Migranti: Orrù (Mov.cristiano), dopo disordini in Sardegna rimpatriare immigrati = I soldi prima ai sardi

Cagliari, 8 ott. 2015 –  Rivolta dei migranti ospiti dell’Hotel ‘Il Lecci’ di Villanovaforru (Ca). Verso le 13,30 i circa 80 migranti ospiti nella struttura hanno iniziato la rivolta rovesciando sedie e arredi, hanno lanciato immondizia dappertutto rendendo l’hotel impraticabile. E’ stato il proprietario a chiamare i carabinieri della compagnia di Sanluri che sono arrivati immediatamente in tenuta antisommossa e a ristabilire l’ordine, dopo momenti di tensione. La protesta è dovuta ad un probabile ritardo nel pagamento del ‘pocket money’.

“Quanto accaduto oggi a Villanovaforru segue le proteste di Valledoria, Palmadula (Ss) e anche negli scorsi mesi in altri centri sardi si sono ripetuti episodi simili. Queste persone, a cui viene garantita assistenza e cibo gratis,  dicono di non trovarsi bene nelle strutture che li ospitano e danno vita a manifestazioni di rabbia che creano disordine e caos in piccoli centri che non erano abituati ad affrontare simili problemi di ordine pubblico”. Lo afferma Marcello Orrù, consigliere regionale della Sardegna e leader del Movimento Cristiano in merito alla protesta inscenata questa mattina a Villanovaforru da circa un’ottantina di immigrati che hanno danneggiato l’hotel ‘I lecci’.

villanovaforru

“Purtroppo non è un caso isolato, identico a quanto successo a Palmadula e Valledoria. Il trattamento riservato dal Governo agli immigrati avrebbe fatto comodo a tantissimi sardi – dice Orrù -, a numerosi padri di famiglia costretti ogni giorno ad andare a mendicare un tozzo di pane alla Caritas perchè senza lavoro e senza reddito alcuno, a tanti padri separati costretti a vivere in macchina. Questa situazione che vede lo stato mantenere persone peraltro irriconoscenti è diventata intollerabile”.

“Non ci si meravigli pertanto –prosegue Orrù – se i nostri concittadini sono sempre più amareggiati da quella che è diventata una evidente diversa parità trattamento:io ritengo che coloro che, mantenuti dall’Italia, si lamentano perchè mangiano e dormono male, o per qualche giorno di ritardo nell’erogazione dei soldi destinati alle ricariche telefoniche, non debbano trascorrere un giorno in più in territorio sardo e vadano immediatamente rispediti nei loro rispettivi paesi. C’è una crisi sociale ed economica devastante: prima  i sardi”, conclude Orrù. 

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