LUMACHE: GRANDI ESEMPLARI DI MARMORANA RACCOLTI IN AGRO DI VILLASOR

Continua l’aggiornamento delle specie di chiocciole da gastronomia presenti in Sardegna

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l’Agenzia Agris fornisce le notizie in tempo reale a coloro che intendono aggiornarsi sull’allevamento naturale delle chiocciole

di Fulvio Tocco

Cagliari, 3 giu. 2016 – Nel campo delle chiocciole da gastronomia l’Agro di Villasor continua a sorprendere per le Varietà delle chiocciole che nel tempo è riuscita a conservare. Eppure, a sentire i raccoglitori locali, prima della grande espansione della coltura specializzata del carciofo, di “lumache” di ogni specie ne raccoglievano fin troppo. Nel periodo di raccolta vera e propria, negli anni Ottanta, di chiocciole bianche ne tiravano fuori da campi a secchiate. Contrariamente ad altre aree della Sardegna, il guscio si sviluppa forte e pesante e in una varietà la “Marmorana sicana”, appunto, questo dato è evidentissimo tanto da farle apparire come delle pietre calcaree quanto sono lucenti e pesanti. Questa specie di chiara origine siciliana, è stata introdotta in epoca romana in Sardegna e da allora, è stata sempre presente. A Villasor, curiosamente, la Marmorana può arrivare a pesare, da spurgata, addirittura oltre i tredici grammi. Non male per una chiocciola che non ha nulla a che vedere con la specie Helix aspersa, conosciuta per essere una di quelle più grandi tra le buone da mangiare. Questo è il peso degli esemplari che ha consegnato all’Agenzia Agris, Efisio Tocco, un esperto raccoglitore di Villasor. In passato, nell’Isola, a questi molluschi terresti non si è data l’attenzione che meritavano, per cui tutta questa ricchezza varietale passava quasi quasi inosservata. Il primo lavoro organico finalizzato alla sperimentazione delle chiocciole da gastronomia in pieno campo è stato voluto e sostenuto a suo tempo dalla Sipas (Sistema Agroalimentare Sardo) in collaborazione reciproca con la Provincia di Cagliari, la prima istituzione pubblica che si occupò di elicicoltura in Italia, e seguita subito dopo dalle provincie di Nuoro e Oristano. Da allora, quando si misero le cose a posto stabilendo che allevando lumache non ci si arricchisce, la questione è passata quasi quasi inosservata, sino ad i giorni nostri dove è improvvisamente cresciuta la richiesta d’informazioni, forse anche in prossimità dei nuovi bandi del Psr.

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L’Agenzia Agris, commenta soddisfatto il dirigente di Agris Ricerche Martino Muntoni, non ha preso sottogamba la faccenda e attualmente segue il comparto sia dal punto specialistico che dal punto di vista allevatoriale fornendo le informazioni in tempo reale a coloro che lo richiedono. Attualmente, l’elicicoltura deve essere annoverata tra le attività in grado di garantire in condizioni pedoclimatiche favorevoli, un’integrazione al reddito di una piccola azienda agricola a conduzione familiare che non utilizza appieno la manodopera disponibile. Si auspica, precisa Muntoni, dopo la sperimentazione voluta a suo tempo dalle Amministrazioni provinciali della Sardegna, e ora dall’Agenzia Agris, che le problematiche degli allevamenti a ciclo naturale possano diventare oggetto di studio a livello di ricerca scientifica e, in considerazione del prezioso lavoro finora svolto, è auspicabile che queste individuazioni di specie esistenti siano un valido supporto per coloro che intendono praticare l’elicicoltura specializzata. Per la magnificenza del suo guscio la Marmorana, classificata appuntino da W. Hartmann,1844, è l’emblema delle chiocciole della primavera 2016. Precedentemente però fu A. Fèrussas, 1822 a classificare la Marmorana sicana quella più simile alla nostra. Per gli appassionati di malacologia possiamo dire che la popolazione di Villasor (CA) con conchiglia di forma marcatamente globulare, risulta morfologicamente distinta dalle altre popolazioni di Marmorana. Il diametro può superare i 30 mm. La colorazione tipica è bianca, ma esistono esemplari con bande e striature brune. Il peristoma è inspessito e riflesso all’esterno. Lombelico è chiuso.

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