Miniere: concluso iter riforma Parco Geominerario della Sardegna

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Cagliari, 12 settembre 2016 – I ministri dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e della Ricerca e il ministro per i Beni Culturali, nei giorni scorsi hanno sottoscritto l’intesa con il ministro dell’Ambiente sul decreto di riforma del Parco Geominerario. Il presidente della Regione aveva già dato il suo assenso e anche la comunità del parco si era espressa positivamente. Si conclude così una vicenda annosa, essendo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale un mero atto tecnico. I punti salienti della riforma sono la semplificazione della gestione e dei controlli ministeriali preventivi, il maggior ruolo delle istituzioni territoriali nella gestione, la partecipazione delle associazioni. Di fondamentale importanza la riclassificazione del territorio del parco in sub aree in funzione della rilevanza storica e culturale. I controlli saranno graduati  in coerenza  con un  drastico alleggerimento della burocrazia.  Il parco estende la competenza  all’intera Sardegna  per  la geologia, risolvendo così una condizione per la permanenza nella rete mondiale dei parchi, riconosciuta dall’Unesco. Il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, che ha coordinato la riforma per conto della Regione, esprime soddisfazione per  il risultato “ottenuto grazie alla leale cooperazione fra istituzioni. Auspichiamo – ha detto ancora Cherchi – che le istituzioni territoriali procedano rapidamente alle nomine e a tutti gli atti di competenza con l’obiettivo di rilanciare l’attività del parco geominerario”.

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Archeologia mineraria: Rossella Pinna (Pd) chiede all’assessore interventi urgenti per Montevecchio

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Cagliari, 19 apr. 2016 – “E’ urgente un intervento per la valorizzazione e gestione del compendio minerario di Montevecchio e dei siti ex minerari già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna”. Lo ha scritto il consigliere regionale del Pd, Rossella  Pinna, all’Assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras, sollecitando una risposta all’interpellanza dello scorso 17 aprile 2015 con la quale la Pinna aveva chiesto l’intervento all’Assessore “volto a porre l’attenzione sui tesori dell’industria mineraria di cui il territorio di Montevecchio (Guspini-Arbus), con il suo compendio di straordinaria bellezza in eccellente stato conservativo, rappresenta la memoria storica, sociale e antropologica e in cui convivono i segni indelebili del nostro passato”.

“Grazie alla spinta sinergica di Operatori e Amministratori locali e alla trasformazione in chiave turistica di questi siti – ha detto Rossella Pinna -, oggi essi rappresentano una realtà in cui gli elementi naturali e quelli prodotti dell’uomo si sono mescolati dando vita ad un ambiente unico e suggestivo che ha riportato a nuova vita la “storia di quei luoghi”.

“L’approssimarsi della stagione estiva ripropone, urgentemente e con rinnovata attualità – prosegue -, la migliore occasione per portare nuovo ossigeno e opportunità ad un territorio pesantemente colpito dalla crisi economica, ma che grazie ai suoi “gioielli”, come la famosa Galleria Anglosarda, oggi tristemente chiusa al pubblico, può rimettersi in gioco attraverso i suoi meravigliosi paesaggi della memoria”.

“L’interesse culturale per i siti minerari è evidentemente dimostrato dai dati relativi alle visite guidate, poco meno di 10 mila nel 2015 solo nel sito di Montevecchio che rilevano da parte dei turisti un rinnovato interesse e un forte richiamo per quelli che erano insediamenti umani e paesaggi che conservano le tracce antiche della storia della lavorazione dei metalli”, afferma esponente del Pd..

“E’ del tutto evidente come in mancanza di intervento regionale, le sole risorse locali siano insufficienti ad assicurare una completa valorizzazione dei siti in questione, riconosciuti dalla Ue con prestigiosi premi quali Eden (destinazioni turistiche di eccellenza), per cui è ancora attuale la necessità di intervenire con strumenti di tutele e di valorizzazione a livello sistemico”.

Per questo motivo la Pinna ha reiterato la richiesta di intervento da parte dell’Assessorato “al fine di mettere in campo un disegno organico di valorizzazione e gestione del complesso dei siti ex minerari del compendio di Montevecchio (Guspini-Arbus) e dei siti ex minerari già ricompresi nel Parco geominerario storico ambientale della Sardegna, e nelle more di tale provvedimento chiede che si provveda ad inserire la galleria Anglosarda tra i siti aperti al pubblico”.

Miniere: Pinna (Pd), valorizzazione patrimonio storico passa per Montevecchio

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Cagliari, 17 aprile 2015 –  La valorizzazione e la gestione del compendio minerario di Montevecchio (Guspini-Arbus) e dei siti “ex minerari” già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna” è il tema dell’interpellanza presentata dal consigliere regionale del Pd Rossella Pinna, prima firmataria, e dai colleghi Pietro Cocco, Alessandro Collu, Luca Pizzuto (SEL) Roberto Deriu, Daniela Forma, Piero Comandini, Giuseppe Meloni e Mario Tendas. Il compendio minerario di Montevecchio (Guspini-Arbus) riconosciuto come uno dei più importanti d’Europa, con i suoi oltre 150 anni di storia estrattiva, rappresenta una delle più significative testimonianze di storia e cultura dell’industria mineraria, conservando, ancora oggi, edifici di grande pregio architettonico, destinati nel passato alle attività produttive e al vasto sistema locale residenziale e sociale.

A seguito della sua chiusura, nel 1991, venne sottoscritta un’intesa di programma per avviare un processo di riconversione della miniera, mai decollata. I Comuni di Guspini e di Arbus, molto hanno fatto e speso, in termini di investimenti, sia con fondi europei, del Ministero dei Beni culturali e dell’Industria, sia con fondi regionali e di bilancio comunale, per salvaguardare i fabbricati dall’azione impietosa del tempo e conservare la memoria storica di una terra e della sua gente laboriosa. Gli impegni e gli sforzi convergenti delle Amministrazioni locali sono stati ampiamente ricompensati dalla straordinaria risposta turistica, con record di ingressi (+ 65%) nel mese di luglio del 2014, rispetto al precedente anno, e con oltre 900 nel solo sito di Guspini, in occasione delle recenti festività pasquali. Questo eccellente dato in netta controtendenza rispetto ad altri comparti turistici non può passare inosservato, soprattutto in un momento di grave crisi, come quello attuale,.

La valorizzazione dei compendi “ex minerari”, come hanno dimostrato altri Stati della UE che hanno riconvertito i siti minerari con evidenti e positive ricadute per le popolazioni dei vecchi bacini minerari (la Ruhr in Germania, il Nord Pas de Calais in Francia, la Cornovaglia in Inghilterra, la Catalogna in Spagna ecc.) porta a un duplice risultato: da un lato si incrementa la qualità, la quantità e il livello dell’offerta turistica regionale, dall’altro si stimolano opportunità di sviluppo di lavoro.  Non a caso, nel 2011, Montevecchio è stato insignito, dalla Commissione Europea, del premio EDEN, come migliore destinazione italiana nell’ambito del turismo sostenibile, confermando tutte le potenzialità, espresse e inespresse, di un territorio che ha una storia e una specificità di forte richiamo.

In occasione delle recenti festività pasquali, l’Assessore dell’Industria ha messo in atto apprezzabili iniziative, limitatamente ai Comuni di Iglesias e Lula, in sinergia con il Parco Geominerario e con la società Igea, per rendere fruibili i siti “ex minerari” prevedendo, a breve, l’ulteriore apertura della Galleria Henry, a Buggerru. Nessun riferimento, invece, è stato annunciato per gli altri siti, in particolare per Montevecchio, oggetto di attenzione anche da parte di numerose produzioni audiovisive, cinematografiche, televisive e multimediali che lo hanno scelto come location ideale, conferendogli un ruolo di fucina culturale e turistica per ogni tipo di evento o manifestazione. Per questi motivi – conclude l’on. Rossella Pinna – abbiamo chiesto all’Assessore dell’Industria di conoscere gli intendimenti della Regione sulla fruibilità del sito di Montevecchio, in particolare della nota “Galleria sotterranea Anglosarda”, allo scopo di completare l’offerta degli itinerari di visita già disponibili, e di conoscere soprattutto quali iniziative si intendano mettere in campo per creare un disegno organico di valorizzazione e gestione del complesso dei siti “ex minerari”, già ricompresi nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, per stimolare reali occasioni di sviluppo.”

Sulcis: Regione Sarda incontra sindacati, Igea non sarà chiusa

montev levante

Cagliari, 10 set. 2014 – “Nessuno vuole chiudere Igea, nessuno vuole sottrarre a Igea la manutenzione dei siti minerari della Sardegna e le relative bonifiche. Vogliamo che Igea sia in grado di svolgere quei lavori”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna, Maria Grazia Piras, incontrando oggi a Cagliari i sindacati regionali e territoriali del Sulcis e le Rsu di Igea, per fare il punto sulla vicenda che riguarda la società in house della Regione attualmente in liquidazione. Piras ha sottolineato che “l’obiettivo della Regione è quello di garantire la continuità di Igea, e mettere l’azienda in grado di operare in un clima di sostenibilità gestionale e finanziaria”.

“In questi mesi siamo riusciti a evitare il fallimento di Igea – ha affermato l’esponente della giunta Pigliaru – adesso aspettiamo di conoscere i dettagli del Piano industriale, che sarà redatto dal commissario liquidatore, e di conseguenza garantire la continuità produttiva della società”.

Piras, inoltre, ha ricordato che, grazie alla stipula della convenzione triennale con l’assessorato per la custodia e la messa in sicurezza delle miniere e le vecchie convenzioni di bonifica, Igea abbia attualmente 48 mln di lavori da svolgere. “Il percorso intrapreso è appena agli inizi – ha concluso l’assessore dell’Industria – ma siamo fiduciosi”.