Cagliari: deve scontare un anno reclusione, arrestato extracomunitario con diversi ‘alias’

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Cagliari, 11 gen. – I poliziotti del gruppo Falchi della sezione “Criminalità diffusa” della Squadra Mobile di Cagliari hanno rintracciato, intorno alle 8,15 di stamani Yuspi Yassin (nella foto), 35enne, tunisino, pluripregiudicato senza fissa dimora. L’uomo si trovava all’interno di un edificio in stato di abbandono nel Molo Sant’Elmo. Arrestato anche 20 giorni fa e privo di documenti, Yassin ha numerosi alias. E’ stato arrestato perché destinatario di un Ordine di carcerazione per espiare la pena di 11 mesi e 29 giorni di reclusione.

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Migranti: Cagliari, 46 algerini arrivano nel Sulcis, con loro una donna

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Cagliari, 3 gen. – Primi sbarchi dell’anno con 46 algerini arrivati nelle coste del Sulcis favoriti dalle ottime condizioni meteo marine nel Canale di Sardegna. Nel corso della notte ci sono stati tre sbarchi diretti: le prime 17 persone sono arrivate alle 21,50 a Cala Sapone in comune di Sant’Antioco (Prov. Sud Sardegna). Altri 14, tra cui una donna, sono arrivate verso mezzanotte a Porto Pino in comune di Sant’Anna Arresi. Sono stati avvistati e recuperati dai carabinieri della Compagnia di Carbonia. Altri 15 ieri pomeriggio sono stati avvistati e presi in consegna dalla polizia del Commissariato di Carbonia. Hanno dichiarato di essere di nazionalità algerina, e stanno bene. Tutti avevano uno zainetto in spalla con denaro contante, indumenti asciutti e telefoni cellulari. Sono stati portati nel centro di prima accoglienza di Assemini (Ca)

Migranti: Cagliari, in tre tentano irruzione in Comune, un arresto

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Cagliari, 23 nov. 2016 – In tre hanno tentato di fare irruzione in municipio a Cagliari per parlare con il sindaco, ma sono stati bloccati dalla polizia e dalla municipale (guarda il video). E’ successo stamani introno alle10,40 in Via Roma. Urla, spintoni e parole grosse contro i poliziotti e il Sindaco da parte dei tre migranti che chiedevano “casa, lavoro e soldi”. Di fronte al municipio si è formato un capannello di persone mentre poliziotti tentavano di riportare la calma ma, mentre uno è stato bloccato proprio sui cancelli, l’altro ha inveito contro gli agenti e ha tentando di colpirli e di divincolandosi. A quel punto gli uomini della volante lo hanno messo in sicurezza e portato in questura per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di tre dei 4 migranti che ieri mattina hanno tentato di entrare in Municipio asserendo di avere un appuntamento con il sindaco.

Università: Facoltà Medicina di Cagliari accorpata a Sassari? La denuncia di Fdi-An

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Cagliari, 5 nov. – “Il governo sta portando avanti una trattativa con la Regione e le facoltà di medicina di Cagliari e Sassari per l’accorpamento in un’unica facoltà con sede a Sassari”. Lo denuncia Paolo Truzzu, Consigliere regionale di Fratelli d’Italia-An, definendo la vicenda “un ennesimo scippo che si sta consumando a danno della città di Cagliari, nel più totale silenzio e forse addirittura con la compiacenza delle massime istituzioni regionali”.  L’esponente di Fdi-An, considera particolarmente grave la modalità con cui questa trattativa sta avendo luogo, “sottotraccia come se non riguardasse il futuro di migliaia di studenti e docenti e non si ritenesse necessaria una chiara e aperta discussione a riguardo”.

“È chiaro che se la svendita sottobanco della facoltà di medicina di Cagliari fosse confermata non sarebbe assolutamente tollerabile per il capoluogo dell’Isola – continua Truzzu – soprattutto alla luce del recente trasferimento della sede della Asl unica a Sassari. È assurdo che una trattativa simile, che da fonti romane risulta essere in fase avanzata, vede un tiepido interessamento da parte della Regione e avvenga senza che cittadini, parti sociali, associazioni e categorie vengano informate. Qual è la posizione del Presidente Pigliaru? E degli assessori Arru e Firino? I rettori sono a conoscenza dei fatti o ne sono anche loro vittime?”, si domanda il consigliere di FdI.

Anche dal punto della spesa pubblica sono forti le perplessità di Truzzu che preannuncia un’interrogazione in merito. “Il policlinico di Monserrato è nato dopo un ingente investimento da parte della Regione e ora il suo futuro è quello di essere ridimensionato a favore di Sassari”, denuncia. “Possibile che non abbia nulla da eccepire il sindaco di Cagliari, sicuramente informato sulla vicenda? E i sindaci di Monserrato e Sestu ne sono a conoscenza?”.

“La politica che si nasconde nelle oscure stanze e evita di confrontarsi con i cittadini è quella che massimamente si deve temere, perché la più pericolosa e dannosa”, conclude Truzzu. “Escano allo scoperto mandanti ed esecutori fedeli di questa trattativa segreta e spieghino cosa vogliono fare della facoltà di medicina di Cagliari, invece di mettere i cittadini dinanzi al fatto compiuto, per poi dire che le decisioni sono state prese altrove. La vera politica e assunzione di responsabilità, per il bene di quella che, non a caso, è definita Cosa pubblica e non è una cosa per piccoli uomini, non degni di rappresentare la nostra Isola”.

Migranti: Cagliari, incendiata ex scuola polizia penitenziaria destinata a Cpsa = Danni rilevanti

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Cagliari, 11 ott. 2016 – Attentato incendiario alla ex Scuola di Polizia Penitenziaria di Montastir (Ca) destinata ad essere adibita a Cpsa, che ha fatto scattare nei giorni scorsi la protesta dei residenti. Intorno alle 23,20 circa alcune persone dopo essersi introdotte nella struttura scavalcando la recinzione hanno appiccato il fuoco ad un quadro elettrico posto nella centrale idrica che fornisce acqua agli impianti della struttura distruggendo il quadro e parte dei cavi elettrici. Inoltre probabilmente con una molotov carica di benzina hanno provocato un’esplosione nel locale caldaie del plesso principale della struttura, dove avevano anche riposto una bombola di gas per uso domestico, del peso di 15 kg, con l’erogatore chiuso, che però non è scoppiata.

Sono rilevanti i danni al locale caldaie e ad una  canna fumaria esterna in muratura, posizionata su una parete dell’edificio, la quale mostra problemi di stabilita’. Sul posto, dopo una segnalazione al 112 sono intervenuti i carabinieri di Monastir, del Nucleo radiomobile della compagnia di Doliabnova, e i vigili del fuoco di Cagliari ed una pattuglia della polizia stradale. Tutte le aree interessate sono state messe in sicurezza e sequestrate.

Nei giorni scorsi, dopo che si era diffusa la notizia della trasformazione della scuola in Cpsa, i residenti di Monastier e San Sperate, avevano organizzato un sit in di protesta sostenendo di non volere il Centro per gli immigrati. Anche su facebook il sindaco di San Sperate, Luisa Murru, aveva detto: “non staremo in silenzio e a guardare”.

Migranti: Cagliari, un arresto e due denunce per scafisti e due algerini riconosciuti ed arrestati = Plauso del Sap alle Forze dell’Ordine

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Cagliari, 8 ott. 2016 – Uno scafista arrestato e due minori sono stati denunciati dai poliziotti dalla Squadra mobile della Questura di Cagliari. Erano tra i migranti arrivati due giorni fa in città con la nave spagnola Rio Segura insieme agli altri 1258 salvati a largo delle coste libiche. L’arrestato è Lamin K. Soko, gambiano 31enne, responsabile di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre i due denunciati sono minori di 15 e 17 anni (nella foto fornita dalla Polizia di Stato).

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Per i recenti sbarchi avvenuti nelle coste del Sulcis sono stati arrestati due algerini i quali, nonostante destinatari di un precedente decreto di espulsione hanno fatto rientro sul territorio nazionale. Si tratta di Anis Sedrati, 24enne che era stato soccorso il 2 ottobre con altri migranti algerini a bordo di un barchino rintracciato a 1,5 miglia da Cala Piombo, nel territorio di Teulada e Ahmed Dakich che con altri 15 connazionali, ha fatto parte dello sbarco verificatosi all’interno del poligono militare di Teulada il 6 ottobre.

I due algerini erano stati espulsi dal territorio nazionale rispettivamente il 13 giugno su provvedimento del Prefetto dell’Aquila e l’8 settembre dal Prefetto di Cagliari: era infatti già sbarcato nel Sulcis il mese scorso con un altro barchino.

Uomini e donne delle Forze dell’Ordine hanno lavorato ininterrottamente per 72 ore con turni massacranti: ingresso alle 8 e rientro a casa alle 23,30 ognuno dei tre giorni. Peraltro dovendo fare i conti con le nuove procedure del Ministero degli Interni che impongono sbarchi progressivi, creando disagi e trattamenti inumani sia ai migranti (che dovevano stare sulla nave) che agli operatori di polizia. Fortuna ha voluto che qualcuno si sia preso la responsabilità di farli scendere dalla nave scongiurandola terza notte a bordo.

“Esprimiamo un plauso a tutti gli uomini della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine che con grande spirito di sacrificio hanno lavorato senza sosta per tre giorni in condizioni davvero proibitive, dimostrando elevatissime capacità”, afferma Luca Agati,segretario provinciale del Sap. “Menzione particolare va fatta per gli uomini della Squadra Mobile che hanno, anche in questa occasione, individuato ed arrestato gli scafisti. L’impegno dimostrato – prosegue Agati – certifica il grandissimo spirito di sacrificio dei poliziotti sardi sempre in prima linea nelle delicate operazioni di accoglienza. Dispiace non leggere alcuna menzione nel comunicato della Regione Sardegna, che elogiando diversi attori, par dimenticarsi proprio degli uomini e donne delle forze dell’ordine, senza i quali vogliamo ricordare, nulla sarebbe stato fatto”.

Comunicato stampa della Regione (h. 18,43). I volontari del Sistema regionale di Protezione civile stanno concludendo le operazioni di smontaggio delle attrezzature utilizzate al terminal crociere di Cagliari per l’assistenza allo sbarco dei 1.258 migranti di due giorni fa. Il Sistema si è attivato alle 4 del mattino di giovedì e ha impegnato, ogni giorno, 60 volontari delle Associazioni”. “Ringrazio tutta la macchina dei soccorsi, e particolarmente i volontari della Protezione civile, per la prova di efficienza dimostrata nonostante le poche ore di preavviso”, ha detto l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, che aggiunge: “Anche stavolta abbiamo fatto la nostra parte per contribuire al salvataggio delle vite umane e ne siamo orgogliosi perché crediamo nella cultura dell’accoglienza, un grande valore di cittadinanza e solidarietà. Allo stesso tempo stiamo affrontando e risolvendo problematiche organizzative molto grosse per un’isola e stiamo assistendo allo sforzo delle nostre comunità”. L’assessore con delega alla Protezione civile conclude: “Il Sistema regionale ha risposto nuovamente al meglio con puntuale professionalità. Ma, come scrive il presidente Pigliaru nella lettera al ministro Alfano, deve essere rispettata l’equa ripartizione delle quote fra le Regioni”.

Non commentabile!

Migranti: Cagliari, Regione contro direttive di Alfano, tutti giù dalla Rio Segura

migranti in attesa 7 ott

Cagliari, 7 ott. 2016 – “Nessun migrante trascorrerà la notte sulla nave spagnola Rio Segura, neanche quelli non ancora videosegnalati” (sic, videosegnalati dice una nota stampa). Regione Sardegna, Prefettura e Questura hanno concordato sul fatto che i disagi per i migranti ancora a bordo dovessero essere ridotti al minimo ed è stata perciò allestita un’area, grazie anche alla Protezione civile, nella quale disporre brande per la notte. Anche la sistemazione nei Centri procede regolarmente e si stanno individuando le ultime strutture sul territorio. Il Capo di Gabinetto della Presidenza, Filippo Spanu, e l’assessore della Sanità, Luigi Arru, hanno visitato a più riprese il terminal crociere e verificato l’andamento delle operazioni di sbarco, assistenza medica e prima accoglienza. Neppure una parola per i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, i vigili del fuoco.
rio segura 7 ott

Ieri il Questore di Cagliari Danilo Gagliardi ha spiegato che lo sbarco dei 1250 migranti doveva essere effettuato con “le nuove disposizioni del Dipartimento della sicurezza, ovvero del Ministero degli Interni e dell’Unione europea, che impongono uno sbarco graduale, 2 o 300 al giorno in modo da identificare tutti”. Una procedura già sperimentata in Sicilia, quella dell’identificazione a step, che ha creato polemiche tra il personale della Polizia di Stato che per il trattamento inumano dei migranti.