Agricoltura: Agris sperimenta 30 varietà di ciliegio con la piantagione ad altezza d’uomo

Ciliege da raccogliere senza scale

ciliegio nano

Puntare su nuovi impianti con la forma di allevamento a vaso libero basso per garantire la sicurezza dell’operatore

e senza compromettere la produttività delle singole varietà

di Fulvio Tocco

Cagliari,4 mag. 2016 – Nuova sperimentazione nell’Azienda Agris di Villasor (Ca) per una varietà di ciliegio a vaso basso (nella foto). Le piante da frutto ad impalcatura bassa sono molto adatte per la frutticoltura moderna. L’agricoltura assieme all’edilizia, è il settore in cui si verifica il maggior numero di infortuni. Per questo il lavoratore agricolo ha la necessità di operare sempre in perfette condizioni di tranquillità, motivo per il quale le attività colturali vanno svolte in condizioni di maggior sicurezza rispetto al passato. Di norma il ciliegeto veniva formato con esemplari a taglia alta con tutti i comprensibili disagi di gestione della pianta. Oggi quale futuro avrà la coltivazione del ciliegio? Per ridare slancio alla coltivazione del Ciliegio in Sardegna, l’Agenzia Agris, dal 2012, ha introdotto delle prove sperimentali con delle piantine a portainnesto nanizzante per consentire all’operatore frutticolo di seguire i controlli e la gestione dell’impianto completamente dal piano di campagna. “E’ auspicabile – spiega il dirigente Agris Martino Muntoni – che i nuovi impianti vengano realizzati con la forma di allevamento a vaso basso e in caso di protezione dai volatili e dalle intemperie con la struttura di sostegno e copertura sotto i 3 metri di altezza, così come avviene per l’uva da tavola con il “tendone”. Questa tecnica colturale – evidenzia Muntoni – consente di compiere le operazioni colturali in condizioni di maggiore sicurezza per gli operatori che devono passare molte ore sulle scale per la raccolta”. L’innovazione, pertanto, consiste nella realizzazione di nuovi impianti con la forma di allevamento a vaso libero basso senza compromettere la produttività delle specie impiantate. Va da se, che in seguito all’inspiegabile moria dei ciliegi nelle tradizionali aree della Sardegna, questa coltura dai frutti prelibati può essere rilanciata, salvaguardando la qualità, rendendo più agevole la conduzione degli impianti.

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