FDI-AN, dal rifiuto delle quote rosa nella legge elettorale all’impegno in politica

Assenza dello Stato sociale per le donne di Fratelli d’Italia in Sardegna– Tutte con Giorgia Meloni

In Sardegna è nutrita la rappresentanza femminile sia tra i dirigenti che tra le fila dei consiglieri comunali, tutte mamme e lavoratrici e in politica:

Cagliari, 15 marzo 2016 – “Sicuramente ancora oggi esistono delle discriminazioni tra uomini e donne, ma più che in politica sono nel campo delle professioni tecniche;non importa quanto una donna possa essere competente, un uomo ispira più fiducia, nel settore infatti non è la differenza di trattamento economico per singolo incarico a pesare, quanto il numero di incarichi che si ottengono” è il pensiero di Federica Pinna, Dirigente regionale di Fdi-An che di mestiere fa l’Architetto, mamma, contraria alle quote rosa in politica “perché allora non lo inseriscono nelle gare d’appalto o negli incarichi?”

Stesso discorso per Arianna Porcu, consigliere comunale di Villamassargia :sono moglie, mamma ma soprattutto sono donna, una donna di 37 anni, ho deciso di costruirmi una famiglia a 20 anni, ero e sono tutt’ora felice della mia scelta. La Domenica Mattina vesto i panni della Catechista ed ho deciso di entrare in politica Vuoi mettere ciò che riusciamo a fare in una giornata? Ci dividiamo e ci riusciamo. Non ho avuto bisogno di quote per prendere i voti semmai la politica deve venire incontro alle donne col tempo, con misure sulla maternità, più riconoscimenti sul lavoro e maggiori servizi per i nostri figli

Nel Medio Campidano parla Claudia Cotza, assessore nel Comune di Villanovafranca “Noi DONNE siamo elettrici e vogliamo essere elette alla pari, con la consapevolezza di avere la possibilità di migliorare la società, il nostro comune, noi stesse ma anche la politica. Non abbiamo timori di metterci in gioco e prendere meno voti degli uomini. L’impegno va messo nei servizi alla maternità e negli aiuti alle famiglie, non nella politica

“Più che altro ci si dovrebbe chiedere come mai si arriva a questo punto, a parlare di quote. Due secondo me sono i punti fondamentali: primo il pregiudizio sul fatto che le donne devono svolgere solo le attività domestiche e fare la mamma (credetemi questa credenza è ancora molto presente e per noi è tutto più difficile) e poi il fatto che non si riesce a far avvicinare le donne alla politica probabilmente perché poco motivate afferma Sara Boi, studentessa e giovane dirigente provinciale di Fdi-An Iglesias

Che le donne facciano ancora oggi meno carriera degli uomini e abbiano meno opportunità è un dato di fatto: la donna lavora, accudisce la famiglia, i bambini  e spesso anche i parenti anziani. Molte sono impegnate nel volontariato e svolgono un ruolo prezioso per tutti, qualcuna riesce anche a dedicare,con fatica,un po’ del proprio tempo all’attività politicaÈ’ chiara Danila Pistis, medico, mamma, moglie e dirigente provinciale nuorese di Fratelli d’Italia “Ciononostante lo stato non valorizza il ruolo sociale della donna e non la agevola nella quotidianità affinché possa realizzarsi nei vari ambiti e questo significa meno famiglie, meno figli, meno carriera lavorativa e politica. Le quote rosa sono solo un triste palliativo per non ammettere che oggi lo stato sociale non esiste”

“Son sempre stata contraria alle quote rosa e fortemente a favore della meritocrazia.Nel campo lavorativo la differenza la fa solo la bravura, non abbiamo bisogno di corsie preferenziali per arrivare dove possiamo arrivare grazie ai nostri meriti.”è’ il parere di Katiuscia Musu, mamma e geometra, e dirigente provinciale di Fdi-An Nuoro “Come si può pensare che si possa affermare una nuova classe dirigente al femminile in assenza di servizi reali e concreti in aiuto alle famiglie? Il vero welfare adesso viene offerto dai familiari (nonni, zie ecc.), che colmano quel vuoto lasciato dallo Stato, in assenza di politiche sociali efficaci ed indispensabili” 

“Pensiamo inoltre che, per garantire pari opportunità tra uomo e donna, il recente provvedimento normativo c.d. “Legge sulle quota rosa”, che impone che via sia una certa percentuale di donne candidate nelle prossime elezioni comunali, serva a ben poco.” È’ il pensiero di Maria Grazia Vacca, praticante Avvocato cagliaritana: “Per garantire l’accesso alle cariche elettive, infatti, non occorre incentivare questo tipo di misure che non fanno altro, al contrario, che sottolineare un’inferiorità della donna rispetto all’uomo nell’affermarsi nella società, quando invece in politica abbiamo validi esempi in cui una donna, se vuole, è in grado di farsi valere per le sue capacità e competenze anche in ambito politico così come la Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, anche adesso che aspetta è’ in attesa di un bambino” 

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