Porti: Lai (Pd) su riforma portuale, soddisfazione per riconoscimento Porto Torres

 

Accolta nel parere del Senato la richiesta dei senatori sardi per ufficio territoriale nel parere, ora tocca al Governo

Roma, 7 luglio, 2016 – La commissione Trasporti del senato ha fatto propria la richiesta dei senatori sardi che chiedevano la dislocazione di una struttura periferica dell’Autorità Portuale a Porto Torres. “Il Senato, con il parere del sen. Marco Filippi, capogruppo PD in Commissione trasporti e relatore sullo schema di decreto legge della riforma portuale “ha raccomandato per la cittàdi Porto Torres una particolare attenzione alla situazione specifica dello scalo che, in ragione della sua notevole rilevanza commerciale e dell’elevato volume di traffici, richiede l’indispensabile presenza di una struttura periferica dell’Autorità portuale di sistema, per gestire in maniera adeguata tutti gli aspetti amministrativi e operativi ed evitare così perdite di efficienza e competitività dello scalo”.

Siamo davvero molto soddisfatti – ha dichiarato il senatore del Silvio Lai anche a nome degli altri senatori sardi impegnati in questa battaglia – e ringraziamo in particolare il collega Marco Filippi per la grande sensibilità dimostrata. Sii tratta di un passaggio importante con il quale si raccomanda al Governo nella predisposizione del decreto legge di trovare le modalità perché allo scalo turritano sia garantita uguali opportunità nel sistema portuale sardo rispetto agli altri scali principali.”

“Altrettanto importante – ha aggiunto Silvio Lai – è che sia stata posta come condizione nel parere che siano garantite le prerogative delle regioni a Statuto Speciale come avevano segnalato i senatori Lai, Sonego per il Friuli e Palermo per il Trentino Alto Adige con l’inserimento all’articolo 1, comma 1, il seguente periodo: “fatte salve in ogni caso le competenze delle regioni a statuto speciale, ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di attuazione.”

Questo non significa che Porto Torres e la sua autonomia, pur all’interno dell’unica autoritàportuale, siano al sicuro perché la palla ora tocca al Governo ma con la Regione impegnata nella stessa direzione, l’indicazione del Senato è sicuramente un’ottima base di partenza” – ha concluso il senatore Dem, firmatario della richiesta anche a nome dei colleghi Angioni e Cucca. Resta invece alla Regione la possibilità di confermare o modificare l’indicazione della sede dell’autorità portuale tra quelle delle precedenti sedi di autorità portuale, Olbia e Cagliari.”

Nel parere, appena approvato al Senato con largo anticipo rispetto ai tempi previsti per venire incontro alla volontà del governo di procedere con la nomina dei nuovi presidenti delle 15 autorità portuali entro l’estate, si da un consenso ampio alla proposta di riforma che viene giudicata essenziale per restituire competitività al sistema portuale italiano.

Per la Sardegna si prevede l’autorità di sistema portuale del mare di Sardegna che, oltre ai porti di Cagliari, Olbia e Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso, Santa Teresa banchina commerciale, a cui andrebbero aggiunti in base al parere del Senato, su richiesta della Giunta Regionale e in base alla classificazione di porti comprehensive, Carloforte, Foxi-Sarroch, La Maddalena, Palau, Golfo Aranci (già parte dell’autorità portuale del nord Sardegna).

Nel parere la Sardegna viene infatti citata per altre raccomandazioni sull’allegato A:

1) in relazione alla possibilità di modificare i limiti territoriali delle Autorità di sistema portuale introdotta dal provvedimento in esame nell’articolo 6, comma 16, della legge n. 84, si segnala al Governo l’opportunità di promuovere, d’intesa con le Regioni interessate, l’inserimento nelle nuove Autorità anche dei seguenti scali, classificati come porti della rete transeuropea globale (comprehensive) di trasporto TEN-T (Regolamento (UE) n. 1315/2013): Carloforte, Gela, La Maddalena, Monfalcone, Palau, Porto Levante e Siracusa;

2)con riferimento all’Allegato A dello schema in esame, richiamato dall’articolo 5, comma 2, capoverso Art. 6, comma 2, si raccomanda di integrare l’elenco con le circoscrizioni delle Autoritàdi sistema portuale, inserendo al n. “3) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO SETTENTRIONALE” anche i porti di Capraia e di Cavo e al n. “7) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE DI SARDEGNA” anche il porto di Foxi-Sarroch, in quanto scali giàricompresi in Autorità portuali preesistenti.

Ora tocca al Governo la decisione di raccogliere le raccomandazioni del Senato votate a larghissima maggioranza.

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Meridiana: Pigliaru, bene accordo nonostante “disagio” lavoratori

Bruxelles, 29 giu. 2016 – “Comprendiamo il disagio dei lavoratori Meridiana che rischiano il posto di lavoro, ma deve essere riconosciuto che l’accordo raggiunto è un buon accordo perché consente a Meridiana di continuare a operare, e speriamo anche a crescere, e perché riduce in modo molto significativo la perdita dei posti di lavoro rispetto a quanto sarebbe altrimenti avvenuto. Per questo riconosciamo il grande lavoro svolto dal Governo e dal ministro Graziano Delrio e dal viceministro Teresa Bellanova; un percorso lungo e difficile sostenuto dalla Giunta regionale in tutti i passaggi”. Lo afferma il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru da Bruxelles, dove è impegnato nei lavori della Commissione Enve del Comitato delle Regioni, a proposito della soluzione della vertenza Meridiana.

Trasporti: Pinna (Pd) a Deiana, le nuove tariffe penalizzano gli studenti universitari pendolari

Cagliari, 14 giugno 2016 – Il consigliere regionale del Pd Rossella Pinna, prima firmataria insieme ai colleghi Alessandro Collu, Piero Comandini e Salvatore Demontis, presenta un’interrogazione all’Assessore dei Trasporti per tutelare gli studenti universitari pendolari in merito al nuovo sistema tariffario per il trasporto pubblico locale.

Recentemente l’Assessore regionale dei Trasporti, nell’ambito di un ampio progetto di revisione organica e completa del sistema tariffario, ha proposto di modificare l’attuale sistema tariffario di Traposto Pubblico Locale e di adottare un nuovo modello integrato, su scala regionale, individuando due riferimenti temporali per la loro realizzazione, uno a breve termine (armonizzazione) da realizzarsi nel corso del 2016, e uno successivo di medio termine (integrazione) per il 2017.

L’attuale sistema tariffario ha previsto finora un’offerta di corse o abbonamenti caratterizzata da soluzioni che agevolano, in particolare, gli studenti universitari fuori sede che hanno la possibilità di usufruire di una scontistica efficace e conveniente. In particolare coloro che non avendo obbligo di frequenza viaggiano poche volte al settimana nel corso dell’anno accademico, potevano acquistare finora, un abbonamento con un numero di corse di 52 o di 104, adeguato a coprire una frequenza bi/trisettimanale nell’arco temporale che va dai sei ai nove mesi.

Per quanto il nuovo modello tariffario possa definirsi qualificante per diversi aspetti e meritevole di plauso, come per la semplificazione del portafoglio titoli, tuttavia l’esiguità dell’offerta destinata agli studenti non agevola gli studenti universitari pendolari. L’offerta futura, che si limita a due sole tipologie di abbonamento, mensile o annuale, risulta penalizzante soprattutto per coloro che percorrono tratte a media o lunga percorrenza e che non possono usufruire di abbonamenti speciali o confacenti alle loro esigenze, come invece previsti nell’attuale sistema.

In sostanza, uno studente universitario che oggi in caso di abbonamento di 104 corse per una tratta di media percorrenza spende al massimo 302,00 euro (se sopra soglia ISEE) con la nuova tariffazione dovrà sborsare annualmente 1.121,00 euro seppure col vantaggio di un periodo di tempo più ampio ma del tutto ininfluente rispetto alle specifiche esigenze.

Ciò si traduce, evidentemente, in un aggravio di spese per le tasche degli studenti e delle loro famiglie, che oltre a sobbarcarsi tutti gli altri costi che la frequenza all’Università comporta dovrebbero farsi carico anche di onerosi costi di trasporto pubblico.

Confido, sul fatto che -come già accaduto lo scorso anno sugli abbonamenti studenti per i mesi di settembre e giugno- l’ Assessore Deiana valuterà quanto esposto nell’interrogazione e terrà conto della possibilità di rimodulare l’offerta di TPL, in favore di questa particolare utenza, a garanzia di un diritto costituzionale volto a favorire la più ampia partecipazione allo studio anche per gli studenti che non risiedono nelle città sede di Atenei.

Ryanair: Pili (Unidos), subito voli low cost su continuità e dimissioni assessore Deiana

IL DEPUTATO: ECCO LE INTERCETTAZIONI SULLE CONSULENZE E IL REPORT RIMASTO SEGRETO SULLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE SULLA GESTIONE DELLO SCALO DI ALGHERO E IL CASO RYANAR – CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA ARTEFICI DI QUESTO DISASTRO

Alghero, 3 feb. 2016 – “Dimissioni immediate dell’assessore regionale dei trasporti, denuncia alla procura per le consulenze da uomo forte del centrodestra, subito tariffe low cost da 25 euro per  Sardegna – Roma e 30  dalla Sardegna a Milano, ricorso immediato alla corte costituzionale contro tasse aeroportuali su territorio sardo, proposta di legge per zero tasse su aeroporti insulari”.

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Lo ha detto stamane il deputato sardo di  Unidos Mauro Pili nel corso di una conferenza stampa all’aeroporto di Alghero convocata subito il disastroso annuncio di ieri della compagnia aerea Ryanair. Nel corso della conferenza stampa il parlamentare ha anche consegnato le intercettazioni telefoniche acquisite dalla procura di Sassari dalle quali si evince che l’assessore dei trasporti già nel 2011 trattava la vicenda Alghero con il direttore della Sogeal il quale poi gli conferiva un incarico di consulenza nonostante Massimo Deiana fosse già di fatto consulente della Regione.“Incarico – ha detto Pili –  sul quale ho chiesto alla Procura di Sassari di valutare in quale consesso sia maturato tale incarico, considerato che nello stesso periodo Deiana svolgeva anche l’incarico di consulente dell’assessorato dei trasporti. E’ evidente che quantomeno vi era un palese ed evidente conflitto d’interesse”.

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PRIMA DI TUTTO DIMISSIONI ASSESSORE 

“L’assessore regionale dei Trasporti si deve dimettere per aver generato prima come consulente del centrodestra e poi come assessore del centrosinistra il disastro dei voli low cost in Sardegna. Dimissioni per colpa grave e premeditata considerato che il direttore della Sogeal nelle intercettazioni riferisce di aver contattato Deiana perchè lo ritiene “l’uomo forte” del centrodestra che decide tutto all’assessorato ai trasporti. Una vicenda di una gravità inaudita che comparando i dati raccolti dalla procura fa emergere un evidente conflitto d’interessi se non di peggio. L’intercettazione è del 15 giugno 2011. In quell’occasione il direttore della Sogeal racconta di essersi dovuto rivolgere a Deiana in quanto uomo forte del centrodestra. Deiana in quel momento svolgeva di fatto il ruolo di consulente di Cappellacci e dell’assessorato ai trasporti. E’ in quella posizione di forza che solo un mese dopo 11 luglio 2011 la società di gestione dell’aeroporto di Alghero affida una consulenza privata a Deiana, il quale sostiene che il comportamento della regione, di cui era consulente, era illegittimo. Dunque da una parte Deiana riceve l’incarico di consulente perchè ritenuto uomo forte dell’assessorato, già consulente di fatto di Cappellacci, dall’altra ottiene, invece, incarichi come privato consulente per contrastare la regione. Il report della guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta sull’aeroporto di Alghero parla chiaro: i vertici dell’aeroporto si rivolgevano a lui come esponente delle regione, ma poi nei report successivi spunta la consulenza privata.

TUTTO ALLA PROCURA DI SASSARI – Chi sta coprendo questo scandalo? Chi ha consentito che un consulente di fatto della regione ottenesse incarichi privati pur svolgendo un ruolo pubblico nella stessa struttura regionale? Poteva Deiana confondere e scambiarsi i ruoli e sostenere il contrario di una cosa e dell’altra? Queste intercettazioni confermano che i trasporti sono in mano a gente senza scrupoli, pronta a tutto, in nome e per conto del centrodestra prima e del centrosinistra poi. Per questo motivo ho trasmesso un esposto alla Procura della repubblica perché si faccia chiarezza su questi ruoli pubblico privati dell’attuale assessore dei trasporti”.

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CANCELLARE TASSE SU CONTINUITA’ PER REGIONI INSULARI – “La Sardegna è isolata sempre di più da monopoli sui trasporti e da tasse di Stato fuori da ogni logica. Aggiungere nuove tasse e nuovi balzelli, come ha fatto il governo Renzi con la complicità della giunta regionale, su quella che deve essere la prima economia dell’isola è una follia che la Sardegna paga ancora una volta a caro prezzo. Tasse che non solo non sono preludio di nuovi servizi ma che rappresentano ancora una volta il preludio a nuovi disservizi. Il gettito dei comuni, così come quello della Regione lo si incrementa aumentando le presenze e non gravando di tasse quelle che già ci sono. E’ una politica di retroguardia, incapace di scorgere nuovi orizzonti, a partire dallo sviluppo turistico. E’ demenziale non affrontare il tema delle tasse incontrollate e fuori legge sui trasporti. La Regione deve impugnare davanti alla corte costituzionale le nuove imposizioni statali proprio perché si tratta di una violazione dello Statuto autonomo per la mancata intesa proprio con la Regione. Non si può gravare un servizio pubblico,come quello essenziale della continuità territoriale e dei trasporti low cost da una regione insulare, con tassazioni che rasentano la follia. Basti pensare a tratte aeree che vengono gravate sino al 71% in più rispetto al costo reale del biglietto. Proporre nuove tasse e non tener conto di questo surreale furto di stato sulla continuità territoriale è semplicemente da irresponsabili. Per questa ragione intendiamo avviare una mobilitazione  decisiva, come facemmo per la tariffa unica, con una mobilitazione a 360 gradi. Per questa ragione promuoveremo un coinvolgimento dell’intera isola a sostegno della mia proposta di legge che prevede il divieto di tassare il servizio pubblico di continuità territoriale e i collegamenti con le regioni insulari così come già sancito da diversi tribunali amministrativi. E’ indispensabile che le lobby degli aeroporti e quelle delle compagnie aeree la smettano di lucrare sul servizio essenziale del trasporto pubblico da e per la Sardegna”.

“E’ impensabile – ha detto Pili – che su un servizio essenziale come il trasporto si abbiano tasse che superano il 70%, come capita sul Roma – Alghero in aereo. Tutto questo – ha proseguito Pili – sta avvenendo con la complicità della Regione, sempre più prona al monopolio, e incapace di qualsiasi tipo di reazione proprio perché subalterna ai poteri che stanno regolando il sistema dei trasporti da e per la Sardegna. 

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SUBITO CONTINUITA’ LOW COST – ROMA A 25 EURO, MILANO A 30

IL CARBURANTE RISPETTO AL 2011 E’ SCESO DEL 61%, I COSTI DELL’ORA VOLATA SONO QUASI DIMEZZATI

BASTA REGALI AD ALITALIA ORA TAGLIO NETTO DEL COSTO DEI BIGLIETTO, BASTA ATTUALIZZARE I COSTI E TOGLIERE TASSE SU CONTINUITA’ TERRITORIALE

“Non c’è un solo attimo da perdere per affrontare la cacciata di Ryanair e bisogna reagire con azioni immediate sul fronte della connessione con il resto della penisola e l’Europa. Per questa ragione occorre intervenire immediatamente sulle tariffe di continuità territoriale che posso e devono essere immediatamente abbattute. Basta soldi dei sardi regalati ad Alitalia. Bisogna attualizzare i costi reali  della continuità territoriale e il risultato è matematico: Roma a 25 euro e Milano a 30 euro. Serve un piano strategico in grado di rivoluzionare il trasporto aereo, dopo la tariffa unica che proposi nel 2010 ed oggi maldestramente attuata solo per 9 mesi, occorre estenderla a tutto l’anno ma abbattere nel contempo drasticamente le tariffe in regime di continuità territoriale. Per fare questo non servono soldi pubblici ma semplicemente rispettare le norme vigenti. Il contributo di 30 milioni lo si usi per abbattere le tariffe e non per fare regalie illegali all’Alitalia. Per questo motivo va immediatamente attuata la proposta che ho avanzato nelle scorse settimane. Una proposta che, così come feci per la tariffa unica, – ha detto Pili – è supportata da dati e analisi puntuali. Un piano strategico concreto e fattibile, non voli pindarici. Basta comparare i costi messi alla base dei calcoli regionali del 2011 per capire la truffa sulla continuità territoriale. Decine di milioni di euro elargiti come compensazioni inesistenti e del tutto indebite. La Regione continua a versare ad Alitalia decine di milioni di euro senza alcuna giustificazione, a partire dal costo di carburante a quello dell’ammortamento degli aerei. Basterebbero questi due capitoli, carburanti e ammortamento, per dimostrare che i dati a supporto del calcolo dei costi effettivi della continuità territoriale fatti nel 2011 sono un imbroglio ancora maggiore con l’attualizzazione dei costi. Il dato più eloquente è quello del carburante, nel 2011 era stabilito nell’allegato tecnico della Regione un costo a tonnellata metrica di 915 dollari, oggi l’agenzia internazionale quota il jet fuel a 350,3 dollari. Si tratta di un abbattimento del costo del 61%. Ben 565 dollari a tonn. metr., un dato eloquente che la dice lunga su quanto stiano guadagnando sottotraccia le compagnie aeree attraverso compensazioni illegittime e destituite di ogni fondamento economico e giuridico”. 

“A questo si aggiunge una seconda voce, – ha sostenuto Pili – quella dell’ammortamento degli aeromobili. In questo caso la truffa è totale: nel 2011 fu previsto un ammortamento di 5 milioni di euro all’anno per aerei nuovi valutati 50 milioni. In realtà gli aerei hanno tutti mediamente dieci anni di vita se non di più, quindi sono tutti totalmente ammortizzati.  Dunque si fa pagare ai sardi un ammortamento inesistente. Un costo che nella proposta di adeguamento che avanzo viene dimezzato, ma che sul piano contabile dovrebbe essere totalmente cancellato perché illegittimo. Applicando questi due correttivi si ha un abbattimento rilevante del costo dell’ora volata che incide direttamente sul costo dei biglietti in regime di continuità territoriale. A questo sia aggiunge che per una maldestra operazione del 2011 furono applicati costi aeroportuali fuori da ogni regola. La proposta che avanzo prevede che per i costi aeroportuali siano riportati a quelli applicati alle compagnie low cost estendendoli anche ai voli in regime di continuità territoriale”. 

“Il piano che avanziamo è oggettivo: ci sono costi reali e attuali, bisogna applicarli. Pagare compensazioni pubbliche ingiustificate a società private è illegale e illegittimo. Per questa ragione si deve estendere la tariffa unica a tutto l’anno e abbattere le tariffe attualizzando i costi. Su questo piano – ha concluso Pili – ci mobiliteremo come facemmo per la tariffa unica, ne va del futuro e dello sviluppo della Sardegna. Non possiamo accettare la cacciata di Ryanair e i regali ad Alitalia. Serve reagire e noi lo faremo”. 

Trasporti:Pili (Unidos), ecco come salvare i voli low cost in Sardegna= Regione fallimentare, via assessori incapaci

 

E’ FALSO CHE L’EUROPA VIETA I CONTRIBUTI, ECCO LA DECISIONE,  A RISCHIO NEL 2016 UN MILIARDO DI EURO PER IL TURISMO SARDO

“I voli low cost da e per la Sardegna possono e devono essere salvati senza perdere un solo giorno. Il presidente della regione cacci gli assessori ai trasporti e al Turismo e agisca con atti propri prima che il disastro sia irrimediabile. La Sardegna rischia nel 2016 un danno da un miliardo di euro e centinaia di operatori turistici nel lastrico. Siamo dinanzi ad una gestione della vicenda low cost ad un passo dalla malversazione. Affermare che il contributo co-marketing che dal 1999 viene utilizzato per promuovere e attrarre turisti in Sardegna è stato condannato e vietato dall’unione europea è semplicemente falso. Deiana e compagni mistificano la realtà solo per coprire l’obiettivo reale di cacciare Ryanair e ripristinare in toto il monopolio di Alitalia. Questa giunta regionale fa parte di un sistema politico-affaristico che riceve gli ordini dai poteri forti, a partire dall’Alitalia. Per questo motivo il vero obiettivo è quello di rendere impossibile la vita alle compagnie low cost e tentare in tutti i modi di ripristinare il primato monopolista delle compagnie tradizionali. Non ci sono altre spiegazioni ad una distorsione della realtà così evidente. Il sistema che ho avviato nel 1999 ad Alghero autorizzando da Presidente della regione il primo contributo co-marketing per i voli low cost di Ryanair non solo è stato dichiarato legittimo dalla commissione europea ma con la sentenza pubblicata a settembre 2015 Bruxelles ha detto a chiare lettere che quella procedura è valida anche con gli Orientamenti Comunitari promulgati nel 2014. Lo ha scritto esplicitamente. Dunque l’assessore regionale dei trasporti mente sapendo di mentire. Per questa ragione serve immediatamente un’azione seria e concreta della regione che ripristini il percorso intrapreso ad Alghero e lo esporti anche negli altri aeroporti di Cagliari e Olbia. Basta scaricare le responsabilità su inesistenti sentenze si deve agire e subito”.

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili,. presentando in una conferenza stampa il piano per salvare le low cost in Sardegna. Pili, che da Presidente nel 1999 avviò il primo contratto con Ryanair e nel 2002 firmò l’accordo strategico con la compagnia irlandese, con documenti alla mano ha illustrato la reale situazione dei voli low cost in Sardegna e ha avanzato una serie di proposte operative per rimettere in volo le compagnie low cost nell’isola. Nel corso della conferenza stampa Pili ha speigato i punti salienti della proposta operativa per l’immediato ripristino dei voli low cost in Sardegna spiegando che la decisione europea non ha mai condannato i voli Ryanair da Alghero ma semmai ha confermato la validità del metodo seguito anche alla luce degli ultimi orientamenti comunitari del 2014.

“Prima di tutto – ha detto il deputato di Unidos – bisogna leggere attentamente la decisione comunitaria che a proposito dei contributi alle compagnie aeree ad Alghero ha scritto esplicitamente:

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Tanto rilevato, la Commissione conclude che le condizioni di compatibilità stabilite negli orientamenti del 2014 per il settore dell’aviazione sono state rispettate e che quindi le misure sono compatibili con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato.

Non può sorgere nemmeno il dubbio che abbiano sbagliato la traduzione – dice Pili – perché la versione che fa testo è quella in italiano. Dunque siamo dinanzi a soggetti che dichiarano palesemente il falso. I contributi co-marketing dati alle compagnie aeree, a partire da Ryanair, sono compatibili con il mercato interno europeo. E questa decisione è ancora più rilevante perché non viene assunta con le precedenti norme ma con quelle attuali. Com’è spiegabile che un assessore regionale affermi l’esatto contrario di quanto dice realmente la decisione? Forse sperava che nessuno leggesse la decisione comunitaria? Un Presidente autorevole, non condizionato da poteri di partito e correntizi, dovrebbe cacciare un assessore che dichiara il falso e mette sul lastrico l’intero settore dei trasporti in Sardegna”.

IL CASO ALGHERO

“Per quanto riguarda Alghero è evidente che il problema non si pone considerata la decisione europea di avallare totalmente il valore e la legalità del comportamento seguito sin dall’inizio sia dalla Presidenza della regione che erogava i fondi della pubblicità istituzionale, sia quello della società di gestione dello scalo algherese. Si comunichi immediatamente a Ryanair e alle altre compagnie che si prosegue con il sistema collaudato e avvallato dalla commissione europea”.

IL CASO CAGLIARI

“Il problema si pone per Cagliari in quanto le quote sono detenute dalla Camera di Commercio. In quel caso la commissione europea potrebbe non riconoscere l’aeroporto come strumento operativo della stessa Regione e quindi non concedere l’analogo trattamento applicato ad Alghero dove l’aeroporto è, invece, della Regione. Va esperito un primo immediato tentativo per far riconoscere all’aeroporto di Cagliari le medesime condizioni di quello di Alghero. Qualora questo passaggio non venisse ratificato dalla Commissione occorre intervenire in termini strutturali e per questo motivo si avanza la proposta della creazione di un’unica società di gestione aeroportuale della Sardegna che preveda oltre lo scalo di Alghero anche l’acquisizione innanzitutto del capitale azionario dell’aeroporto di Cagliari. Tale processo consentirebbe una gestione uniforme e razionale del sistema del marketing regionale e gestionale garantendo un approccio unitario delle politiche di sviluppo. In tal senso l’orientamento europeo è chiaro:

32. Il quadro giuridico e normativo relativo alla proprietà e alla gestione dei singoli aeroporti varia da un aeroporto all’altro all’interno dell’Unione. In particolare, gli aeroporti regionali e locali sono spesso gestiti in stretta cooperazione con le autorità pubbliche. A tale riguardo, la Corte ha stabilito che è plausibile che diversi soggetti svolgano assieme un’attività economica, costituendo in tal modo un’unità economica, in presenza di determinate condizioni. E appare ancora più esplicito il richiamo, sempre degli orientamenti comunitari, che a proposito di proprietà aeroportuale indica come irrilevante la natura pubblica o privata dell’aeroporto.

46. L’articolo 345 del trattato stabilisce che il trattato stesso lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri. Ne deriva che gli Stati membri possono possedere e dirigere imprese, e possono acquistare azioni o altre partecipazioni in imprese pubbliche o private. 47. Di conseguenza, i presenti orientamenti non operano alcuna distinzione fra i vari tipi di beneficiari sotto il profilo del loro assetto giuridico o in base alla loro appartenenza al settore pubblico o a quello privato e tutti i riferimenti a compagnie aeree e aeroporti o alle imprese che ne assicurano la gestione riguardano ogni tipo di soggetto giuridico.

ESTENDERE MODELLO ALGHERO A TUTTI GLI AEROPORTI SARDI

“In sostanza – prosegue Pili – la commissione europea ha legittimato il modello Alghero per due ordini di motivi: il contributo co-marketing era di natura pubblica dato ad una società pubblica gestita con principi commerciali ed economici da libero mercato. In questo senso la commissione non ha preso in considerazione le ricadute economiche territoriali ma ha valutato se la Regione avesse sostanzialmente agito come un privato proprietario dell’aeroporto. La Commissione ha concluso, applicando il metodo MEO, Operatore Economia di Mercato, fatto di algoritmi economico finanziari, che la Regione ha agito nell’ambito della gestione aeroportuale come un operatore privato e che i contributi economici co-marketing hanno consentito all’aeroporto di avere degli utili o comunque di non perdere”.

“In questo quadro – aggiunge Pili – diventa fondamentale che la Regione si riappropri del capitale azionario maggioritario degli aeroporti sardi, o del loro insieme, ipotizzando un processo che punti ad un’unica società di gestione che, con il principio MEO sperimentato positivamente ad Alghero, possa non solo mantenere ma rafforzare la presenza delle low cost in Sardegna. Tutto questo deve essere fatto senza perdere altro, senza altre fandonie, e soprattutto pensando alla straordinaria ricaduta di un’operazione strategica sia sul futuro economico che occupazionale dell’isola”.

Medio Campidano: strada provinciale Pabillonis-Sardara chiusa per ‘patto di stabilità’, protesta Fdi-An

Cagliari, 27 nov. 2015 – Il Commissario della Provincia del Medio Campidano con apposita ordinanza ha chiuso a partire dal prossimo 30 novembre la strada provinciale Sardara – Pabillonis perché i lavori di messa in sicurezza del ponte sul Rio Flumini Malu non posso essere eseguiti a causa dei limiti di spesa imposti dal patto di stabilità. “Viene così leso gravemente il diritto alla mobilità dei cittadini peraltro in una strada dov’è presente la stazione FS di Pabillonis che non sarà quindi più raggiungibile per studenti e lavoratori. Si tratta peraltro di una importante via di comunicazione tra il Campidano e la Ss 131”, spiega il consigliere regionale della Sardegna Gianni Lampi (Fdi-An). “Il territorio verrà quindi ulteriormente isolato con gravi danni per l’intero sistema economico e agricolo dei due paesi, già duramente provati dalla crisi”.

Trasporti: dal 5 ottobre Certificato di Proprietà Digitale sostituirà il tradizionale Certificato cartaceo

Cagliari, 2 ott. 2015 – Confartigianato Trasporti Sardegna ricorda che dal 5 ottobre il Certificato di Proprietà Digitale sostituirà il tradizionale Certificato cartaceo che, quindi,  non sarà più prodotto e consegnato.  A chi acquista veicoli e a chi effettuerà dal 5 ottobre in poi trascrizioni o annotazioni successive, sarà rilasciata unicamente la ricevuta dell’avvenuta registrazione nel Pubblico Registro Automobilistico. Sulla ricevuta è infatti presente il “Codice di Accesso” con il quale il proprietario del veicolo può visualizzare da subito il Certificato di Proprietà digitale su internet.

Confartigianato Trasporti Sardegna, inoltre, ricorda che dal 18 ottobre prossimo, parte la dematerializzazione del contrassegno assicurativo cartaceo, consistente nella sostituzione degli attuali contrassegni cartacei con sistemi elettronici telematici che garantiscano, mediante la connessione con la banca dati del CED della Motorizzazione, la corrispondenza degli stessi dati del veicolo con l’esistenza e validità della copertura assicurativa obbligatoria (vedasi a tal proposito anche il decreto Interministeriale n. 110 del 9 agosto 2013 del Ministero di Sviluppo Economico di concerto col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).  Resta invece l’obbligo di esibire, a richiesta, il certificato di assicurazione, la cui mancanza al seguito è sanzionata, come noto, dall’articolo 180 del Codice della Strada.