Agricoltura: i mandorli per accrescere la ricchezza isolana

Rilevati da Agris in Agro di Santadi, 24 alberi di alto pregio naturalistico, storico e produttivo

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Occorre una spinta maggiore verso la frutticoltura da guscio da parte delle istituzioni della Sardegna per rispondere alle esigenze sociali ed economiche

delle aree rurali di pianura, di collina e di montagna

Fulvio Tocco

Cagliari, 3 marzo 2016 – Per la prima volta in Sardegna Agris ha rilevato le piante monumentali di Mandorlo di alto pregio naturalistico, storico e produttivo nell’areale di Santadi. Sono stati contati 24 alberi: 10 a fioritura precoce e 14 a fioritura tardiva. La classificazione delle mandorle (della scorsa annata) ancora presenti sul campo, corrisponde a quella Ovata, Oblunga, Allungata e Estremamente Allungata. La caratterizzazione varietale è stata rimandata a quando la nuova produzione lo consentirà. Nei mesi estivi del 2016 sino alla raccolta autunnale verranno prelevati e esaminati i frutti di ogni singola pianta. Su una superficie di circa 90 are sono sopravvissuti gli esemplari dai tronchi più corpulenti. Da lì si può ripartire, ha affermato Martino Muntoni, responsabile del Comparto delle piante arboree, per impostare un Piano di valorizzazione “in situ” a carattere sperimentale in collaborazione reciproca con il proprietario degli alberi Stefano Diana, il Comune di Santadi e l’Agenzia Agris in qualità di Agenzia istituzionale.

Alcuni degli alberi hanno raggiunto l’altezza di quasi 10 metri e con le dimensioni del tronco straordinarie: da tre metri e trenta di circonferenza in giù. Infatti la più robusta ha raggiunto tre metri e trenta centimetri in linea con quel singolo albero recentemente esaminato nel comune di Lunamatrona che ha raggiunto 3 metri e 40 centimetri di circonferenza del tronco. Per i tesori genetici introdotti esattamente 111 anni fa da Agostino Pirosu, (Su Mannu), si prevede un Piano di lavoro che tenga conto della salvaguardia delle piante attraverso la riproduzione delle stesse per via gamica e agamica. In particolare Agris dovrà attivare azioni finalizzate alla conservazione e la riproduzione del germoplasma anche presso l’azienda specializzata sita in località S’Appassiu in agro di Oristano.

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Nel contempo Agris provvederà alla produzione delle piantine necessarie per corredare ogni singola pianta esistente in località “Su Benatzu” con un definito numero di nuove piantine aventi la stessa genetica, disposte sul campo con geometrie condivise con la parte proprietaria, per creare delle oasi omogenee all’interno dell’attuale superficie agricola. Programma da studiare meticolosamente in quanto l’apparato radicale dei mandorli è fittonante con numerose radici secondarie che si espandono in una zona di suolo pari a 5 volte la proiezione verticale della chioma sulla superficie. Chiaramente, sul predetto terreno, per almeno tre anni, si dovrà prevedere la riduzione dell’impatto dell’attività’ pastorale sull’ambiente naturale per delineare delle specifiche microzone improduttive ai margini delle piante esistenti per incrementare la biodiversita’.

Gli alberi osservati in agro di Santadi, località “Su Benatzu” che per età, dimensioni e conformazione del tronco potevano essere considerati come rari esempi di maestosità o longevità ora sono un preciso riferimento dal punto di vista storico, culturale e produttivo; da Studiare per il progresso della Mandorlicoltura isolana per troppo tempo abbandonata.

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