Cagliari, in teatro bimbi che scagliano bombe contro il volto Gesù, GpV chiedono diffida al Questore

Diffida GpV

Cagliari, 19 nov. 2015 – E’ polemica per la prossima messa in scena al Teatro Massimo di Cagliari della rappresentazione teatrale “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, sottola regia di Romeo Castellucci. L’Associazione ‘Giuristi per la Vita’ ha inviato una diffida al questore di Cagliari affinchè venga impedita la rappresentazione “mentre i fatti di Parigi e i kalashnikov sono ancora fumanti, bambini tra gli 8 e i 10 anni (è in corso ora il recruitement delle giovanissime comparse), dovrebbero lanciare bombe finte contro il Volto di Nostro Signore Gesù Cristo. Rappresentazione scenica già diffidata alcuni anni orsono”, spiega l’Associazione.

“Osserviamo in particolare – prosegue la nota di Giuristi per la Vita – che condotte simili, coinvolgendo e istigando minorenni, costituisce, oltre che un fatto di passibile valutazione penale, anche una grave disgregatrice provocazione, in un momento come questo in cui i valori di pietà e rispetto della vita umana, nonché di libertà di professare la propria religione e della certezza di vedersi rispettato e tutelati (di rilevanza Costituzionale), sono radicalmente minacciati da certe frange fanatiche ed estremiste”.

“Quella che si vuole inscenare è una rappresentazione resa ancora più squallida dalla volontà di coinvolgere dei bambini e renderli inconsapevoli protagonisti di uno spettacolo indegno”, spiega il Consigliere regionale di Fdi-An Paolo Truzzu. “Nelle nostre scuole agli stessi bambini si pensa di nascondere il crocifisso nelle aule, si nega ogni richiamo a simboli cristiani, durante le festività natalizie o pasquali, per non offendere i piccoli che provengono da altre religioni. Viceversa sembra che nessun riguardo debba esserci per chi, piccolo o grande che sia, si professa cattolico”, afferma Truzzu.

“La religione cristiana è, infatti, l’unica che può essere sbeffeggiata in modo irriguardoso da pseudoartisti i quali non si fanno scrupolo di utilizzare i bambini per i loro sporchi interessi di marketing blasfemo. Lo scopo è, nel migliore dei casi, portare in sala qualche spettatore in più rispetto a quelli che assisterebbero a uno spettacolo di cui – conclude Truzzu – evidentemente si è consapevoli della mediocrità di fatto”.

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