Energia, Agricoltura&Affari: @Mauro_Pili (#Unidos), megatruffa sui pannelli solari nelle terre agricole nel Campidano

Terreni da acquisire per 18 milioni di euro, per guadagnare 2 miliardi di incentivi Il deputato denuncia “Ecco i contratti truffa: 1.200 euro ad ettaro all’anno per 30 anni per un bottino da 1 milione di euro per il faccendiere locale. Mai pagate le penali previste dal contratto e truffa aziende agricole in piena produzione: la falsa la storia dei terreni incolti”

Cagliari, 27 ago. 2016 – “Una mega truffa che ha attraversato l’intero Campidano, passando da Decimoputzu sino a Gonnosfanadiga. Una tentata rapina da 500 ettari circa messa in campo con metodi da faccendieri che millantano denaro subito in cambio di terreni e aziende da radere al suolo. Un’operazione giocata tutta sotto il millantato ricatto/minaccia di un esproprio di pubblica utilità. Contratti per sfruttare per 30 anni i terreni e poi, una volta distrutto tutto, restituire il deserto. Un piano da 18 milioni di euro per acquisire il diritto di superficie in cambio di terreni e immobili che secondo le clausole capestro del contratto potevano essere rase al suolo senza se e senza ma.  Un compenso per quei terreni apparentemente elevato che nasconde il vero obiettivo di questi faccendieri: sfruttare quelle superfici per incassare decine di milioni di euro all’anno di incentivi freschi per il termodinamico solare. Basti un solo dato, rapporto ad analoghi impianti: ogni ettaro di terreno è destinato a incassare 5 milioni di euro di incentivi per i prossimi 25 anni. Questo vuol dire che questi signori avrebbe pagato quei terreni 18 milioni di euro per incassare oltre 2 miliardi di incentivi nei prossimi 25 anni. Siamo dinanzi ad una vera e propria truffa ai danni della Sardegna e dei sardi che rischiano di farsi portar via terre produttive e in piena produzione per far guadagnare miliardi di euro di incentivi a faccendieri senza scrupoli. Tutto denaro prelevato a piene mani dalle tasche dei sardi e non solo attraverso le bollette elettriche. Tutto questo dichiarando il falso quando asseriscono che si tratti di terreni incolti e abbandonati quando, invece, si tratta di aziende in piena produzione. Decine di ettari di fiorenti uliveti, colture imponenti di mangimi legati all’attività agropastorale e lattiero casearia. Un’operazione per far regredire sempre di più la Sardegna a scapito delle produzioni agricole e a favore di speculatori senza scrupoli sbarcati nel Medio Campidano per tentare di imbrogliare agricoltori e allevatori”.

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili in una conferenza stampa tenuta tra le rigogliose colture di granturco nell’agro di Gonnosfanadiga, le stesse aree oggetto dei contratti capestro che in molti hanno rifiutato sonoramente.

“Questa azienda – ha detto Pili – è una delle tante che è stata oggetto di indebite pressioni, millanterie varie e minace di esproprio. E’ giusto che su questi metodi sia la Procura a valutare se si ravvisino anche da un punto di vista penale reati. Basterebbe sentire gli agricoltori per comprendere metodi e falsità raccontate da faccendieri e intermediari di questo piano speculativo. La truffa la si evince da un primo inequivocabile elemento: nel contratto che qualcuno ha sottoscritto era prevista una clausola che prevedeva che se entro 18 mesi non fossero arrivate le autorizzazioni si sarebbe dovuta pagare una penale di 6.000 euro a contratto. Non solo non è stato pagato quanto previsto dal contratto, ma risulta che l’intermediario abbia chiesto, e in qualche caso ottenuto, un rimborso spese da 1.000 euro, versati non si sa come ad affini dello stesso faccendiere. Un contratto che prevedeva per il basista dell’operazione, tale arch. Virdis, la bella cifra di quasi un milione di euro solo di provvigioni per la stipula dei contratti di diritto di superficie. E’ giusto che la Procura indaghi su questa vicenda che, se portasse ad un’ipotesi reale di esproprio per pubblica utilità, dovrebbe coinvolgere anche le alte sfere sia del Ministero dell’ambiente che la stessa presidenza del consiglio dei ministri. La contiguità politica tra i vertici dello stato a partire dal presidente del consiglio con alcuni dei personaggi coinvolti in questa operazione deve essere approfondita e fermata. Non è un segreto che i proprietari di alcune società coinvolte nel progetto speculativo siano comparse più volte a sostegno diretto del presidente del consiglio dei ministri in campagne elettorali e non solo. Tutto questo – ha concluso Pili – deve essere fermato in ogni modo, verificando metodi e ricatti messi in campo per strappare questa terra agli agricoltori e allevatori sardi. Sarà un’opposizione dura, senza sconti per nessuno”.

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