Mandorlicoltura sostenibile col sistema cover crops, una prova sperimentale nell’azienda Agris di Uta

image

Cagliari, 22 novembre 2015 – Un mandorleto sperimentale è stato impiantato nell’azienda Agris di Uta (Ca), in località S’Appassiu con lo scopo di verificare il comportamento delle piantine di un anno su un suolo, ricco di scheletro, valorizzato col sistema cover crops. “La Cover crop (colture di copertura) – ha spiegato il dirigente responsabile dei Servizi Arboricoltura di Agris Sardegna, Martino Muntoni – consiste in una copertura vegetale, non necessariamente finalizzata alla produzione specifica, in una piantagione da frutta da guscio con lo scopo di migliorare il terreno agrario. Per la copertura è stato usato il favino sardo. Le leguminose impiegate in cover crops – ha continuato Muntoni -, sono essenziali per una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente: arricchiscono il suolo con azoto atmosferico e volendo preparano il terreno per la conversione a produzioni biologiche”.

In mandorlicoltura, i legumi usati come colture di copertura consentono agli agricoltori di migliorare la qualità del suolo, ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche e ridurre la disponibilità di acqua. Teoricamente la copertura del suolo durante i mesi invernali consente di aumentare la quantità di azoto nel terreno. “Il favino – evidenzia ancora Muntoni -, può rilasciare, col ciclo biologico completo, circa 150 kg di azoto per ettaro il che consente agli agricoltori di portare le piante alla produzione senza ricorrere all’uso dei concimi chimici azotati”. Mettendo a frutto semplicemente le funzioni naturali che promuovono la fertilità dei suoli, le leguminose conferiscono al sistema colturale in atto una superiore capacità produttiva che mantiene nel tempo: vale a dire maggiore sostenibilità.

Il campo sperimentale di Agris è stato realizzato con le varietà consigliate dal Piano di Valorizzazione approvato dal MIPAAF e provenienti dai campi di orientamento varietale realizzati in varie località nazionali. Il riscontro sull’efficacia della sostanza azotata naturale rilasciata dagli essudati radicali del favino sarà verificato al secondo anno di vita delle piantine sul campo.

Fulvio Tocco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...