Carceri: Cagliari, allarme Tbc, sospetto caso su 17enne dopo quello denunciato a Is Arenas = Accuse Fp Cisl e Coisp

is mirrionis

Cagliari, 21 nov. 2016 – E’ allarme tubercolosi tra la popolazione carceraria della Provincia di Cagliari dopo la scoperta di un secondo presunto caso di Tbc su un giovane extracomunitario, un 17enne egiziano, detenuto nell’Istituto minorile di Quartucciu (Ca) e ora ricoverato in profilassi al Reparto infettivi dell’Ospedale SS Trinità di Cagliari. I medici sono in attesa degli esami di laboratorio dopo il ricovero effettuato d’urgenza il 18 novembre per una sospetta appendicite, ma la diagnosi sembrerebbe chiara. E si prospetta una profilassi per tutto il personale della polizia penitenziaria, civile e degli altri minori detenuti nel carcere dell’hinterland cagliaritano, 25 persone in tutto.

Si tratterebbe dunque del secondo caso di Tbc registrato nello stesso giorno in Sardegna. Ieri infatti il segretario generale della Fp Cisl, Nino Manca, ha denunciato l’arrivo di un detenuto romeno nella colonia penale di Is Arenas, in comune di Arbus (Ca), “con volo Alitalia, dall’Istituto penitenziario di Saluzzo” che pare, sia poi risultato, a seguito di controllo effettuato all’ospedale di San Gavino Monreale (Ca), “avere attivi dei focolai di TBC, al rientro in Istituto lo stesso è stato poi isolato dalla restante popolazione detenuta”.

“Vista la gravità di quanto accaduto, considerato che, pare, non siano stati rispettati i protocolli inerenti la sicurezza e la salute riguardanti la tutela del Personale di Polizia penitenziaria – dice la Fp Cisl –, personale medico, gli stessi passeggeri del volo e comunque tutte le persone che sono state a contatto con il soggetto infetto, chiede delucidazioni in merito” al Provveditore Amministrazione penitenziaria della Regione Sardegna, Maurizio Veneziano.

“Incredibile silenzio su una vicenda che tradisce il menefreghismo verso la salute di chi serve onestamente lo Stato”, afferma il segretario nazionale del Coisp Polizia Franco Maccari. “A due giorni da una denuncia clamorosa che avrebbe dovuto scuotere vertici di Uffici e Dipartimenti nemmeno il ronzio di una mosca che vola. La salute di chi lavora onestamente servendo lo Stato – dice Maccari – non vale davvero poi molto in Italia”.

Il detenuto romeno “a quanto emerso, è giunto a Is Arenas senza che dalla struttura penitenziaria di provenienza fosse stata comunicata l’infezione tubercolare, tanto che è stato trasportato su un volo di linea senza particolari precauzioni, in modo che i passeggeri dell’aereo, la scorta che lo ha trasferito, nonché gli altri detenuti con cui è venuto a contatto sono rimasti esposti a possibile contagio. Il caso è stato poi scoperto dal medico della casa di reclusione. Ma tutto questo disastro – si infuria Maccari – deve essere inavvertitamente sfuggito agli Organi competenti. Competenti a far tutto fuorché ad occuparsi delle donne e degli uomini che da loro dovrebbero essere rappresentati e tutelati”.

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