Più nidi e servizi per l’infanzia: Rossella Pinna (Pd), serve un piano regionale per sostenere la genitorialità

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Cagliari, 9 nov. 2016 – “La Regione sarda ha le risorse tecniche e finanziarie per avviare azioni coordinate e incisive, volte al miglioramento della qualità della vita e del benessere del bambino e della sua famiglia. Partiamo innanzitutto da un dato confortante che la Regione Sardegna ha a disposizione complessivamente circa 25.000.000 euro, di cui 21.749.427 afferiscono a premialità ottenute grazie al raggiungimento degli obiettivi di servizio del Quadro Strategico Nazionale (QSN) per il periodo 2007/2013, e risorse aggiuntive di € 3.175.500 dovute al rifinanziamento del “Piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia” ( DPCM del 7 agosto 2015)”. Lo ha detto Rossella Pinna,consigliere regionale del Pd nel corso della seduta della VI Commissione “Sanità” del Consiglio regionale, riunitasi per esprimere il preventivo parere, sulla proposta trasmessa dalla Giunta regionale concernente la ripartizione delle risorse del fondo 2016, tra gli enti gestori in ambito PLUS – Piani locali dei servizi alla persone – destinate alla gestione associata dei servizi e al funzionamento degli uffici di Piano.

Si tratta di cospicue risorse che la Regione deve programmare per una concreta politica, in primo luogo a sostegno della famiglia e della natalità che com’è noto è uno dei problemi che colpiscono la Sardegna, attualmente tra le regioni che registrano un preoccupante calo demografico.

“Personalmente – afferma la Pinna – sono convinta che occorra andare più in là di una semplice ripartizione di fondi. La Regione non deve solo garantire l’impiego di risorse, ma deve mettere in campo un sistema di politiche sociali che coinvolga i vari livelli, regionale e locale, le aree di intervento, le istituzioni e organizzazioni della società civile, attraverso azioni più articolate e collegate strategicamente tra loro evitando, soprattutto, sovrapposizioni, sprechi, duplicazioni”.

“Programmare un piano di interventi efficace a favore dell’infanzia significa anche agire nel contesto della prevenzione del disagio individuale e familiare – spiega la Pinna -, finora trascurato dall’agenda politica, che può essere affrontato anche attraverso interventi tempestivi, e non residuali, con le famiglie, rese più vulnerabili e fragili dall’ attuale crisi sociale ed economica che colpisce sempre di più nuove fasce di popolazione”.

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In Sardegna, sostiene l’esponente del Pd “c’è bisogno di infrastrutture sociali quali i servizi educativi per la prima infanzia (asili nido diffusi ), rafforzare gli interventi di supporto alle genitorialità fragili, di prevenzione e cura di abusi e maltrattamenti, sostenere azioni positive per le pari opportunità e la conciliazione del lavoro col lavoro di cura, ancora oggi ostacolo alla maternità e paternità”.

“Penso dunque – conclude Rossella Pinna- sia utile e necessario un Piano regionale di azione in favore dell’infanzia e delle famiglie, partendo dall’istituzione di un comitato tecnico-scientifico che, col supporto dei Plus, delle istituzioni e del Terzo settore, elabori in tempi brevissimi “il Piano di azione regionale” i cui costi ritengo possano rientrare tra quelli già disponibili anche per la formazione (€ 180.000) per spendere al meglio tutte le risorse disponibili in un’ottica di sistema.”

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