Scontro Orrù (Mov.Crist.) Puligheddu (Psd’Az) su ‘sindaca’ e ‘assessora’ per abrogazione linguaggio di genere = A rischio Gruppo Sardista

marcello orrù

Cagliari, 13 gen.  – Scoppia una violenta lite nel Partito Sardo d’Azione per il linguaggio di genere. Nei giorni scorsi il consigliere regionale del Psd’Az Marcello Orrù ha presentato una proposta di legge per  l’abolizione dell’articolo 6 bis del disegno di legge n. 254 (convertito in legge nr. 24 del 20 ottobre 2016, ndr) che introduce l’obbligo per la Regione Sardegna di utilizzare il linguaggio di genere nei procedimenti amministrativi. “Ho deciso di presentare la proposta di modifica perché sono fortemente convinto che l’utilizzo delle parole ‘sindaca, ‘assessora’,’ministra’e cosi via dicendo sia una scelta sbagliata sia a livello politico e un obbrobrio linguistico. Non è in tal modo che si rispetta il ruolo della donna nella società e – lo ribadisco – tale scelta semmai espone al ridicolo la nostra Regione che, unica in Italia, ha adottato una simile decisione ascoltando i consigli della presidente della Camera Boldrini che ormai non perde occasione per esternare la sua opinione favorevole all’utilizzo del linguaggio di genere”. 

Non è dello stesso avviso Carla Puligheddu, Consigliere nazionale del Psd’Az e presidente dell’Associazione Donne Sardiste che su La Donna Sarda afferma. “Questo è un intervento che fa regredire un processo di cambiamento e di evoluzione che il consigliere avrebbe dovuto evitare di affrancarle col marchio di un partito cui non appartiene e verso i cui valori ha più volte preso le distanze. Se gli dà molto fastidio questo processo, si chieda come mai”, la quale sostiene che il pensiero di Orrù non rappresenti l’unanime pensiero del partito che fu di Emilio Lussu.

“Vedo che tra le nuove pasdaran del linguaggio di genere – replica Orrù – si è inserita anche Carla Puligheddu, alla quale ribadisco due concetti. Il primo è che non appartengo al Psd’az e sono stato eletto nelle sue liste come indipendente contribuendo con i miei 4000 voti alla crescita del ‘suo’ partito e alla elezione di altri due consiglieri regionali e poi contribuendo alla costituzione del gruppo consiliare del Psd’az. Il secondo – prosegue Orrù – è che sono presidente del Movimento Cristiano Forza Popolare”.

“Fatte tali precisazione, invito la signora Puligheddu nella veste di dirigente nazionale del Psd’az, e visto che mi considera retrogrado e incompatibile con le idee e le battaglie sardiste, di impegnarsi a fondo affinché il Partito sardo d’azione mi sospenda dal gruppo sardista in Consiglio Regionale, così sarà soddisfatta. Invece, rivolgendosi alla sua veste di presidente dell’Associazione donne sardiste, la inviterei a fare un sondaggio sul tema linguaggio di genere tra le donne del suo partito che, in tantissime, in privato e in pubblico, mi hanno manifestato il loro apprezzamento e sostegno per la mia presa di posizione”.

Orrù infatti è stato eletto con il Psd’Az come indipendente e aderisce tecnicamente al Gruppo Sardista per permettere al partito storico di essere presente in Consiglio regionale. Il Partito sardo ha infatti due soli consiglieri e il regolamento dell’Assemblea prevede che ogni gruppo abbia almeno tre componenti.

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