Cagliari: deve scontare un anno reclusione, arrestato extracomunitario con diversi ‘alias’

yassim

Cagliari, 11 gen. – I poliziotti del gruppo Falchi della sezione “Criminalità diffusa” della Squadra Mobile di Cagliari hanno rintracciato, intorno alle 8,15 di stamani Yuspi Yassin (nella foto), 35enne, tunisino, pluripregiudicato senza fissa dimora. L’uomo si trovava all’interno di un edificio in stato di abbandono nel Molo Sant’Elmo. Arrestato anche 20 giorni fa e privo di documenti, Yassin ha numerosi alias. E’ stato arrestato perché destinatario di un Ordine di carcerazione per espiare la pena di 11 mesi e 29 giorni di reclusione.

Annunci

Migranti: Sardegna, arrestati due scafisti già noti alla polizia italiana = Al timone di due barconi con 840 persone

37839

Cagliari, 24 agosto 2015  –  Indagini lampo degli uomini della squadra mobile della questura di Cagliari che nel corso del pomeriggio, subito dopo lo sbarco dei 962 migranti provenienti dalla Libia, ha eseguito due fermi di indiziato di delitto di due scafisti, Hassene Sfar,  30enne e di Chaaben Avbdlmoula 42enne, entrambi tunisini già noti alle forze dell’ordine italiane, per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I due pregiudicati sono responsabili del trasporto di 840 migranti, tra i quali 179 donne e 66 bambini. I migranti facevano parte di due soccorsi effettuati sabato scorso al largo delle coste libiche dalla nave norvegese Siem Pilot. 

Il lavoro investigativo dei poliziotti coordinato dal dirigente Luca Armeni e con la collaborazione dei colleghi della squadra mobile di Sassari e dei militari del Reparto Operativo Aereonavale della Guardia di Finanza, al termine di una delicata e paziente  opera di convincimento sono riusciti a scalfire quella cortina di riservatezza che ha portato all’acquisizione di una serie di testimonianze che hanno consentito di individuare i due arrestati come coloro che avevano organizzato il viaggio.

Le tragiche testimonianze dei migranti sembrano ripercorrere un canovaccio oramai noto dei viaggi della speranza: per tutti il viaggio dai luoghi di dimora e’ cominciato circa un mese e mezzo fa, quando hanno attraversato il deserto e sono giunti nelle città libiche di Tripoli e Sabrata. Qui sono venuti in contatto con alcuni appartenenti all’organizzazione libica, alcuni, così hanno riferito, sembravano essere militari, i quali dopo essersi fatti pagare una somma da 1500 a 2000 dollari a testa li hanno fatti salire su alcuni camion e sotto la minaccia di armi li hanno condotti in una cittadina sulle coste libiche ove li hanno richiusi per circa 10 giorni all’interno di un capannone nell’attesa dell’arrivo di altri migranti. Da qui, sempre sotto la minaccia delle armi sono stati condotti sulla spiaggia ove per cinque giorni sono stati costretti a stare in una buca nell’attesa di salire sulle due imbarcazioni poi recuperate dalla nave norvegese. 

Due arrestati, di origine tunisina, erano già noti agli archivi di polizia in quanto erano già stati identificati sul territorio nazionale e si erano resi responsabili di altri reati, tra i quali traffico di droga.