Migranti: Cagliari, arrivata in rada nave ‘Dattilo’ con i 930 salvati a largo Libia

 

Cagliari, 2 set. 2016 – E’ in attesa di entrare nelle acque del Porto Canale di Cagliari la nave ‘Dattilo’ della Guardia costiera con 930 migranti salvati a largo delle coste libiche. Secondo quanto si apprende l’attesa in rada sarebbe dovuta alla decisione che dovrà assumere il pm di turno sulla competenza territoriale (acque internazionali, libiche o italiane) in merito ai tre migranti morti e recuperati dalla ‘Dattilo’. A bordo 616 uomini, 102 donne, 191 minori maschi, 11 minori femmine e 11 infanti (0-3 anni). In 103 sono del Bangladesh, 3 Benin, 2 Burkina faso, 22 Camerun, 3 Ciad, 4 Congo, 25 Costa d’Avorio, 1 Eritrea, 155 Gambia, 15 Ghana, 26 Guinea (Bissau), 66 Guinea (Conakri), 1 Liberia, 2 Libia, 54 Mali, 13 Marocco, 248 Nigeria, 37 Pakistan, 112 Senegal, 26 Somalia e 5 Sudan. Tre i cadaveri recuperati dai marinai della ‘Dattilo’ che dovranno essere sbarcati a Cagliari.

Dopo le prime visite mediche e le operazioni di pre-identificazione, secondo la ripartizione decisa dalla Prefettura di Cagliari, 447 saranno accompagnati in strutture nella provincia di Cagliari, 284 in quella di Sassari, 122 a Nuoro, 87 a Oristano.

Protestano i sindacati di Polizia Siulp e Sap. “Con l’arrivo di due navi di migranti nel giro di due giorni la grave situazione a Cagliari ed in Sardegna di garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica si acuirà ulteriormente”, dice Salvatore Deidda, segretario regionale del Siulp. “La responsabilità di questa grave situazione ricade sulla Prefetta di Cagliari, che nonostante i roboanti proclami non è riuscita ad evitare un’invasione di queste dimensioni. Non ci fidiamo più dei suoi proclami –afferma – e per questo motivo chiediamo la sua rimozione perché ritenuta inadeguata a gestire il fenomeno migratorio”.

“Siamo concretamente preoccupati per ciò che sta accadendo. Scippi, rapine, furti, bivacchi, risse ed aggressioni sono ormai all’ordine del giorno con protagonisti stranieri di varie nazionalità sbarcati in Sardegna con chissà quali aspettative. Siamo ormai costretti a turni di 18 ore e più in condizioni che solo a parlarne viene la pelle d’oca, con il personale visibilmente provato e demotivato e con la diffusa sensazione di essere abbandonati”, afferma Luca Agati, segretario provinciale di Cagliari del Sap.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...