Quei i sardi che si flagellano abbassando la testa e mostrano il loro auto-colonialismo culturale

Sassari: spagnolo Erasmus accoltellato notte Halloween, in 5 raccontano verità in questura

provincia sassari

Sassari, 4 novembre 2015 – Non sarebbe un pestaggio e neppure una brutale aggressione del ‘branco’ quella che è stata troppo frettolosamente dipinta come un pestaggio selvaggio ad un ragazzo spagnolo, ma una rissa nella notte di Halloween. E Sassari non è la città violenta che è stata descritta. Ma il sindaco Nicola Sanna non ha perso tempo ed è corso in ospedale a porgere le scuse al giovane spagnolo: “Vi chiedo scusa a nome della città, purtroppo sono episodi imprevedibili, ma siamo profondamente dispiaciuti per quanto è accaduto”. Di cosa si deve scusare signor Sindaco? E’ un normalissimo episodio di cronaca che non infanga la città. Sassari non è città violenta e tantomeno invasa dal ‘branco’ come l’hanno dipinta. Commenti troppo frettolosi prima di conoscere i fatti. Oltre tutto Lei ha creduto ad una versione dei fatti diparte, cioè quella dello spagnolo, meglio sarebbe stato attendere le indagini della Sqaudra Mobile della Polizia di Stato, che ha sta facendo chiarezza sul fatto. Increscioso certamente, ma non da imputare solo ai sardi suoi concittadini

Il giovane di Barcellona è arrivato lo scorso fine settimana a Sassari con i genitori per trovare il fratello, ospite in città con il programma Erasmus. I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica, quando gli spagnoli erano in Piazza Italia a bere birra e suonare la chitarra nel corso della ‘notte delle streghe’ e sarebbero venuti a contatto con dei ragazzi sassaresi, anch’essi forse alticci. Lì forse vola qualche parola di troppo e scoppia la rissa tra i due gruppi, nella quale avrebbe avuto la peggio lo spagnolo, che ha dovuto ricorrere alle cure per una ferita all’addome da un oggetto appuntito. E’ tutt’ora ricoverato in ospedale.

Dal suo letto d’ospedale lo spagnolo ha raccontato l’episodio al Sindaco di Sassari Sanna, che è andato a trovarlo. “Hanno iniziato a inveire contro di noi, poi hanno lanciato una bottiglia di plastica di acqua – ha raccontato al Sindaco lo spagnolo – si vedeva che cercavano la rissa. Quando abbiamo chiesto di smetterla, prima hanno pestato mio fratello e poi mi hanno colpito al basso ventre. Sulle prime ho pensato a un pugno forte poi, invece, ho visto del sangue è ho capito che mi avevano ferito”.

Da li sono partite le indagini della Squadra Mobile della Questura sassarese e gli agenti coordinati dalla dirigente Bibiana Pala hanno acquisito testimonianze e soprattutto i filmati di alcune telecamere di sorveglianza che cambierebbero la versione dei fatti, ribaltandola. Non sarebbe stata infatti una aggressione, ma una rissa.

Stesso scivolone del sindaco anche da parte dell’Università di Sassari, anch’essa troppo frettolosa nel fornire le sue scuse agli spagnoli. Quasi un necrologio: “Nessun tipo di violenza, nemmeno sporadica, può essere tollerato. L’Università degli Studi di Sassari condanna l’evento accaduto sabato notte in piazza d’Italia, nel quale sono stati coinvolti alcuni studenti spagnoli ospiti della nostra città tramite il progetto Erasmus. Il Rettore Massimo Carpinelli, i docenti, il personale e tutta la comunità accademica è vicina ai familiari del giovane che, a seguito dello spiacevole episodio, ha riportato una piccola ferita cutanea (è il fratello di uno studente Erasmus in visita a Sassari con la famiglia)”.

Una delegazione dell’Ateneo “si è recata immediatamente in ospedale per constatare personalmente le condizioni del ragazzo, che fortunatamente sono minime. L’Università di Sassari assisterà la famiglia durante tutto il soggiorno in città e ha offerto il proprio sostegno fino al rientro in Spagna”. Bene, gli spagnoli torneranno a Barcellona con una bella denuncia per rissa aggravata, identica a quella che si prenderanno i sardi, i ragazzi sassarese ‘monelli’,colpevoli probabilmente di aver bevuto quanto gli spagnoli nella notte di Halloween!

A scombussolare la frettolosa solidarietà di Sindaco e Rettore però ci ha messolo zampino l’orgoglio sassarese e ieri cinque ragazzi sassaresi coinvolti nel fatto sono andati in Questura insieme ad un avvocato per fornire la loro versione dei fatti. Non gli sarebbe andata giù la versione di una Sassari violenta dove imperversa ‘il branco’ e soprattutto le scuse troppo frettolose delle istituzioni agli spagnoli, che avrebbero le stesse identiche colpe dei sassaresi, cioè quelle di aver partecipato ad una rissa nella notte di Halloween.

E’ ancora forte il colonialismo mentale che troppi sardi che guidano le istituzioni conservano nel loro modo di pensare: “pocos, locos e mal unidos”. La Sardegna in questo modo non riuscirà a rivendicare la sua dignità e la sua identità di popolo, ma sarà sempre vittima di se stessa.

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