Difesa: Pigliaru domani incontra sindacati e sindaci su Base Decimomannu = Incontro a parte per rappresentanti militari

Cagliari, 2 feb. 2015 – Il Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, incontrerà domani, mercoledì 3 febbraio i sindaci e le organizzazioni sindacali interessati dalla chiusura dell’aeroporto militare di Decimomannu per fare il punto sulla vertenza aperta circa un anno fa. “Apprendo con rammarico – afferma Antonsergio Belfiori del Cocer dell’Aeronautica Militare, l’organo di rappresentanza nazionale dei militari – che a questo incontro non sia stata invitata la componente rappresentativa maggiore. Infatti tra Decimo e Capo Frasca lavorano circa 1200 militari, di cui la maggior parte sardi, che da un eventuale ridimensionamento dell’aeroporto militare di Decimomannu subirebbe gravi conseguenze”. (nella foto una riunione del personale di Decimomannu)

“Tuttavia, da interlocuzioni con lo staff del Presidente della Regione, è emersa la volontà di predisporre un incontro con la rappresentanza del personale militare. Sono del tutto soddisfatto – conclude Belfiori – perché in questa vertenza ci siamo tutti insieme da ormai oltre un anno e tale scelta pare incomprensibile.Rimaniamo comunque fiduciosi per le  parole espresse dallo staff e attendiamo nei prossimi giorni comunicazioni in merito alla data dell’incontro con il Cocer dell’Aeronautica Militare”.

“E’ ora di dare –dice Ignazio Ganga, segretario regionale della Cisl sarda -, nei competenti livelli istituzionali, la giusta considerazione alla tutela dei 2.800 lavoratori civili del sistema difesa regionale che si uniscono ai loro 7.000 colleghi con le stellette presenti in Sardegna. Si tratta di un’industria che deve richiedere una diversa sensibilità da parte della politica, anche alla luce del fatturato che il settore militare produce per la comunità regionale e che coinvolge oltre cento aziende del comparto privato”.

Secondo la Cisl sarda il confronto Regione- Sindacati dovrà servire ad individuare un approccio nuovo “al tema della presenza militare nell’Isola da declinare maggiormente in termini di opportunità piuttosto che di disagio. Per ricercare una strategia, richiamata in molti dei documenti del confronto Stato/Regione, da costruire anche in Sardegna sulla prospettiva di un “uso duale” delle servitù militari, per migliorare il loro potenziale nell’attrarre investimenti di valore soprattutto sul fronte della ricerca ed innovazione e per implementare la forza lavoro impiegata, stimolando accordi fra Stato, Regione, Enti Locali, Università e distretto aerospaziale e non trascurando il potenziale occupazionale di ambiti come quello della manutenzione dei quasi 200 immobili demaniali”. La Cisl sarda da anni “ha cercato un diverso approccio al tema delle servitù militari – prosegue Ganga – che tenesse conto del lavoro svolto dentro tali perimetri, e, quindi, dell’impatto sociale ed economico che questo determina, oltre che della necessità di armonizzarlo con le implicazioni di natura ambientale. Su questo specifico punto continuiamo a perseguire l’idea di ricreare le condizioni ottimali attraverso opere di ripristino ambientale, bonifica e di eliminazione dei rischi nocivi”.

“E’ particolarmente importante – conclude Ganga -, la questione rilanciata periodicamente dai rappresentanti degli Enti Locali sulla necessità di rinnovate misure compensative della presenza delle infrastrutture del sistema difesa sui territori di loro competenza”.

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