Agricoltura: il carciofo “brachitipo” isolato da un estroverso agricoltore di Villasor

Giorgio Corda: le virosi, non sempre sono dannose per le coltivazioni in pieno campo

La passione per la sperimentazione empirica ha prodotto rilevanti risultati a sostegno dello spinoso sardo

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Cagliari, 17 gennaio 2015 – Corda Giorgio, agricoltore di Villasor (classe 1960) con la passione della selezione del carciofo spinoso sul campo, grazie al suo prezioso lavoro di sperimentazione empirica, è ormai l’emblema del positivo rapporto tra gli uomini e il territorio in cui vivono: infatti, è portatore d’innovazione, d’incontri, di piantine di carciofo selezionate da lui per contenere l’aborto dei capolini. Per selezione circa 5.000 piantine, corrispondenti ad una superficie coltivata di mezzo ettaro, afferma col sorriso di chi è riuscito in una valida impresa, “ci ho impiegato sei anni”. Ora i suoi campi sono oggetto di osservazione da parte dei ricercatori e dei tecnici di Agris Sardegna. Ma anche degli agricoltori lungimiranti. E ancora oggi le piantine “dolicomorfe”, per usare un termine zootecnico, vengono marcate da Giorgio Corda con un nastro per evitare che da queste vengano cavati gli ovuli per i nuovi impianti. Gli ovuli vanno prelevati rigorosamente dalle piantine “brachitipo”. Il livello di intensificazione dell’agricoltura moderna, in termini di capitali impiegati per la produzione e la raccolta, in primo luogo manodopera e mezzi tecnici, obbliga gli agricoltori a ricercare indirizzi colturali ad alto reddito, con i quali massimizzare i profitti a fronte di un aumento dei costi di produzione. In tale contesto la selezione sul campo consente di incrementare e rendere stabili i rendimenti produttivi delle piantine di carciofo anche in annate, come quella di quest’anno, costretti a sospendere momentaneamente la raccolta a causa delle quotazioni di mercato eccessivamente basse.

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Grazie all’impegno di Giorgio Corda e degli agricoltori che la pensano come lui, commenta con compiacimento il dirigente di Agris Martino Muntoni, il carciofo spinoso sardo ha riacquistato il suo primato sui campi di Villasor, dopo una preoccupante flessione degli anni 2000 a causa della contemporanea presenza della varietà “Tema” e dell’alta incidenza dell’aborto dei capolini delle varietà autoctone. Fisiopatia, quella dell’aborto, che si evidenzia particolarmente nelle colture precoci. A dispetto della sua importanza ancora oggi per questa specie vegetale non esiste un’attività vivaistica razionale che assicuri uno standard qualitativo elevato del materiale di propagazione. Le garanzie totali non esistono né per l’aspetto sanitario né per quello produttivo. La ricerca deve fare ancora tanto in questa direzione. Durante il sopralluogo la ricercatrice di Agris Anna Barbara Pisanu (nella foto) ha prelevato dei Carducci per un ulteriore approfondimento in laboratorio della selezione effettuata in questi ultimi sei anni da Giorgio Corda.

Fulvio Tocco

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