Lingua Sarda: Pili (Unidos), Renzi nega fondi a editoria sarda

Risorse solo a minoranze linguistiche francesi, ladine, slovene e tedesche

Cagliari, 2 marzo 2016 – “Lingua sarda sempre più discriminata. La nuova legge a sostegno dell’editoria fa esplicito riferimento alle minoranze linguistiche ma il rischio è che ancora una volta il sardo e le imprese editoriale sarde siano discriminate. I dossier della Camera che hanno accompagnato il provvedimento sono espliciti: i contributi sino ad oggi sono stati riservati alle imprese editrici che editano quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni autonome Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Una discriminazione palese della lingua sarda e della Sardegna che rischia di essere reiterata anche nella nuova legge. Per questo motivo ho chiesto al governo di chiarire l’estensione anche alla Sardegna tale provvedimento. Con il parere contrario espresso dal vice di Renzi il sottosegretario alla presidenza Lotti il governo ha di fatto negato questa estensione. Si tratta di un fatto gravissimo che conferma l’atteggiamento discriminatorio del governo Renzi verso la Sardegna. Un insulto alle norme costituzionali e al rispetto della legge 482/98 che riconosce il sardo come lingua minoritaria”.

Lo ha detto poco il deputato sardo Mauro Pili intervenendo in aula a sostegno dell’ordine del giorno che mirava esplicitamente ad estendere le risorse sull’editoria anche alla minoranza linguistica sarda.

“Ci sono norme attuative costituzionali e trattati internazionali a tutela delle minoranze linguistiche. Per questo motivo la lingua sarda deve entrare a pieno titolo nella valorizzazione e tutela e sostegno pubblico dell’editoria e nella programmazione della stessa tv pubblica. Con questo voto contrario la  lingua Sarda subisce, invece, una vera e propria discriminazione considerato che tutte le altre lingue minoritarie disciplinate dalla legge costituzionale 482/99 sono tutelate e valorizzate nel settore editoriale  e anche in ambito Rai. Aver respinto l’ordine del giorno a mia firma è la conferma di una palese discriminazione che conferma l’esclusione della lingua sarda come è stato sino ad oggi dalle imprese editrici appartenenti a minoranze linguistiche beneficiarie di contributi.  Norme attuative che sino ad oggi hanno escluso solo la lingua Sarda. Serviva un atto di indirizzo chiaro ed esplicito che fermasse un arbitrio al quale bisognava porre rimedio con veri e propri atti stringenti e vincolanti. E’ semplicemente scandaloso che in Italia si tutelino solo quelle lingue minoritarie che hanno alle spalle nazioni come la Francia e la Germania. Questa discriminazione deve cessare. Il no del governo, avallato dai parlamentari sardi del Pd, è tanto più grave perché avalla l’atteggiamento inaccettabile contro la Sardegna e la sua lingua. Il dispositivo dell’ordine del giorno era fin troppo chiaro con l’impegno al governo di estendere, nell’attuazione delle norme oggetto del provvedimento, il riferimento alle imprese editrici di quotidiani espressione delle minoranze linguistiche anche ai quotidiani e organi di informazione in lingua Sarda così come previsto dalla legge n. 482 del 1999. Aver espresso parere contrario è un messaggio chiaro che solo gli stolti che difendono con il paraocchi questo governo potevano eludere. Nel dispositivo era previsto anche che il governo valutasse l’estensione dei contribuiti per le imprese editoriali espressione di minoranze linguistiche anche alle trasmissioni via Satellite o web quando sia certificata la presenza oltre l’Europa di almeno 100.000 cittadini appartenenti alla medesima minoranza linguistica. Un voto contrario della maggioranza e del governo che costituisce – conclude Pili – un nuovo agguato alla lingua sarda e alla Sardegna tutta”.

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