Archeologia mineraria: Rossella Pinna (Pd) chiede all’assessore interventi urgenti per Montevecchio

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Cagliari, 19 apr. 2016 – “E’ urgente un intervento per la valorizzazione e gestione del compendio minerario di Montevecchio e dei siti ex minerari già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna”. Lo ha scritto il consigliere regionale del Pd, Rossella  Pinna, all’Assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras, sollecitando una risposta all’interpellanza dello scorso 17 aprile 2015 con la quale la Pinna aveva chiesto l’intervento all’Assessore “volto a porre l’attenzione sui tesori dell’industria mineraria di cui il territorio di Montevecchio (Guspini-Arbus), con il suo compendio di straordinaria bellezza in eccellente stato conservativo, rappresenta la memoria storica, sociale e antropologica e in cui convivono i segni indelebili del nostro passato”.

“Grazie alla spinta sinergica di Operatori e Amministratori locali e alla trasformazione in chiave turistica di questi siti – ha detto Rossella Pinna -, oggi essi rappresentano una realtà in cui gli elementi naturali e quelli prodotti dell’uomo si sono mescolati dando vita ad un ambiente unico e suggestivo che ha riportato a nuova vita la “storia di quei luoghi”.

“L’approssimarsi della stagione estiva ripropone, urgentemente e con rinnovata attualità – prosegue -, la migliore occasione per portare nuovo ossigeno e opportunità ad un territorio pesantemente colpito dalla crisi economica, ma che grazie ai suoi “gioielli”, come la famosa Galleria Anglosarda, oggi tristemente chiusa al pubblico, può rimettersi in gioco attraverso i suoi meravigliosi paesaggi della memoria”.

“L’interesse culturale per i siti minerari è evidentemente dimostrato dai dati relativi alle visite guidate, poco meno di 10 mila nel 2015 solo nel sito di Montevecchio che rilevano da parte dei turisti un rinnovato interesse e un forte richiamo per quelli che erano insediamenti umani e paesaggi che conservano le tracce antiche della storia della lavorazione dei metalli”, afferma esponente del Pd..

“E’ del tutto evidente come in mancanza di intervento regionale, le sole risorse locali siano insufficienti ad assicurare una completa valorizzazione dei siti in questione, riconosciuti dalla Ue con prestigiosi premi quali Eden (destinazioni turistiche di eccellenza), per cui è ancora attuale la necessità di intervenire con strumenti di tutele e di valorizzazione a livello sistemico”.

Per questo motivo la Pinna ha reiterato la richiesta di intervento da parte dell’Assessorato “al fine di mettere in campo un disegno organico di valorizzazione e gestione del complesso dei siti ex minerari del compendio di Montevecchio (Guspini-Arbus) e dei siti ex minerari già ricompresi nel Parco geominerario storico ambientale della Sardegna, e nelle more di tale provvedimento chiede che si provveda ad inserire la galleria Anglosarda tra i siti aperti al pubblico”.

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Montevecchio: Lampis (Fdi-An),Igea a Regione si occupino delle aree minerarie dismesse

E’ un vero e proprio dissesto Idrogeologico: la frana poteva causare una strage, è ora di pensare seriamente al territorio

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Cagliari, 4 dicembre – “Poteva essere una strage”. Lo afferma il consigliere regionale di Fdi-An Gianni Lampis in merito a quanto accaduto stamani all’alba nella diga di Sa Perdera, nel cantiere Sant’Antonio a Montevecchio. “Le aree minerarie dismesse sono una bomba ad orologeria: alcuni anni fa la strada provinciale Montevecchio-Ingurtosu fu chiusa per il crollo di una galleria a nel cantiere di Casargiu a causa delle piogge, oggi quest’altro smottamento che ha provocato l’onda che ha fatto straripare l’acqua dal bacino di Sa Perdera, proprio come nella diga sul Vajont, di triste memoria. C’e solo da ringraziare Santa Barbara, patrona dei minatori, di cui oggi si festeggia la ricorrenza, per aver evitato una strage. Non voglio neppure pensare a cosa sarebbe potuto succedere se questo episodio si fosse verificato la domenica, con i turisti in visita proprio al cantiere di Sant’Antonio”, dice Lampis. “Così è successo a quest’estate nella vecchia miniera di Acquaresi. Il territorio ormai va curato, non lo si può abbandonare a se stesso, soprattutto in contesti come quelli delle aree minerarie. La natura si riprende sempre quello che l’uomo le ha tolto”.

 

“E’ arrivato il momento di pensare seriamente all’incolumità delle persone: Montevecchio e Ingurtosu, così come tutto l’Iglesiente e il Fluminese hanno necessità di interventi urgenti di risanamento idrogeologico. La responsabilità di quanto accaduto è di diretta responsabilità della Regione Sardegna che attraverso la società Igea dovrebbe occuparsi della custodia e della messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse – afferma Lampis -, così però non è: la precarietà delle condizioni in cui versano tutti gli immobili,i manufatti industriali (come in questo caso) e i cantieri, rappresenta un vero e proprio pericolo per l’incolumità dei cittadini”.

“Ora i residenti di Montevecchio dovranno subire un altro isolamento e disagi per la chiusura della strada, come due anni fa. Sarà necessario che la Regione e i tecnici dell’Igea valutino la tenuta statica dello sbarramento prima che succeda l’imponderabile”, dice Lampis.

“Basta con le chiacchiere e le indecisioni che producono solo con l’abbandono del territorio dove un tempo le miniere garantivano reddito e benessere: la Regione ceda a prezzo simbolico gli immobili minerari di pregio ai Comuni in cui ricadono per convertirli in attività turistico ricettive” conclude l’esponente del partito di Giorgia Meloni eletto nel Medio Campidano.

Maltempo: Cagliari frana in diga ex miniera Montevecchio, effetto Vajont, nessun ferito

 

Cagliari, 4 dic. 2015 – Una imponente frana stamani intorno alle 6, il giorno della Festa di Santa Barbara, patrona dei minatori, è crollata dalla parete di una montagna nella ex miniera piombozincifera di Montevecchio, in comune di Guspini, nella Provincia del Medio Campidano. L’enorme massa di terra e rocce è andata a finire all’interno di una diga di ‘Sa Perdera’ in località “Sant’Antonio”, facendo tracimare l’enorme massa d’acqua contenuta nel bacino artificiale, causando un’onda che ha superato lo sbarramento e provocando un effetto ‘Vajont’.

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Lo smottamento è dovuto alle intense piogge di questi ultimi giorni che, penetrando nella montagna, hanno riempito le gallerie abbandonate della miniera. L’acqua sta continuando a tracimare dalla diga trascinando detriti. Non ci sono feriti.per fortuna al momento della frana non transitava nessuno. Sul posto è arrivato il sindaco di Guspini, Giuseppe De Fanti che ha ordinato la chiusura della strada provinciale 66 Guspini-Montevecchio. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco, carabinieri di Montevecchio e Guspini, la protezione civile e gli operai del comune e della provincia per liberare la strada dai detriti. Allagate e in parte danneggiate le strutture della ex miniera a valle della diga, dove sono stati allestiti delle sale museali. In corso di quantificazione i danni. Si ripropone sempre più seriamente il problema del risanamento del territorio delle ex miniere della Sardegna.

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Incidenti: Guspini, scontro fra due auto nella strada per Montevecchio

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Guspini, 9 Agosto 2015 –Incidente stradale sulla provinciale 66 per tra Guspini e Montevecchio.Due auto per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri,intorno alle 21 si sono scontrate nel dosso dell’incrocio per Monte Maiore. 20150809_205205Sul posto sono intervenute due ambulanze del118 e i carabinieri di Guspini, che stanno effettuando i rilievi. Due le persone ferite che sono state trasportate all’ospedale di San Gavino. Guarda il video

 

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Animali: Guspini (VS), salvato da volontari e Forestale un cinghiale preso a laccio dai bracconieri

Cagliari, 9 agosto 2015 – Brutta avventura per un cinghiale rimasto impigliato in una trappola sistemata dai bracconieri nelle campagne di Montevecchio, in comune di Guspini (Medio Campidano). L’animale è rimasto prigioniero nel classico laccio, un cavetto d’acciaio sistemato con un nodo scorsoio, nella reticella di recinzione di un cantiere forestale. E’ stato un escursionista a trovarlo e vendendo l’animale prigioniero ha avvisato gli agenti del Corpo Forestale regionale della Stazione di Guspini e i volontari dell’Associazione Elafos per liberarlo. E’ stato necessario l’intervento del veterinario di turno della Asl per sedare l’animale, visibilmente inferocito, e liberarlo. Ma dopo la somministrazione dell’anestesia e del relativo antidoto, il cinghiale ha perso l’orientamento ed è andato a cadere dentro un vascone di raccolta delle acque piovane. Gli agenti della forestale regionale si sono quindi calati all’interno del vascone e hanno ripreso il cinghiale, un maschio adulto, e lo hanno indirizzato verso il bosco, salvandolo. (Foto Bruno Concas)

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Miniere: Pinna (Pd), valorizzazione patrimonio storico passa per Montevecchio

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Cagliari, 17 aprile 2015 –  La valorizzazione e la gestione del compendio minerario di Montevecchio (Guspini-Arbus) e dei siti “ex minerari” già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna” è il tema dell’interpellanza presentata dal consigliere regionale del Pd Rossella Pinna, prima firmataria, e dai colleghi Pietro Cocco, Alessandro Collu, Luca Pizzuto (SEL) Roberto Deriu, Daniela Forma, Piero Comandini, Giuseppe Meloni e Mario Tendas. Il compendio minerario di Montevecchio (Guspini-Arbus) riconosciuto come uno dei più importanti d’Europa, con i suoi oltre 150 anni di storia estrattiva, rappresenta una delle più significative testimonianze di storia e cultura dell’industria mineraria, conservando, ancora oggi, edifici di grande pregio architettonico, destinati nel passato alle attività produttive e al vasto sistema locale residenziale e sociale.

A seguito della sua chiusura, nel 1991, venne sottoscritta un’intesa di programma per avviare un processo di riconversione della miniera, mai decollata. I Comuni di Guspini e di Arbus, molto hanno fatto e speso, in termini di investimenti, sia con fondi europei, del Ministero dei Beni culturali e dell’Industria, sia con fondi regionali e di bilancio comunale, per salvaguardare i fabbricati dall’azione impietosa del tempo e conservare la memoria storica di una terra e della sua gente laboriosa. Gli impegni e gli sforzi convergenti delle Amministrazioni locali sono stati ampiamente ricompensati dalla straordinaria risposta turistica, con record di ingressi (+ 65%) nel mese di luglio del 2014, rispetto al precedente anno, e con oltre 900 nel solo sito di Guspini, in occasione delle recenti festività pasquali. Questo eccellente dato in netta controtendenza rispetto ad altri comparti turistici non può passare inosservato, soprattutto in un momento di grave crisi, come quello attuale,.

La valorizzazione dei compendi “ex minerari”, come hanno dimostrato altri Stati della UE che hanno riconvertito i siti minerari con evidenti e positive ricadute per le popolazioni dei vecchi bacini minerari (la Ruhr in Germania, il Nord Pas de Calais in Francia, la Cornovaglia in Inghilterra, la Catalogna in Spagna ecc.) porta a un duplice risultato: da un lato si incrementa la qualità, la quantità e il livello dell’offerta turistica regionale, dall’altro si stimolano opportunità di sviluppo di lavoro.  Non a caso, nel 2011, Montevecchio è stato insignito, dalla Commissione Europea, del premio EDEN, come migliore destinazione italiana nell’ambito del turismo sostenibile, confermando tutte le potenzialità, espresse e inespresse, di un territorio che ha una storia e una specificità di forte richiamo.

In occasione delle recenti festività pasquali, l’Assessore dell’Industria ha messo in atto apprezzabili iniziative, limitatamente ai Comuni di Iglesias e Lula, in sinergia con il Parco Geominerario e con la società Igea, per rendere fruibili i siti “ex minerari” prevedendo, a breve, l’ulteriore apertura della Galleria Henry, a Buggerru. Nessun riferimento, invece, è stato annunciato per gli altri siti, in particolare per Montevecchio, oggetto di attenzione anche da parte di numerose produzioni audiovisive, cinematografiche, televisive e multimediali che lo hanno scelto come location ideale, conferendogli un ruolo di fucina culturale e turistica per ogni tipo di evento o manifestazione. Per questi motivi – conclude l’on. Rossella Pinna – abbiamo chiesto all’Assessore dell’Industria di conoscere gli intendimenti della Regione sulla fruibilità del sito di Montevecchio, in particolare della nota “Galleria sotterranea Anglosarda”, allo scopo di completare l’offerta degli itinerari di visita già disponibili, e di conoscere soprattutto quali iniziative si intendano mettere in campo per creare un disegno organico di valorizzazione e gestione del complesso dei siti “ex minerari”, già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, per stimolare reali occasioni di sviluppo.”