Pili (Unidos), Renzi ha regalato il nostro mare ai francesi

Cagliari, 14 feb. 2016 – “La Regione non può continuare a dormire, i francesi stanno bloccando i pescatori sardi e questo non solo è fuorilegge ma deve essere impedito con azioni immediate. Per questo motivo deve essere urgentemente impugnato l’accordo fatto dal governo Renzi con la Francia e nel contempo deve essere impedita la ratifica a livello parlamentare. E’ impensabile che una giunta regionale sia inerme dinanzi ad un fatto di una gravità inaudita che sta generando un’indignazione nazionale durissima verso questo misfatto di Stato. Occorre attivare un immediato raccordo istituzionale con le altre regioni colpite da questo accordo capestro, a partire dalla Liguria. Impugnare questo trattato è un atto dovuto ed obbligato. Se la Regione non lo facesse sarebbe complice non solo di un atto gravissimo sul piano istituzionale ma provocherebbe un danno economico al mondo della pesca sarda senza precedenti. Far diventare francesi i mari a nord della Sardegna fregandosene della Sardegna e dei Sardi è semplicemente inaccettabile”.

Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili sollecitando la regione ad una immediata presa di posizione. Nel contempo lo stesso parlamentare ha avviato una mobilitazione nazionale con oltre 12.000 condivisioni della denuncia su Facebook e con una petizione nazionale sulla piattaforma Change.org che in pochissime ore ha raggiunto centinaia di sottoscrizioni con la quale si chiede a Renzi l’immediata revoca dell’accordo.

“E’ inaccettabile – ha detto Pili – che una partita così delicata sia stata gestita con un blitz senza precedenti con il quale il governo Renzi ha ceduto alla Francia le acque più pescose del Nord della Sardegna. Un’operazione di divieto fatta scattare dai francesi nei giorni scorsi quando diversi pescherecci sardi partiti da Alghero e Golfo Aranci  hanno raggiunto le tradizionali aeree di pesca al nord dell’Isola. I pescherecci si sono sentiti intimare dalle autorità francesi la retromarcia con un perentorio: fermatevi state entrando in acque nazionali francesi in base all’accordo internazionale sottoscritto dal governo italiano da quello francese. Le autorità francesi, nonostante l’accordo non sia stato ancora ratificato dal parlamento italiano, non ci hanno pensato due volte a fermare le imbarcazioni sarde. E’ gravissimo che tale modifica di confini sia avvenuta nel più totale silenzio, con un accordo internazionale siglato dal Ministro degli esteri francese Fabius e quello italiano Gentiloni che ha ceduto porzioni infinite di mare alla Francia, guarda caso quelle aree notoriamente più pescose e battute dalle imbarcazioni della flotta sarda”.

“Le autorità francesi – ha detto Pili – stanno compiendo un abuso senza precedenti e il governo italiano e la regione Sardegna tacciono vergognosamente. Quel divieto illegale da parte delle autorità francesi deve essere immediatamente revocato. Per questo motivo all’alba di lunedì, ore 5.30 nel porto di Golfo Aranci, incontrerò i pescatori vittime di questo divieto illegale per avviare le azioni di mobilitazione insieme alle organizzazioni dei pescatori colte di sorpresa. Si tratta di un fatto di una gravità inaudita compiuta in dispregio non solo degli operatori economici sardi ma anche delle istituzioni e delle norme costituzionali. Il governo italiano ha scambiato la Sardegna come una colonia che si può cedere senza alcun pudore addirittura ad un’altra nazione. L’accordo siglato a Caen il 21 marzo del 2015 è stato fatto scattare nei giorni scorsi in modo unilaterale dalla Francia, considerato che lo ha già fatto ratificare al proprio parlamento. Non altrettanto ha fatto il governo italiano che lo ha tenuto nascosto e non lo ha mai sottoposto al parlamento. Un accordo che stravolge tutti gli accordi precedenti e particolarmente cede alla Francia una parte rilevante di specchio acqueo a nord est della Sardegna, comprendendo nella cessione gran parte delle acque internazionali da sempre utilizzate dai pescatori sardi. Le marinerie da Alghero a Golfo Aranci hanno sempre utilizzato quelle aree a mare senza alcun limite. Ora su quel versante il limite della Corsica passa dalle 12 miglia ad oltre le 40 miglia. Un’operazione gravissima – ha detto Pili – sia sul piano economico che giuridico. L’alt della Guardia Costiera francese alle imbarcazioni sarde è un atto grave e senza precedenti che deve essere immediatamente risolto con la revoca di quell’accordo bilaterale Italia e Francia del 21 marzo 2015 dove sono stati rivisti i confini marittimi delle due nazioni. E’ un accordo che non ha nessun valore proprio perché non è stato ancora ratificato dal Parlamento italiano”.

“E’ fin troppo evidente – ha proseguito il parlamentare di Unidos – che il governo Renzi nel corso del negoziato l’Italia ha accettato la cessione di alcune importantissime zone di mare a nord ovest e a nord est della Sardegna. Un danno incomprensibile e inaccettabile per le marinerie sarde per il quale occorre reagire con determinazione e fermezza”.

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