Pastori: presto grande manifestazione in piazza per protesta ritardo mancato pagamento premi comunitari

Battista Cualbu Coldiretti

Cagliari, 25 gen. 2016 – Presto in piazza per protestare per il ritardo nei pagamenti dei premi comunitari. Le prime indiscrezioni arrivano da Pabillonis, poi la conferma da Coldiretti: i pastori sono pronti a marciare contro la Regione Sardegna, con una grande mobilitazione su Cagliari.

“Servono risposte immediate e certe o partiamo con la mobilitazione”. La Coldiretti pone l’ultimatum sui pagamenti dei premi comunitari e suona la sveglia alla Regione: “dal tavolo di giovedì con il ministero delle Politiche agricole dovrà ottenere risposte concrete. I nostri soci sono stanchi delle mezze risposte e dei rinvii, e mordono il freno per scendere in piazza. Se non cambiassero le condizioni non saremo certo noi a fermarli – sostengono dall’organizzazione agricola -. La politica regionale si assuma tutte le sue responsabilità e si schieri in modo palese dalla parte delle nostre aziende. Non è più tempo dei tentennamenti o mediazioni politiche, la risposta deve essere solo una”.

La situazione nelle campagne è esplosiva. I premi comunitari (decine di milioni di euro) continuano a non arrivare nelle tasche dei produttori sardi. “Sa tanto di presa in giro – attacca il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu (nella foto)-. I nostri agricoltori e pastori non possono continuare a lavorare in queste condizioni. Ribadiamo ancora una volta la necessità di istituire l’Ente pagatore sardo per dirimere definitivamente questa vergogna ma nel frattempo non possiamo continuare a soccombere in silenzio”.

Il discrimine per Coldiretti Sardegna diventa l’incontro di giovedì prossimo a Roma  tra i delegati degli assessorati dell’Agricoltura di tutte le Regioni italiane, i rappresentanti del ministero delle Politiche agricole e di Agea (l’Organismo pagatore nazionale) per discutere sull’avvio dei pagamenti dei nuovi Programmi di sviluppo rurale 2014-2020.

“Se non avremo risposte certe sull’erogazione dei premi della vecchia Politica agricola ci sentiremo liberi e agiremo di conseguenza” afferma senza giri di parole Battista Cualbu. “La Regione non può stare in mezzo al guado e non potrà limitarsi al compito di ventriloquo. Dovrà far sentire tutta la sua autorità e prendere decisioni anche forti. Solo in quel caso potrà contare sul sostengo dei nostri soci, altrimenti sarà complice di chi non paga e tratta con indifferenza l’agricoltura sarda”.

C’è fermento e mobilitazione anche a Ollolai. Da giorni un gruppo sempre più fitto di pastori si sta organizzando in vista di una possibile manifestazione annunciata nei giorni scorsi da Coldiretti Sardegna in assenza di risposte concrete e di una presa di posizione decisa e determinata da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura. A guidarlo il presidente locale della Coldiretti Michele Daga. “Il disagio sta crescendo perché la situazione adesso comincia ad essere davvero pesante. Molti pastori contavano di ricevere i premi nei tempi stabiliti, invece, senza spiegazioni e avvertenze, per l’ennesima volta non sono arrivati. Questo, come possono capire soprattutto gli imprenditori, crea disequilibri in un’azienda costretta a rivolgersi ad altri fonti, con tassi elevati, per avere questi soldi impegnati e spesi da tempo. Se la Coldiretti – evidenza Michele Daga – dovesse convocare una manifestazione noi siamo pronti, perché nonostante il lavoro che in questo periodo è particolarmente pesante, saremo al loro fianco per una battaglia giusta e legittima”.

Al fianco dei pastori si è schierata l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Efisio Arbau che per domani ha convocato il consiglio per deliberare formalmente il proprio sostegno “alle Associazioni dei pastori e degli agricoltori e sollecitare un’immediata e concreta presa di posizione della Regione Sardegna per sbloccare i pagamenti dei premi agricoli comunitari a favore degli operatori del settore agricolo”. “La situazione nelle campagne è allarmante – sostiene il primo cittadino -. I pastori e gli agricoltori sono allo stremo perché aggiungono alla mancata erogazione dei soldi uno stillicidio di promesse vane e rinvii”. “La Regione – argomenta ancora Efisio Arbau – nonostante i continui solleciti, in particolare della Coldiretti, non può stare a guardare ma dovrà finalmente assumersi le proprie responsabilità. In particolare per il ritardo epocale nel riconoscimento di Argea come Ente pagatore dell’Agenzia Regionale e per la mancanza di autorevolezza nei confronti degli interlocutori romani”.

Anche dal mondo agricolo dell’Anglona sale la protesta per il mancato pagamento dei primi agricoli.A farsi portavoce del malumore diffuso è Nicola Cossu, allevatore di Bulzi: “l’attesa ha le ore contate. Siamo stanchi dei continui rinvii e delle promesse non mantenute. Se non arriveranno risposte certe a stretto giro di posta siamo pronti a manifestare, ormai non abbiamo alternative”.

L’allevatore di Bulzi, dirigente di Coldiretti Sassari-Gallura ricorda che “il mancato arrivo dei soldi sta mettendo seriamente in ginocchio il comparto. Ci sono allevatori e agricoltori che non ricevono premi dal 2013. Siamo indietro con il Premio unico e con il Psr. La pazienza è colma, la lamentela è diffusa. Nel nord Sardegna nessuno è disposto ad aspettare. Non è neppure giusto lasciare sola la Coldiretti a rivendicare da una parte i diritti dei produttori e dall’altra a contenere la pressione e le lamentele di quest’ultimi; anche la Regione deve fare la sua parte, deve uscire allo scoperto e battere i pugni nelle sedi di competenza. Ciò che serve adesso per raggiungere l’obiettivo è soprattutto la pressione politica. Se in assessorato non si sveglieranno saremo noi a dargli la sveglia”.

“E’ chiaro – sottolinea Nicola Cossu – che nella nuova programmazione non si dovranno ripetere questi ritardi. Per questo, come da tempo chiede la Coldiretti, il mondo politico si deve attivare per istituire l’ente pagatore sardo, imponendo tempi certi nell’erogazione dei contributi”.

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