Terrorismo: Pili (Unidos), 20 pericolosi islamisti detenuti a Sassari e Nuoro,il 50% dei reclusi in Italia

cagliari via cammino nuovo islam

Cagliari, 7 gen. – “Su 44 detenuti terroristi islamici inseriti nel circuito di Alta sicurezza 20 sono distribuiti tra Sassari e Nuoro”. La denuncia è del deputato di Unidos Mauro Pili, che stamani effettuerà una visita ispettiva al carcere di Sassari-Bancali. “Un fatto di una gravità inaudita che conferma le mie denunce sulla gestione scellerata da parte del ministero della Giustizia che continua a considerare la Sardegna una vera e propria discarica. Una gestione inaccettabile e gravissima considerato il rischio di contagio che esiste nelle carceri e che lo stesso governo ha dovuto ammettere”.

Denunce che il deputato di Unidos ha già fatto ormai da tre anni “e che ho reiterato nelle scorse settimane proprio per la gestione scandalosa della sicurezza nelle carceri sarde. Con pochi agenti e turni inaccettabili. La Sardegna ancora una volta suo malgrado e con grave spregiudicatezza dello Stato è crocevia internazionale del terrorismo islamico”.

“Questa nuova grave decisione del governo segue la vergognosa gestione del carcere di Macomer – prosegue Pili – con detenuti in un istituto per tossicodipendenti dove si progettavano strategie e attentati di ogni genere. Nel carcere di Macomer erano detenuti il numero uno della strage di Madrid, Rabei Osman, il grande reclutatore il franco-tunisino Raphael Gendron, braccio destro dell’imam Ayachi, leader islamista ‘belga’ pregiudicato per terrorismo, ucciso subito dopo la detenzione a Macomer in uno scontro con le truppe dell’esercito di Damasco, e il tunisino Bouyahia Hamadi Ben Abdul, l’uomo della caffettiera inserito nella lista nera di Obama tra i sessanta terroristi più ricercati al mondo”.

“Fu proprio Bouyahia Hamadi – afferma Pili – a consegnarmi un manoscritto nel quale tentava una maldestra autodifesa confermando in quell’occasione di essere dal 2000 sotto controllo dell’antiterrorismo internazionale. Tra loro anche Khalil Jarraya, tunisino di 41 anni, detto il colonnello perché aveva combattuto nelle milizie bosniache dei ‘Mujihaddin’ durante la guerra nella ex Jugoslavia. Era Khalil Jarraya il vero promotore della cellula jaddista fermata a Faenza e di cui facevano parte altri detenuti di Macomer come Hechmi Msaadi, tunisino di 33 anni, Ben Chedli Bergaoui, tunisino di 36 anni, e Mourad Mazi”.

Spiega ancora Pili: “A Macomer avevano soggiornato a lungo i più efferati terroristi ma quel che è più grave è il fatto che questi detenuti potevano organizzare e dialogare con loro di tutto comprese le strategie terroristiche. Nel corso di quella visita riscontrai personalmente che tra i terroristi vi era un rapporto costante e aggiornato in tempo reale. Tra loro i colloqui avvenivano costantemente attraverso le finestre esterne del carcere con un vero e proprio collegamento vocale continuo. Siamo dinanzi ad una struttura investigativa antiterrorismo che svolge un lavoro delicatissimo e che poi viene mortificato da una gestione sciatta e dilettantesca delle strutture penitenziarie”.

“Questo conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, l’atteggiamento dello Stato di trasformare la Sardegna in una vera e propria Cayenna di Stato. Questi personaggi devono essere immediatamente allontanati dalla Sardegna. Non esiste –prosegue Pili – all’interno delle carceri personale plurilingue per valutare le conversazioni e non solo tra i vari detenuti, e questo potrebbe aggravare il pericolo per contatti tra gli stessi che finirebbero per trasformare la detenzione in un’occasione di pianificazione di ulteriori efferati atti criminali. Basta con questo governo inadeguato che continua a considerare la Sardegna una colonia per ogni nefandezza”.

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BRUXELLES: ORRU’ (M.C.), EUROPA IN GUERRA E SARDEGNA ESPOSTA ALL’INFILTRAZIONE DI CELLULE TERRORISTICHE = BASTA SBARCHI

Cagliari,22 marzo 2016 – “Il nuovo colpo inferto dal terrorismo islamico all’Europa lascia attoniti. Sembra quasi che i governi si stiano abituando al terrorismo e questo è gravissimo e inaccettabile. L’Occidente è in guerra e in guerra il nemico si combatte non si accoglie in casa apparecchiando la tavola”. Lo afferma il consigliere regionale della Sardegna Marcello Orrù (Psd’Az),leader del Movimento Cristiano in merito all’attacco terroristico di matrice islamica stamani a Bruxelles.

“La Sardegna – dice Orrù – non è esente da rischi anzi è parecchio esposta con tutti gli sbarchi di immigrati che sta subendo. Solo ieri sono arrivate 700 persone: tra queste chi assicura che non vi siano infiltrati terroristici? E’ ora di smetterla con questo stolto buonismo, occorre avere il coraggio di gridare a gran voce che i terroristi si infiltrano attraverso gli sbarchi e che quindi i clandestini che sbarcano ogni settimana nei nostri porti sono ospiti sgraditi, persone indesiderate.Non se ne può più, rispediamoli a casa. Sono troppo alti i rischi per i sardi e la nostra regione non può accettare tutta questa gente”. (foto da Repubblica.it)

FRANCIA: ORRU’ (PSD’AZ), BASTA BUONISMO, CHIUDERE LE FRONTIERE = STIAMO CONSEGNANDO L’ EUROPA ALL’ ISLAM

Cagliari,14 nov. 2015 – “L’ atroce attacco dei terroristi islamici alla Francia che ha seminato la morte a Parigi e’ esattamente quanto aveva previsto anni fa Oriana Fallaci, allora ingiustamente accusata di razzismo per le sue analisi e denunce sul pericolo Islam che oggi trovano piena conferma e realizzazione”. Lo afferma il consigliere regionale della Sardegna, Marcello Orrù, del Partito sardo d’Azione e leader del Movimento Cristiano.”
Il violento attacco di ieri, che ha causato la morte di quasi 200 persone è  un vero e proprio  attacco al cuore della libertà e della sicurezza dell’Europa. Il buonismo ipocrita di una certa politica e l’assurda volontà dell’Europa di rinunciare alle proprie radici cristiane nonchè la contemporanea apertura delle frontiere ad una immigrazione irregolare e senza alcun controllo hanno costituito la miscela esplosiva che in poco tempo ha consegnato le chiavi dell’Europa all’Islam più estremo”.
“È arrivata l’ ora di svegliarsi in Europa e in Italia:  il governo chiuda le frontiere e intensifichino al massimo livello i controlli. Oggi assistiamo attoniti ad un massacro che deve fare riflettere il premier Renzi: siamo alla vigilia del Giubileo e l’Italia e’ gravemente minacciata dall’Isis,  servono reazioni politiche forti a livello nazionale ed europeo, non è più pensabile di proseguire con  le politiche basate su un’ipocrita e falsa idea di integrazione e su una totale rinuncia dei valori storici dell’Europa a partire dalle sue radici cristiane”, conclude Orrù.

Migranti: Orrù (Psd’Az), Severgnini si vergogni e chieda scusa per affermazioni migranti in Sardegna

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Cagliari, 4 nov. 2015 –  “Veramente sorprendenti ed inaudite le parole di Beppe Servregnini che, dalle colonne del New York Times,  indica la Sardegna e i piccoli comuni della nostra Regione come luoghi ideali dove insediare flotte di migranti. Si vergogni”. Lo afferma Marcello Orrù (Psd’Az), consigliere regionale della Sardegna, leader del Movimento Cristiano in merito alle affermazioni di Severgnini che sul NYT propone la ricetta di permettere ai profughi di colonizzare le aree incolte e spopolate d’Italia, Sardegna compresa, per risolvere l’emergenza immigrazione in Europa”.

Sevrvegnini “cita l’esempio degli antichi romani che affidavano i terreni incolti ai veterani dell’esercito – dice Orrù – affinchè li rendessero fertili per proporre di utilizzare lo stesso sistema in Italia per i migranti, individuando nelle zone interne della nostra il luogo ideale dove poter  trasformare in realtà questa folle proposta. La proposta di Servegnini va respinta con decisione al mittente – dice il consigliere del Movimento Cristiano – e con essa tutte quelle proposte simili, lanciate nei mesi scorsi da diversi opinionisti e intellettuali, che ipotizzano la colonizzazione delle nostre zone interne e a bassa densità abitativa da parte di altre etnie straniere. Lo spopolamento si combatte con ben altre politiche, creando opportunità di sviluppo legate all’ambiente, alla qualità della vita e al benessere, all’industria alimentare e turistica, sostenendo gli agricoltori e i produttori locali e non di certo impiantando nuovi popoli nella nostra terra”.

Servegnini dovrebbe sapere “che ogni anno 6mila giovani lasciano la Sardegna per andare all’estero in cerca di lavoro: la Regione dovrebbe dare i terreni incolti ai giovani sardi e incentivare le nascite con politiche di sostegno alle giovani coppie. Altro che profughi.”, sostiene Orrù.  “Abbiamo una Sardegna discriminata dallo Stato tutti i giorni, umiliata dal Governo su trasporti e infrastrutture e oggi l’amarezza di dover sentire persino queste oscenità da un giornalista che ha sempre detto di amare la nostra Regione. Beh!complimenti. Servegnini si  vergogni e chieda scusa, i profughi li accolga a casa sua”, conclude Orrù.

Migranti: Cagliari, nave Siem Pilot in porto con 662 a bordo, 30 minori e 5 donne incinte

Orrù (MC): Inaccettabile invasione di clandestini

Cagliari, 19 ott. 2015 – La  nave norvegese Siem Pilot è entrata nel porto di Cagliari con 662 naufraghi a bordo alle 8,40 di stamani, dopo una sosta in rada di circa due ore. In porto è pronta la macchina dell’accoglienza, affidata alla Protezione civile regionale, Asl e volontari, sotto il coordinamento di Prefettura e Questura. A bordo vi sarebbero, secondo fonti qualificate, anche 30 minori e 5 donne incinte tra il 3° e l’8° mese di gravidanza. I naufraghi sono principalmente eritrei e somali. Al campo base allestito al molo Rinascita verranno effettuate le prime visite mediche e il riconoscimento. Sul posto ci sono già gli uomini della squadra mobile per individuare eventuali scafisti. E’ la quarta volta che la Siem Pilot, inquadrata nelle operazioni di pattugliamento delle coste libiche arriva a Cagliari con un numero consistente di naufraghi, finora circa 2200. Alcuni saranno imbarcati subito dopo le operazioni di identificazione per altre destinazioni italiane, altri saranno accolti nei centri convenzionati dell’Isola.

“Inaccettabile e inaudito che si consenta lo sbarco di altri 600 immigrati in Sardegna: siamo di fronte ad una vera e propria invasione. Non è possibile continuare cosi come se nulla fosse, siamo dinnanzi a un’invasione”. Lo afferma il leader di Movimento Cristiano Marcello Orru, consigliere regionale della Sardegna del Psd’Az in merito all’arrivo, stamani a Cagliari, di 662 migranti con la nave Siem Pilot. “I clandestini, perchè questo sono – dice Orrù -, altro che profughi, spesso si rifiutano infatti di farsi identificare e schedare ed è facile comprendere i rischi che ciò comporti per l’ordine pubblico e la salute. Si sta trasformando la nostra regione nel centro di accoglienza più grande del Mediterraneo. E’ inconcepibile che la Giunta regionale rimanga inerme dinnanzi a questa situazione. Pigliaru – conclude Orrù – si opponga fermamente e chieda al governo di adoperarsi per fermare gli sbarchi”.

Migranti: Pili (Unidos), al terzo sbarco Siem Pilot governo folle e Regione complice

Decisione irresponsabile, trasformano la Sardegna in un campo di isolamento 2000 migranti in una settimana

Cagliari, 2 set. 2015 –  “Il nuovo sbarco di 800 migranti in Sardegna è una scelta folle e irresponsabile del governo Renzi che gode della totale complicità della giunta regionale sarda. Si tratta dell’ennesima conferma del piano che denunciai qualche mese fa per trasformare la Sardegna in un campo di isolamento  per migliaia di profughi destinati ad essere isolati nell’isola. E’ un piano che si sta attuando giorno dopo giorno a colpi di emergenza con la Sardegna che viene individuata come meta dei carichi più rilevanti di migranti. Quasi 2000 migranti in una settimana. Si tratta di un comportamento scellerato del governo e complice di una regione sarda inutile e inesistente. Si tratta di un piano deciso a tavolino per non creare problemi in altre parti d’Italia e confinare nell’isola tutte le tensioni possibili. Cagliari sarà la meta di questi nuovi migranti, insieme a Porto Torres ed Olbia, per raggiungere altri paesi europei e non solo. A questo si aggiunge un business sempre meno controllabile con un fiume di denaro che, senza alcuna trasparenza, viene elargito a soggetti che di punto in bianco si inventano appartamenti per trasformarli in centri di accoglienza. La scelta  del governo riguarda riguarda proprio la Sardegna per la sua caratteristica principale: isola e isolata. Una decisione scandalosa e contro tutte le disposizioni internazionali. Si vuole creare una vera e propria barriera fisica che isoli gli immigrati dal resto del continente e impedisca loro di muoversi nel territorio nazionale con troppa facilità. Anzi, la Sardegna è stata di fatto trasformata in un vero e proprio campo di isolamento profughi”. Lo ha denunciato poco fa il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che ha presentato un’urgente interrogazione parlamentare per bloccare “questo scellerato” piano del governo Renzi.

“Si tratta – ha detto il deputato di Unidos – di un piano scellerato e frutto solo di un retaggio statale che vede la Sardegna come cayenna, una volta per i mafiosi, una volta per i migranti. A Roma pensano di poter isolare i profughi e migranti in genere nella nostra regione solo con lo scopo di allentare la pressione sul resto del continente. La realtà, come si è dimostrato in questi ultimi giorni, è completamente diversa sottoponendo agenti e forze dell’ordine ad un impegno oltre misura per contenere i migranti nei porti, visto che l’unico loro obiettivo era quello di lasciare il territorio sardo. Si tratta di un comportamento del ministero davvero irresponsabile e scandaloso. Spendono soldi per trasferire i migranti in Sardegna e poi dopo giorni di tensione sono costretti a spendere altri soldi per trasferirli dall’altra parte del mare. Uno spreco di risorse pubbliche inaudito. E una gestione farsesca degna dello scandalo che sta caratterizzando la vicenda migranti in Italia. Questo piano vergognoso deve essere immediatamente bloccato perché è inaccettabile che la Sardegna, regione isola e isolata, sia trasformata in un vero e proprio campo di isolamento con tutto quello che ne consegue. Fermate questa follia prima che sia troppo tardi”.

Migranti: Prefettura Cagliari, in Sardegna 2,9% distribuzione nazionale con 2500 persone

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Cagliari, 25 agosto 2015 – La Regione Sardegna contribuisce al Piano Nazionale di distribuzione dei migranti con una percentuale del 2,96%. Nel corso del 2014 si sono registrati 2878 arrivi, mentre, quest’anno, sono giunti 3.670 stranieri. Il numero dei migranti nelle strutture di accoglienza nell’Isola risulta, ad oggi, di 2.479 persone, ospitate in 61 strutture presenti in Regione. Nella provincia di Cagliari sono attualmente presenti, in 38 strutture attive, 1.032 migranti, esclusi i 331 eritrei ospitati alla Fiera, in parte già trasferiti in altri centri di accoglienza italiani, a seguito di scalo tecnico effettuato a Cagliari. Nelle restanti province i dati sono i seguenti: a Sassari, 854 presenze in 9 strutture; a Nuoro, 332 presenze in 7 strutture; ad Oristano 261 presenze in 7 strutture. I richiedenti asilo, se ritengono, possono lasciare volontariamente le strutture – perdendo, in questo caso, il diritto all’accoglienza – e partire anche dalla Sardegna verso altre destinazioni dopo aver acquistato un titolo di viaggio. Lo comunica la Prefettura di Cagliari, in merito al “flusso straordinario di migranti” arrivati a in Sardegna nei mesi di luglio e agosto, con gli ultimi 963 arrivati ieri a Cagliari con la nave norvegese Siem Pilot.

Appare superfluo ricordare –spiega la Prefettura -che, così come accade per tutte le spese sostenute dallo Stato, viene sempre effettuata una pedissequa rendicontazione, soggetta alle conseguenti verifiche degli organi di controllo amministrativo-contabile e giurisdizionale dello Stato. Ogni Prefettura effettua propri controlli sulla regolarità complessiva della gestione dei centri. Per quanto concerne, in particolare, questa Sede, si informa che è stata appositamente costituita una Commissione di vigilanza, composta da Prefettura, ASL, Forze di Polizia ed eventuali ulteriori enti la cui presenza sia ritenuta di volta in volta necessaria, con l’incarico di procedere alla verifica, compatibilmente con i restanti compiti istituzionali da svolgere, del rispetto degli obblighi contrattuali e delle norme poste a tutela dei diritti umanitari dei richiedenti asilo.

Si fa presente, al riguardo, che operano, altresì, diverse Commissioni internazionali di vigilanza, composte da enti sovranazionali e da organismi umanitari, che periodicamente effettuano visite nei centri di accoglienza e che, a Cagliari, non hanno al momento rilevato particolari criticità. L’assegnazione dei migranti giunti in Sardegna segue un sistema oramai collaudato. Come già accennato, all’Isola è attribuita una quota pari al 2,96% – individuata in base alla partecipazione della Sardegna al Fondo per le Politiche Sociali che, in ultima analisi, prevede l’erogazione di risorse in percentuale alla popolazione residente – che comporta una corrispondente assegnazione percentuale sul totale dei migranti giunti in Italia.

Il piano di riparto regionale, condiviso in sede di coordinamento con la Regione Sardegna e l’Anci, prevede poi la suddivisione, con analogo criterio, dei richiedenti asilo tra le diverse province, con la distribuzione del 47,5% dei migranti in provincia di Cagliari, del 30,3% in provincia di Sassari, del 12,9% in provincia di Nuoro e del 9,3% in provincia di Oristano.  In conclusione, attesa la natura emergenziale da tempo assunta dal fenomeno, che, nell’ultimo triennio, ha fatto registrare un aumento esponenziale del flusso migratorio in Sardegna (nel 2013: 346 – nel 2014: 2878 – nel 2015: 3670 ad oggi), risulta allo stato impossibile stabilire il numero degli sbarchi che interesseranno l’Isola nei prossimi mesi, pur tenendo conto che, con l’arrivo della stagione autunnale e invernale, potrebbe assistersi ad un naturale decremento degli afflussi legato, come di consueto, alle più sfavorevoli condizioni climatiche.