Legge Elettorale: doppia preferenza principio fondamentale della Costituzione = Mura (Pd), Regione devono attenersi


Roma, 3 feb. 2016 – La Camera, in seconda lettura, approva la legge che, modificando l’art. 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, in materia di accesso alle candidature per le elezioni dei Consigli regionali, stabilisce misure e percorsi per la realizzazione di effettive pari opportunità tra donne e uomini, nell’accesso alle cariche elettive.

La nuova lett. C-bis dell’art. 4 stabilisce, – per le leggi elettorali regionali con preferenze prevede, che in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima; – per le leggi elettorali regionali senza preferenze prevede l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale; – per le leggi elettorali con collegi uninominali, si richiama l’attenzione dei legislatori regionali alla ricerca dimodalità di equilibrio tra candidature presentate con il medesimo simbolo in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale.

“Si tratta di principi giuridici importanti, che richiamano, rispetto alla promozione della parità di genere, l’uniformazione delle leggi elettorali regionali all’Italicum ( L. 52/2015 per l’elezione della Camera dei Deputati), che fra gli aspetti più qualificanti introduce la doppia preferenza di genere, l’alternanza donna-uomo nella composizione delle liste e l’obbligo che in ciascuna circoscrizione, i capilista dello stesso sesso non superino il 60% dei capilista totali. Principi giuridici a cui dovranno attenersi le Regioni a statuto ordinario, ma che rappresentando,  scelte politiche di sistema, determinano un orientamento forte e inequivoco anche  per le Regioni a statuto speciale”.

scheda elettorale doppia preferenza

Conclude Romina Mura: “La parità di genere è un’opportunità che a livello istituzionale e politico, non possiamo farci sfuggire, nel tentativo di promuovere una nuova stagione per la rappresentanza e per la rappresentatività. La legge elettorale per i consigli delle città e dei comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti, così come quella per la Camera dei Deputati prevede la doppia preferenza oltre all’alternanza di genere. Diventa fondamentale, pertanto, che tutte le regioni, a maggior ragione quelle a statuto speciale, procedano nella stessa direzione. Prendo atto dell’impegno, richiamato di recente da Gianfranco Ganau, Presidente del Consiglio regionale sardo, rispetto alla necessità di modificare, al più presto e prima della fine della legislatura,  la legge elettorale sarda, che come attualmente formulata, è l’antitesi della parità di genere. Perché 4 consigliere regionali su 60 oltre a non essere, evidentemente,  parità, non è democrazia.”

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