@Coldiretti Sardegna: da Regione solo scuse e promesse ma nessun risultato sui pagamenti comunitari

Sul refresh è calato il silenzio: le aziende sono sul piede di guerra

Battista Cualbu Coldiretti

Cagliari, 13 lug. 2016 – “E’ imbarazzante l’immobilismo della Regione sullo sblocco dei premi comunitari. Non si fa altro che rinviare e scaricare le colpe senza mai assumersi una responsabilità e soprattutto senza mai armarsi di buona volontà e dell’autorevolezza che gli compete per rivendicare un diritto delle nostre imprese agricole. Anche l’estate sta trascorrendo senza nessuna novità”,afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu. “L’attesa si fa sempre più estenuante. Tempi cosi lunghi per l’erogazione dei premi comunitari non si erano mai visti. Quello che per noi è un diritto sta diventando una concessione. Ma sarà veramente un problema di non funzionamento dei programmi informatici – si chiede il presidente riferito all’ultima giustificazione arrivata da via Pessagno – o si nasconde qualcos’altro? Oppure ci hanno rifilato dei bidoni al posto dei sistemi informatici che abbiamo pagato a peso d’oro? E’ mai possibile che nessuno paghi questi ritardi? Forse qualcuno, oltre a scaricare le colpe sempre su altri, qualche domanda sul proprio impegno dovrebbe cominciare anche farsela”.

“Il refresh è l’emblema di questa non politica – prosegue sulla stessa linea Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna -. Su questo problema è calato il silenzio. Sono trascorsi otto mesi da quanto nell’ottobre scorso, a parole, accolsero finalmente dopo un anno di tergiversazione la nostra proposta: una soluzione politica in cui l’ente pagatore nazionale Agea gira le competenze a quello regionale Argea, consentendo di riaprire i termini per il riesame della pratiche in anomalia e verificarle con i sopralluoghi nel campo”.

“Ad oggi, anche su questo fronte, – sottolinea ancora Battista Cualbu – non abbiamo nessun risultato dalla politica mentre le aziende sono davvero su lastrico. Diverse rivendicano crediti che vanno oltre i 100mila euro. A questo punto non possiamo più trattenere la rabbia dei nostri soci davanti ad una politica che sa solo promettere e prendere tempo senza arrivare mai ad una soluzione. La fiducia e la pazienza è finita e la piazza è l’unica arma che ci rimane davanti ad interlocutori sordi che non colgono la gravità del problema”.

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