Migranti: Cagliari, Regione contro direttive di Alfano, tutti giù dalla Rio Segura

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Cagliari, 7 ott. 2016 – “Nessun migrante trascorrerà la notte sulla nave spagnola Rio Segura, neanche quelli non ancora videosegnalati” (sic, videosegnalati dice una nota stampa). Regione Sardegna, Prefettura e Questura hanno concordato sul fatto che i disagi per i migranti ancora a bordo dovessero essere ridotti al minimo ed è stata perciò allestita un’area, grazie anche alla Protezione civile, nella quale disporre brande per la notte. Anche la sistemazione nei Centri procede regolarmente e si stanno individuando le ultime strutture sul territorio. Il Capo di Gabinetto della Presidenza, Filippo Spanu, e l’assessore della Sanità, Luigi Arru, hanno visitato a più riprese il terminal crociere e verificato l’andamento delle operazioni di sbarco, assistenza medica e prima accoglienza. Neppure una parola per i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, i vigili del fuoco.
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Ieri il Questore di Cagliari Danilo Gagliardi ha spiegato che lo sbarco dei 1250 migranti doveva essere effettuato con “le nuove disposizioni del Dipartimento della sicurezza, ovvero del Ministero degli Interni e dell’Unione europea, che impongono uno sbarco graduale, 2 o 300 al giorno in modo da identificare tutti”. Una procedura già sperimentata in Sicilia, quella dell’identificazione a step, che ha creato polemiche tra il personale della Polizia di Stato che per il trattamento inumano dei migranti.

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Droga: Cagliari, operazione anticrimine Polizia e Gdf nell’hinterland, sgominata famiglia narcos

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Cagliari, 9 dic. 2015 – Alle prime ore del mattino la Squadra Mobile di Cagliari con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Cagliari nei confronti di altrettanti appartenenti ad una organizzazione criminale riconducibile alla famiglia Palla di Sestu (Ca) per traffico internazionale di stupefacenti dall’Olanda alla Sardegna. Le cinque misure cautelari, due in carcere, due ai domiciliari e un obbligo di dimora,  sono la risultanza di una lunga indagine iniziata nel 2011 e  condotta dagli uomini della squadra mobile cagliaritana che negli ultimi anni hanno seguito tutti i movimenti degli appartenenti al sodalizio criminale della famiglia Palla riuscendo a ricostruire la rotta seguita per far giungere dall’Olanda la droga in Sardegna.Il movimento è stato quantificato in  circa 3milioni di euro di cocaina che in due anni arriva in Sardegna dall’Olanda.

Tra gli arrestati Ignazio Palla considerato a capo dell’intero meccanismo criminale (oltre Palla c’è Antonio Stefano Cogotti, 46enne di San Sperate),mentre ai domiciliari sono stati posti Salvatore Mereu, 43 anni e Sandro Palla, 47enne fratello di Ignazio. Mentre per Dino Porcu, 49 anni, il Gip ha disposto l’obbligo di dimora, Palla dalla sua villa di Sestu coordinava e dirigeva tutte le attività degli altri suoi collaboratori; numerosi sono stati i viaggi appurati dalla Squadra Mobile, allora diretta dal dirigente Leo Testa, che si sono conclusi con il sequestro di 25 kg di cocaina avvenuto nel ottobre 2013 a Bardonecchia che facevano i corrieri per i Palla,e che furono arrestati. Si trattava di due titolati di una ditta di trasporti di Oristano, che non furono arrestati dalla squadra mobile di Cagliari,ma da dai poliziotti di Torino per tenere coperta l’indagine dei colleghi cagliaritani.

Nell’ambito della stessa operazione il Gico della Guardia di Finanza di Cagliari sta eseguendo una serie di sequestri, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari nei confronti degli stessi personaggi per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro (tra ville, cavalli, auto e titoli). Grazie al lavoro investigativo è stato possibile ricostruire tutti i flussi economici  realizzati dall’organizzazione. Ignazio Palla aveva ideato un sistema altamente specializzato per poter reinvestire i capitali accumulati non figurando mai come reale  intestatario dei beni in suo possesso.

Cagliari: Cgil contro Gdf, non controlla appalti pulizie caserma e ditta non paga stipendi

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Cagliari, 26 nov. 2015 – “L’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi suscita la protesta dei lavoratori degli appalti di pulizia nella caserma della Guardia di Finanza, costretti ad aspettare mesi prima di ottenere la retribuzione dovuta. Responsabilità della Società che gestisce l’appalto ma, a questo punto, anche di chi affida il servizio, ovvero la Guardia di Finanza”. E’ quanto sostiene la Filcams Cgil di Cagliari che ha chiamato in causa la Gdf cagliaritana come stazione appaltante “senza avere alcuna risposta positiva”.
“Le aziende che da anni si avvicendano nell’appalto – denuncia il sindacato – non rispettano le norme contrattuali di base e, in questo caso, non consegnano nemmeno le buste paga: una situazione piuttosto singolare se si pensa all’attività svolta dalla Guardia di Finanza e al fatto che in questo caso non è emersa nessuna presa di posizione. Eppure per il testo unico sugli appalti – ricorda la Filcams – i committenti sono obbligati a vigilare sulle retribuzioni e contribuzioni dei lavoratori, e qualunque violazione sulle mancate retribuzioni costituisce inadempienza contrattuale”. Il sindacato chiede alla Guardia di Finanza “un fattivo intervento affinché le società che gestiscono gli appalti siano rispettose delle norme di legge e di contratto: “E inaccettabile che si scarichino sempre sui più deboli i problemi di appalti  che dovrebbero invece garantire garanzie e qualità del lavoro”. 

DROGA: CAGLIARI, GDF SEQUESTRA TESORO DA 1,2 MLN A BOSS IS MIRRIONIS =

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Cagliari, 18 nov. 2015 – Un milione e duecento mila euro: è quanto ammonta il tesoro del boss di Is Mirrionis, Fabio Podda, 37enne narcotrafficante cagliaritano in carcere da due anni, sequestrato oggi dal Gico della Guardia di Finanza di Cagliari. L’operazione, denominata ‘Chemin de Fer’ fu avviata nel 2011 dalla squadra mobile di Cagliari, all’epoca guidata dal primo dirogente Leo Testa, poi sulla base delle risultanze acquisite, la Dda aveva affidato alla Gdf la delega per il sequestro ”per sproporzione” di beni riconducibili a Podda. Il Gico ha quindi passato al setaccio l’intero patrimonio di Podda, dei suoi familiari e di tutti coloro che in qualche modo lo hanno ”agevolato” nel mascherare la titolarità del suo patrimonio riscontrando a carico dello stesso, la diretta disponibilità di beni non giustificati rispetto al reddito dichiarato,ovvero nullo, essendo sconosciuto al fisco. Sulla base degli accertamenti compiuti dalle fiamme gialle, la Dda cagliaritana ha proposto al Tribunale il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca di denaro contante, conti correnti e titoli di credito per un ammontare di 563.000 euro, 3 appartamenti, 4 tra autovetture e moto. I beni immobili sequatrati sono a Cagliari ed a Quartucciu.

Droga: Cagliari, scoperte e sequestrate dalla Gdf 3 piantagioni di marijuana a Guspini

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Cagliari, 5 agosto 2015 – I Finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari hanno identificato e sequestrato tre piantagioni di canapa indiana nelle campagne del Comune di Guspini (Ca), nelle foto. La ricognizione effettuata dall’elicottero della Sezione Aerea di Elmas ha consentito l’individuazione dall’alto della prima coltivazione di canapa indiana, la più grande, sistemata lungo un piccolo torrente in località “Pauli Sirbanu”, particolarmente curata nei dettagli e servita da un sofisticato sistema di irrigazione a goccia, gestito elettricamente da pannelli solari e controllata attraverso un impianto di videosorveglianza. L’immediato intervento degli uomini della Stazione Navale di Cagliari, della Compagnia di Oristano e della Tenenza di Sanluri, giunti sul posto grazie all’ausilio dell’elicottero in volo e all’abilità dei piloti, ha portato al sequestro di altre 2 piccole piantagioni di cannabis indica.

Gli arbusti, in piena fase di maturazione (alti oltre 2 metri), erano sapientemente occultati dalla fitta vegetazione mediterranea, tra canneti e cespugli di rovo selvatico. Complessivamente sono state sequestrate 130 piante di canapa indiana, che avrebbero fruttato un guadagno di almeno 100 mila euro. Nella piantagione, sia al momento della ricognizione aerea che del successivo intervento a terra, non sono stati individuati responsabili. Pertanto, i militari hanno estirpato gli arbusti che verranno distrutti. Proseguono comunque le indagini per individuare i responsabili dell’attività illecita.

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AGEA: APPALTI GONFIATI PER L’ACQUISTO DI LICENZE SOFTWARE

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Roma, 5 giugno 2015 – I militari del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, in esecuzione di un provvedimento emesso dal GIP presso il Tribunale di Roma, dott. Alessandro Arturi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito il sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie per 1,5 milioni di euro in capo ai rappresentanti legali e ai procuratori delle società che hanno venduto a SIN Spa, società controllata dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Ag.E.A.), le licenze software necessarie per il funzionamento del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN).

Tale piattaforma informatica gestisce la rendicontazione degli aiuti comunitari nel settore agricolo, che ammontano a circa 7 miliardi di euro all’anno. Il Nucleo, a seguito di una complessa attività delegata dal Procuratore Aggiunto Nello Rossi e dal Sostituto Procuratore Alberto Pioletti, ha accertato che i vertici della partecipata SIN spa, in violazione delle normative sugli appalti e sulla trasparenza della pubblica amministrazione, hanno contratto un affidamento diretto per l’acquisizione di tali licenze. Altresì, si è scoperto che l’operazione è stata congegnata in modo da interporre tra venditore e acquirente finale, due ulteriori società le quali hanno rifatturato le licenze applicando margini di guadagno in modo tale che il prezzo pagato effettivamente da AGEA, per l’acquisto del bene, è lievitato di ben € 843.000.

Con riferimento ai maggiori costi sostenuti da AGEA, quindi dallo Stato, gli ulteriori approfondimenti effettuati, attraverso accertamenti bancari e tecnici, hanno permesso di appurare che il legale rappresentante di una delle società interposte ha retrocesso, nell’immediatezza della conclusione del contratto, € 370.000 ad un manager della società venditrice. Il trasferimento è stato apparentemente giustificato attraverso la stipula di un contratto preliminare di compravendita immobiliare che prevedeva una caparra confirmatoria di pari importo. Le investigazioni hanno consentito di verificare la mancata stipula del contratto definitivo. Al termine dell’attività sono stati segnalati cinque soggetti, fra legali rappresentanti e manager delle società, per il reato di truffa aggravata nei confronti dello Stato in concorso tra loro.

È stato altresì accertato che il rappresentante legale di una delle società interposte ha omesso di indicare, nelle dichiarazioni relative agli anni 2011 e 2012, redditi per 1,8 milioni di euro. L’ammontare del sequestro operato equivale al profitto generato dalla complessiva operazione.
(Red/Com)

BANCHE: perquisizione Gdf in sedi legale e amministrativa Banco Sardegna

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Cagliari, 2 mar. 2015 – Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari stanno dando esecuzione ad un provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Cagliari presso la sede amministrativa di Sassari e la sede legale di Cagliari del Banco di Sardegna. Le ipotesi delittuose al vaglio degli inquirenti sono relative alla commissione di possibili reati societari. In mattinata è in corso a Sassari una riunione del Cda.