ALLUVIONE: CAPPELLACCI SCRIVE IN SARDO A LETTA, GOVERNO MANTENGA IMPEGNI

letta cappellacci gabrielliCagliari, 1 gennaio 2014 – Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha scritto ieri al Capo del Governo, per richiamare l’Esecutivo nazionale al rispetto degli impegni assunti all’indomani dell’alluvione che ha devastato alcune aree dell’Isola.

Di seguito, il testo della lettera che – come ha precisato lo stesso Cappellacci – è stata scritta sia in italiano sia in sardo, per rappresentare che quelle indicate sono le istanze di un intero popolo che non chiede assistenzialismo, ma rivendica i propri diritti, per rialzarsi dalle macerie e ricominciare a camminare con le proprie gambe.

Ill.mo signor Presidente,

mancano poche ore alla fine del 2013: un anno duro per il popolo sardo che, già ferito da piaghe antiche, fiaccato da una crisi economica senza precedenti, è stato infine colpito mortalmente dalla tragica alluvione del mese di Novembre.

Nonostante tutto, mai ci siamo rifugiati nell’autocommiserazione né abbiamo domandato privilegi o forme di assistenzialismo che respingeremmo con sdegno, perché incompatibili con i nostri valori e la nostra dignità. Tuttavia, se è vero che ogni volta che la Storia ha chiamato i Sardi non hanno mai fatto mancare il loro contributo di valore, di coraggio e perfino di sangue, non sempre lo Stato centrale ha avuto la giusta attenzione nei nostri confronti, al punto dal suscitare in molti la sensazione che si stia consumando una subdola secessione alla rovescia da parte dei uno Stato che abdica al proprio ruolo e lascia soli i cittadini. Se in generale la questione sarda resta una ferita aperta della Repubblica, in questo particolare e doloroso momento, dopo una tragedia immane, voltare ancora una volta le spalle alla nostra isola avrebbe effetti devastanti per l’intera compagine sociale.

Come ho avuto modo di rappresentarti durante la riunione di oltre un mese fa ad Olbia e di ribadire in diverse lettere, alle quali non è seguita alcuna risposta, l’Isola ha necessità di interventi straordinari per uscire dall’emergenza e per evitare che si ripeta.

In primo luogo, sono indispensabili risorse adeguate sia per ripristinare le infrastrutture sia per restituire un quadro di normalità alle comunità colpite. In secondo luogo, è necessario rivedere altresì i vincoli del patto di stabilità non solo con riferimento all’emergenza in senso stretto, ma anche al fine di poter realizzare le opere per scongiurare nuovi rischi. A tal proposito ricordo che è ancora giacente la nostra richiesta di adeguare il patto di stabilità al nuovo regime delle entrate, confortata anche da diversi pronunciamenti della Corte Costituzionale. In terzo luogo, è indispensabile una politica fiscale che consenta alle famiglie, alle imprese e ai territori di affrontare questo momento difficile. La proroga fino alla fine di gennaio dei termini per gli adempimenti appare del tutto insufficiente e non proporzionata alla gravità del momento. In quarto luogo, occorrono procedure straordinarie affinché le risorse e i progetti non finiscano immobilizzate, come avvenuto in passato, in qualche “ginepraio burocratico”.

I sardi sono un popolo forte e, con o senza di voi, sapremo rialzarci anche questa volta, ma, come ben sai, attribuiamo un valore alla parola data.

Una parola che, con questa mia, come uomo e come politico, ti chiedo di mantenere.

Cagliari, 31 Dicembre 2013

Ugo Cappellacci

Preclaru Sennore Presidente

a como sunt pagas sas oras chi mancant a s’acabu de su 2013: un’annu rebestu pro su pòpulu sardu chi sende giai fertu dae liagas antigas e istracadu dae unu disacatu econòmicu mai bidu, at tentu in finis s’ùrtima disaura mortale de s’aundamentu crudu de su mese de Sant’Andria.

Macari custu, nois mai nos semus acorratzados lastimende.nos nen amus pedidu privilègios o formas de limùsina assistentziale chi diamus a refudare cun airu, proite non deghent  a sos valores e a sa dignidade nostra.

Nointames, si beru est chi cada bia chi s’Istòria at cramadu sos Sardos nois no amus mai tiradu a grae faghende mancare su chi nos pertocaiat in contu de balentia, coràgiu e finas de sàmbene, non semper s’Istadu tzentrale at mustradu s’atentu pretzisu cara a nois, a manera de pesare in medas sa duda chi s’est ordingende a fura fraitzina una setzessione a s’imbesse dae banda de un’istadu chi àbdicat a su ruolu suo  e lassat a sa sola sos tzitadinos.

Si, in unu ghetu generale, sa chistione sarda abbarrat una ferta chi dolet in sa Repùblica, a custa ora de dolu e corrutu, a pustis de una disaura sena umanidade,  furriare galu de coddos a s’ìsula nostra diat àere cunsighèntzias dannàrgias pro totu sos setores de sa sotziedade.

Comente t’apo acraridu a manera in s’atòbiu de prus de unu mese como in Terranoa, e comente apo tentu tretu de ti torrare a ammentare in paritzas lìteras, a sas cales no est sighida resposta, s’Isula at bisòngiu de interventos desemplados pro nde sortire dae s’emergèntzia e pro istransire chi torret a costare su chi est costadu.

A primu, sunt  rechèdidas resursas bastantes pro torrare a nou sas infrastruturas e pro torrare a istrinare una vida normale a sas comunidades iscutas. Posca, est pretzisu torrare a medire semper e cando sos vìnculos de su patu de istabilidade non petzi in riferimentu a su tretu de s’emergèntzia istrinta, ma galu finas pro pòdere fraigare òberas noas pro istransire perìgulos imbenientes.

A contu de custu, t’ammento chi est galu firma sa rechesta de pònnere a cunforma su patu de istabilidade a su regime nou de sas intradas, afortigada finas dae pronùntzias diferentes de sa Corte Costitutzionale.  Pro sa de tres resones, est pretzisa una polìtica fiscale chi adduat a sas famìlias, a sas impresas e a sos territòrios de parare fronte a custu momentu rebestu.  Sa pròroga de de sos tèrmines pro sos acumprimentos a sa fine de su mese de ghennàrgiu paret non bastante nen sufitziente e no est a mesura cun sa gravidade de su momentu. Sa de bator resones est chi bi cherent protzeduras desempladas a manera chi sas resursas e sos progetos non l’acabent atzuvados, comente est capitadu àteras bias, in su ludu de sa burocratzia.

Sos sardos semus unu pòpulu forte e, cun o sena de bois, nos amus a torrare a pesare finas como, ma, comente ischis bene, nois damus importu mannu a sa paràula dada.

Una paràula chi, cun custa mia, comente òmine e comente polìticu, ti dimando de mantènnere.

Casteddu, 31 de Nadale 2013

Ugo Cappellacci

AGRICOLTURA: REGIONE SUPERA L’OBBIETTIVO DI SPESA DEL PSR 2007-2013 = NESSUN DISIMPEGNO DI FONDI UE

vignetoCagliari 01 gennaio 2014 – ‘Anche quest’anno l’assessorato dell’agricoltura ha evitato il disimpegno automatico dei fondi comunitari destinati all’agricoltura sarda’. Lo ha dichiarato l’assessore Oscar Cherchi, che riferisce i dati ufficiali del rapporto finale sui risultati relativi al Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sardegna 2007-2013. Anche per il corrente anno l’obbiettivo di spesa è stato superato, malgrado un rallentamento degli investimenti, registrato a metà anno, abbia alimentato  i dubbi di alcune categorie di addetti ai lavori. Un allarme subito rientrato, dato che  la spendita è poi ripresa regolarmente fino agli ultimi giorni dell’anno in corso, nonostante le gravi difficoltà affrontate dalle aziende agricole a causa dell’alluvione di novembre: ‘Si tratta – afferma l’esponente della Giunta Cappellacci – di un risultato importante frutto di costante impegno e programmazione del lavoro. Non ho mai avuto dubbi sull’esito finale, anche se per poterlo affermare con la certezza dei numeri ho preferito attendere gli ultimi resoconti. E’ la giusta conseguenza della qualità del lavoro svolto ad ogni livello dalla struttura regionale, dell’assessorato e di Argea’. Il raggiungimento degli obbiettivi di spesa è la condizione essenziale per poter contare anche negli anni successivi sui fondi destinati alla crescita del settore che l’Unione Europea destina a questo scopo. La dotazione complessiva del Psr della Regione Sardegna, approvato nel 2007, è di poco inferiore a 1 miliardo e 300 milioni di euro, di cui oltre 570 milioni di fondi Feasr. L’obbiettivo del 2013 era di oltre 200 milioni di euro. Secondo l’assessore, il raggiungimento degli obbiettivi del PSR ‘è un risultato incoraggiante che testimonia della volontà di ripresa del settore e della fiducia sulle prospettive di crescita che l’agricoltura può offrire. Il mantenimento degli impegni che abbiamo assunto nei confronti del mondo rurale della nostra Regione – conclude Cherchi – è ancora più significativo in quanto ottenuto in un periodo congiunturalmente difficile. Proprio questo aspetto mi consente di nutrire un certo ottimismo verso il futuro perché, nonostante la crisi, il settore agricolo ha dimostrato di saper reagire. Capita spesso infatti che le difficoltà economiche inducano le imprese a tirare i remi in barca in attesa che le cose migliorino da sole. La capacità di reazione degli imprenditori agricoli invece, è stata la migliore risposta alla crisi’.

Olbia: il primo nato del 2014 è Gloria

neonatoOlbia, 1 gen. 2014 – Si chiama Gloria la prima bambina nata in Gallura nel 2014 e ha visto la luce quaranta minuti dopo la mezzanotte, nell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Sempre nella struttura olbiese, ieri alle 22.25, è nato Giovanni Battista ed è l’ultimo bambino venuto al mondo nel 2013 nella Asl di Olbia. La Direzione Aziendale dell’Azienda Sanitaria invia un augurio speciale a tutte le mamme e papà che hanno scelto le strutture galluresi per mettere al mondo i proprio figli.


 

OSPEDALE PAOLO MERLO DI LA MADDALENA

L’ultimo nato dell’ospedale maddalenino è un maschietto, nato in seguito ad un taglio cesareo, il 17 dicembre 2013. La mamma è un’impiegata 37enne di Palau, mentre il padre è un operaio 36enne originario di Oristano.


OSPEDALE GIOVANNI PAOLO II DI OLBIA

L’ultimo nato nella struttura olbiese è un maschietto, Giovanni Battista Asara, venuto alla luce in seguito ad un parto cesareo, alle 22.25 di martedì 31.12.2012. Il piccolo, che ha pesato 3,510 kg, è il primo figlio di Teresa Pittorru, un’impiegata 45enne di Telti.

Poco dopo, nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Olbia, alle 00.40, è venuta alla luce Gloria, nata in seguito ad un taglio cesareo, da mamma Manuela Cassitta, una impiegata di 35 anni, originaria di Calangianus ma residente a Priatu, frazione di Sant’Antonio di Gallura. La piccola ha pesato 2,830 kg: le condizioni della bambina e della mamma sono buone.

Il padre, Fabio Muntoni, e la sorellina Chiara attendono impazienti il ritorno di mamma e figlia a casa, a Priatu.


OSPEDALE PAOLO DETTORI DI TEMPIO PAUSANIA

L’ultimo nato dell’ospedale tempiese è Leonardo, è il primo figlio di una copia di 30enne di Valledoria, venuto alla luce in seguito ad un taglio cesareo, alle 00.58 di lunedì 30.12.2013.

Questa notte, alle 01.55, è invece nato Francesco, secondo figlio di mamma Agostina Carta, di 28 anni, e di papà Cristian Mariano, un bracciante agricolo di 35 anni. A casa, a Nuchis, frazione di Tempio Pausania, Michele di 6 anni attende la mamma e il piccolo fratellino, che ha pesato 2,800 kg.

Sassari: legato rapinato in casa un 82enne di Oschiri

carabinieri 2Sassari, 1 gen. 2014 – Nel corso della nottata, due individui travisati da passamontagna si sono introdotti all’interno dell’abitazione di P.N. pensionato 82enne di Oschiri (Ss) e dopo averlo legato ad una sedia lo hanno rapinato di 500 euro ed un fucile da caccia regolarmente detenuto. Dopo alcune ore l’uomo riusciva a liberarsi e ad avvisare alcuni parenti ed i Carabinieri della Compagnia di Ozieri che si sono recati sul posto, in un luogo isolato vicino alla locale diga, ed hanno avviato le indagini.