Energia: Pili (Unidos), Eni progetta deposito gas in mare di fronte all’Asinara

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Cagliari, 28 nov. 2015 – “Un piano Gas Sardegna marchiato “strettamente confidenziale”. Approdato con tutte le precauzioni del caso nei giorni scorsi nelle stanze di Palazzo Chigi, della Regione e del Ministero dello Sviluppo economico. Mittente:il cane a sei zampe, l’Eni. Oggetto in inglese: Floating Storage Unit – FSU per Sardegna. Tradotto: un mega deposito galleggiante di gas in mezzo al mare, dritto dritto davanti all’isola dell’Asinara. Un progetto da concretizzare in sei mesi, tanti ne ha indicato l’Eni nel progetto inviato ai soggetti prescelti per l’operazione mani sulla Sardegna. Due le fasi proposte dall’Eni: la prima prevede una soluzione “ponte” da attuarsi con rimorchi e cisterne ( fino a 20 milioni di metri cubi all’anno) a partire dal 2017 e poi la soluzione “industriale” via depositi galleggiante a Porto Torres a partire dal 2020. Eni si dichiara pronta a mettere a disposizione tutta la sua esperienza commerciale. Insomma, hanno lavorato a lungo per boicottare il metanodotto Galsi, hanno pianificato la cessazione delle centrali essenziali attraverso gli addentellati politici e adesso calano il piano energetico più becero della storia della Sardegna. Lo dicono e scrivono in modo esplicito nel piano: l’adozione di una configurazione a stoccaggio galleggiante (FSU – Floating Storage Unit) basato su una nave metaniera permanentemente ormeggiata rappresenta, secondo l’Eni, una soluzione efficiente dal punto di vista dei costi e dei tempi di realizzazione. In realtà il risultato è chiaro: fare molti soldi, speculando sull’assenza del gas metano, e investendo praticamente niente. Una nave metaniera ormeggiata in porto, adattata a deposito galleggiante e un po’ di tir cisterna in giro per la Sardegna, a creare pericolo e traffico pesante. Roba da terzo mondo”.

Lo ha denunciato oggi il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando un’interrogazione urgente al Ministro dello Sviluppo Economico.

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“Il Piano trasmesso dall’Eni, inviato ad almeno 6 destinatari, propone un tavolo urgente per definire la fase attuativa lasciando intendere che tra i vari soggetti ci sia già un’intesa di massima. Tutto questo lascerebbe comprendere che siamo davvero nelle mani delle lobby più spregiudicate. A questo si aggiunge il piano per il nord e sud dell’isola. Le mani dell’Eni sulla Sardegna – secondo quanto è scritto nel progetto – prevedono a Nord la fornitura delle aree di Porto Torres e Sassari attraverso una piccola unità di rigassificazione ( in realtà un vero e proprio rigassificatore) mentre per Cagliari e il sud del’isola sarebbero serviti attraverso camion GNL o tramite bettoline con consegna ad eventuale deposito costiero locale. In questo piano l’Eni pensa – è scritto nel piano – di poter fare di Porto Torres una base di smistamento di volumi GNL attraverso bettoline di piccole taglia, a servizio dei deposito costieri nel mar Tirreno. In quest’ultimo passaggio – denuncia Pili – ritorna in auge il vecchio piano dell’Eni di fare della Sardegna un vero e proprio serbatoio di stoccaggio di gas e non solo. E’ fin troppo evidente che trasformare Porto Torres in un hub metanifero significa fregarsene dell’esistenza in quel tratto di mare del Santuario dei Cetacei protetto da convenzioni internazionali. Nonostante questo, dopo aver minato in tutti i modi il progetto Galsi ora l’Eni cala il suo piano coloniale speculativo degno dei suoi fasti più reconditi”.

“A far scattare l’operazione dell’Eni – prosegue Pili – è stata la “sparata” di Pigliaru per realizzare il metanodotto partendo dalla Toscana. Proposta che l’Eni boccia senza mezzi termini nella relazione introduttiva: “scartata per gli alti costi e tempi d realizzazione, senza possibilità di modularizzazione”. Ed è proprio dopo il vertice toscano che l’Eni ha deciso di calare l’asso della piattaforma galleggiante. Per questa ragione – conclude il parlamentare di Unidos – ho già presentato un’interrogazione urgente al Ministro competente perché riferisca  su questo piano. E’ evidente che un progetto speculativo di questa portata va respinto al mittente. Il rischio è che una Regione inesistente e confusa, ogni giorno un’ipotesi diversa, consenta all’Eni di continuare a dettare legge sull’energia e sull’ambiente in Sardegna. Questo gli deve essere impedito senza se e senza ma”.

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2 pensieri su “Energia: Pili (Unidos), Eni progetta deposito gas in mare di fronte all’Asinara

  1. Pili dicci almeno quale è la tua proposta di risolvere il problema gas a basso costo con una soluzione in tempi brevi e costi ragionevoli.

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