Scuola: Pinna (Pd), negare trasporto a studenti disabili del Medio Campidano è inaccettabile

Cagliari, 30 nov.2015 – Alla denuncia e alla scesa in piazza degli studenti della scuole secondarie di secondo grado del Medio Campidano, dei loro genitori, e di tutto il comparto scuola locale, causa la mancanza di risorse che possano garantire servizi primari, come il trasporto degli alunni disabili, si unisce, anche l’on.le Rossella Pinna del partito democratico. “E’ indubbio che il diritto allo studio è un diritto che deve essere garantito alla collettività, senza distinzioni, ancor più se questo diritto è rivolto a persone già fortemente limitate, soprattutto negli spostamenti, sarebbe come trasformare la loro disabilità in una doppia disabilità” afferma la Pinna.

“E’ assolutamente inaccettabile e grave che non si possa provvedere ad erogare il servizio di trasporto a scuola e viceversa, per motivi come la carenza di risorse o ritardi nell’approvazione di un bilancio. Vorrei ricordare – spiega Rossella Pinna – che oltre alle tutele previste dalla L.104 del 1992, la Corte Costituzionale, è intervenuta più volte sui diritti delle persone disabili, affermando che si tratta di diritti tutelati dal massimo livello della nostra carta costituzionale. Oltre a pregiudicare il diritto allo studio degli alunni con disabilità, si procura un grave disagio alle loro famiglie, fino a configurare un’ interruzione di servizio pubblico, e la soluzione non può certamente essere il rimborso di 1/5 della benzina, senza considerare che tale modalità è impraticabile per le famiglie che devono conciliare esigenze lavorative o che non hanno la disponibilità di mezzi di trasporto propri. Una situazione grave, un’umiliazione in più per i disabili”, spiega la Pinna.

“A questa problematica si aggiunge anche il mancato avvio degli impianti di riscaldamento degli edifici scolastici, che costringe alunni ed insegnanti a sopportare temperature glaciali. Sto parlando di diritti, non di favori – Rossella Pinna – per questo ho chiesto l’intervento urgente degli Assessori regionali, nel rispetto delle reciproche competenze, per conoscere quali risorse e azioni intendano mettere in campo per garantire e riportare alla normalità sia il servizio di trasporto degli studenti disabili per assicurare alle famiglie e ai ragazzi la necessaria continuità che dia certezza dei loro diritti, sia per garantire il normale svolgimento dell’anno scolastico nella provincia del Medio Campidano”.

“Per il trasporto scolastico degli studenti disabili del Medio Campidano è necessario trovare una soluzione per concludere serenamente il 2015. Da parte della giunta e dell’assessorato c’è tutto l’interesse e l’impegno perché questo avvenga”, ha detto l’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino al termine dell’incontro di questa mattina in assessorato con rappresentanti degli studenti, genitori e amministratori locali. L’esponente dell’Esecutivo ha sottolineato d’essere a conoscenza del problema, affrontato con i consiglieri regionali di maggioranza del territorio, ma di aver voluto ricevere e ascoltare le persone che vivono questa situazione.

“Nonostante avessimo incontrato all’inizio dell’anno i commissari delle Province – ha detto Firino – per avere un chiaro quadro della situazione, il disagio si è venuto comunque a creare per la mancanza di fondi per l’ultimo mese dell’anno. Ad avere inciso è stato il mancato cofinanziamento da parte della Provincia del Medio Campidano, alla quale fa capo il servizio di trasporto degli studenti con disabilità. La Regione ha fatto la propria parte, e continuerà a farla, con un aumento dello stanziamento delle risorse per questo fondamentale servizio.Ritengo opportuno proporre alla Giunta per la Finanziaria 2016 un aumento dello stanziamento delle risorse, pur reputando opportuno che ciascun livello istituzionale si faccia responsabilmente carico dei propri servizi”. L’assessore Firino ha rimandato a un ulteriore incontro nei prossimi giorni.

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Trasporti:Pili (Unidos), ecco come salvare i voli low cost in Sardegna= Regione fallimentare, via assessori incapaci

 

E’ FALSO CHE L’EUROPA VIETA I CONTRIBUTI, ECCO LA DECISIONE,  A RISCHIO NEL 2016 UN MILIARDO DI EURO PER IL TURISMO SARDO

“I voli low cost da e per la Sardegna possono e devono essere salvati senza perdere un solo giorno. Il presidente della regione cacci gli assessori ai trasporti e al Turismo e agisca con atti propri prima che il disastro sia irrimediabile. La Sardegna rischia nel 2016 un danno da un miliardo di euro e centinaia di operatori turistici nel lastrico. Siamo dinanzi ad una gestione della vicenda low cost ad un passo dalla malversazione. Affermare che il contributo co-marketing che dal 1999 viene utilizzato per promuovere e attrarre turisti in Sardegna è stato condannato e vietato dall’unione europea è semplicemente falso. Deiana e compagni mistificano la realtà solo per coprire l’obiettivo reale di cacciare Ryanair e ripristinare in toto il monopolio di Alitalia. Questa giunta regionale fa parte di un sistema politico-affaristico che riceve gli ordini dai poteri forti, a partire dall’Alitalia. Per questo motivo il vero obiettivo è quello di rendere impossibile la vita alle compagnie low cost e tentare in tutti i modi di ripristinare il primato monopolista delle compagnie tradizionali. Non ci sono altre spiegazioni ad una distorsione della realtà così evidente. Il sistema che ho avviato nel 1999 ad Alghero autorizzando da Presidente della regione il primo contributo co-marketing per i voli low cost di Ryanair non solo è stato dichiarato legittimo dalla commissione europea ma con la sentenza pubblicata a settembre 2015 Bruxelles ha detto a chiare lettere che quella procedura è valida anche con gli Orientamenti Comunitari promulgati nel 2014. Lo ha scritto esplicitamente. Dunque l’assessore regionale dei trasporti mente sapendo di mentire. Per questa ragione serve immediatamente un’azione seria e concreta della regione che ripristini il percorso intrapreso ad Alghero e lo esporti anche negli altri aeroporti di Cagliari e Olbia. Basta scaricare le responsabilità su inesistenti sentenze si deve agire e subito”.

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili,. presentando in una conferenza stampa il piano per salvare le low cost in Sardegna. Pili, che da Presidente nel 1999 avviò il primo contratto con Ryanair e nel 2002 firmò l’accordo strategico con la compagnia irlandese, con documenti alla mano ha illustrato la reale situazione dei voli low cost in Sardegna e ha avanzato una serie di proposte operative per rimettere in volo le compagnie low cost nell’isola. Nel corso della conferenza stampa Pili ha speigato i punti salienti della proposta operativa per l’immediato ripristino dei voli low cost in Sardegna spiegando che la decisione europea non ha mai condannato i voli Ryanair da Alghero ma semmai ha confermato la validità del metodo seguito anche alla luce degli ultimi orientamenti comunitari del 2014.

“Prima di tutto – ha detto il deputato di Unidos – bisogna leggere attentamente la decisione comunitaria che a proposito dei contributi alle compagnie aeree ad Alghero ha scritto esplicitamente:

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Tanto rilevato, la Commissione conclude che le condizioni di compatibilità stabilite negli orientamenti del 2014 per il settore dell’aviazione sono state rispettate e che quindi le misure sono compatibili con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato.

Non può sorgere nemmeno il dubbio che abbiano sbagliato la traduzione – dice Pili – perché la versione che fa testo è quella in italiano. Dunque siamo dinanzi a soggetti che dichiarano palesemente il falso. I contributi co-marketing dati alle compagnie aeree, a partire da Ryanair, sono compatibili con il mercato interno europeo. E questa decisione è ancora più rilevante perché non viene assunta con le precedenti norme ma con quelle attuali. Com’è spiegabile che un assessore regionale affermi l’esatto contrario di quanto dice realmente la decisione? Forse sperava che nessuno leggesse la decisione comunitaria? Un Presidente autorevole, non condizionato da poteri di partito e correntizi, dovrebbe cacciare un assessore che dichiara il falso e mette sul lastrico l’intero settore dei trasporti in Sardegna”.

IL CASO ALGHERO

“Per quanto riguarda Alghero è evidente che il problema non si pone considerata la decisione europea di avallare totalmente il valore e la legalità del comportamento seguito sin dall’inizio sia dalla Presidenza della regione che erogava i fondi della pubblicità istituzionale, sia quello della società di gestione dello scalo algherese. Si comunichi immediatamente a Ryanair e alle altre compagnie che si prosegue con il sistema collaudato e avvallato dalla commissione europea”.

IL CASO CAGLIARI

“Il problema si pone per Cagliari in quanto le quote sono detenute dalla Camera di Commercio. In quel caso la commissione europea potrebbe non riconoscere l’aeroporto come strumento operativo della stessa Regione e quindi non concedere l’analogo trattamento applicato ad Alghero dove l’aeroporto è, invece, della Regione. Va esperito un primo immediato tentativo per far riconoscere all’aeroporto di Cagliari le medesime condizioni di quello di Alghero. Qualora questo passaggio non venisse ratificato dalla Commissione occorre intervenire in termini strutturali e per questo motivo si avanza la proposta della creazione di un’unica società di gestione aeroportuale della Sardegna che preveda oltre lo scalo di Alghero anche l’acquisizione innanzitutto del capitale azionario dell’aeroporto di Cagliari. Tale processo consentirebbe una gestione uniforme e razionale del sistema del marketing regionale e gestionale garantendo un approccio unitario delle politiche di sviluppo. In tal senso l’orientamento europeo è chiaro:

32. Il quadro giuridico e normativo relativo alla proprietà e alla gestione dei singoli aeroporti varia da un aeroporto all’altro all’interno dell’Unione. In particolare, gli aeroporti regionali e locali sono spesso gestiti in stretta cooperazione con le autorità pubbliche. A tale riguardo, la Corte ha stabilito che è plausibile che diversi soggetti svolgano assieme un’attività economica, costituendo in tal modo un’unità economica, in presenza di determinate condizioni. E appare ancora più esplicito il richiamo, sempre degli orientamenti comunitari, che a proposito di proprietà aeroportuale indica come irrilevante la natura pubblica o privata dell’aeroporto.

46. L’articolo 345 del trattato stabilisce che il trattato stesso lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri. Ne deriva che gli Stati membri possono possedere e dirigere imprese, e possono acquistare azioni o altre partecipazioni in imprese pubbliche o private. 47. Di conseguenza, i presenti orientamenti non operano alcuna distinzione fra i vari tipi di beneficiari sotto il profilo del loro assetto giuridico o in base alla loro appartenenza al settore pubblico o a quello privato e tutti i riferimenti a compagnie aeree e aeroporti o alle imprese che ne assicurano la gestione riguardano ogni tipo di soggetto giuridico.

ESTENDERE MODELLO ALGHERO A TUTTI GLI AEROPORTI SARDI

“In sostanza – prosegue Pili – la commissione europea ha legittimato il modello Alghero per due ordini di motivi: il contributo co-marketing era di natura pubblica dato ad una società pubblica gestita con principi commerciali ed economici da libero mercato. In questo senso la commissione non ha preso in considerazione le ricadute economiche territoriali ma ha valutato se la Regione avesse sostanzialmente agito come un privato proprietario dell’aeroporto. La Commissione ha concluso, applicando il metodo MEO, Operatore Economia di Mercato, fatto di algoritmi economico finanziari, che la Regione ha agito nell’ambito della gestione aeroportuale come un operatore privato e che i contributi economici co-marketing hanno consentito all’aeroporto di avere degli utili o comunque di non perdere”.

“In questo quadro – aggiunge Pili – diventa fondamentale che la Regione si riappropri del capitale azionario maggioritario degli aeroporti sardi, o del loro insieme, ipotizzando un processo che punti ad un’unica società di gestione che, con il principio MEO sperimentato positivamente ad Alghero, possa non solo mantenere ma rafforzare la presenza delle low cost in Sardegna. Tutto questo deve essere fatto senza perdere altro, senza altre fandonie, e soprattutto pensando alla straordinaria ricaduta di un’operazione strategica sia sul futuro economico che occupazionale dell’isola”.

Migranti: iniziate operazione chiusura Cara Elmas e trasferimento on strutture convenzionate

Cagliari, 30 nov. 2015 –  Sono iniziate stamani dopo le10, in ritardo rispetto al previsto, a causa del mancato arrivo dei pullman e per alcune operazioni di foto segnalazione, le operazioni di trasferimento dei primi 30 extracomunitari, su circa 250, ospiti del Cpsa-Cara all’interno dell’aeroporto di Cagliari-Elmas, sotto la supervisione e la cintura di sicurezza predisposta dai poliziotti  della questura di Cagliari e dai carabinieri del IX Battaglione ‘Sardegna’. Per ora i primi 30 saranno  portati in centri convenzionati (in assenza di pullman per ora con auto, vedi foto) nella cintura dell’hinterland cagliaritano poi in tutte quelle presenti nelle4 province della Sardegna.

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Prende via quindi da stamani lo smantellamento del Centro di prima accoglienza, aperto nel 2008 in un edificio adibito a caserma all’interno dell’area militare dell’Aeronautica Militare. In questi 7 anni, nel corso di alcune rivolte, si sono verificati numerosi problemi proprio perché all’interno dell’aeroporto.  Lo scalo infatti è stato chiuso più volte per le proteste degli extracomunitari fuggiti dalla struttura. La nuova struttura che dovrebbe ospitare il Cara sarebbe stata individuata nella ex Scuola della polizia penitenziaria di Monastir (Ca).

Ma in città scoppia la polemica sul business dell’accoglienza. Ad alcune strutture gestite da una cooperativa con tre strutture nell’hinterland di Cagliari sarebbero stati affidati circa 150 extracomunitari, tra uomini, donne e interi nuclei familiari.

“La chiusura del Cara di Elmas – dice il segretario regionale del Siulp Sardegna, Salvatore Deidda -ci lascia tranquilli da una parte ma preoccupati dall’altra. Intanto con l’arrivo delle navi piene di profughi le istituzioni preposte non hanno avuto tanta preparazione per selezionare le strutture dove alloggiare i migranti. Non ci meraviglierebbe se tra queste persone improvvisate ‘accoglienti’ ci fossero anche persone note alle forze dell’ordine, non per lo spirito di accoglienza”.

“L’emergenza purtroppo può giocare brutti scherzi. Ci e’ stato riferito dagli stessi stranieri – continua Deidda – che alcuni profughi sono ospitati in alberghi che sono stati costretti in passato a chiudere per mancanza di autorizzazioni; invece per ospitare i disperati, non sono considerate più necessarie le autorizzazioni prima indispensabili. La procura dovrebbe verificare come mai una struttura non è idonea per i turisti e diventa idonea per l’accoglienza di profughi”.

Energia: Pili (Unidos), Eni progetta deposito gas in mare di fronte all’Asinara

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Cagliari, 28 nov. 2015 – “Un piano Gas Sardegna marchiato “strettamente confidenziale”. Approdato con tutte le precauzioni del caso nei giorni scorsi nelle stanze di Palazzo Chigi, della Regione e del Ministero dello Sviluppo economico. Mittente:il cane a sei zampe, l’Eni. Oggetto in inglese: Floating Storage Unit – FSU per Sardegna. Tradotto: un mega deposito galleggiante di gas in mezzo al mare, dritto dritto davanti all’isola dell’Asinara. Un progetto da concretizzare in sei mesi, tanti ne ha indicato l’Eni nel progetto inviato ai soggetti prescelti per l’operazione mani sulla Sardegna. Due le fasi proposte dall’Eni: la prima prevede una soluzione “ponte” da attuarsi con rimorchi e cisterne ( fino a 20 milioni di metri cubi all’anno) a partire dal 2017 e poi la soluzione “industriale” via depositi galleggiante a Porto Torres a partire dal 2020. Eni si dichiara pronta a mettere a disposizione tutta la sua esperienza commerciale. Insomma, hanno lavorato a lungo per boicottare il metanodotto Galsi, hanno pianificato la cessazione delle centrali essenziali attraverso gli addentellati politici e adesso calano il piano energetico più becero della storia della Sardegna. Lo dicono e scrivono in modo esplicito nel piano: l’adozione di una configurazione a stoccaggio galleggiante (FSU – Floating Storage Unit) basato su una nave metaniera permanentemente ormeggiata rappresenta, secondo l’Eni, una soluzione efficiente dal punto di vista dei costi e dei tempi di realizzazione. In realtà il risultato è chiaro: fare molti soldi, speculando sull’assenza del gas metano, e investendo praticamente niente. Una nave metaniera ormeggiata in porto, adattata a deposito galleggiante e un po’ di tir cisterna in giro per la Sardegna, a creare pericolo e traffico pesante. Roba da terzo mondo”.

Lo ha denunciato oggi il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando un’interrogazione urgente al Ministro dello Sviluppo Economico.

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“Il Piano trasmesso dall’Eni, inviato ad almeno 6 destinatari, propone un tavolo urgente per definire la fase attuativa lasciando intendere che tra i vari soggetti ci sia già un’intesa di massima. Tutto questo lascerebbe comprendere che siamo davvero nelle mani delle lobby più spregiudicate. A questo si aggiunge il piano per il nord e sud dell’isola. Le mani dell’Eni sulla Sardegna – secondo quanto è scritto nel progetto – prevedono a Nord la fornitura delle aree di Porto Torres e Sassari attraverso una piccola unità di rigassificazione ( in realtà un vero e proprio rigassificatore) mentre per Cagliari e il sud del’isola sarebbero serviti attraverso camion GNL o tramite bettoline con consegna ad eventuale deposito costiero locale. In questo piano l’Eni pensa – è scritto nel piano – di poter fare di Porto Torres una base di smistamento di volumi GNL attraverso bettoline di piccole taglia, a servizio dei deposito costieri nel mar Tirreno. In quest’ultimo passaggio – denuncia Pili – ritorna in auge il vecchio piano dell’Eni di fare della Sardegna un vero e proprio serbatoio di stoccaggio di gas e non solo. E’ fin troppo evidente che trasformare Porto Torres in un hub metanifero significa fregarsene dell’esistenza in quel tratto di mare del Santuario dei Cetacei protetto da convenzioni internazionali. Nonostante questo, dopo aver minato in tutti i modi il progetto Galsi ora l’Eni cala il suo piano coloniale speculativo degno dei suoi fasti più reconditi”.

“A far scattare l’operazione dell’Eni – prosegue Pili – è stata la “sparata” di Pigliaru per realizzare il metanodotto partendo dalla Toscana. Proposta che l’Eni boccia senza mezzi termini nella relazione introduttiva: “scartata per gli alti costi e tempi d realizzazione, senza possibilità di modularizzazione”. Ed è proprio dopo il vertice toscano che l’Eni ha deciso di calare l’asso della piattaforma galleggiante. Per questa ragione – conclude il parlamentare di Unidos – ho già presentato un’interrogazione urgente al Ministro competente perché riferisca  su questo piano. E’ evidente che un progetto speculativo di questa portata va respinto al mittente. Il rischio è che una Regione inesistente e confusa, ogni giorno un’ipotesi diversa, consenta all’Eni di continuare a dettare legge sull’energia e sull’ambiente in Sardegna. Questo gli deve essere impedito senza se e senza ma”.

Migranti: Cagliari, lunedì chiude Cara Elmas, extracomunitari trasferiti in strutture convenzionate = Siulp, si chiude capitolo indecoroso

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Cagliari, 28 nov. 2015 – Da lunedì partono le operazioni di trasferimento degli extracomunitari ospiti nel Cara di Elmas, all’interno dell’Aeroporto militare. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate le 250 persone attualmente ospitate all’interno della ex caserma dell’Aeronautica saranno trasferite in strutture convenzionate con le quattro prefetture della Sardegna. Secondo indiscrezioni,e le visite effettuate nei mesi scorsi, il nuovo Cara potrebbe essere allestito nella ex Scuola di polizia penitenziaria di Monastir (Ca).

“Si chiude un capitolo indecoroso del Cara di Elmas – commenta Salvatore Deidda segretario regionale del Siulp – che ha creato non pochi problemi da quando si era pensato di far fronte all’emergenza dell’immigrazione a seguito della primavera araba con l’arrivo di migliaia di immigrati prima da Annaba (Algeria) e poi dal resto dell’Africa. La scelta del tempo è stata disastrosa da parte di chi avrebbe dovuto pensare alla risoluzione del problema con un pò di lungimiranza”.

“Purtroppo i burocrati della prefettura dell’epoca non avevano ‘previsto’ che aprire un centro di prima accoglienza vicino all’aeroporto civile avrebbe comportato dei disagi anche per i passeggeri – spiega Deidda- , a causa delle numerose fughe dei migranti dal centro. Le cattive attività si sono riverberate in questioni di ordine pubblico che ha visto impegnati i poliziotti di Cagliari durante le numerose devastazioni del centro, delle fughe nelle piste di atterraggio dell’aeroporto di Elmas. La cosa sconcertante – conclude il segretario regionale del Siulp sardo – è che in questi momenti i più meravigliati dei disagi erano gli stessi che avevano deciso di aprire il Cara di primo accoglienza. Speriamo che la scelta di aprire un nuovo centro risponda a criteri di efficienza senza danneggiare alcuno”.

Medio Campidano: strada provinciale Pabillonis-Sardara chiusa per ‘patto di stabilità’, protesta Fdi-An

Cagliari, 27 nov. 2015 – Il Commissario della Provincia del Medio Campidano con apposita ordinanza ha chiuso a partire dal prossimo 30 novembre la strada provinciale Sardara – Pabillonis perché i lavori di messa in sicurezza del ponte sul Rio Flumini Malu non posso essere eseguiti a causa dei limiti di spesa imposti dal patto di stabilità. “Viene così leso gravemente il diritto alla mobilità dei cittadini peraltro in una strada dov’è presente la stazione FS di Pabillonis che non sarà quindi più raggiungibile per studenti e lavoratori. Si tratta peraltro di una importante via di comunicazione tra il Campidano e la Ss 131”, spiega il consigliere regionale della Sardegna Gianni Lampi (Fdi-An). “Il territorio verrà quindi ulteriormente isolato con gravi danni per l’intero sistema economico e agricolo dei due paesi, già duramente provati dalla crisi”.