Referendum: facciamo una cosa, salviamo la Costituzione

Fulvio Tocco

renzi_referendum_-kw3E-U1090801094245bCC-1024x576@LaStampa.it

Cagliari,1 nov. 2016 – I mali dell’Italia non dipendono dalla Carta Costituzionale. Sono il prodotto della nostra società. Meno male che la Carta ci è stata lasciata in dono. Oggi è l’unica nostra sicurezza contro chi vuole accentrare i poteri su Roma. Un’idea di modificazione così confusa sarà utile esclusivamente al governante di turno per poter dire ai potenti del mondo che siamo efficienti; in grado di prendere più rapidamente determinate decisioni! Poi chi sa e per che cosa? Oggi c’è Renzi ma chi ci sarà domani? Vorrei ricordare che non è tempo di briglia sciolta. L’ubriachezza è tanta. Sarà il caso di rinsavire un pochino e cercare una riforma esclusivamente sulle questioni essenziali. Magari superando del tutto il Senato. Per le altre parti c’è bisogno di ulteriori riflessioni. Il Paese non è pronto, ha altro da pensare; la politica nemmeno, è troppo divisa. Credo che l’esempio della riforma degli Enti locali sia stata il più grande Flop della storia politica attuale. Promossa da incapaci; sostenuta dai maliziosi e portata a termine perché il morto non si può tenere in casa! La Sardegna l’ha dimostrato: ha prodotto la più idiota delle riforme in un periodo di Globalizzazione malsana. Nel momento in cui il Territori (chiaramente, rimodellando la programmazione) potevano tornare decisivi per segnare la via della ripartenza dell’economia locale sono stati saccheggiati (col prelievo forzato delle risorse finanziarie) e stremati col nostro permesso. Hanno pagato questa irresponsabilità i cittadini e le piccole imprese. Si procede sempre fuori tempo e in questo siamo maestri, ma chi ha in mano gli strumenti della comunicazione, non è indenne da responsabilità. Ricordo la funzione di Report, anche se poi la Gabbanelli ha chiesto scusa agli italiani, è stata distruttiva. Se non ne hanno cavato un ragno dal buco sugli Enti locali, immaginiamoci su questioni di ben altra rilevanza; per esempio, quali tempi saranno necessari per aggiustare l’articolo 70? Il paese ha bisogno di governanti che abbiano la testa rivolta verso le questioni vere che tormentano l’Italia: la Sicurezza, L’Ambiente, il Clima, il Lavoro e le Disuguaglianze e non per definire (chi sa per quanti anni ancora) le parti mal scritte della nuova Costituzione, che rimandano ad atti e azioni future. Tutto il resto sono discorsi di chi ha la pancia piena! Chiacchiere di chi mette l’uno contro l’altro per manie trionfalistiche e forse per seguire delle preoccupanti scorciatoie nei rapporti col mondo dei ricchi e, ripeto, su decisioni a carattere internazionale. Questa è la mia impressione! La Costituzione è come un albero, un punto fermo, può essere sfoltita, ma con giudizio.

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