Animali: una chiocciola “biodiversa” nella culla del carciofo

Un esemplare “fuori misura” di Cepaea, identificato dall’Agenzia Agris nelle campagne di Villasor

chiocciola-villasor

di Fulvio Tocco

Cagliari, 19 apr. 2016 – E’ vero, una chiocciola è sempre una chiocciola, ma individuarne una di specie, data inesistente in Italia dalla letteratura scientifica, dalle dimensioni inaspettate ci fa riflettere su quanta attenzione sia stata fatta, da parte degli studiosi alle risorse territoriali. Le nuove acquisizioni scientifiche, in quanto risorse naturali, aggiungono valore alla “terra dei centenari” e all’ambiente in generale perché ricchissimo di biodiversità animali e vegetali ancora da studiare con attenzione. Ma anche per ribadire che per la conservazione della diversità biologica occorrono grandi e durature politiche pubbliche per approfondire le conoscenze sulle modalità di funzionamento dei sistemi naturali più conservati. E la Sardegna è da annoverare tra questi sicuramente. Questo esemplare “fuori misura” di Cepaea, identificato il 14 di aprile 2016, nelle campagne di Villasor, ci dà una straordinaria opportunità per conoscere da una parte i meccanismi della vita nelle aree di pianura e dall’altra per considerare il territorio una risorsa da valorizzare.

Uno dei campi di nuove opportunità economiche legate alla difesa ed alla valorizzazione della biodiversità è quello del turismo colto, per esempio. Il turismo ambientale è uno dei segmenti che a differenza di quelli più tradizionali registra ancora degli incrementi significativi e soddisfa le aspettative di un modo di fare vacanza a contatto con la natura che si sta affermando in tutte le parti del mondo. Il 2010 che è stato proclamato dall’ONU l’anno internazionale della biodiversità ha aiutato molto ad accrescere la sensibilità collettiva, ed è stato una opportunità unica per mobilitare l’impegno generale, ad adottare azioni a tutti i livelli che siano tese a contrastare la perdita di biodiversità in atto. Il sostanziale fallimento registrato finora nella lotta per la tutela della biodiversità (nessuno dimentichi che negli ultimi trent’anni del 1900 abbiamo perduto il cavallo di razza sarda e stavamo mettendo a rischio anche il maiale di razza sarda, preso per le setole e considerato 10 anni fa sesta razza nazionale) deve suonare come un allarme per portare ad un impegno nella consapevolezza che il peggioramento degli ecosistemi renderà tutti più poveri in termini economici, sociali e culturali. Ecco perché l’individuazione di una simpatica “lumachina” può contribuire ad arrestare la perdita della biodiversità ed il degrado dei servizi ecosistemici entro il 2020. L’attuale strategia UE 2020.

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