Nucleare: Pili (Unidos), sopralluogo segreto nell’oristanese di Ispra e Sogin = ‘Individuati due siti in Provincia Oristano’

pili centrale nucleare latina 2

Cagliari, 24 set. 2015 –  “Il blitz è avvenuto in gran segreto qualche giorno fa. Otto, massimo dieci componenti, sbarcati una parte a Cagliari e una parte ad Alghero.  Provenienza variegata ma soprattutto Milano, Torino e Roma. Missione secretata nell’Oristanese, dove sono stati individuati ben due siti potenziali per la realizzazione del deposito unico nazionale per le scorie nucleari.  Quella che poteva essere un’opzione in questi giorni sta diventando sempre più un pericolo per l’Isola. Sia Ispra che Sogin stanno spingendo verso la Sardegna. E la visita della Commissione in gran segreto nei due siti conferma che si vuole accelerare. In teoria avrebbero dovuto ascoltare qualche amministratore ma il passaggio d’ascolto in Sardegna sarebbe stato saltato. La delegazione è andata dritta nei due siti rimasti top secret ma tutti e due racchiusi nella provincia di Oristano. Nessuno sconfinamento da quella provincia, garantiscono i tecnici presenti. Il fatto che la commissione abbia deciso di visionare i due siti è un fatto di una gravità inaudita proprio perché è evidente che si stanno concentrando le attenzioni sulla Sardegna. E’ altrettanto vero che all’interno della commissione sono emerse alcune posizioni critiche sui due siti oristanesi ma è emerso anche che Sogin e la stessa Ispra stanno caldeggiando tale ipotesi. Tutto questo è un fatto di una gravità inaudita proprio per la sfrontatezza e l’arroganza con la quale si sta muovendo il governo nonostante la totale contrarietà espressa dalla Sardegna”.

Lo ha denunciato poco fa il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che ha avuto la conferma del sopralluogo di una commissione per la valutazione siti per il deposito unico nucleare da fonti dirette e autorevoli.

“Secondo indiscrezioni della delegazione facevano parte personaggi notissimi nell’ambiente nucleare, tra questi Stefano Leoni membro della Commissione nazionale per la VIA e la VAS, nonché membro della Commissione Tecnico-scientifica del Ministero dell’ambiente, esperto del Governo italiano per il superamento di situazioni di crisi ambientali. Tra loro spiccherebbe il nome di Paolo Bartolomei in quota Enea dal 2003 al 2006, per conto della Conferenza Stato regioni ha fatto parte della commissione di vigilanza sulle misure connesse allo stato di emergenza nucleare. In questa veste ha seguito la vicenda di Scanzano, curando il punto di vista delle Regioni. Nel 2010 è stato nella “Commissione di esperti in sicurezza nucleare e radioprotezione” per la valutazione dei rischi degli impianti nucleari del Ministero dell’Ambiente. Tra loro Ennio Fanoresponsabile delle politiche ambientali del Gruppo Enel fino al 2007. Nel 2008 – 2010 è stato presidente Sezione Energia presso Confindustria Lazio. Docente con incarico triennale presso l’Università dell’Aquila – Facoltà di Medicina e Chirurgia: Corso sulle radiazioni ionizzanti e non.  Giovanni Marsili Direttore del Reparto di Igiene dell’aria del Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’elenco dei tecnici Claudio PescatoreDottore in Fisica (Università di Bologna) e PhD in Ingegneria Nucleare (University of Illinois at Urbana-Champaign) è Amministratore Principale presso l’Agenzia Nucleare (NEA) dell’Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico (OCSE) ove è incaricato dei programmi di gestione delle scorie e di decommissioning, membro del Groupe Permanent Déchets che supporta l’Autorità Nazionale per la Sicurezza Nucleare francese. E infine tra i nomi noti quello di Edo Ronchi tra il 1996 e il 2000 Ministro dell’Ambiente e da Giugno 2013 nominato dal Ministro dell’Ambiente Sub-Commissario ambientale dell’ILVA di Taranto. Una compagine che si è mossa con una discrezione assoluta e che a qualsiasi domanda precisa hanno dichiarato di essere vincolata al segreto di stato. Un dato è certo, però, il sopralluogo è stato pianificato nell’ambito degli approfondimenti che si stanno svolgendo per ridurre al minimo il numero dei siti. Tutto questo a testimonianza che gli studi messi in essere sono privi di valutazioni oggettive eseguite sul posto ma hanno solo ed esclusivamente valutazioni strumentali. Sino ad oggi la commissione Sogin Ispra ed Enea ha lavorato solo sul date base realizzato dagli Stati Uniti e tenuto sotto copertura (Database of Individual Seismogenic Sources) nel quale si individua in modo esplicito l’unica regione che sarebbe esente da pericoli. Si tratta di un piano scellerato che deve essere respinto senza se e senza ma. Il fatto stesso che questo sopralluogo sia avvenuto in gran segreto conferma un atteggiamento grave e nefasto dello Stato nei confronti della Sardegna. La Sogin più di tutti gli altri soggetti sta spingendo per la Sardegna idealizzandola come terra di conquista per le scorie nucleari”.

“La nostra isola – ha detto Pili – non può e non deve essere minimamente contenuta nemmeno come ipotesi e questo sopralluogo, anche se sarà smentito, è un’offesa inaudita al Popolo Sardo. E’ un’operazione solo per spendere denari senza controllo così come è stato sino ad oggi. Il deposito nucleare unico sarà l’ennesimo pozzo senza fondo. Questo piano è solo un strumento delle lobby del nucleare e degli appalti che puntano a progettare, spendere e spandere con troppi omissis che non possono in alcun modo essere accettati”.

“Un deposito unico nazionale che per ragioni già evidenziate nel passato, costituzionali e di volontà popolare, non potrà trovare nessun accoglimento, per nessuna ragione, in Sardegna. Dopo dieci anni dal blocco del progetto scellerato della Sogin per la realizzazione di un sito unico nazionale per stoccare tutte le scorie nucleari conservate nelle centrali italiane dismesse e il rientro di molte altre dall’estero, il piano predisposto da Ispra rimette in primo piano la Sardegna. Siamo pronti alla guerra per respingere un’ipotesi folle che i sardi non accetterebbero mai”.

Nucleare: Uras (Sel),Governo riferisca a Parlamento su Deposito unico

Cagliari, 9 set 2015 – “Si apprende che da settimane è nella disponibilità dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico uno studio, frutto di approfondimenti dell’Ispra e della Sogin, sulle aree territoriali idonee ad ospitare la costruzione e l’ attivazione del Deposito unico nazionale di stoccaggio dei rifiuti radioattivi nazionali. Per questo, chiedo ai Ministri Galletti e Guidi, di venire a riferire in Aula sui contenuti di tale studio, e di mettere al corrente anche le Amministrazioni regionali e locali interessate”.
Lo ha dichiarato il senatore sardo di Sel Luciano Uras, che ha presentato un’interrogazione urgente ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico in merito alla prossima pubblicazione della mappa delle aree potenzialmente idonee alla realizzazione del deposito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi nazionali.
“Considerato che le aree potenziali, individuate sulla base di 28 diversi criteri, sarebbero ridotte allo 0.8% del territorio nazionale, così come proposto nella Cnapi(Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico), chiedo di sapere se, nell’ambito delle aree interessate, sia stata esclusa  opportunamente la Sardegna, in ragione anche della sua condizione di insularità, e – ha concluso Uras – della libera manifestazione di contrarietà espressa dal Popolo sardo e dalle istituzioni autonomistiche”.