cattivo gusto di festeggiare la conclusione di una vertenza che lascia fuori dal perimetro aziendale 400 dipendenti, 400 famiglie senza futuro, sarebbe stato molto meglio rammaricarsi per la perdita dei posti di lavoro invece di attribuirsi meriti inesistenti. La responsabilità, nel bene e nel male, della chiusura della vertenza è per intero nel lavoro di sindacati e governo”. Lo afferma, in merito alla ‘soluzione’ della vertenza Meridiana, il segretario generale FIT CISL Valerio Zoccheddu, a proposito delle dichiarazioni del Presidente della GIunta Regione della Sardegna Francesco Pigliaru.

“Questa Giunta si è completamente disinteressata delle sorti di una grande azienda della Sardegna con centinaia di posti di lavoro e, se possibile, ha addirittura aggravato la situazione con la cancellazione della CT2. La memoria corta del Presidente Pigliaru – dice il sindacalista -non lo aiuta a ricordare le dichiarazioni del suo Assessore ai trasporti nel consiglio comunale di Olbia convocato appositamente dall’allora sindaco Giovannelli il 12 maggio del 2014 alla presenza di tutte le OO.SS. L’assessore dichiarava testualmente: Meridiana è un’azienda privata e la Giunta regionale non si può occupare delle vicende di un’azienda privata”.

“Qualche giorno dopo il Papa, a differenza del nostro assessore –prosegue Zoccheddu -, faceva invece sentire la sua voce per chiedere a chi aveva la responsabilità di intervenire per dare risposte al dramma delle famiglie a rischio della perdita del lavoro. L’unica iniziativa assunta dall’assessore è stata, appunto, a danno di Meridiana con l’eliminazione della CT2. Quali meriti si vuol far credere abbia avuto questa Giunta? Tacere sarebbe stata di gran lunga la scelta migliore”.