Tumori: Sanna (Confagricoltura), marcia indietro Oms su carni rosse è tardivo = In Sardegna carni prodotte in regime ‘benessere animale’

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Cagliari, 29 Ottobre 2015 – “La precisazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc)sul rischio legato al consumo di carne rossa è quantomeno tardivo. L’allarme creato tra i consumatori è palese e ha generato un allarme che può compromettere l’economia di intere regioni italiane legata alla produzione di animali da carne. Accogliamo positivamente la marcia indietro dell’Oms perché il consumo di proteine animali è indispensabile alla normale crescita dei bambini, degli adolescenti e sostituibili nella dieta degli adulti per chi fa scelte di vita di tipo vegetariano o vegano”. LO afferma il presidente di Confagricoltura Sardegna,Luca Sanna,in merito alla precisazione dell’OMS sui rischi di tumore legati al consumo di carne rossa.

“Presumibilmente le considerazioni inopinatamente diffuse dall’Oms su questo tipo di pericolo – dice Sanna – sono probabilmente basate su dati provenienti da Paesi grandi consumatori di carne e soprattutto di quali tipologie di carni, ovvero di bestiame allevato con criteri sui quali occorrerebbe fare degli approfondimenti seri. Tutto ciò per dimostrare che la Sardegna sta andando verso la direzione opposta,cioè raggiungere il risultato che tutti gli allevamenti da carne e da latte saranno detenuti in regime di ‘benessere animale’, quindi con la massima garanzia di salubrità e di genuinità per il consumatore”.

“Invito l’Oms –prosegue il presidente di Confagricoltura Sardegna – a verificare se le carni ottenute da animali allevati in Sardegna con sistemi estensivi e in regime di ‘benessere animale’, siano altrettanto potenzialmente generatrici di tumori come quelle che finora hanno fornito i dati per le loro considerazioni”.

Per Sanna “il danno creato in queste ultime ore da questo allarme poteva essere evitato con una maggiore cautela nel divulgare una notizia con un impatto che devastante sui consumatori. La Sardegna è la seconda regione al mondo per numero di centenari, quasi tutti pastori, a testimonianza che la dieta a base di carne, e naturalmente di altre bontà delle produzioni agricole, non hanno mai ucciso nessuno”.

“Chiaro che i rischi di tumori non si discutono – conclude Sanna -, ma inviterei chiunque a sostenere che una buona bistecca di vitello sardo-modicano, di pecora o capra sarda fanno male. Uno scivolone che l’Oms poteva tranquillamente evitare”.

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