Migranti: Coisp, con sequestro operatrice in casa accoglienza Nuoro superato ogni limite

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Roma, 6 febbraio 2016 – “Ci chiediamo cosa altro debba accadere perché si decida di intervenire seriamente per mettere la parola fine agli scempi che da Nord a Sud si registrano a causa dell’immigrazione clandestina di massa, e che in Sardegna, da giorni, stanno mostrando tutte le facce di una situazione esplosiva che ha superato da tempo il limite della sopportazione. Persone aggredite, violentate, sequestrate, aspiranti profughi stipati in ogni dove compresi i corridoi degli Uffici delle Forze dell’Ordine, colleghi che non conoscono più turni e servizi prefissati perché costretti a correre di qua e di là dopo gli sbarchi, dove scoppiano continue proteste, dove i cittadini vengono messi in serio pericolo. Siamo al caos più assoluto”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo l’ennesima protesta di immigrati che ha creato non pochi problemi a seguito del sequestro di un’operatrice di un centro di accoglienza nel Nuorese. La rivolta, in questo caso, è scoppiata presso l’agriturismo “Donnedda”, struttura adeguata, temporaneamente, a centro di accoglienza profughi nella campagne alla periferia del paese di Sarule, dove sei africani, ospiti del centro e provenienti dalla Costa d’Avorio e dalla Nigeria, si sono barricati all’interno dell’agriturismo, tenendo in ostaggio la mediatrice culturale, intenta a svolgere la sua attività con i profughi. Quando i Carabinieri sono intervenuti ed hanno avviato le trattative per il rilascio della ragazza, uno degli immigrati si è fatto portavoce per gli altri, uscendo dall’agriturismo ed esprimendo le rivendicazione dei suoi compagni, rimasti chiusi nella struttura. Il motivo della protesta e del rapimento è stato il mancato pagamento dei pocket money, la diaria data ai rifugiati e richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza, per le piccole spese quotidiane. La trattativa con gli ospiti del centro è andata avanti per ben un’ora, finchè i sequestratori hanno liberato la giovane, convinti dalle parole dei Carabinieri che alla fine li hanno portati in caserma per l’identificazione e per procedere contro di loro per sequestro di persona e violenza privata.

“Ma queste persone devono andare direttamente fuori dall’Italia – si infuria Maccari -. Non è possibile insistere a perpetuare situazioni di pericolo per i cittadini e di superlavoro per le Forze dell’Ordine. Non è possibile continuare ad aprire le porte a tutti senza alcun filtro e, per di più, lasciare anche solo un’ora più del necessario chi delinque nel nostro territorio. Continuando così presto sarà l’ennesima tragedia, ove mai non bastassero omicidi, stupri, sequestri, tentate estorsioni e quant’altro”.

(Foto repertorio, sbarco migranti nel Sulcis,Gennaio 2016)

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