#Alcoa: sfuma vendita Portovesme e annuncia smantellamento impianto = Pili, Sulcis in ginocchio

Alcoa

Cagliari, 22 ago. 2016 –  “Dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un acquirente per lo smelter” Alcoa annuncia con una nota del Vice President Transformation Alcoa, Bob Bear, che dalla fine dell’anno inizierà la dismissione dello stabilimento di Portovesme (Carbonia Iglesias). “Abbiamo collaborato quasi quattro anni con il Governo italiano – spiega la breve nota di Bear -per trovare un acquirente idoneo per lo stabilimento  l’obiettivo adesso è proseguiremo con l’adempimento dei nostri obblighi e preparare il sito per attrarre nuovi business e creare opportunità di lavoro”.

Silenzio assordante da parte della Regione sarda. Solo una nota del Mise a nome del ministro Carlo Calenda, che definisce “inatteso ed è considerato quantomeno inopportuno l’annuncio diramato dall’Azienda relativo ad un piano di attività per il sito di Portovesme, la cui realizzazione sarà dunque oggetto dell’incontro in questione”,in riferimento alla convocazione “già nelle scorse settimane di un incontro con i vertici della Società americana che servirà a fare il punto della situazione”. Incontro previsto nella prima settimana di settembre.

Duro il deputato di Unidos Mauro Pili:“Alcoa cala vergognosamente la maschera. La decisione di smantellare gli impianti è l’ultimo risultato di una farsa durata 4 anni che ha visto Governo e Regione responsabili e protagonisti di un imbroglio senza precedenti ai danni dei lavoratori e di un intero territorio. Si tratta di una mazzata finale costruita in ogni singola mossa dal governo di Renzi e De vincenti, il governo delle promesse, dei rinvii, delle procedure europee inventate. Un governo che ha trovato una Regione complice, inutile e incapace che ha avvallato questa ciclopica presa in giro. Una vertenza gestita da incapaci e avvallata da servi del potere. Si spiega con questo comunicato di Alcoa il motivo per cui Renzi non è venuto a Cagliari, si spiega così perché ha lasciato incerta sino all’ultimo la sua farsa sarda”,commenta Mauro Pili,

Renzi “sapeva di aver preso in giro i lavoratori di Alcoa, un intero territorio e voleva evitarli alla pari degli inutili vertici della regione che hanno contribuito all’imbroglio con attese interminabili, rinvii, promesse e annunci destituiti di ogni fondamento. Tutto questo con molti complici politici e non solo che hanno retto il gioco di questi signori”, afferma il deputato di Unidos.

“Per anni – prosegue Pili – ho denunciato una gestione fallimentare della vertenza Alcoa, per anni ho spiegato che il problema non era quello di cambiare l’insegna dello stabilimento ma di realizzare condizioni credibili per gestire gli impianti. Hanno continuato a prendere in giro tutti! Ho spiegato che l’unica soluzione era quella di far ripartire l’impianto di Portovesme in regime di gestione straordinaria e commissariale l’impianto. Ho presentato una proposta di legge  dettagliata in ogni singolo  passaggio. Hanno continuato a prendere in giro tutti dicendo che non si poteva fare, mentre lo stesso, invece, facevano per l’Ilva di Taranto! Sono passati quattro anni, ora Alcoa comunica che smantellerà gli impianti entro il 2016. C’è solo una strada ora: il governo deve (DEVE) dichiarare strategico lo stabilimento e farlo ripartire con un piano straordinario per l’alluminio primario. Tutto il resto fa parte delle promesse stupide di quattro governanti incapaci che stanno distruggendo lavoro e sviluppo! Altro che piano Sulcis, – aggiunge Pili – con questa ennesima decisione, si segna il tracollo definitivo do un territorio, senza essere stati in grado di costruire alcuna speranza per il futuro.

“Da due anni denunciavo l’esistenza di un piano dettagliato che prevedeva di radere al suolo gli impianti Alcoa di Portovesme. Demolizione pezzo per pezzo. In pochi mesi tabula rasa. Cancellato per sempre il piano di rilancio dell’alluminio primario e soprattutto la fine delle speranze per gli oltre mille lavoratori coinvolti nel polo industriale. Governo e Regione sapevano tutto ma continuavano a perdere tempo in estenuanti rinvii e soprattutto senza adottare nessuna decisione in grado di dare un minimo di certezze sulla partita energetica che continua ad essere insieme alle bonifiche la partita decisiva per la ripresa produttiva. E’ semplicemente assurdo – agiunge Pili – che si sia arrivati a questo punto con un piano di dettaglio per demolire lo stabilimento dopo 4 anni di nulla di fatto, di promesse e memorandum rivelatisi destituiti di ogni reale consistenza. Alcoa ha dunque impresso una svolta gravissima e durissima alla vertenza”.

“Le attività di smantellamento e demolizione contemplate dal Piano di Dismissione – denuncia Pili – sono radicali e irreversibili.  La demolizione è prevista in tre fasi. La prima fase sarà quella cruenta e decisiva per l’impianto e riguarderà la demolizione di Tettoia pece, Edifico mescola, Edificio pressa,  Capannone anodi crudi, Edificio forni cottura anodi, Reparto Elettrolisi (celle di elettrolisi e attrezzature accessorie, escluso il fabbricato della sala celle) Capannone resti anodici, Tettoia lubrificanti, Serbatoi Olio Combustibile BTZ(Mescola, Forni Cottura Anodi e Fonderia). La seconda fase cancellerà ogni elemento della produzione dell’alluminio primario con la demolizione dei Nastri Trasportatori allumina/Coke di Petrolio, dei famosi Silos Allumina, silos Coke di Petrolio, Sala conversione, Impianto rodding, Edificio elettrolisi ed impianto aerazione/filtri,Tettoia demolizione celle, edificio fonderia, torre piezometrica. La terza fase riguarderà le strutture collegate da uffici a laboratori, cucine e mense”.

“Si tratta di un piano scellerato e drammatico per il Sulcis – prosegue Pili. Occorre reagire con forza e determinazione senza accettare una sconfitta grave e letale per l’intero territorio. Questa drammatica conclusione sarebbe una pietra tombale sul futuro economico e produttivo del Sulcis. Per questa ragione – ha concluso Pili – serve un decreto Sulcis alla pari di quello dell’Ilva per reagire e non morire di stenti dinanzi alla negligenza di Stato e Regione”.

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