Indipendentismo: Pili (Unidos) annuncia referendum per autodeterminazione popolo sardo

losa pili

Nuraghe Losa (Or),26 set. 2016 – “Lo Stato nega alla Sardegna i diritti fondamentali, dai trasporti all’energia, dal riequilibrio insulare a quello infrastrutturale, tratta la nostra isola come una colonia sottomessa, scaraventa sulla nostra terra tutte le attività più invasive e pericolose, dalle basi militari a quelle inquinanti, usa banche e Equitalia per sfrattare povera gente e mettere in ginocchio imprese e cittadini, tenta di sfruttare il nostro isolamento per collocare scorie nucleari e isolare profughi, usa indisturbato ruspe di Stato sui Giganti di Monte Prama, cancella la dignità dei docenti sardi e devasta la scuola sarda. Un Popolo libero e coraggioso, una comunità che non vuole continuare a subire e soccombere, deve reagire. Per questa ragione dinanzi ad impegni disattesi, alle continue violazioni di norme costituzionali, ai continui e reiterati tentativi di annientare lo Statuto Sardo bisogna mettere in campo azioni straordinarie a partire dall’autodeterminazione del Popolo Sardo. Dopo reiterate azioni dello Stato, attraverso i governi di ieri e di oggi, tutte tese a ridurre a lumicino i poteri speciali della Sardegna, non resta che perseguire una strada obbligata: quella dell’autodeterminazione e dell’indipendenza. Non indipendenza velleitaria ed estremista, ma razionale e moderna, non isolazionista ma aperta al mondo. In questa direzione la strategia è chiara: libertà statuale, economica, culturale. Il processo per l’autodeterminazione sarà legislativo, giudiziario e politico – culturale”.

A tracciare il nuovo scenario politico è il leader di Unidos Mauro Pili che questo pomeriggio davanti alla fortezza nuragica di Losa, ha annunciato la presentazione alla Camera dei Deputati, per la prima volta dopo 68 anni dalla Costituzione, di una proposta di legge costituzionale per legittimare un referendum popolare per il riconoscimento dell’autodeterminazione del Popolo Sardo. E la Camera non ammetterà il referendum “denuncio Boldrini e faccio ricorso all’Onu per violazione dei diritti dei popoli”.

“E’ un passo decisivo che apre uno scenario inedito per la Sardegna perché per la prima volta lo Stato, a partire dal Parlamento, dovrà prendere atto di un percorso concreto e definito per l’autodeterminazione del Popolo Sardo. La proposta di legge costituzionale che traccia un percorso legislativo definito e verificato dovrà essere vagliata nei prossimi giorni dalla Presidenza della Camera dei Deputati per essere pubblicata. Il primo passo è stato compiuto il 22 settembre scorso con la presentazione a mia firma alla Camera dei Deputati della proposta di legge recante: “Norme costituzionali per il riconoscimento dell’autodeterminazione del Popolo Sardo attraverso referendum popolare”. Un referendum della libertà e della consapevolezza. Un referendum per coloro che vogliono restare nello Stato italiano e per coloro che, invece, vogliono tracciare un nuovo orizzonte in grado di spezzare le catene che bloccano lo sviluppo e annientano le speranze. La decisione di presentare la proposta di legge apre anche uno scenario giudiziario qualora le forze politiche e in particolar modo la Presidente della Camera non dovessero ammettere la proposta di legge Costituzionale. Si tratterebbe di un fatto talmente rilevante e grave che aprirebbe un conflitto giudiziario senza precedenti, sia nell’ambito interno che internazionale. Le forze politiche non possono lavarsi le mani con la “non ammissione” della proposta di legge: devono assumersi le proprie responsabilità accogliendola o respingendola”.

“Una proposta di legge costituzionale che segna tutti i passaggi fondamentali di un percorso di autodeterminazione già sancito da norme di diritto internazionale ed europeo. Il fatto che abbiamo scelto questo enclave di Sardegna per presentare questa mobilitazione in difesa del Popolo Sardo non è casuale. Che la Sardegna sia un’identità autonoma e indipendente è rappresentato in modo inequivocabile dalla civiltà sarda e nuragica che costituisce un unicum nel Mediterraneo e nel mondo. Nel momento in cui lo Stato ha fallito nella “fusione perfetta” del regno di Sardegna, divenuta con il passare degli anni “fusione truffa”, non resta che intraprendere la strada obbligata per ripristinare lo status indipendente della Sardegna.

Ogni Sardo libero e intelligente dovrebbe comprendere che ad uno Stato vigliacco e strabico bisogna reagire in modo compatto e deciso. Anche un governo regionale lungimirante utilizzerebbe tale reazione in termini positivi e propositivi anziché continuare a farsi imbrogliare dai governi di turno”.

“Per questa ragione è indispensabile avviare una profonda azione culturale del Popolo Sardo in grado di rilanciare l’identità di una comunità e riappropriarsi della propria dignità e del proprio coraggio”.

“Il percorso sarà legislativo, giudiziario e politico. Per questo motivo abbiamo costituito tre gruppi d’azione che dovranno operare sui tre versanti individuati. E’ evidente che all’interno del parlamento metteremo in campo tutte le possibili convergenze programmatiche e istituzionali con tutti quei  soggetti singoli e non che vorranno contribuire alla causa dell’autodeterminazione del Popolo Sardo. Sul piano giudiziario riteniamo indispensabile operare sia nell’ambito interno che internazionale e quindi  ci avvarremo di costituzionalisti a vari livelli. Infine l’azione politica: ogni libero cittadino e ogni movimento politico identitario sardo sarà coinvolto in questo percorso e dalla condivisione discenderanno azioni congiunte e unitarie, sia politiche che elettorali. Il percorso prevede l’indizione per ottobre e novembre degli Stati Generali dell’economia, del lavoro, dell’ambiente e della cultura. Il confronto si concluderà con la seconda assemblea del Popolo Sardo dopo quella del Teatro Massimo di Cagliari che sancì la nascita del progetto identitario di Unidos. E’ una sfida alta – ha concluso Pili – che abbiamo il dovere di perseguire per non soccombere ma traguardare il futuro della Sardegna con lungimiranza e coraggio”.

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